Dall'homepage di Arnie Lerma, Dicembre 1998.
Traduzione a cura di Martini.
Quanto segue è stato pubblicato nel Dicembre 1998 nel forum internazionale alt.religion.scientology.
L'autrice dello scritto chiede di restare anonima. Il testo è stato diffuso da Arnie Lerma [1], critico della chiesa di Scientology ed ex condirettore di FACTNet [2], l'archivio elettronico più fornito riguardo a Scientology e altre organizzazioni, da anni in causa con la multinazionale di Hubbard.
La storia personale che viene raccontata è in stretta relazione a quanto accaduto a Lisa Mc Pherson, membro di lungo corso di Scientology deceduta nel Dicembre 1995 al Fort Harrison Hotel, la "Mecca" della "chiesa", dopo un "ritiro spirituale" che le è costato la vita [3]. Forse ci aiuta a comprendere che cosa ha portato Lisa nella condizione di estrema fragilità emotiva che spinse i paramedici che la soccorsero dopo l'incidente stradale a condurla all'ospedale, e ciò che può aver vissuto negli ultimi giorni della sua esistenza.
Martini

Giorno del Ringraziamento, 1998.
Scrivo la mia storia perché è vera e deve essere raccontata. Anche se capisco che storie come la mia rappresentano l'eccezione e non la regola, so che la mia non è stata la prima, e adesso so che non è stata l'ultima.
Sto diffondendo questo scritto in forma
anonima perché non desidero essere "trovata" e portata in una pubblica
"arena". Potrei stare meglio, ma non sto tanto meglio. Se c'è qualcuno
che, leggendo quanto scriverò, mi riconosce, per favore tenga l'informazione
per sé, non desidero uscire allo scoperto. Naturalmente OSA Int
e l'RTC sanno chi sono, ma confido che non vorranno farmi uscire dall'ombra.
La storia che desidero raccontare ebbe inizio circa tre anni fa. All'epoca non sapevo che la mia saga sarebbe cominciata appena otto settimane dopo la morte di Lisa, in Florida.
Sono stata nella Chiesa di Scientology per molto tempo. Sono stata staff per più di 10 anni, parecchi dei quali nell'Int Management. Ho speso un'altra decina di anni come "pubblico" a vari livelli di attività.
Dentro la chiesa ci sono sempre state cose
che non mi piacevano, o con cui ero in disaccordo, ma alla fine riuscivo
a maneggiarle o a considerarle in una prospettiva che mi permetteva
di ritenere che potevo e dovevo continuare la mia appartenenza attiva.
All'inizio degli anni '90 scoprii che i miei dubbi e discordanze non potevano
essere messe a tacere così facilmente. Feci qualche corso finalizzato
a risolvere quei dubbi e quelle idee, solo per scoprire che al contrario
diventavano più forti.
Verso la fine del 1994 ricevetti una telefonata da OSA Int. in cui mi si richiedeva di entrare in questo nuovo gruppo a cui "Wolly" aveva dato avvio in Rete. Voleva sapere che cosa stesse combinando "Wolly". Rifiutai spiegando che non mi districavo molto bene, in Rete. Ma la mia curiosità ne rimase stuzzicata. Questo fu il modo in cui conobbi Internet, e nel 1995 trovai e lessi molti casi legali, sentenze, affidavit e articoli di giornale. Se da una parte queste informazioni davano risposta ad un sacco di mie domande, dall'altra non risolsero i miei dubbi e nemmeno aumentarono la mia fedeltà al gruppo.
Mi recai alcune volte a AOLA e CCLA [Advanced Organization Los Angeles, Celebrity Center Los Angeles - n.d.t.] per ricevere aiuto nell'analisi dei miei sentimenti. Tuttavia neppure queste azioni servirono.
Verso Capodanno 1995 accennai a mio marito che forse volevo abbandonare Scientology. Lui fu molto chiaro, e mi disse che la cosa per lui sarebbe stata un grosso problema.
Il 5 Febbraio 1996 ricevetti una telefonata da un membro di OSA Int. che conoscevo di persona. Desiderava vedermi. Incontrai lei e la sua collega nella sala del consiglio di Hollywood Blvd. Mi consegnarono un messaggio e-mail che avevo scritto parecchi mesi prima. La persona a cui l'avevo scritto era una SP dichiarata ["Persona Soppressiva" - n.d.t.] che si era sorpresa del fatto che io (una scientologista) mi fidassi e comunicassi con lui. Nella mia replica dicevo che non diffidavo di lui personalmente, ma che ero preoccupata per le persone che, ero certa, la chiesa gli aveva messo intorno.
