Centri di recupero Narconon: una fregatura pericolosa

I centri di recupero sostenuti da Scientology promettono ai tossicodipendenti di poter sudare via, in saune soffocanti, i loro demoni. Ma i critici accusano l'organizzazione stessa di essere il male.

Di © Di Mark Ebner e Walter Armstrong, The Fix, 27 marzo 2011.

©Traduzione a cura di Simonetta Po, aprile 2011

 

L. Ron Hubbard, il prolifico scrittore di fantascienza che fondò la Chiesa di Scientology, può sì essere stato ritenuto un "caso da manicomio" (dall'FBI) e un "bugiardo patologico" (da un giudice della Corte Suprema di Los Angeles), ma per decine di migliaia di entusiasti seguaci di tutto il mondo è l'uomo che ha scoperto un approccio al recupero dalle dipendenze che surclassa ogni cosa offerta dalle scienze che si occupano di dipendenze. Narconon è il prodotto delle nozioni pseudoscientifiche di Hubbard, un'azienda impegnata nella disintossicazione e riabilitazione che, in oltre quattro decenni di esistenza, è cresciuta fino a diventare un impero multimilionario che al momento conta diverse decine di cliniche in tutto il mondo. Le sue affermazioni di tassi di successo senza pari ottenuti grazia all'approccio "100 per cento naturale" e "privo di farmaci" lo hanno reso vantaggioso e rispettabile, anche se la reputazione della chiesa è stata affossata. L'appoggio delle celebrità - come "l'ex studentessa" Kirstie Alley - e un'avveduta campagna marketing in Internet hanno fatto il resto.

Ma secondo i molti critici dell'organizzazione, tra cui amici e familiari di clienti Narconon deceduti, danneggiati o scomparsi, la catena di centri di riabilitazione è poco più di un gruppo di facciata della Chiesa di Scientology. Essi sostengono che gli ignari clienti pagano fino a 30.000 dollari per un "trattamento" consistente in uno strano procedimento disintossicante che pone seri rischi per la salute, seguito dall'indottrinamento a Scientology mascherato da recupero. Prendendo di mira individui disperati e vulnerabili - e perciò candidati primari alla conversione - il Narconon diventa una delle fonti principali di reddito e di reclutamento della chiesa. Con le azioni Scientology ormai sempre più tossiche - su un numero recente del New Yorker Lawrence Wright ha infatti riferito che l'FBI sta indagando sulla dirigenza della chiesa per presunte violazioni delle leggi sul traffico umano - la sopravvivenza del movimento dipende più che mai dal posizionamento del Narconon sul mercato delle tossicodipendenze e del recupero (I tentativi fatti da The Fix di contattare un portavoce del Narconon per commenti telefonici o via e-mail non hanno avuto successo).

L. Ron Hubbard era uno strano candidato al successo di autoproclamato leader scientifico di una delle aziende riabilitative più grandi al mondo. La sua passione per le sostanze illecite era ben nota. Ma a parte la sua personale assunzione di una grande varietà di droghe illecite tra cui mescalina, barbiturici e cocaina - descritta in lettere redatte da Hubbard e da suo figlio - la natura esatta della sua "ricerca" sulla dipendenza resta oscura. Nel 1977 Hubbard sostenne di aver scoperto che i residui di LSD e di altre sostanze "tossiche" permangono nei tessuti organici per mesi, addirittura per anni dopo l'uso; come piccole bombe a orologeria tali residui possono esplodere in ogni momento, scatenando un desiderio pericoloso o dei flashback disorientanti i quali,a loro volta, possono indurre ulteriore uso di sostanze.

L'opuscolo del Narconon (da non confondere con Narcotics Anonymous, o NA) intitolato "Dieci punti che i vostri amici forse non sanno sulle droghe" (www.narcononsudeuropa.org/files/opuscolo10punti.pdf) offre un resoconto sulle teorie della dipendenza sviluppate dal maestro di fantascienza. «Molte droghe o i loro sottoprodotti vengono immagazzinati dai tessuti adiposi e possono permanervi per anni», si legge. «Anche l'uso occasionale ha effetti a lungo termine. Questo è un problema perché in seguito, quando la persona è al lavoro o fa ginnastica, o è sottoposta a stress, il grasso brucia e una piccola quantità di sostanza viene rimessa in circolo, scatenando la voglia. Così il soggetto potrebbe desiderare la droga anche anni dopo aver smesso di utilizzarla.»

Nel suo "Programma di Purificazione" per disintossicarsi da alcol e droghe, Hubbard raccomandava ai tossicodipendenti in crisi di trascorrere quattro o cinque ore al giorno in una sauna a 65C, con la contemporanea assunzione di mega dosi di vitamine. Questo regime di "suda via il cattivo, ingerisci il buono" era stato originariamente inventato da Hubbard come primo passo del processo di conversione a Scientology per raggiungere lo stato di "clear" - cioè liberato dalla negatività degli "engram", o precedenti incarnazioni. Il successivo corso riabilitativo consiste principalmente di "routine di addestramento", o "TRs" - immersione profonda nella teoria e nella pratica della "comunicazione" secondo Hubbard, cioè una versione mascherata di Scientology.

