L. Ron Hubbard soffriva di disturbi di personalità?

©Saggio di Jodi M. Lane, M.A., e Stephen A. Kent, PhD, che legge le direttive del fondatore di Scientology nell'ottica del Disturbo Narcisistico della Personalità. Gennaio 2008.

©Traduzione a cura di Simonetta Po, febbraio 2010.

 

Narcisismo maligno, L. Ron Hubbard e le direttive Scientology di furia narcisistica

Di Jodi M. Lane, M.A., Ricercatrice sulle Dipendenze, Edmonton, Alberta, Canada e Stephen A. Kent, PhD, Dipartimento di Sociologia, University of Alberta, Edmonton, Canada
30 gennaio 2008

Traduzione in francese pubblicata con il titolo "Politiques de rage et narcissisme malin" su Criminologie 41 No. 2 (2008): 117-155. La versione francese è modificata nel titolo e nell'abstract rispetto alla versione originale in inglese.

Gli autori ringraziano i numerosi ex membri di Scientology la cui generosità nel fornire documentazione e spunti ha reso possibile la stesura di questo articolo.



Abstract

In questo articolo discutiamo sul fatto che probabilmente L. Ron Hubbard, fondatore di Scientology, presentava un disordine della personalità noto come narcisismo maligno, e che tale disordine ha probabilmente contribuito alla creazione di direttive organizzative che riflettevano la sua furia narcisistica contro il nemico percepito. Illustriamo il nostro assunto discutendo la creazione, da parte di Hubbard, di una organizzazione interna a Scientology chiamata "Guardian's Office", che portò a termine un intenso attacco dissimulato contro Paulette Cooper, figura critica di Scientology. Tale attacco, e le direttive Scientology che Hubbard stilò per "maneggiare" i critici come lei, dimostrano il modo in cui Hubbard traduceva la sua furia narcisistica in direttive organizzative che i membri leali del gruppo attuavano in base alle sue indicazioni. Utilizzando assunti psicologici sulla personalità del leader e mostrando poi come quella personalità si è tradotta in direttive socialmente devianti e talvolta criminali, rese operative dalla sua organizzazione, ci auguriamo che i criminologi si sentano incoraggiati ad analizzare altri gruppi basandosi su teorie similari.


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Introduzione

Grandiosità, [1] elitismo (Wilson, 1970: 26-27; si veda Atack, 1990: 181), visioni di trasformazione, [2] e aspettative di lealtà (Storr, 1996: 209 si veda Lalich, 2004: 52, 90, 142, 241) sono comuni tra molti nuovi leader religiosi (Singer e Lalich, 1995: 8-10, 39-40), [3] e tali caratteristiche sono fonte di ispirazione per gli accoliti che le interiorizzano. Spesso questi leader si affermano e conquistano seguito in periodi di fermento sociale e culturale (Cohn, 1970: 52; si veda Kent, 1987c; 1989; 2001) e "in momenti di preoccupazione - sia essa psichica, fisica, economica, etica, religiosa o politica" (Weber, 1922 [1968]: 1112; si veda Glock, 1964). Tuttavia, tra questi e altri fattori sociali (tra cui "secolarizzazione, pluralismo e privatizzazione") che possono vedere la nascita di sette (Clarke, 2006: 16-21), si ergono le insolite personalità dei loro fondatori. [4] Verosimilmente i fondatori di setta mantengono convinzioni forti - una certezza e una assertività focalizzate e capaci di convogliare forza e attirare discepoli. Max Weber, una delle figure più importanti alle origini della sociologia, definì "carisma" tali qualità, ma scienziati sociali contemporanei etichettano alcune di quelle stesse figure come malati di mente o personalità disturbate (Deutsch, 1983: 122-128; 1989: 156-257; Lys, 2005; Numbers and Numbers, 1992; Raine, 2005; Storr, 1996: 152-158).

Non esiste esempio migliore di questa doppia etichetta dei trattati accademici che esaminano la vita e le attività di Joseph Smith, fondatore del mormonismo. Nello sviluppare il suo concetto di carisma Weber citò specificamente Smith, anche se in modo poco complimentoso. Nella sua definizione classica del concetto (scritta in un momento imprecisato tra il 1918 e la morte, nel 1920) Weber scrisse:

Il termine "carisma" sarà applicato a una certa qualità della personalità di un singolo individuo, in virtù della quale egli viene considerato straordinario e dotato di poteri o qualità sovrannaturali, sovra umane o comunque eccezionali. Sono tali in quanto non accessibili alla persona ordinaria, ma vengono considerate di origine divina o ugualmente esemplari, e su questa base il soggetto viene trattato come un "leader". (Weber, 1922 [1968]: 241).
Alcune frasi dopo aggiunse che: "per gli attuali scopi sarà necessario trattare una varietà di tipi diversi dotati del carisma come prima inteso... un altro tipo è rappresentato da Joseph Smith, fondatore del mormonismo, che potrebbe essere stato un truffatore molto sofisticato (sebbene ciò non possa essere stabilito definitivamente)" (Weber, 1922 [1968]: 242, si veda 1112).

L'autore di un libro recente su Smith, però, adotta un approccio molto diverso. Senza mai mettere in dubbio il carisma di Smith (si veda Anderson, 1999: 236), lo psichiatria ed ex mormone Robert D. Anderson ha sviluppato l'avvincente questione secondo cui Smith presentasse in realtà un disordine chiamato narcisismo maligno. Assunto il narcisismo maligno come una combinazione di personalità antisociale e narcisistica, Anderson ha scritto:

Forme meno severe potrebbero manifestare comportamenti morali in alcune aree, e comportamenti intesi a sfruttare il prossimo in altre. Alcuni individui possono sperimentare alcune forme di senso di colpa, preoccupazione e lealtà verso il prossimo. Possono riuscire a pianificare il futuro. Queste forme minori di narcisismo maligno possono essere caratterizzate da promiscuità sessuale e/o sfruttamento finanziario dei seguaci, ma da onestà e coerenza in altri rapporti. Possono incolpare gli altri per i propri problemi e offrire razionalizzazione ai guai.