Le due donne di OSA. Int non mi rivelarono mai come avessero avuto il mio messaggio. Dissi loro che non stavo nascondendo alcunché visto che mi ero firmata con il mio nome e sapevo che loro avevano persone dappertutto. Dissi anche che ero stata a AO e CC e avevo cercato, per un certo tempo, di risolvere i miei problemi. Parlai delle che avevo già avuto modo di chiarire, e dissi che pensavo che molte cose di cui OSA Int si occupava non erano giuste. Non ero d'accordo che "il fine giustifica i mezzi", cosa che pareva governare la maggioranza delle loro azioni e decisioni. Citai alcune attività specifiche di OSA Int in cui ero personalmente coinvolta, o che conoscevo.
Si offrirono di aiutarmi. Mi dissero che una auditor meravigliosa, che avevo conosciuto ma che non vedevo da molti anni, stava studiando i miei folders ["cartelle cliniche" - n.d.t.] e desiderava aiutarmi.
Non ero contraria a un'offerta d'aiuto, così mi recai dal D of P [Direttore dei Procedimenti - n.d.t.]. Scoprii però che non si trattava di un normale colloquio con il D of P come quelli che avevo avuto in precedenza, quanto piuttosto di un interrogatorio. Mi chiese se conoscevo persone che avevano abbandonato il Ponte [verso la "Libertà Totale" - la somma dei materiali commercializzati dall'organizzazione - n.d.t.]. Conoscevo qualche SP? Che potevo dire delle persone con cui chattavo? Che cosa ne pensavo?
Tornai a casa INTONTITA. Non volevo parlarne. Immaginavo che se avessi rifiutato il maneggiamento sarei stata dichiarata ["soppressiva" - n.d.t.]. Sapevo che se fosse andata così il mio matrimonio (e altri aspetti della mia vita) sarebbero stati in pericolo.
Quella sera ricevetti una telefonata da un'amica scientologista. Aveva problemi. La sua Org (AOLA) le aveva ordinato di disconnettere dalla sua migliore amica (delusa ma non dichiarata). Suo marito le aveva detto che se non avesse disconnesso non avrebbe potuto proseguire sul Ponte, e che se non avesse fatto questo lui l'avrebbe lasciata.
Mi sentivo nella sua stessa situazione, e pensai di non avere altra scelta che presentarmi alla "seduta" in programma per il giorno seguente.
Le due donne mi scortarono nella stanza di auditing per incontrare l'auditor. Mi accompagnarono fin dentro. Sulle prime osservai queste tre donne e i loro visi severi, e mi chiesi se non si trattasse di una "verifica di sicurezza Gang Bang" di cui avevo sentito parlare anni prima. Non si trattava di questo, e presto mi lasciarono sola con la auditor.
Quel che accadde nei giorni seguenti fu assolutamente differente da qualsiasi "auditing" avessi ricevuto in precedenza. "Crudele" è la parola che mi viene in mente. Le session duravano ore, e proseguirono per parecchie giornate.
Ricordo che il secondo giorno l'auditor mi fece leggere diversi bollettini per mostrarmi che tutto era veramente a mio beneficio e che queste sedute non erano un'inquisizione o mirate ad "attaccarmi". L'auditor disse che le stavo veramente a cuore, ed era questo il motivo per cui facevamo quelle cose, per aiutarmi. Tuttavia cominciò a urlare contro di me per cose che dicevo e su cui lei non era d'accordo.
Le raccontai di una cosa che avevo fatto ad una "SP" e che io consideravo un Overt [azione dannosa - n.d.t.], e lei mi gridò. Mi disse che quel che avevo fatto non poteva essere un overt, perché "non si possono commettere overt contro le Persone Soppressive". [4]
Ci trovammo molto in disaccordo sulla definizione di Overt. Spiegai che non ero d'accordo con la definizione "Maggior Bene per il Maggior Numero". [5] Pensavo che venisse usata per giustificare molte azioni sbagliate che avevo compiuto.
Pensavo che "fai per gli altri" (o "quel che semini raccogli") fosse la massima che desideravo impiegare per decidere se avevo commesso atti dannosi. All'auditor non piaceva il mio punto di vista, il ché portò a ulteriori sgridate.
Queste "giornate in seduta" andarono avanti
per una settimana. Quando non ero in session parlavo poco, mi sentivo intontita.
Cercavo di dormire ma non ci riuscivo. Mi sforzavo di mangiare il minimo
indispensabile per poter "raggiungere il metab" [controllo che si fa sul
"metabolismo" prima di iniziare una session di auditing -n.d.t.]. Di notte
queste "sedute" si ripetevano costantemente nella mia mente. Era come se
la session non fosse mai terminata, e avessi portato l'auditor con me a
casa. Era dentro la mia testa che mi urlava contro, e scavava nella mia
mente.