«A fine sauna ti senti pulito come un neonato», testimonia Marc Murphy, il giovane cantautore britannico testimonial di un video promozionale sul sito web ufficiale di Narconon, narconon.org. Murphy insiste che l'approccio privo di farmaci del Narconon gli ha permesso di gettarsi alle spalle 12 anni di dipendenza da eroina, accompagnata da metadone e Valium, vizio acquisito nelle precedenti decine di tentativi disintossicanti. «È stata l'astinenza più facile che abbia mai fatto», racconta lo "studente" in merito al periodo trascorso in un centro Narconon nei pressi di Londra. «Mi ha salvato la vita.»

Ma le vite possono anche andare perdute. Fin dalla sua nascita, una quarantina di anni fa, sono state decine le cause civili e penali presentate contro i centri Narconon da ex pazienti che sostengono di essere stati lesi o danneggiati, o da parenti di persone presumibilmente morte a seguito di pratiche bizzarre e pericolose. «Quando c'ero io, alcune persone furono portate via in ambulanza e restarono giorni in ospedale», racconta David Love, cliente del Narconon Trois-Rivieres - vicino a Montreal - dal dicembre 2008 al maggio 2009, intervistato in esclusiva da The Fix.

«Nella struttura del Quebec ci sono stati dei morti. Il trattamento a base di saune e vitamine è orribile. I pazienti vomitavano e avevano diarrea con regolarità. I tossicodipendenti con problemi di abuso di sostanze hanno disturbi epatici e alti tassi enzimatici - non dovrebbero assumere dosi massicce di vitamine come la niacina.»

Come molti altri "diplomati" Narconon, anche Love, 57 anni, fece la facile transizione da cliente a dipendente, influenzato dagli insegnamenti basati su Scientology. Nei sei mesi in cui ha lavorato alla clinica è stato testimone oculare di almeno due ricoveri: «Un cliente aveva forti dolori di stomaco e lo spedirono in camera sua, dove trascorse l'intera giornata lamentandosi dal male. Alla fine lo portarono in ospedale.» L'altro paziente era un diabetico a cui era stata tolta l'insulina per attenersi alla filosofia "niente farmaci". «il tipo [entrò in shock insulinico] e dovettero portarlo di corsa all'ospedale. Era in coma. In sostanza, dovettero salvargli la vita.»

Dipendente da metadone e cocaina, Love era entrato al Narconon Quebec grazie al consiglio di un amico. Una volta entrato nello staff - racconta - cominciò a notare che i pazienti avevano «reazioni molto bizzarre. È un programma molto confuso. Un sacco di gente piangeva. Un tizio ruppe con un pugno il vetro della sauna, un altro tirò un cazzotto al vetro del frigorifero del piano superiore.» Aggiunge che se è vero che reazioni di pianto o anche comportamenti violenti non sono una novità nei normali centri di riabilitazione, il programma Narconon è studiato per spezzare la persona. «Se date un'occhiata a quegli otto libri Narconon [su cui si basa il programma], vi chiederete: "che cavolo di roba è?" perché lì non c'è personale medico - nessun dottore, niente infermiere, niente assistenti, niente terapisti, niente di niente.»

Narconon ("Narco[tics]-Non[e]") fu fondato nel 1966 da William Benitez, carcerato 32enne della Arizona State Prison che stava scontando una pena a 15 anni per reati di droga. Benitez cercava un modo per dare una svolta alla propria vita. Nella biblioteca della prigione trovò «un libro vecchio e consunto, I fondamenti del pensiero di L. Ron Hubbard» che (prevedibilmente) gli cambiò la vita. Nel libro Hubbard scriveva che dal suo punto di vista «la tossicodipendenza non era altro che una "disabilità", una conseguenza del cessare di usare le abilità essenziali per una sopravvivenza costruttiva.» Pluri-condannato e con seri problemi di droga, Benitez applicò la «tecnologia» di Hubbard, «gli esercizi pratici» e «certe abilità» - i molti TRs - riuscendo a vincere il suo problema con la droga. Qualche mese più tardi ottenne l'autorizzazione dal responsabile del carcere di insegnare il metodo ad altri 20 carcerati tossicodipendenti, e ben presto anche internati non tossicodipendenti chiesero di entrare nel programma - o almeno così racconta il Narconon.