Nel caso di Joseph Smith, il tema dell'inganno di sé e degli altri non è un filo conduttore, ma un cavo d'acciaio. Raramente tale caratteristica è stata così ben documentata (Anderson, 1999: 230).

A sostegno della sua diagnosi, Anderson ha discusso le "conquiste sessuali" di Smith "mascherate da pratiche religiose", della "sua disonestà", della sua disponibilità "a incolpare nemici immaginari" che avrebbero interferito nel suo lavoro, del suo "incolpare i sofferenti" che avevano contratto una malattia e del modello che usava per incolpare "gli altri del collasso della sua attività bancaria" (Anderson, 1999: 231). [5] La dimensione "maligna" di questo disordine della personalità è la disponibilità a danneggiare o distruggere chi viene percepito come un ostacolo o un oppositore. Quando criticato, questo tipo di narcisista «potrebbe reagire con disprezzo, rabbia o contrattacchi insolenti» (American Psychiatric Association, 2000b). Tali caratteristiche narcisistiche o narcisistiche maligne compaiono in altri leader carismatici, [6] uno dei quali è l'oggetto del presente studio. [7]

Il fondatore settario che ci interessa in particolare è un altro leader che presentava numerosi indicatori di narcisismo maligno, L. Ron Hubbard (1911-1986) creatore e singolare "teologo" dell'organizzazione ideologica conosciuta come Scientology. Non siamo certamente i primi analisti di Hubbard a dire che potrebbe avere sofferto di disturbo narcisistico della personalità (si veda Atack, 1990: 372; Kent, 2006: 347), [8] ma questo articolo è il primo tentativo di collocare la struttura della personalità di Hubbard nel quadro della letteratura accademica esistente sulla condizione. Inoltre mostreremo che Hubbard esibiva tratti di una forma particolare di quella condizione - il narcisismo maligno - nelle reazioni verso chi percepiva come oppositore, e che quelle reazioni personali erano l'impulso sottostante alla stesura di direttive organizzative di Scientology tese alla ritorsione e alla vendetta. In sostanza, il clima aziendale di Scientology è un forte riflesso del narcisismo di Hubbard e della furia narcisistica maligna. Sosteniamo tale affermazione utilizzando informazioni biografiche sul soggetto oltre a numerosi documenti originali che delineano le direttive di Scientology che egli scrisse per sopprimere o ridurre al silenzio il critico o il nemico percepito.


Narcisismo

Il termine narcisismo è da far risalire alla mitologia greca e al poeta Ovidio (43 AC - ? 17 DC). Nel corso dei secoli rappresentazioni del concetto sono apparse in arte e in prosa e alla fine del 19° secolo è entrato nella letteratura psichiatrica (Ronningstram, 2005: 4-5; si veda Kernberg, 1998: 31). Otto Kernberg, psichiatria di formazione psicoanalitica, introdusse il concetto di narcisismo maligno nei primi anni '80; il concetto abbraccia quei soggetti che "quando possono esprimere aggressività verso se stessi e gli altri sperimentano un aumento di autostima e la conferma della propria grandiosità" (Kernberg, 1984: 257, si veda 290-297; 1998: 44). Questa ed altre intuizioni psicoanalitiche si sono poi esplicitate nell'approccio più chiaramente descrittivo ed empirico (contrapposto all'intrapsichismo analitico) scelto dal Diagnostic and Statistical Manual nelle edizioni successive al 1980 (Ronningstram, 2005: 11-16-19, 22-25; Ronningstam and Gunderson, 1990; si veda Wilson, 1993). Un contribuito psicoanalitico dell'attuale comprensione del narcisismo appare tuttavia in un recente sommario delle conclusioni di ricerca sul disturbo fatte da uno dei ricercatori di punta del campo:

Oltre al [Diagnostic and Statistical Manual], esiste ora sostegno sia clinico sia empirico per identificare il nucleo della patologia narcisistica, incentrata su quattro importanti aree di funzionamento: regolazione dell'autostima; regolazione dell'affettività; relazioni interpersonali; e funzionamento del super-Io [interiorizzazione dei sistemi morali]. Inoltre diversi resoconti vanno a sostegno dell'esistenza di tre sotto-tipi di [Disturbo Narcisistico della Personalità]: 1) il tipo aperto, arrogante, immemore; 2) il tipo dissimulato, timido, iper-vigile; 3) il tipo narcisistico psicopatico (Ronningstram, 2005: 76).
Il "narcisismo maligno" è una variante del tipo psicopatico (si veda anche Kernberg, 1992: 67), ed è appunto la forma specifica del disordine che, a nostro avviso, affliggeva L. Ron Hubbard. Se è veramente applicabile a Hubbard allora spiegherebbe sicuramente la sua formulazione e messa in atto di direttive contro gli oppositori percepiti. [9]


Disregolazione dell'autostima

La disregolazione dell'autostima ha a che fare con "senso di superiorità e unicità... ; esagerazione di talenti e traguardi raggiunti... [;] fantasie grandiose... [;] comportamenti centrati su se stessi e autoreferenziali... [;] vanterie e atteggiamenti pretenziosi... [; il] bisogno di attenzione e ammirazione...[; e] reazioni forti alla critica e alla sconfitta" (Ronningstam, 2005: 83; si veda Criteri Diagnostici 1, 2, 3, 4, e 9 in American Psychiatric Association, 2000b; Lieberman, 2004: 75). Il fondatore di Scientology aveva elementi significativi di tutti questi aspetti della disregolazione dell'autostima.