9 o 10 Febbraio 1996.
Fu la seduta più lunga, sei ore
credo. Ricordo di aver pensato di abbandonarla, ma mi ero resa conto delle
difficoltà di dover prima scavalcare l'auditor, e poi giù
per i corridoi degli staff e le telecamere, e le guardie della sorveglianza.
Ci trovavamo in uno dei piani alti di OSA Int. e sapevo che gli auditor
e gli staff sono addestrati a prevenire "l'abbandono della seduta", così
rimasi. Passai quasi tutto il tempo della seduta a piangere, o piegata
in due sul cestino della spazzatura in preda ai conati.
Domenica notte, 11 Febbraio 1996.
Andai a dormire. Verso le 2 di notte fui svegliata dal crepitìo della mia mente, di me stessa, della mia anima... non so come descriverlo, la mia mente andò in pezzi. Dovevo fare qualcosa, ma non sapevo cosa. Urlavo contro mio marito ma non mi sembrava che fossi io a farlo. Uscii di casa, con mio marito alle calcagna. Mi riacchiappò prima che uscissi dal vialetto. Camminavo intorno alla macchina, cercavo di toccare gli alberi. Riuscì a calmarmi quel tanto da riportarmi dentro casa.
Ero terrorizzata a morte. Era successo qualcosa dentro la mia mente, e mi sembrava di trovarmi in un luogo diverso. Chiamammo OSA Int e discutemmo con la mia auditor (che era ancora sveglia alle due di mattina)... parlò prima con mio marito e poi con me. Tutto ciò che ricordo della conversazione fu che mi disse "non esiste tech che possa maneggiare tutto questo".
Ricordo me stessa da lontano che pensava:
"avrebbe almeno potuto mentirmi..."
Il 12 o 13 Febbraio si misero d'accordo per farmi avere un'altra "seduta" con la mia auditor. Entrai e lei tirò fuori la "Lista di Correzione della Verifica di Sicurezza" e immediatamente mi sentii distrutta. "Loro", cioè il C/S [Supervisore del Caso - n.d.t.] e l'auditor pensavano che il problema con la mia testa fosse null'altro che un "withold mancato" ["atto overt" non confessato, e non scoperto in "seduta" - n.d.t.]... io capivo che non era questo il mio problema. Ma ritenevo anche che loro AVEVANO la capacità di correggere quel che era andato storto e non riuscivo a comprendere perché, semplicemente, non lo facessero. L'auditor mi parlò finché l'ago [dell'emeter] non fu "libero" e di poi chiuse la session. Ricordo che le domandai: "Cosa facciamo per ciò che in me non va?", ma quello fu tutto. Fui mandata a casa e mi dissero che mi avrebbero chiamata.
Nei due giorni successivi rimasi a casa. Ero molto ansiosa, stavo male. Cercavo di dormire ma mi svegliavo subito per "le cose che succedevano nella mia testa". Aumentai i dosaggi delle vitamine che la mia auditor mi aveva detto di prendere, melatonina, CalMag [una bevanda messa a punto da Hubbard composta da Calcio, Magnesio e aceto - n.d.t.] e vitamina B1 - le cose non migliorarono e di fatto trovavo sempre più difficile mantenere il contatto con la realtà.
Alle 5 di mattina del 14 Febbraio telefonai a un altro scientologista del pubblico, un mio amico. Era un auditor e pensavo che sarebbe stato in grado di darmi l'aiuto di cui avevo bisogno. Avevo trascorso la notte camminando su e giù per il garage, per non svegliare i miei familiari. Cercavo di trattenere i pensieri che schizzavano per il mio cervello, di fare in modo che il mondo non mi si sciogliesse addosso. Mio marito non capiva che cosa mi stesse accadendo, mi sentivo molto sola. L'amico mi fu di grosso conforto. Paragonò quel che mi stava capitando a un pessimo trip di LSD di cui lui, molti anni prima, aveva fatto esperienza. Mi confortava sapere che qualcuno era stato nel "luogo" in cui mi trovavo, ma sapevo anche di non aver mai preso LSD.
Conosceva quelli di OSA Int. e mi promise
che avrebbe scoperto perché non mi avevano rimessa in sesto.
Il 15 Febbraio ricevetti una telefonata di OSA Int. Mi comunicarono che il Supervisore del Caso voleva che mi recassi da un medico scientologista. Io non avevo un dottore scientologista, ma era ciò che desideravano specificamente che facessi, perché il Supervisore del Caso voleva una relazione.