Nel 1971 un ministro di Scientology lanciò a Los Angeles il primo centro Narconon, un ambulatorio da 8 posti letto per clienti appena usciti dal carcere. Nel 1973 al programma di base Scientology furono aggiunti la sauna "Purificatrice" e il cocktail vitaminico. Nel corso dei successivi quattro decenni l'organizzazione è cresciuta fino a diventare il più grosso e noto programma riabilitativo del mondo; afferma infatti di avere oltre cento centri residenziali, uffici e centri informativi in 29 paesi del mondo. Tuttavia, molte fonti indipendenti riferiscono che il numero reale di cliniche è nell'ordine di qualche decina. E secondo il sito web della Association for Better Living and Education (ABLE) - la no-profit che gestisce Narconon International - al mondo esistono 33 centri residenziali, tra cui tre in California, uno in Nevada e la sede centrale in Oklahoma. L'organizzazione non riesce nemmeno a raccontare i suoi stessi fatti (o finzioni).

In realtà, un'inchiesta accurata di The Fix ha scoperto che molto poco del programma Narconon supera l'esame - sia esso scientifico, statistico o di altra natura. Il suo ampiamente pubblicizzato tasso di successo del 76% (o superiore) è quasi certamente una grossa esagerazione (la maggioranza di centri di recupero sarebbe estasiata nel raggiungere il 20%). Molti degli studi citati a sostegno delle proprie affermazioni furono finanziati dallo stesso Narconon. Alcuni vennero condotti da scientologist, altri vengono presentati in modo fuorviante. Uno studio svedese del 1981 - finanziato da Narconon - scoprì che solo il 23% degli studenti aveva terminato il programma, e tra di loro il 6,6% disse di essersi tenuto "pulito" per un anno. Ma con un salto mortale carpiato il gruppo promuove tale studio come una dimostrazione che il suo tasso di recupero è pari al 76%. Paul Schofield, ex scientologist che dal 2002 al 2008 ha lavorato per Narconon in Australia, ha riferito a The Fix che «il tasso di successo che pubblicizzano è semplicemente truffaldino.

Nessuna delle affermazioni secondo cui il Narconon è un programma efficace è stata verificata da fonti indipendenti.» In termini di rischi per la salute, c'è altro che attira l'attenzione sul New Life Program, l'approccio "senza farmaci" del Narconon ampiamente pubblicizzato sui suoi molti siti web. Hubbard manteneva una forte avversione per la psichiatria e spesso paragonava gli psichiatri ai terroristi e ai "don" mafiosi. Il Narconon lo ha interpretato come un serio divieto ai farmaci, come per esempio metadone e Valium che permettono a chi è preda alle sofferenze dell'astinenza da droghe o alcol di uscire gradualmente dalla dipendenza, evitando lo shock fisico e lo stress mentale di una cessazione improvvisa. I centri Narconon espongono i loro clienti a cinque ore di sauna a 65C al giorno, intesa a ripulire l'organismo di tutte quelle sostanze come alcol, droghe o altri intossicanti che potrebbero scatenare desiderio o flashback. Ma, cosa ancora più bizzarra, Hubbard sosteneva che il procedimento è completo solo quando dai pori esce una "fanghiglia nera".

Per difendersi dalle accuse di ciarlataneria, il Narconon è riuscito a schierare prove scientifiche insufficienti. Sui media, l'organizzazione è difesa un anno dopo l'altro dagli stessi, pochi nomi. Uno di tali sostenitori è il Dott. David Root, medico del lavoro il quale, per coincidenza, è anche uno dei membri del Narconon Scientific Advisory Board. Root, che afferma di curare i pazienti che si rivolgono al suo ambulatorio di Sacramento con il "Programma Disintossicante Hubbard", nel 1991 disse al San Francisco Chronicle che droghe e altri veleni «escono dalla pelle sotto forma di sudore sebaceo, o grasso. Si vede spesso gocciolare questo materiale, oppure viene rimosso con una salvietta. Può essere nero, marrone, blu, verde, giallo, a volte è rosso. La gran parte viene lavata via con la doccia, per cui non lo si vede».

È apparentemente questa la spiegazione per le forti dosi di vitamine, minerali e olio, da assumere quotidianamente. Tra di esse, fino a 5000 mg. al giorno di niacina, vitamina del gruppo B che Hubbard investiva di poteri quasi magici basati sulla sua idea sbagliata che, dilatando i vasi sanguigni, la niacina avrebbe fatto espellere alcol, droghe e altre sostanza tossiche. La "vampata niacinica" seguita all'ingestione, sosteneva Hubbard, è in realtà la conferma visibile della tossina espulsa.