Nessuna singola affermazione del senso di superiorità di Hubbard e della sue vanterie pretenziose è più illuminante della serie di commenti fatti nel 1938 in una lettera alla prima moglie:

Forse è stupido, ma ciò non di meno sono determinato; ho la grande speranza di scagliare il mio nome nella storia in modo così violento che acquisirà una forma leggendaria, anche se tutti i libri andassero distrutti. Questo obiettivo è il vero obiettivo, per quanto mi riguarda... (Hubbard, citato in Miller, 1987: 81).
Ne consegue che ai propri occhi i suoi traguardi erano grandiosi e leggendari. Per esempio, nella prima stampa del suo best-seller del 1950 Dianetics: The Modern Science of Mental Health proclamò che «la creazione di Dianetics è per l'Uomo una pietra miliare paragonabile alla scoperta del fuoco e superiore all'invenzione della ruota e dell'arco» (Hubbard, 1950: ix). Parimenti nel 1974 egli introdusse la sua presunta cura per la psicosi con il seguente pronunciamento: «Ho fatto una evoluzione tecnica che probabilmente si colloca tra le più importanti scoperte del Ventesimo Secolo. È certamente il maggior progresso del 1973...» (Hubbard, 1974b, in Hubbard, 1976d: 239).

In almeno due dei suoi libri Hubbard esagerò grandemente le sue credenziali, presentandosi come «L. Ron Hubbard, C.E. [Ingegnere Civile], PhD.» (Hubbard, 1956a; 1956b), sebbene avesse abbandonato il college e non avesse mai terminato il corso di laurea, o ottenuto alcun tipo di laurea in ingegneria (Miller, 1987: 57). Malgrado questi e altri inganni sulle proprie credenziali, era del tutto autoreferenziale quando dava istruzioni ai propri seguaci su come svolgere il loro lavoro. In una Direttiva Esecutiva scritta nel 1969 usò un oratore immaginario per sottolineare che se si fossero incontrate delle difficoltà la cosa migliore era: « "Ricordate la vecchia massima? Quando tutto il resto fallisce, fate Ciò che Dice Ron" » (Hubbard, 1969: 260 [maiuscole in originale]).

In altre parole, chi mantiene un incarico in Scientology (ciò che Hubbard definiva "posto") «IN SOSTANZA, VOI STATE INDOSSANDO IL MIO HAT AMMINISTRATIVO PER QUEL POSTO... e siccome in realtà quello è il mio hat, indipendentemente da quanto sia piccolo il posto deve essere indossato come lo indosserei io» (Hubbard, 1967b: 238 [maiuscole e corsivo in originale]). [Hat/cappello: tutte le mansioni previste da un incarico lavorativo, N.d.T.].

Hubbard desiderava ardentemente attenzione e adulazione. Come rivelato in un caso legale del 1984, alla fine degli anni '30 Hubbard era solito ripetere a se stesso ciò che chiamava le sue "Affermazioni", che comprendevano tra l'altro la dichiarazione: «Tutti gli uomini sono miei schiavi! Tutte le donne devono soccombere al mio fascino! Tutta l'umanità deve strisciare ai miei piedi senza sapere il perché!» (Hubbard, citato in Corydon, 1996: 58). Difficile immaginare un esempio più chiaro di narcisismo. Torneremo alle "forti reazioni alla critica e alla sconfitta" nell'affrontare la dimensione maligna del suo narcisismo.


Disregolazione dell'affettività

Secondo Ronningstam, "Chi è affetto [da disturbo narcisistico della personalità] è stimolato sia dalla presenza di affettività forte [cioè emozioni] in particolare furia, vergogna e invidia, sia dalla bassa tolleranza alla natura e intensità di tali emozioni". (Ronningstam, 2005: 83). Nello specifico, prova "sentimenti forti di vergogna e invidia...[,] reazioni intensamente aggressive alle minacce all'autostima... [,] brusche variazioni di umore...[, e] reazioni intense alla percezione dell'invidia altrui" (Ronningstam, 2005: 92; si veda Diagnostic Criteria 8 in American Psychiatric Association, 2000b; Lieberman, 2004: 75, 76, 80). Nel caso di Hubbard, accenni a ciò che possono essere sembrati sensi di vergogna per sua madre appaiono nei commenti di Barbara Kaye (pseudonimo), che fu la segretaria e amante di Hubbard nel 1950 e 1951. La donna ha ricordato che quando Hubbard «"beveva troppo"», raccontava:

storie grottesche sulla sua famiglia e l'odio per sua madre che, dice, era una lesbica e una puttana... è un uomo profondamente infelice. Ha detto che l'unico a dimostrargli affetto negli ultimi anni, prima di incontrare me, è stato Calico, il suo gatto (Kaye, citata in Miller, 1987: 169).
Sostenne anche di aver trovato la madre «"a letto con un'altra donna, e che era nato da un tentato aborto"» (Kaye, citata in Miller, 1987: 168). I ricordi della Kaye della vergogna di Hubbard sulle circostanze della propria nascita hanno verosimilmente dei collegamenti con il fatto che nel suo libro Dianetics del 1950 fece numerosi esempi di energia mentale negativa (che Hubbard chiamava "engram") provocata da aborti falliti (Hubbard, 1950: 132-133, 156, 286).

La disregolazione narcisistica relativa all'invidia "è stata particolarmente difficile da chiarire" (Ronningstam, 2005: 89), in parte perché:

L'invidia è sempre dissimulata, quasi mai appare in forma diretta... le espressioni di invidia in contesti sociali e interpersonali possono essere estremamente sottili e indebolenti, spaziano da un comportamento discreto teso alla rovina, rifiutando ciò di cui l'altro ha bisogno... al guastare attivamente o distruggere l'oggetto... (Ronningstam, 2005: 90; si veda Diagnostic Criteria 8 in American Psychiatric Association, 2000b).
Nonostante le difficoltà associate all'identificazione dell'invidia in persone sofferenti di disturbo narcisistico, un episodio avvenuto tra Hubbard e una dei capitani della sua nave, Hana Eltringham, è quasi certamente un esempio drammatico di comportamento narcisistico teso alla rovina.