All'epoca iniziavo a chiedermi se Captain Bill non avesse ragione, dopo tutto. Non riuscivo a capire perché non potessi ricevere un piccolo, piccolissimo aiuto efficace. Mi stava prendendo la paranoia e il dottore da cui fui mandata era un OT8: forse gli OT8 erano coinvolti nel controllo mentale e nel controllo a distanza?
Nonostante tutto andai. Fui visitata da una dottoressa scientologa a Los Angeles. Mi prescrisse di continuare ad assumere la melatonina, la B1 e il CalMag che mi aveva raccomandato l'auditor. Inoltre mi consigliò di prendere qualche altra erba officinale e mi fece una ricetta per del chloral hydrate [6]. Mi disse che il Dott. Denk aveva fatto ricerche e aveva scoperto che il chloral hydrate era il miglior farmaco "non psichiatrico" che si potesse impiegare.
Nei quattro giorni seguenti continuai a deperire. Avevo allucinazioni, camminavo senza tregua, non mangiavo. Sentivo l'universo scomparire, in continuazione. Il solo avviso che l'auditor di OSA Int. mi diede fu di consigliare a mio marito di non lasciarmi guidare.
Mi sentivo come se fossi stata su una giostra, attraversavo momenti occasionali di "relativa" sanità in cui mi rendevo conto di esserne fuori, ma sapevo anche che non sarebbero durati e che ben presto il potere della mia mente sconvolta mi avrebbe di nuovo risucchiata. Stavo affondando, e pensavo che quelli di OSA Int. mi stessero guardando annegare.
Nei giorni seguenti cercai di aiutare me stessa, o di farmi aiutare. Parlai ripetutamente con quelli di OSA Int., consegnai i miei diari e altre carte personali pensando che queste avrebbero aiutato il C/S a capirmi, e che mi avrebbero aiutata.
Telefonavo e gli dicevo che mi sentivo all'inferno, che mi sembrava di essere Dante e che veramente avevo assoluto bisogno che mi portassero in session per rimettere insieme i pezzi della mia mente. Mi informarono che i miei folders erano stati inoltrati upline (RTC).
Per tutto il periodo continuai ad assumere i farmaci che mi erano stati consigliati. Aumentai i dosaggi pensando che servisse. Prendevo manciate di vitamina B1. Ancora non riuscivo a dormire, non più di 30-40 minuti. Venivo svegliata dai sogni, convinta che questi fossero realmente accaduti.
In quel periodo mio marito non riusciva veramente a starmi dietro. Ero davvero sola. Mi ricordo di una volta in cui mi chiusi nell'armadio, al buio, rannicchiata in un angolo, piangendo e sbattendo la testa sul muro. Volevo semplicemente avere indietro la mia mente.
Ricordo che una volta la mia auditor mi disse di smettere di incontrare il mio amico auditor (quello che non era staff). Mi spiegò che non doveva essere coinvolto.
Mesi più tardi chiesi al mio "FSM" [Field Staff Member, la persona che l'aveva introdotta in Scn - n.d.t.] perché non mi era stato vicino per aiutarmi quando ne avevo più bisogno. Anche lui mi rivelò che OSA Int. gli aveva detto che "avevano tutto sotto controllo" e di rimanerne fuori.
La notte del 20 Febbraio 1996 non riuscii a dormire. Ora ero sicura che Captain Bill aveva assolutamente ragione. I Marcabiani dovevano aver preso il controllo della dirigenza [di Scn-n.d.t.]. Praticavano il controllo mentale con i tepaphones piazzati sul tetto dell'edificio blu di Los Angeles, e usavano in modo assoluto il controllo a distanza, e controllavano la mia mente. [7]
Mi era chiaro che OSA Int. non aveva intenzione di aiutarmi. Di fatto stava per accadere qualcosa, il giorno seguente, e dovevo essere preparata. Se fossi riuscita a resistere fino alle 3 del pomeriggio tutto si sarebbe sistemato.
Quel giorno ebbi molti pensieri irrazionali... ero del tutto paranoica, completamente psicotica e allucinata. Ricordo che mi lanciai zigzagando nel traffico, meravigliandomi di essere arrivata sana e salva dall'altra parte della strada. Pensavo che mi avrebbero di sicuro investita ma non era successo, e non sapevo che altro fare. Subito dopo collassai sul marciapiede. Ricordo che cercavo di sollevare il mio corpo ma non riuscivo a stare in piedi e neppure seduta. Ero completamente fuori, sia fisicamente che mentalmente. Ero combattiva. L'ambulanza mi portò di peso all'ospedale. Mio marito arrivò subito dopo di me. Ero così fuori di testa che non lo riconobbi. Sapevo anche che non erano ancora le 3 del pomeriggio, così non ero ancora del tutto fuori pericolo.