Gli esperti medici scherniscono il programma Narconon. Il Dott. Neal Benowitz, Capo delle Terapie Farmacologiche e Sperimentali della UCSF [Università della California di San Francisco], definisce «divertente» e «ridicola» la teoria del sudore di Hubbard. Indipendentemente da quanto una persona riesca a sudare con l'esercizio fisico o la sauna, nella migliore delle ipotesi l'espulsione delle tossine è minima. Ciò che Root ha descritto «non è biologicamente possibile. Le ghiandole sudoripare espellono sostanze acquose, non olio», ha spiegato Benowitz al San Francisco Chronicle. «La concentrazione di droghe nel sudore varia grandemente dal tipo di sostanza. Nel sudore c'è pochissimo THC. Se un farmaco è idrosolubile, nel sudore ne troverete concentrazioni più alte. Ma non ad anni di distanza.» Il Dott. Thomas Brown, scienziato specializzato in dipendenze della McGill University, aggiunge che: «[Il Narconon ha] molti assunti impliciti non supportati dalla letteratura scientifica disponibile». I funzionari del Narconon hanno fornito a The Fix una manciata di articoli, quasi tutti pubblicati su oscure riviste mediche, che a loro dire sostenevano il programma, tra cui tre studi condotti dal Dott. Root, il loro stesso membro del consiglio.

Astinenza, esposizione al calore e strani cocktail possono sembrare ridicoli e divertenti, ma possono anche rappresentare rischi per la salute, in particolare per i dipendenti da alcol e droghe. Sono rischi noti da molto tempo. Secondo uno studio del 1991 pubblicato dal American Journal of Public Health , il 25% dei decessi in sauna sono provocati dall'uso di cocaina o alcol - cioè, generalmente, da ipertermia, un aumento della temperatura corporea. Poiché l'ipertermia è anche un effetto collaterale dell'abuso di alcol, chi si sottopone al calore molto elevato delle saune Narconon potrebbe esporre il proprio organismo a rischi noti. Per quanto riguarda la niacina, tale sostanza può essere tossica per chi ha già fegato e reni indeboliti dall'abuso.

Sono almeno sei i clienti di Narconon deceduti durante il programma, almeno stando ai documenti resi pubblici da narconon-exposed.org , un sito di denuncia gestito dal Dott. David Touretzky, professore di informatica alla Carnegie Mellon University e uno dei più tenaci critici accademici di Scientology.

Il primo decesso di cui si ha notizia è quello di Jocelyne Dorfmann, una 34enne epilettica morta di convulsioni nel 1984 in un centro di riabilitazione Narconon di Digione, Francia - secondo quanto riportato dal "Rapporto Parlamentare sulle Sette" del 1995. Seguace di Scientology, la donna aveva iniziato il programma per liberarsi dall'assunzione dei farmaci anti-epilettici. Un giudice francese sentenziò che il direttore del centro era colpevole di negligenza, e dispose la chiusura coatta del centro. Christopher Arbuckle, 25enne di Portland, Oregon, morì per insufficienza epatica nel corso della fase "vitaminica" del "Programma di Purificazione", dopo aver trascorso diverse ore in sauna. Il fatto risulta dagli atti depositati presso il Tribunale dello Stato dell'Oregon. (La Chiesa di Scientology riferì al St. Petersburg Florida Times che la morte del ragazzo era stata provocata dall'uso di steroidi e da precedenti problemi renali che non aveva rivelato).

Nel 1995, in Lombardia, Italia, Paride Ella, 22 anni e Giuseppe Tomba, 26, morirono per insufficienza renale nel giro di due giorni l'uno dall'altro - fatti riferiti dal quotidiano Corriere della Sera. Gli scientologist associati al centro Narconon furono accusati di diversi reati, anche se in seguito una Corte superiore cassò le condanne. Nel 2002 una donna italiana di 33 anni in cura al Narconon entrò in coma per poi morire di peritonite, infezione raramente mortale a meno che non venga ignorata. La donna era stata apparentemente indotta dallo staff del centro Narconon "Torre dell'Orso" a ignorare i sintomi e a completare il programma.