La Eltringham si era unita a Scientology in Sud Africa e nell'agosto del 1967 era entrata nell'equipaggio della prima nave di Hubbard (Miller, 1987: 269). Aveva ben presto risalito i ranghi e alla fine Hubbard l'aveva designata capitano della nave (Miller, 1987: 282). Lavorava a stretto contatto con lui, per cui provava profonda ammirazione, «"Lui era tutto per me. Lo amavo come un padre o un fratello, era parte della mia famiglia. Gli volevo bene a tal punto che per lui avrei fatto qualsiasi cosa..."» (Eltringham, citata in Miller, 1987: 287). A livello sentimentale, però, la donna era «profondamente innamorata» di un altro membro, John O'Keefe, «e già da qualche tempo» (Corydon, 1996: 65). Sostanzialmente la donna aveva un forte attaccamento emotivo per qualcuno diverso da Hubbard (che era a conoscenza della relazione tra la Eltringham e O'Keefe [Corydon, 1996: 68]), e - in modo coerente con la tendenza alla rovina dell'invidia narcisistica - si diede da fare per distruggerla.

Hubbard designò O'Keefe capitano di una delle sue navi e gli diede certi ordini di navigazione - i cui contenuti sarebbero diventati causa di contenzioso. O'Keefe seguì quelle istruzioni insistendo in seguito nel dire che le aveva ricevute da Hubbard, ma che portarono la nave nel mezzo di una violenta tempesta che quasi distrusse il vascello. Con grandi sforzi O'Keefe riuscì a venirne fuori ma la nave non arrivò nei tempi previsti nel porto designato da Hubbard. Quest'ultimo, furioso, istituì una "Commissione di Inchiesta" (cioè un processo Scientology interno) [10] che avrebbe dovuto giudicare l'idoneità, la competenza e la lealtà di O'Keefe, non mostrando alcun riguardo per la prova a cui questi era stato sottoposto. La Eltringham era al fianco di Hubbard quando una delle sue messaggere le consegnò un ordine dello stesso Hubbard con il quale la designava presidente della commissione di inchiesta contro il fidanzato. «Ron si girò e con il suo mezzo sorriso mi disse "Giustizia poetica, vero?"» (Eltringham su Hubbard in Corydon, 1996: 68).

Secondo la nostra interpretazione, Hubbard agì in quel modo perché invidioso dell'altra forte relazione affettiva della Eltringham, e rovinò deliberatamente quel rapporto designando la donna a una posizione in cui avrebbe dovuto giudicare il fidanzato. Come lei disse, il potere assoluto che Hubbard aveva sulla organizzazione significava che « "avrei dovuto dire che John era colpevole. Avrei dovuto farlo assolutamente. Non c'era via di uscita..." » (Eltringham, citata in Corydon, 1996: 69). La strategia funzionò: la commissione presieduta dalla Eltringham giudicò O'Keefe colpevole, anche se lei privatamente lo riteneva innocente. O'Keefe lasciò Scientology e la Eltringham, mentre lei restò una devota leale di Hubbard per parecchi anni ancora. Hubbard era riuscito a rovinare il loro rapporto. Solo in seguito la Eltringham si rese conto che forse Hubbard aveva torto sugli ordini di navigazione dati a O'Keefe.

Le persone che come la Eltringham lavorarono a stretto contatto con Hubbard videro (e sperimentarono) i suoi notevoli cambi di umore (Corydon, 1996: 104; Miller, 1987: 269-270). La Ronningstam specifica che in chi è affetto da disturbo narcisistico della personalità queste "brusche variazioni di umore"comprendono elementi quali "brevi depressioni reattive", ipomania, [11] "periodici abusi di sostanze", ipocondria e "preoccupazioni relative al fisico" (Ronningstam, 2005: 91). Questi tratti descrivono Hubbard quasi alla perfezione. All'inizio degli anni '50 i suoi cambi di umore erano a volte talmente intensi che Barbara Kaye si convinse che fosse «un maniaco depressivo con tendenze paranoidi» (Miller, 1987: 175). La Eltringham ha parlato del suo temperamento esplosivo - «"le sue urla furibonde - offese incredibili che scagliava a destra e a manca quando qualcosa non lo soddisfaceva."» (Eltringham, citata in Corydon, 1996: 64, si veda 65, 68-69, 74; Atack, 1990: 250-251).

Elementi relativi all'ipocondria e alle preoccupazioni per il fisico emergono dalle cartelle mediche di Hubbard immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale. Come ha scoperto il biografo Russell Miller:

Dopo la guerra Hubbard rimase ricoverato per tre mesi all'Oak Knoll Naval Hospital, nonostante i medici fossero molto incerti sulla diagnosi. Sicuramente non era cieco né azzoppato, ma esasperato da infiniti disturbi e dolori minori. Le cartelle mediche mostrano che fu visitato approfonditamente, a cadenza quasi settimanale, perché lamentava mal di testa, reumatismi, congiuntivite, dolori al fianco, dolori di stomaco, dolori alla spalla, artrite, emorroidi... sembrava non esistere fine alla sua sofferenza. A volte i medici riuscivano a trovare sintomi, altre volte no. (Miller, 1987: 112). [12]
Sembra verosimile che almeno alcuni - o più probabilmente, parecchi - di questi presunti malanni avessero poca o nessuna seria base fisica (si veda Corydon, 1996: 309).

In un'altra fase della sua vita Hubbard sembrò soffrire di fobie per germi e odori. Tonya Burden ha fornito importanti osservazioni su tali fobie in un suo affidavit del 1980. Tredicenne, nei primi anni '70, era già un membro dello staff dirigenziale di Hubbard, la Sea Organization (o Sea Org) e aveva dovuto sottoporsi a un programma di "addestramento e lavoro" chiamato Estate Project Force (EPF). Uno dei faticosi compiti previsti dal programma consisteva nel lavare vestiti per sei ore al giorno. «"I vestiti venivano strofinati a mano in un mastello e avevo l'ordine di risciacquare ogni capo in 13 secchi diversi di acqua pulita"». Poi aggiunse che Hubbard «"esplodeva spesso se trovava polvere o sporco, o se i suoi vestiti odoravano di detersivo. Questo è il motivo per cui usavamo 13 secchi diversi per il risciacquo"» (Burden, 1980: 4, 6 [sottolineatura in originale]). Pare che Hubbard avesse paura della polvere e detestasse gli odori.