Seppi che i miei esami del sangue erano completamente sballati, e che mi trovarono disidratata. Mio marito aveva portato il flacone di chloral hydrate che il medico scientologico mi aveva prescritto, e ricordo che c'erano due persone in un angolo che ridevano dicendo "Ecco quel che le danno per dormire!!!". Erano increduli.
Lasciai l'ospedale contro il parere dei
sanitari e tornai a casa con mio marito. Successivamente scoprii che il
medico scientologo era stato avvertito del mio ricovero, e che aveva a
sua volta allertato OSA Int. che aveva mandato gente all'ospedale. Io non
li vidi, ma mio marito mi disse che erano nell'atrio, erano lì per
assicurarsi che non mi ricoverassero nel reparto psichiatrico. Penso che
si chiami LPS, devi riuscire a rispondere a parecchie domande in modo corretto
se vuoi lasciare l'ospedale. Domande del tipo che giorno è oggi,
dove sei, chi sei. Ricordo che all'epoca mi chiesi come faceva OSA Int.
a conoscere questo LPS.
22 Febbraio 1996.
Qualcuno di OSA Int. venne a casa mia e mi consegnò un appunto del Supervisore del Caso. Non ricordo che cosa fosse, ma rammento che mi mandò in bestia e borbottai a lungo con la donna che me l'aveva consegnato. Vedevo "la gente che era venuta con lei" e "la gente intorno a me" impegnati in una lotta.
Quel pomeriggio mio marito telefonò al medico scientologista in cerca d'aiuto. Gli fu detto che non c'era nulla da fare, perché l'unica cosa fattibile sarebbero stati farmaci psichiatrici e lei non poteva prescriverli. Allora tornò da me e mi abbracciò stretta. Mi disse che non saremmo stati aiutati da OSA Int., e nessun medico scientologista ci avrebbe aiutati e che avremmo superato il momentaccio insieme. Anche nella mia pazzia fui felice di non essere più sola. Sentivo qualche speranza.
Ricordavo i medici dell'ospedale che ridevano del chloral hydrate, e pensai che avremmo dovuto fare esattamente il CONTRARIO di qualsiasi cosa ci avessero detto. Lui fu d'accordo e smisi di prendere le vitamine, le tisane e i farmaci consigliatimi da chiunque collegato a OSA Int.
Avevo letto che l'aspirina faceva passare le allucinazioni. Pertanto fu l'unico "farmaco" che assunsi.
23 Febbraio - 1 Marzo.
Anche durante quella settimana non riuscii a dormire. Soffrivo ancora di allucinazioni ed ero paranoica, ma non ero sola. Non so come descriverlo, ma mio marito mi aveva seguito nella mia pazzia. Vedeva quel che vedevo, sentiva quel che sentivo (o almeno mi faceva capire che così fosse) e mi aiutava a mantenere la calma. Stava sveglio con me, la notte, quando le ondate di terrore erano peggiori. Fu come se avesse creato un faro nel mezzo della mia mente che affondava, e potevo seguire il suo raggio di luce per uscire dalla paura.
Mio marito lo paragona al film Poltergeist dove il padre entra nell'"altro universo" per salvare la figlia risucchiata dal televisore. Ecco quel che fondamentalmente fece mio marito, mi trovò e mi fece uscire.
Lentamente cominciai a dormire di più. Gradualmente il terrore iniziò a dissiparsi e le allucinazioni si fecero più lievi. Le voci che sentivo erano più gentili.
In questo periodo non ci furono telefonate da OSA Int. Ad un certo punto pensai che per me fosse veramente importante avere indietro i miei libri e le mie riviste. Mio marito telefonò a OSA Int. e gli restituirono un bel po' di roba mia. Le riviste erano state aperte completamente (come se fossero state fotocopiate) e certe pagine presentavano orecchie. Ma almeno avevo indietro i miei originali.
Ricordo che cercavo di "portare normalità". Di solito mi svegliavo alla mattina e prendevo succo di frutta e caffè, e leggevo il giornale. Così ripresi ad alzarmi, bere il succo e il caffè e ad aprire il giornale. Ero incapace di concentrarmi e non riuscivo a leggere più di qualche parola qua e là ma continuavo a "fare finta di" - sapete "fingi fin che non diventa vero". Stavo ferma su una pagina tutto il tempo che secondo me avrebbe richiesto leggerla davvero, e poi passavo alla successiva.