Un aspetto particolarmente inquietante di questi decessi è che tutti sembravano evitabili - se solo fossero state prestate immediate cure mediche. Ma quando il personale Narconon decise di chiedere aiuto medico era già troppo tardi. L'assenza di professionisti medici in molti centri Narconon, insieme alla generale proibizione ai farmaci (tra cui anche quelli salvavita) è una combinazione pericolosa. Touretzky, ha riferito a The Fix di ricevere circa una mail a settimana da qualche ex cliente Narconon, e ha compilato una lunghissima pagina di lamentele che vanno dagli alloggi insalubri all'uso interno di droghe psicotrope, addirittura di pazienti che fanno sesso con il personale in cambio di stupefacenti; si arriva ai pazienti che quando cominciano a parlare di abusi vengono abbandonati a notte fonda in remote autostazioni. «Mi scrivono genitori di ragazzi che hanno subito abusi al Narconon e da gente che ha assunto stupefacenti assieme ai propri assistenti», racconta Touretzky. Nei [centri] Narconon accadono tutte le cose più brutte a cui riesci a pensare.» Una delle accuse più gravi è il sequestro di persona. Daniel Locatelli, 35enne di Grass Valley, Calif., sostiene che nel 2008 fu imprigionato dal Narconon di Newport Beach. Stando a una denuncia presentata nel 2009 dalla sua fidanzata. Dopo due giorni di permanenza Locatelli aveva fatto le valige e voleva andarsene. La denuncia parla anche di truffa, violazione di contratto e tentativi di conversione religiosa. Il personale Narconon avrebbe trattenuto l'uomo contro la sua volontà per ulteriori due giorni, trasferendolo in un secondo centro Narconon dove pare gli sia stato negato di rivolgersi a un medico per curare la bronchite. Locatelli ha riferito di essere stato costretto a leggere propaganda di Scientology e di essere stato sottoposto a un umiliante rituale noto agli scientologist come bull-baiting, durante il quale altri clienti lo umiliavano verbalmente. Nel settembre del 2009 Narconon chiuse la causa in via stragiudiziale liquidando a Locatelli e alla sua fidanzata 22.000 dollari (2000 in meno di quanto l'uomo aveva pagato per il suo "recupero") a condizione che i due non discutessero pubblicamente del procedimento giudiziario o di come le direttive coercitive del gruppo avessero costretto un tossicodipendente in via di recupero a fare l'autostop sull'autostrada con tutti i bagagli, fino a che un membro dello staff non lo aveva caricato e accompagnato all'aeroporto.

Pare siano stati imprigionati anche degli staff che volevano dimettersi, in particolare se a conoscenza di fatti incresciosi per l'organizzazione. «Ho cercato di andarmene in due o tre diverse occasioni», racconta David Love. «Sono stato trattenuto per tre giorni in una stanza chiusa a chiave, contro la mia volontà. Non mi volevano dare i miei documenti, la patente, nulla.» Forse il Narconon Trois-Rivieres dove Love lavorava non aveva un servizio medico, ma secondo il racconto dell'uomo il servizio di sicurezza e sorveglianza era molto presente. «È come un campo militare. Ci sono guardie della sicurezza, ufficiali che controllano gli studenti e ufficiali di etica. Fanno l'appello ogni quindici minuti, come in prigione. Hanno un sistema di interrogatorio PTS [Fonte Potenziale di Guai] molto efficiente con cui cercano di convincere [clienti e personale] a restare.» Dopo la fuga, Love ha presentato cinque diverse querele contro il Narconon.

Ma le cause legali liquidate in via stragiudiziale e le varie denuncie mediatiche hanno poco scalfito la popolarità del gruppo. Come la Chiesa di Scientology, anche il Narconon si è adattato efficacemente all'era di Internet. Con il suo spiegamento di molti domini con nomi legati alla droga, alla riabilitazione e ad altri termini collegati, la strategia web dell'organizzazione cattura molti utenti. I siti Narconon straripano di immagini di famiglie sorridenti e di medici con tanto di camice e stetoscopio; riportano manifesti dall'aspetto scientifico e link a oscure riviste accademiche vecchie di decenni, oltre a recensioni entusiastiche. «Sono maturato di più nei pochi mesi al Narconon di quanto non abbia fatto nei cinque anni precedenti», esclama "A.S." dal sito web drugrehab.net. «Ora ho di nuovo sogni e obiettivi. Ogni mattina mi alzo pieno di gioia di vivere, con la consapevolezza che non ci saranno droghe.»

Secondo Love, le affermazioni fatte dai siti sulla presenza di "consulenti certificati" sono fuorvianti. «Sui loro siti pubblicizzano consulenti certificati, supervisori dei corsi, specialisti in astinenza. Ma quei certificati vengono auto prodotti dal Narconon, al piano superiore - fai un piccolo corso di Scientology e diventi "certificato". A gestire la riabilitazione o il trattamento non c'era nessuno in possesso di un diploma universitario.»

Se gli ex dipendenti hanno rivelato che Narconon e Scientology sono uniti da una comune dirigenza, da finanze comuni e dalla devozione condivisa per L. Ron Hubbard, oggi i siti web di Narconon non fanno alcun accenno al fatto che a dirigere lo show sono proprio gli scientologist. Ma anche negli anni '70, quando Scientology raggiunse il massimo di popolarità, i legami tra Narconon e la chiesa erano raramente pubblicizzati. [1]

Il gruppo fu inizialmente commercializzato con annunci di pubblico servizio sulle radio locali. «Gente disperata chiamava il numero gratuito fornito, e quando Scientology cominciò a ricevere attenzioni negative gli assistenti si videro ordinare di mentire e di dire che Narconon non aveva affiliazioni di alcun tipo con la chiesa», dice a The Fix Patty Pieniadz, ex Direttore Esecutivo di Narconon il cui attuale fervore nel condannare quei centri è pari al suo precedente ardore.