Il tratto narcisistico della disregolazione dell'affettività che colpisce maggiormente in Hubbard sono però le "intense reazioni aggressive alle minacce all'autostima" (Ronningstam, 2005: 92; si veda Phillips, Yen, and Gunderson, 2008). Tali reazioni erano così drammatiche che ne discuteremo nell'analisi degli aspetti maligni del disordine narcisistico di Hubbard.


Disregolazione delle relazioni interpersonali

Basandoci ancora sulla ricerca corrente sul disturbo narcisistico di personalità, la Ronningstam ha indicato che "Gli individui narcisisti sono solitamente identificati dallo specifico modello interpersonale caratterizzato da un atteggiamento più o meno palesemente arrogante e altezzoso, e da comportamento che rivendica diritti e controllo" (Ronningstam, 2005: 99; si veda Diagnostic Criteria 5 e 9 in American Psychiatric Association, 2000b; Kernberg, 1975: 228). L'autrice specifica poi che tali tratti comprendono "comportamento altezzoso e arrogante... ritenersi depositari di diritti... [, e] capacità empatica menomata... controllo e ostilità interpersonale..., [e] mancanza di impegno forte verso gli altri" (Ronningstam, 2005: 99-100; si veda Diagnostic Criteria 5, 6 e 7 in American Psychiatric Association, 2000b). Come per le altre qualità narcisistiche, Hubbard dimostrò tutte le suddette caratteristiche, spesso in modo drammatico.

In merito ai suoi presunti traguardi, Hubbard li riteneva meritevoli di altissime lodi. In sostanza, secondo Armstrong si riteneva meritevole di Premio Nobel «per la sua scoperta o creazione del Rundown di Purificazione » (1984a: 1503; si veda Atack, 1990: 260), programma asseritamente in grado di liberare l'organismo da residui di droghe e di radiazioni. Verso la fine del 1979 Hubbard destinò fondi illimitati al suo progetto, che però fallì (Armstrong, 1984b: 1790). Se da una parte si riteneva meritevole di grandi diritti per i riconoscimenti relativi ai suoi progetti, dall'altra umiliava in modo arrogante e altezzoso chi percepiva come nemico, in particolare gli psichiatri, a causa della loro opposizione. Nel 1982 scrisse degli «interessi particolari che fingono di governare il mondo (per il proprio appetito e profitto)» (Hubbard, 1982: 1) e che, sosteneva, «hanno organizzato attacchi su larga scala» contro la sua organizzazione (Hubbard, 1982: 1):

Onestamente, amici miei, un'analisi delle loro battaglie degli ultimi 32 anni non può che suscitare risate sprezzanti. Il nemico, che si lascia dondolare aggrappato per la coda al suo albero, ha avuto la stessa efficacia di una delle sue scimmie psicologhe che cerca di pelare il manganello di un poliziotto pensando che sia una banana, e poi lo getta via solo per colpire il capo scimmione direttamente in faccia (Hubbard, 1982: 2).
Mentre dava indicazioni al suo staff su come impegnarsi per fargli vincere il Nobel e per altri progetti, Hubbard cercava di mantenere un serrato controllo su chi lavorava per lui, esprimendo spesso gli ordini in modo estremamente ostile.

Quando ai primi anni '70 era sull'Apollo, Hubbard creò la Commodore's Messenger Organization (CMO), il cui staff era composto da giovani adolescenti «abbigliate in belle uniformi blu scuro e cordoni dorati» (Miller, 1987: 301). Le ragazze della CMO:

Erano addestrate a consegnare gli ordini di Hubbard utilizzando le sue parole e il suo esatto tono di voce: se lui era infuriato e lanciava offese le messaggere arrivavano correndo e riferivano al destinatario quelle stesse offese. Nessuno osava contestare quanto riferito dalla messaggera: nessuno osava disobbedire ai suoi ordini (Miller, 1987: 301-302).

Oltre a riferire gli ordini all'equipaggio, un'altra funzione della CMO era servire Hubbard - attenderlo (letteralmente) in ogni senso. Una ex messaggera per esempio ha scritto in una dichiarazione giurata:

Ero una sua domestica e sedevo fuori dalla sua stanza per assisterlo quando si alzava e chiamava: "messaggera!" Lo aiutavo a uscire dal letto, gli accendevo la sigaretta, facevo scorrere l'acqua della doccia, gli preparavo gli articoli da toeletta e lo aiutavo a vestirsi. Poi correvo nel suo ufficio e lo controllavo, sperando che superasse l'ispezione al guanto bianco [cioè che fosse spolverato alla perfezione] (Burden 1980: 6).
Queste interazioni con le messaggere di CMO dimostrano lo straordinario senso di diritto dovuto di Hubbard; l'uso che faceva delle ragazzine per urlare ordini all'equipaggio suggerisce la difficoltà che Hubbard aveva nelle relazioni interpersonali.