Stavo lottando per riappropriarmi della
mia mente e per tornare completamente in QUESTO universo ed essere in grado
di sopravvivere un giorno dopo l'altro... ogni notte dormivo un po' di
più, ed ogni giorno stavo un po' meglio.
6 Marzo 1996.
Ricevetti una telefonata da un amico auditor, lo stesso che mi aveva aiutata con la storia dell'LSD (e in molti altri modi prima che mio marito, alla fine, "afferrasse" quel che mi stava succedendo). Mi disse che voleva farmi una "intervista" in modo che quel che mi era accaduto potesse essere documentato.
Avevo già deciso che non avrei MAI
più "preso in mano le lattine" [elettrodi dell'e-meter -n.d.t.]. Ma
di questa persona mi fidavo, così accettai.
Desideravo che le MIE opinioni fossero documentate. Sapevo che non avrei mai avuto indietro i miei PC folders, e non volevo NON avere le mie opinioni documentate e archiviate. Di conseguenza accettai. Facemmo l'intervista in un luogo privato e sicuro.
Dopo avermi ascoltata, il mio amico fu molto chiaro con me e mi disse che come auditor addestrato poteva affermare che mi erano state fatte cose che non dovevano essere fatte. Non mi avevano aiutata a risolvere nulla, e non mi avevano detto cose che io già non sapessi, ma almeno questa intervista servì a farmi capire che non era soltanto colpa mia, che non avevo perso il cervello in un giorno, tutto da sola.
Venerdì 8 Marzo il mio amico/auditor mi telefonò di nuovo, e parlai anche con un amico con cui lavorava. Mi spiegarono che una donna dell'ufficio legale di OSA Int. desiderava che firmassi alcuni affidavit. Mi dissero che era la ragione principale per cui OSA aveva chiamato, OSA Int. non si era preoccupata di farmi fare l'intervista, erano stati loro (gli auditor non-staff) a richiedere che per prima cosa fosse fatta un'intervista.
Ero sconvolta. Mi feci lasciare il numero. Ero infuriata che questa persona dell'ufficio legale non avesse nemmeno avuto la decenza di telefonarmi personalmente. Infatti né io né mio marito avevamo ricevuto telefonate da quel venerdì in cui lui si era reso conto che non ci sarebbe arrivato nessun aiuto.
Telefonai alla donna. Mi disse che si trattava di una breve testimonianza giurata e di una lunga rinuncia [dei diritti - sollevamento di responsabilità - n.d.t.]. Le dissi che prima volevo averne una copia da leggere. Mentre le parlavo fui colpita dal pensiero che dopo tutto quel che avevo passato QUESTO era quanto stavo ricevendo in cambio dal mio gruppo. Altri amici (non Scn) mi avevano mandato fiori e auguri quando avevano saputo che ero stata all'ospedale e non stavo bene. Non Scientology.
Iniziai a piangere e posi fine alla conversazione. Poco dopo la richiamai e accettò di mandarmi le carte per posta.
Questa svolta negli eventi mi addolorava. Ero triste e delusa dal fatto che QUESTO era tutto ciò che avevo avuto dalla mia presunta chiesa.
Mio marito non era per niente triste. Era furioso. Furioso nel constatare che l'unica cosa di cui "questa gente" si preoccupava era pararsi il culo.
Gli affidavit non arrivarono mai. Io mi chiedevo se dovevo o no firmarli. Sapevo che se non l'avessi fatto sarei potuta essere dichiarata [soppressiva - n.d.t.], e se non avessi firmato sarei stata considerata una minaccia e contro di me sarebbero state intraprese ulteriori azioni.
Anche se stavo meglio c'era ancora una parte di me che si preoccupava di questi tepaphones che avevano sul tetto dellEdificio Blu. E sapevo anche che avrebbero potuto ricacciarmi nell'inferno da cui ero appena fuoriuscita.
La mattina del 13 (13 Marzo) l'addetta legale telefonò dicendo che non poteva inoltrarmi i documenti per posta, ma che voleva che li leggessi (in sua presenza) e che li firmassi.
Quel giorno mio marito era via. Il solo amico che riuscii a contattare mi raccomandò che firmassi, così mi avrebbero lasciata in pace.
Non avrei incontrato la legale nel suo edificio, ci accordammo di vederci in un ristorante, ma di fatto non andammo oltre il parcheggio. Ero troppo sconvolta.