Il racconto della Pieniadz sull'azienda Narconon è istruttivo. Nel 1973 la donna aveva 19 anni ed era eroina-dipendente. Entrò nella struttura Narconon di New London, Conn., per la modesta somma di 50 dollari al mese. Dopo diversi mesi riuscì a vincere la sua dipendenza, ma intanto l'aveva sostituita con un'altra. «Ero riuscita a liberarmi dall'eroina», racconta, «ma Scientology era diventata la mia nuova ossessione.» Subito dopo la Pieniadz fu assunta come "reclutatore capo" del centro di New London. A 22 anni ne divenne Direttore Esecutivo con l'incarico di assicurarsi finanziamenti governativi con la promozione di lezioni Narconon nelle scuole pubbliche. [2] Ebbe indubbiamente molto successo. «Personalmente, portai nelle sue casse oltre un quarto di milione di dollari», racconta oggi.

Ciò che studenti o clienti non sanno è che il successo della riabilitazione dipende dall'indottrinamento a Scientology. «Il personale Narconon è convinto che se il paziente non completa il cosiddetto Scientology Drug Rundown ci sono poche speranze di abbandono della droga», riferisce la Pieniadz. «Il passo finale non scritto del programma Narconon è riconoscere di essere uno scientologist. Solo allora vieni considerato riabilitato.»

Un documento interno del 1984 presente sul sito Narconon Exposed dimostra che questo passo finale è anche stato messo per iscritto. Il documento illustra un diagramma con i gradini di progressione attraverso il programma. Ci sono la "Disintossicazione/Astinenza", la "Conferenza di educazione/orientamento alla droga", il "Corso TRs Duri (0-9)", il "Programma di Purificazione", una seconda "azione di riparazione" e "il Programma La via della Felicità". Infine, al diplomato purificato, riparato e "programmato" che sta per lasciare il Narconon viene mostrata "la via verso l'org più vicina per ricevere ulteriori servizi, se lo desidera". Naturalmente, l'"org" è un centro Scientology e i "servizi" sono ulteriore addestramento Scientology. Al Narconon il "Corso TRs Duri (0-9)" comprende il TR8, cioè comandare a un posacenere di "alzarsi" e "sedersi", ringraziarlo a voce molto alta per averlo fatto. Ex scientologist raccontano che lo scopo dell'esercizio è "infondere intenzione" al posacenere per farlo muovere. Abilità più avanzare possono presumibilmente essere acquisite con ulteriore addestramento Scientology.

Il Dott. Stephen Kent, sociologo della >i>University of Alberta specializzato in religioni e sette, ha studiato il processo di conversione del Narconon. «Se i clienti si convincono che "l'auditing" ha contribuito al loro miglioramento, allora potrebbero avere il desiderio di approfondire la sua pratica iscrivendosi ai corsi Scientology», ha detto a The Fix. «Potrebbero non rendersi conto che la loro "percezione" di ciò che ha provocato il recupero è il risultato di fattori diversi da ciò che pensano.»

Convertire i tossicodipendenti a Scientology non è essenziale solo per la riabilitazione, ma anche per il modello di successo imprenditoriale di Narconon. Prosegue Kent: «Per Scientology Narconon è una fonte di reddito e di reclutamento, per non parlare poi dell'opportunità pubblicitaria di mostrare alla pubblica opinione una presunta soluzione al problema della tossicodipendenza.» Secondo Kent, il Narconon è una entità giuridicamente indipendente che paga a Scientology i diritti di utilizzo della "tecnologia" scientologica attraverso contratti di licenza con ABLE. Come Burger's King o T.G.I.F., il Narconon opera in franchise. Gli scientologist hanno un ruolo preminente in molte franchise individuali, anche se non tutte appartengono a membri della chiesa.

Secondo il Dott. David Touretzky, Narconon incanala poi denaro direttamente nelle casse della chiesa in diversi modi illeciti, come pagare affitti esorbitanti per immobili di proprietà della chiesa in violazione alle leggi governative sul no-profit.

Dati gli stretti collegamenti tra Scientology e Narconon, non sorprende che la reputazione del programma continui ad avere appoggio e altri tipi di sostegno dai famosi piazzisti hollywoodiani della chiesa. Oltre alla notorietà raggiunta come regina dell'obesità, dal 1990 Kirstie Alley è portavoce ufficiale di Narconon. La Alley entrò nel programma nel 1979 per combattere una seria dipendenza dalla cocaina; oggi gli attribuisce il merito di averle salvato la vita. John Travolta, altro leale sostenitore di Scientology, è membro del consiglio consultivo di Narconon, come lo è David Miscavige, il controverso leader della Chiesa di Scientology.