A loro volta tali difficoltà si rivelavano in particolare nei rapporti familiari. Hubbard mancava totalmente di empatia nei confronti della sua famiglia, tanto che quando apprese del suicidio del figlio Quentin, nel novembre del 1976, una ragazza della CMO lo sentì urlare con quanto fiato aveva in gola: «"Quello stupido fottuto ragazzino! Quello stupido fottuto ragazzino! Guardate che cosa mi ha fatto! Stupido fottuto..."» (citato in Miller, 1987: 344). [13] Questo episodio fa sospettare che Hubbard mancasse della capacità di mantenere impegni interpersonali stretti, anche con i numerosi membri della sua famiglia. Si sposò tre volte (una volta in stato di bigamia); il figlio Quentin si suicidò; il figlio maggiore lo denunciò e per anni parlò contro di lui (a volte ritrattando le sue critiche [Corydon, 1996: 11-13, 55-58]); e Alexis, la figlia allontanata e disconosciuta, rifiutò di firmare «un bizzarro documento in cui si diceva che il suo vero padre [era] L. Ron Hubbard JUNIOR» (Corydon, 1996: 13 [maiuscole in originale]). Nel 1984 un giudice scrisse di Mary Sue, la terza moglie di Hubbard, «"sembra sicuramente essere un individuo patetico. È stata costretta a dimettersi dal suo ruolo di Controllore [del Guardian's Office], condannata e imprigionata per reati penali [per il suo ruolo nelle operazioni illegali di Scientology degli anni '70 contro il governo statunitense], e abbandonata dal marito"» (Giudice Brekenridge, citato in Corydon, 1996: 255). Oltre a queste tragiche disfunzioni familiari, numerose persone che in epoche diverse lavorarono a stretto contatto con Hubbard (come Laurel Sullivan, Hana Eltringham, John McMaster, Richard DeMille, ecc.) hanno poi troncato i rapporti con lui e parlato pubblicamente dei suoi abusi (si veda, ad esempio, Corydon, 1996: 37-40, 206-207, 350-352; Miller, 1987: 214-215). Apparentemente i tratti del suo narcisismo patologico avevano danneggiato in modo significativo la capacità di relazionarsi per lunghi periodi con gli altri.


Narcisismo maligno

Detto in parole semplici, gli individui che quando esprimono i loro tratti narcisistici sono disposti a danneggiare il prossimo vengono definiti maligni. Tale forma di narcisismo è caratterizzata da "comportamento antisociale evidente, sia attivo che passivo; tratti paranoidi; aggressività egosintonica e sadismo che possono essere diretti sia verso gli altri che verso se stessi" (Ronningstam, 2005: 106). Alcune ricerche suggeriscono che "il narcisismo maligno può esprimersi in violenza apparentemente auto-giustificabile, crudeltà sadica o auto-distruttività laddove aggressività e sadismo si combinano con eccitazione e autostima accresciuta" (Ronningstam, 2005: 106). In casi estremi chi soffre di narcisismo maligno può diventare un omicida, in quanto considera "l'uccisione come un'azione giustificata di ritorsione, un tentativo disperato di prendere il controllo e di proteggere la propria autostima" (Ronningstam, 2005: 107).

Poiché molti tratti del narcisismo maligno si manifestano nelle relazioni sociali, ne abbiamo rimandato ad ora la discussione. Nello specifico, torniamo adesso al tratto implicato nella regolazione dell'autostima (cioè "reazioni forti alla critica e alla sconfitta") [Ronningstam, 2005: 83]) e a quello della regolazione dell'affettività (cioè "reazioni aggressive intense alle minacce all'autostima") [Ronningstam, 2005: 92]).

Ci sembra che questi tratti generali abbiano verosimilmente manifestazioni violente nella vita dei narcisisti maligni (Kernberg, 1984: 257; 1992: 67), così come le ebbero nella vita di L. Ron Hubbard. Tuttavia una caratteristica speciale di Hubbard fu quella di avere alle spalle un'intera organizzazione di seguaci - almeno qualche decina di migliaia - tra cui la struttura dedicata dei membri a tempo pieno della Sea Org, istruiti e disponibili ad agire al suo comando. Sosteniamo che Hubbard dimostrò chiaramente il suo narcisismo maligno in varie dottrine organizzative da lui sviluppate, e nelle strutture e direttive create per implementarle. [14]


La formazione del Guardian's Office

Dalla pubblicazione di Dianetics: The Modern Science of Mental Health (1950) fino alla morte avvenuta nel 1986, l'ideologia che Hubbard stava sviluppando attirò le notevoli critiche di organizzazioni esterne. Sui media le recensioni del suo libro (spesso scritte da psichiatri o da altri professionisti sanitari) denunciarono Dianetics come un sostituto inefficace e pericoloso del trattamento psichiatrico legittimo (Atack, 1990: 160-161). Ad esempio, William Menninger - ex presidente della American Psychiatric Association e rinomato psichiatra - subito dopo la pubblicazione di Dianetics concluse che essa «"può potenzialmente causare gravi danni. È ovvio che [Hubbard] ricorre a ipersemplificazioni della personalità umana per quanto riguarda sia la sua struttura sia la sua natura, e la mia impressione è che abbia fatto affermazioni disordinate e molto esagerate sui risultati [di Dianetics]"» (citato in Clarke, 1950: 3). Parimenti Frederick J. Hacker, psichiatra di Beverly Hills, California, liquidò la creazione di Hubbard dicendo «"se non fosse per la solidarietà [che provo] per la sofferenza mentale dei disturbati, la cosiddetta scienza di Dianetics potrebbe essere liquidata per ciò che è - un astuto schema per attingere impunemente alle tasche degli ingenui"» (citato in Clarke, 1950: 3, 16). Se inizialmente il movimento dianetico aveva riscosso popolarità, l'interesse scemò rapidamente grazie ai pubblici dibattiti sui meriti e l'efficacia delle pratiche dianetiche (si veda Wallis, 1977: 87).

Nel 1952 Hubbard espanse la teoria dianetica con la creazione di Scientology, [15] e si guadagnò critiche continue su numerosi fronti. La professione psichiatrica riprese le sue denigrazioni dell'ideologia hubbardiana (per degli esempi si veda Atack, 1990: 219, 392) e la sua organizzazione subì gli attacchi di alcuni governi (per degli esempi si veda Atack, 1990: 142; Miller, 1987: 247, 252-253).