Era trascorso circa un mese dall'inizio di questa agonia. Da appena una settimana ero, o facevo finta, di essere normale. Ancora non ero completamente ben ancorata al mondo reale, mi sentivo scossa. Così rimanemmo nell'auto, nel parcheggio, e piangevo mentre lei leggeva i due documenti che avrei dovuto firmare.
Mi disse che di solito un avvocato spiega queste cose in modo che si sappia che cosa si sta firmando. Risposi che non ero nello stato d'animo per entrare nel suo edificio e incontrarmi con uno dei suoi avvocati.
Scambiammo qualche parola. Chiamavano quel che avevo passato un "periodo di stress". Volevano che firmassi che ero consapevole che non era colpa loro, e che Scientology mi aveva aiutata.
L'altro documento era una rinuncia e mi disse che era pratica standard, e che molte persone ogni giorno la firmano. Che si trattava di un'azione veramente comune. Tutti quelli che lasciano lo staff la firmano. Loro tengono semplicemente tutte queste dichiarazioni in un armadio e sperano di non doverle mai tirar fuori.
Accettò di cambiare alcune parole. Avrebbe fatto delle copie nuove e voleva che tornassi per firmarle. Avviai la mia auto per andarmene; lei si girò verso di me e mi disse "Ah, un'ultima cosa, vorrei che firmassi queste carte davanti a una telecamera... in questo modo se qualcuno ne viene a conoscenza (e fece i nomi di alcune persone che io sapevo stavano attaccando la chiesa) potremo provare che non sono state firmate sotto minaccia."
L'ironia di me seduta nella macchina, in un parcheggio, addirittura incapace di entrare nel ristorante per lo stress che stavo vivendo... con le lacrime che mi scendevano sulla faccia. Non potevo crederlo. Le dissi che non sarei stata nel suo film.
Mio marito non era ancora tornato, ma sapevo che non volevo farmi coinvolgere da alcuna guerra. Desideravo solo riavere la mia mente, e se questo avesse evitato che mi molestassero (e forse riportato quei tepaphones nel loro mondo di fantasia) allora avrei semplicemente firmato e continuato la mia vita.
Tornai a Hollywood per incontrare la persona dell'OSA e il notaio. Li presi davanti al loro edificio e girammo l'angolo per parcheggiare. Firmai lì, nella macchina. Mi feci dare delle copie per me, e lei mi mise in guardia dal non mostrarle a nessuno e di tenerle al sicuro. Sembrava quasi un fatto insolito che la gente si tenesse copie per sé.
La reazione di mio marito fu: bene, quel che è fatto è fatto.
La vita continua, la vita andò avanti e iniziai a guarire. Ricordo che alla fine di Giugno - inizio Luglio 1996, sentii finalmente tornare le "pareti" del mio cervello.
In quei mesi non dissi mai niente di quel
che era avvenuto, neanche ai miei amici più cari o alla famiglia.
Solo chi sapeva direttamente della cosa ne era a conoscenza, e non parlai
neppure con loro. A quel punto la cosa giusta da fare sembrava semplicemente
andare avanti e non pensarci più.
Nel Giugno del 1996 un'amica mi raccontò di aver visto i miei folders ad AO. Ero contenta di sapere che alla fine erano usciti dal giro vizioso di OSA Int./RTC. Chiamai il D of P e le chiesi di dare un'occhiata al folder. Le domandai se c'erano note per me da parte del C/S. Lei controllò e non solo non c'erano, ma l'intervista che l'auditor mi aveva fatto per documentare tutti gli errori era scomparsa. Nel folder non c'erano note successive all'ordine di andare dal medico... niente sulla visita all'ospedale, niente di quanto accaduto in seguito, come se non fosse mai successo.
Il 14 Agosto 1996... ricevetti una telefonata da un tizio di OSA Int. Mi disse che stava chiamando per fare un programma per il mio rientro, e per completare l'azione iniziata a Febbraio. Fui shockata oltre misura. Pensavo di non riuscire a capire bene. Allora mi spiegò che la mia auditor gli aveva detto di contattarmi. Gli dissi "non sai molto su quel che mi è successo, vero?" Rispose che sapeva che non ero andata molto avanti nel maneggiamento e che bisognava terminarlo. Lo informai che ero finita all'ospedale, dopo le ultime cose che avevamo fatto. Lui disse "Non ho mai sentito che Scientology dia cattivi risultati", controbattendo ai miei commenti su quanto mi era successo come se si fosse trattato obbligatoriamente e unicamente di mie colpe.
In quel momento mio marito, che ascoltava
la conversazione, prese il telefono per scambiare qualche parola con questa
persona. Non so esattamente che cosa gli disse, ma lui non chiamò
mai più.