Ma quando il ruolo di Narconon come porta di ingresso a Scientology viene pubblicizzato, la sua risposta consiste spesso nel negare l'accusa e di attaccare i suoi critici definendoli sostenitori di droghe e farmaci. Nel 1991 a Chilocco, Oklahoma, manifestanti si presentarono in forze per bloccare la proposta di Narconon di costruire una "sede centrale" residenziale sui territori tribali. L'opposizione si basava su una diffusa opposizione ad avere una fabbrica Scientology nel loro giardino. In seguito il Consiglio della Salute Mentale dell'Oklahoma si prese la briga di indagare sulla reale efficacia del programma Narconon, decretando che non solo era inefficace, ma era anche pericoloso. Nel negare a Narconon il permesso di operare, concluse che: «Non sono stati rinvenuti studi scientifici indipendenti, controllati e su lungo termine che stabiliscano direttamente e chiaramente l'efficacia del programma Narconon per il trattamento della dipendenza da sostanze chimiche, mentre prove più credibili stabiliscono che il programma non è efficace... [o] sicuro dal punto di vista medico.» Durante la mischia mediatica che ne seguì, il portavoce Narconon Gary Smith disse ai media locali che «L'unica intenzione di Narconon è allontanare la gente dalle droghe.» Smith denunciava amaramente i critici del programma definendoli «fonti esterne... collegate alla vendita di farmaci e droghe, oppure loro utilizzatori.» Rifiutando di entrare nel dettaglio, Smith disse semplicemente: «Fidatevi di me, io lo so.»

In anni recenti il Narconon sostiene di avere istituito regole a protezione dei tossicodipendenti contro qualunque tentativo di reclutamento. Ma secondo quanto dichiarato nel maggio 2002 da Devinder Luthra, presidente di Narconon Canada, a una seduta alla Camera dei Deputati della Commissione Speciale sull'uso non medico delle droghe, circa il 40% dei clienti Narconon si trasforma in operatore alle sue dipendenze.

Nel corso di questa inchiesta i giornalisti di The Fix hanno contattato una dozzina di diverse strutture Narconon, a cui si sono presentati come tossicodipendenti bisognosi di aiuto immediato. I "consulenti" a disposizione 24 ore al giorno hanno lodato senza eccezioni i tassi di successo del programma Narconon, a fronte di tariffe "accettabili". I clienti devono sottoporsi a un programma della durata di tre mesi che costa 27.000 dollari, da pagare anticipati. Alla richiesta di ulteriori dettagli sul programma, le informazioni hanno iniziato a farsi decisamente vaghe. Quando è stato chiesto quali fossero i legami tra Narconon e Scientology, quasi tutti gli operatori hanno abilmente sviato la domanda.

La reticenza di questi rappresentanti Narconon è facilmente comprensibile. L'ultimo decennio non è stato propizio a Scientology, colpita da una serie di defezioni di alto profilo, dal crescente scrutinio dei media e dall'incapacità di attrarre nuovi membri - e soldi. Molto del danno alla reputazione della chiesa è stato auto-inflitto, soprattutto dalle loro celebrità. Le pagliacciate di Tom Cruise - per esempio una lunga tirata contro la psichiatria e gli antidepressivi, e lo sforzo per convincere i pompieri dell'11 settembre con problemi respiratori a gettare inalatori e farmaci in favore dei programmi di Scientology - sono stati disastrosi a livello pubblicitario. Un'inchiesta di alto profilo sulla morte del figlio di John Travolta ha causato ulteriori problemi.

Internet ha reso sempre più difficile sopprimere la stampa negativa. Sul web sono nate decine di blog anti-Narconon aperti da ex clienti e staff che pubblicano le loro critiche: siti come narconon.exposed.org, holysmoke.org e crackpots.org. Nel 2010 un network virtuale di hackers ed esperti informatici chiamati Anonymous ha mobilitato migliaia di manifestanti mascherati davanti alla "sede spirituale" di Scientology a Clearwater, Florida. Sul suo sito whytheyprotest.net, Anonymous afferma che la chiesa è coinvolta in «centinaia di azioni illegali, attività fraudolente e violazioni di diritti umani».

Scientology deve parte della sua sinistra reputazione alla combattività che mostra contro le critiche. Da anni la chiesa viene accusata di usare procedimenti legali, guerra psicologica e giochi sporchi per ridurre al silenzio i suoi avversari. Ha speso milioni di dollari per indagare e querelare giornalisti, funzionari governativi, ex membri delusi e altri presunti "nemici". Fin dal 1959 Hubbard avvisava che i critici di Scientology, conosciuti internamente come "persone soppressive", sarebbero stati colpiti da malattie se non da morte certa.

Dopo le dimissioni dal Narconon Trois-Rivieres nel novembre 2009, David Love ha raccontato di aver ricevuto ripetute minacce di morte da Sue Chubbs, direttore di produzione Narconon. Ma la cosa più inquietante è che i documenti indicano che la Chubbs ha postato le parole "Nemico" e "Fair Game" sulla pagina Facebook di Love. Si tratta di termini gergali della chiesa che segnalano agli altri scientologist che l'uomo «può essere privato della proprietà o danneggiato con ogni mezzo da qualsiasi scientologist», spiega Love.