In quanto creatore, unico teologo e leader aziendale di Scientology, Hubbard interpretava gli attacchi alla sua ideologia e organizzazione come attacchi contro se stesso. Come rivelò in una pubblicazione confidenziale sulla giustizia, «La gente attacca Scientology; non lo dimentico mai, [e] pareggio sempre il conto" (Hubbard, 1959:[1]).

A dimostrazione del disturbo paranoide associato a narcisismo maligno che può accompagnare "esperienze di grave fallimento, tradimento o umiliazione" (Ronningstam, 2005: 131), Hubbard reagiva alle critiche esterne sostenendo di essere vittima di un complotto internazionale. Affermò che la World Federation of Mental Health e i membri delle sue controparti nazionali erano invischiati con il governo e con agenzie private che si opponevano a Scientology (Hubbard, 1968e; LRH Aides, 1969: 3-7). Sebbene per tutta la durata della sua leadership Hubbard avesse fatto ripetuti riferimenti alla cospirazione psichiatrica contro di lui, non ha mai sostanziato le sue accuse.

Nell'agosto del 1965 in Australia fu costituita una Commissione di Inchiesta su Scientology per indagare su «accuse di ricatto ed estorsione, e accuse che [essa] sta influenzando il "benessere mentale" degli studenti della Melbourne University» (Miller, 1987: 25). Ne seguì un crescente scrutinio pubblico a cui Hubbard replicò formulando direttive che riflettevano i tratti disregolativi dell'autostima e dell'affettività del narcisismo maligno.

Dimostrando sia "forti reazioni alla critica e alla sconfitta" (Ronningstam, 2005: 83) sia "reazioni intensamente aggressive alle minacce all'autostima" (Ronningstam, 2005: 92), Hubbard sviluppò un'ossessione tale verso i critici esterni da stilare direttive riguardanti l'identificazione dei presunti nemici. Tali direttive si concentravano su ciò che egli definiva "Persona Soppressiva" o "Gruppo Soppressivo", i quali «cercano attivamente di sopprimere o danneggiare Scientology o gli scientologist con "Azioni Soppressive"» (Hubbard, 1965a: 1). Descrisse le "Azioni Soppressive" come «azioni o omissioni intraprese per sopprimere coscientemente, ridurre o ostacolare Scientology o uno scientologist» (Hubbard, 1965a: 553). In una direttiva ulteriore Hubbard fornì un ampio commento su caratteristiche, motivazioni e azioni delle "Persone Soppressive" (Hubbard, 1965b). La sua fissazione per i critici rispecchia anche la "estrema sensibilità e tendenza a sovra interpretare rifiuti o disappunto" (Malmquist, 1996: 169) associata al narcisismo maligno.

Poco dopo l'inizio dell'integrazione nelle direttive aziendali delle dissertazioni di Hubbard sui nemici di Scientology, il gruppo sperimentò un notevole fallimento a seguito della pubblicazione del rapporto della Commissione di Inchiesta australiana. Dopo la sua pubblicazione, infatti, «lo Stato di Vittoria approvò la legge sulle Pratiche Psicologiche che mise Scientology fuori legge e autorizzò la Procura Generale a sequestrare e distruggere tutti i documenti e gli archivi di Scientology» (Miller, 1987: 254). L'anno seguente anche la Gran Bretagna, dove Hubbard aveva eletto la sua residenza, dette il via a un'inchiesta su Scientology.

Mentre lo scrutinio internazionale sulle attività di Scientology cresceva, Hubbard reagì lanciando la "Sezione Investigazioni Pubbliche", una divisione aziendale intesa ad accumulare intelligence e a indagare i critici (Atack, 1990: 160). Nel giro di un mese cambiò il nome della Sezione in Guardian's Office (GO) (Atack, 1990: 161) e annunciò che la moglie Mary Sue sarebbe stata il suo supervisore.

Incarico primario del Guardian's Office era «Aiutare LRH [Hubbard] nella messa in atto e nella pubblicazione della policy [politica direttiva - N.d.T.], salvaguardare le Org di Scientology, gli scientologist e Scientology e impegnarsi nella promozione a lungo termine» (Hubbard, 1966b: 1). Il GO aderiva alle direttive di Hubbard, e Hubbard permetteva ad altri membri dello staff del GO di stilare nuove direttive soltanto se fossero state coerenti con quelle esistenti le quali, naturalmente, egli aveva già formulato (Hubbard, 1966b: 1). Il rifiuto di Hubbard a rinunciare al controllo assoluto sull'ideologia di Scientology e alle linee guida aziendali rivela la presenza di elementi della regolazione dell'autostima che accompagnano il narcisismo maligno, tra cui il senso di superiorità, unicità, comportamento auto-centrato e autoreferenziale (Ronningstam, 2005: 83).

Per meglio mantenere l'autorità di Hubbard e le sue direttive, il GO operava a livello internazionale. Con sede in Gran Bretagna e otto uffici satellite sparsi per il mondo, ogni GO disponeva di sei branche: Informazione (inizialmente chiamata Intelligence), Servizio, Pubbliche Relazioni, Legale, Finanziaria e Coordinamento Sociale. I due bureau Informazione e Legale operavano insieme per identificare e gestire i critici di Scientology.

L'Information Bureau funzionava come agenzia di spionaggio. La divisione raccoglieva informazioni internamente ed esternamente per identificare e accumulare dati sui critici. L'ufficio comprendeva anche una "Sezione Operativa" che preparava e metteva in atto campagne contro i nemici di Scientology (Atack, 1990: 219).

L'Ufficio Legale gestiva le faccende legali di Scientology, portando anche a termine azioni contro i nemici coerentemente con l'affermazione di Hubbard secondo cui:

Lo scopo di una causa legale è molestare e scoraggiare, piuttosto che vincere. La legge può essere facilmente usata per molestare e sufficiente molestie contro chi è semplicemente e comunque sul lato più debole, ben consapevole di non essere autorizzato, sarà generalmente sufficiente a causare il suo decesso professionale. Se possibile, naturalmente, rovinateli del tutto (Hubbard, 1955: 157).
Durante tutta la durata del GO il suo Ufficio Legale utilizzò ampiamente il sistema giudiziario per intimidire e molestare chi veniva ritenuto antagonista di Scientology (Kumar, 1997).