Venni a sapere di Lisa all'inizio del 1997. Mi rattristò molto, e mi colpì nel profondo. Anche lei era scientologista da molto tempo. Ravvisavo molte similitudini. Quando lessi le note di chi l'assisteva [8], e suoi commenti e quanto potrebbe sembrare così pazzo al mondo esterno... beh, io posso capire. So esattamente in che luogo si trovava la sua mente. Era dove stavo anch'io. Un posto che non posso augurare a nessuno.
Fu solo nell'estate del 1997, vedendo un programma alla TV, che feci il collegamento tra vitamine/erbe officinali e farmaci che Lisa prendeva e che anche io prendevo. Avevo già analizzato gli effetti della privazione del sonno sulla stabilità mentale di una persona, e dopo questo programma analizzai anche gli effetti collaterali del chloral hydrate e altre pillole che assumevo.
Nel Settembre del 1997 scrissi a David Miscavige per metterlo al corrente dei collegamenti. Gli scrissi che avevo preso una combinazione simile a quella di Lisa e che avevo sofferto di effetti simili, e che solo dopo aver smesso di prendere TUTTE quelle cose avevo cominciato a stare meglio. Mi preoccupavo che non accadesse di nuovo.
Non ho mai ricevuto risposta da lui o dal
suo ufficio.
Da allora ho diviso la mia storia con alcuni amici intimi. Ho cambiato lavoro e mi sono trasferita.
Sono così contenta per ogni mattina che mi sveglio e respiro, e conosco la differenza che esiste tra un incubo e il mondo reale. Prima la davo per scontata.
[lettera firmata]
Note
[1] Arnie Lerma, http://www.lermanet.com/cos/index.html
[2] FACTnet, www.factnet.org
[3] Si veda il nostro ampio dossier sul caso Lisa Mc. Pherson.
[4] Nella celebre HCOPL del 18 Ottobre 1967, L. Ron Hubbard scrive: «[la "persona soppressiva"] può essere privata della proprietà o ferita con ogni mezzo da ogni Scientologist senza che verso lo Scientologist vengano intraprese azioni disciplinari. Può essere imbrogliata, querelata, gli si può mentire o può essere distrutta».
[5] Secondo l'"etica" di Scientology il bene è rappresentato da ció che compie il «maggior bene sul maggior numero di dinamiche», dove per "dinamica" si intende "spinta alla vita". Le "dinamiche" sono otto: 1a del "sé"; 2a sesso e/o famiglia; 3a gruppo-razza; 4a umanità; 5a regno animale; 6a universo fisico; 7a spirito; 8a "è la spinta verso l'esistenza in quanto infinito, che viene identificato come Essere Supremo" (suggerito come Dio). Scientology si considera la sola «speranza per l'umanità in trilioni di anni», pertanto ogni persona o azione che la "contrasti" viene intesa come azione "contro sopravvivenza" che danneggia almeno le prime quattro dinamiche, la settima e l'ottava. Un "atto overt" invece viene definito come «atto di omissione o commissione che fa il minor bene per il minor numero di dinamiche, o il maggior danno al maggior numero di dinamiche». In questo modo si giustifica l'attacco ai "nemici" di Scientology: colpirli non è più visto come un crimine, ma come una "buona azione" volta al "bene" dell'umanità.
[6] chloral-hydrate: secondo il mio farmacista si tratta di un ipnotico e anestetico che in Italia non si usa più, disponibile solo come preparazione galenica.
[7] Alcune bizzarre credenze di Scientology. Si veda anche nota numero 76 di Religione o servizio Segreto?
In un documento del 1995, l'ex Scientologist Jon Atack autore del voluminoso saggio A Piece of Blue Sky scrive: «Hubbard ha portato i seguaci a credere che i suoi insegnamenti erano presi di mira da una cospirazione di proporzioni più che planetarie. Secondo gli insegnamenti segreti, la cospirazione è opera di alieni [Marcabiani]. Gli Scientologist sono i "soldati della luce" reincarnati nel quadrillenia per combattere la minaccia dei "preti e degli strizzacervelli", le Persone Soppressive che controllano il mondo. Gli Scientologist si devono infiltrare in posizioni di potere, fare rapporto sulle loro scoperte e usare la loro influenza a beneficio di Scientology».
Si vocifera che sul tetto dell'"edificio blu" (centro Scn di Los Angeles) siano piazzati sistemi di controllo che monitorano continuamente il cielo per dare l'allarme in caso di invasione. Verità? Illazione?
[8] Si veda il nostro dossier per le registrazioni del soggiorno di Lisa al Fort Harrison Hotel.