I segreti (ed altre più oscure imprese) che Scientology sta cercando di mantenere nascosti in tribunale pare comprendano attività criminali e violazioni dei diritti umani che potrebbero far sudare freddo lo stesso leader David Miscavige. Nel suo recente articolo, Lawrence Wright del New Yorker descrive la recente rabbiosa defezione pubblica del regista e sceneggiatore Paul Haggis. Ma parla anche di un'indagine iniziata dal FBI nel 2009 dopo che un gruppo di fuoriusciti di altissimo livello riferirono alla stampa - e in certi casi alle autorità - che la chiesa gestisce una serie di brutali campi di rieducazione dove i membri vengono imprigionati, a volte per anni di fila, e anche torturati. Basandosi sui racconti degli ex scientologist interrogati dal FBI, l'indagine federale sembrerebbe vertere sulla possibilità che l'organizzazione stia violando le leggi sul traffico umano, tra cui violazioni che coinvolgono minori.

Il sociologo Stephen Kent ha riferito a The Fix di avere contattato l'FBI alcuni anni fa, presentando preoccupazioni simili sul programma di rieducazione e lavoro forzato di Scientology: «Ma non è successo niente.» Ha aggiunto di essere scettico sul fatto che l'indagine in corso possa risultare in imputazioni, soprattutto se le accuse provengono soltanto da adulti. «Ma se le accuse di abuso provenissero da giovani adulti che riferiscono di maltrattamenti vissuti durante l'infanzia o l'adolescenza, allora le cose sarebbero diverse», prosegue. «Se un certo numero di minori esce e racconta di comportamenti criminali imposti loro da adulti, allora ci sono buone possibilità che l'FBI si muova.»

I critici si domandano anche se l'IRS perseguirà la chiesa per possibile violazione del suo status esentasse, dato il suo coinvolgimento in programmi di gestione aziendale rivolti ad ambulatori di dentisti, chiropratici, veterinari e altri professionisti - e, naturalmente, con il Narconon. Vista la posta in gioco, la capacità di Narconon di raccogliere denaro e convertire tossicodipendenti per continuare a nutrire la "casa madre" non è mai stata tanto critica per la sopravvivenza della chiesa.

Al suo massimo splendore, Narconon persuase molti dei consigli scolastici più potenti del paese di avere la pallottola magica per abbattere l'uso di sostanze tra gli adolescenti. Sostenuto da milioni di dollari dei contribuenti e da donazioni di aziende locali, la truppa di conferenzieri Narconon ha viaggiato per tutta la nazione, raggiungendo almeno 1,5 milioni di studenti ogni anno. [2] Nonostante siano a volte riusciti a catturare l'attenzione degli studenti, i relatori Narconon versati alla pseudoscienza di Hubbard sono miseramente caduti sull'ABC dei fatti reali sulle droghe. Nel corso dei decenni, la maggior parte dei distretti scolastici USA ha messo il Narconon alla porta.

Ora i programmi e i servizi vengono proposti a scuole private e parrocchiali meno avverse al dogma Scientology. Così come aveva preso di mira gli Indiani Americani dell'Oklahoma per costruire sulle loro terre tribali la sua sede centrale, ora Narconon pare essersi concentrato sugli adolescenti poveri dell'America urbana e rurale. Nel 2009 l'organizzazione ha ingaggiato giovani artisti hip-hop e rap per diffondere il suo messaggio "senza droghe".

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L'elenco crescente di sopravvissuti ed altri critici ha però il proprio messaggio da diffondere. «Narconon è un gruppo di facciata della Chiesa di Scientology - è un modo per attirare nel sistema gente nuova», dice Patty Pieniadz, ex Direttore Esecutivo di un centro Narconon. «È una ricetta per il disastro, ed è una truffa». Per quanto riguarda David Love, il 25 marzo ha raggiunto con Narconon un accordo stragiudiziale per la denuncia di molestie psicologiche. Ma altre quattro cause restano aperte. «Hanno minacciato di danneggiarmi, di darmi la caccia e di distruggermi», ha detto Love a The Fix. «Sono entrato al Narconon per curare la mia tossicodipendenza. Sono finito all'ospedale per stress post-traumatico.»

Ulteriori ricerche e contributi sono di James Partridge
Mark Ebner è un giornalista premiato per le sue attività, è un autore di best-seller e sa come muoversi nei circoli della riabilitazione


Note del traduttore:

1. Quando non apertamente negati, come succede in questa recentissima quanto emblematica richiesta-minaccia dell'avvocato Narconon Valentina Gallucci di Cosenza in merito a un articolo comparso a febbraio 2011 su un quotidiano modenese.

2. Anche in Italia i centri Narconon si sono attivati per inserirsi nelle scuole pubbliche, vedi ad esempio qui, qui, qui, nonché in altre strutture comunitarie, come qui.

 
 
 
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