I Bureau di Informazione e Legale, insieme, servivano come divisione aziendale permanente con il mandato di identificare i nemici di Scientology e portare a termine campagne organizzate di molestia a lungo termine al fine di ridurli al silenzio. L'esistenza stessa di strutture societarie autorizzate ad individuare e attaccare i nemici su istruzioni di Hubbard è indicativa di "intense reazioni aggressive" narcisistiche "alle minacce all'autostima" (Ronningstam, 2005: 92), e "comportamenti aggressivi, sadici, vendicativi" (Ronningstam, 2005: 110). La creazione e operatività dei due uffici riflette inoltre la propensione narcisistica maligna a "dare avvio a schemi per distruggere l'altro, spesso chi viene visto come un intralcio all'acquisizione di ulteriore gloria" (Malmquist, 1996: 165).


Direttive del Guardian's Office sulla gestione dei nemici

Per dare esecuzione alle direttive di Hubbard sul silenziamento dei critici, il GO aderiva a diversi scritti chiave che delineavano la gestione dei nemici. Anche quelle direttive riflettono il narcisismo maligno di Hubbard in quanto si tratta di "reazioni aggressive" a minacce esterne (Ronningstam, 2005: 92) e forniscono informazioni sulla continuità delle operazioni contro i critici. Hubbard delineò i principi guida determinanti il trattamento da riservare ai nemici di Scientology nella direttiva del "Fair Game" [Bersaglio Libero, N.d.T.]. In "Penalità per Condizioni Inferiori" (Hubbard, 1967a), Hubbard affermò che le persone dichiarate "Soppressive" erano "Bersaglio Libero" e «[possono] essere private della proprietà o danneggiate con ogni mezzo da qualsiasi scientologist, senza che esso venga disciplinato... [e] [possono] essere imbrogliate, querelate, gli si può mentire, possono essere distrutte.» (Hubbard, 1967a).

Quando la direttiva del "Fair Game" si conquistò ampia - ma critica - pubblicità, Hubbard emise un'ulteriore direttiva. In "Cancellazione del Fair Game" affermò che «[la] pratica della dichiarazione di "Fair Game" cessa» (Hubbard, 1968a). Tuttavia, nello stesso documento continuò a sostenere che «[questa] P/L [Lettera direttiva] non cancella alcuna direttiva sul trattamento o maneggiamento di una SP [Persona Soppressiva]» (Hubbard, 1968a). È chiaro che la cancellazione di Hubbard doveva placare i critici mentre, in realtà, le pratiche descritte della direttiva del "Bersaglio Libero" dovevano continuare.

Dopo l'identificazione dei nemici grazie alla raccolta di intelligence da parte dell'Information Bureau, quei nemici diventavano "Persone Soppressive" soggette alle varie conseguenze dell'essere dichiarati "Bersaglio Libero". La direttiva dimostra la furia narcisistica e l'associato "bisogno di vendetta per rendere giustizia a un torto, per rimediare a una ferita con qualsiasi mezzo, e la compulsione, profondamente radicata e implacabile, al perseguimento di tali scopi..." (Kohut, 1972: 380; si veda Ronningstam, 2005: 86). In base alla direttiva del "Fair Game" il GO costruiva campagne contro le "Persone Soppressive" al fine di attuare la furia narcisistica di Hubbard. Come affermava chiaramente quella direttiva, le "Persone Soppressive" potevano essere "danneggiate con ogni mezzo" (Hubbard, 1967a: 1), e i membri del GO reagivano con ardore ai suoi ordini. La documentazione del GO dimostrò che le attività illegali erano tattiche accettabili che gli agenti di Scientology utilizzavano contro i critici e i nemici percepiti. Infatti le operazioni illegali e dissimulate che il GO condusse contro il governo degli Stati Uniti alla metà degli anni '70 portò alla condanna e all'incarcerazione di undici scientologist di alto rango. Nel condannare nove degli undici agenti del GO, il giudice riassunse:

la natura incredibile e dilagante della condotta criminale degli imputati e dell'organizzazione che comandavano. Tali crimini comprendono l'infiltrazione e il furto di documenti da numerose importanti organizzazioni private nazionali e internazionali, studi legali e sedi di quotidiani; l'esecuzione di campagne diffamatorie e cause legali insussistenti per distruggere privati cittadini che avevano cercato di esercitare i diritti di libertà di espressione [sanciti dal] Primo Emendamento; i tentativi di incastrare privati cittadini che erano stati critici di Scientology, tra cui la falsificazione di documenti che portarono alla messa in stato di accusa di almeno una persona innocente; [e] la violazione dei diritti civili di importanti figure private e di funzionari pubblici (United States District Court for the District of Columbia, 1979a: 2-3).
Per questi reati Hubbard venne citato come co-cospiratore non imputato (United States District Court for the District of Columbia, 1979b:69), poiché «In virtù del suo ruolo come fondatore e leader di Scientology, L. Ron Hubbard era il supervisore generale del Guardian's Office» (United States District Court for the District of Columbia, 1979a: 7). L'accenno che il giudice fece alla "falsificazione di documenti che portarono alla messa in stato di accusa di almeno una persona innocente" è un'allusione alla campagna del GO contro Paulette Cooper, giornalista di New York; l'operazione ai suoi danni dimostra drammaticamente come Scientology mise in pratica direttive che riflettevano il narcisismo maligno di Hubbard.


La "Operazione Freakout" contro la giornalista Paulette Cooper

Nel 1969 la Cooper pubblicò un articolo intitolato "La tragicommedia Scientology" che venne poi ampliato nel suo libro The Scandal of Scientology del 1971. Come risposta Scientology iniziò una operazione di "Fair Game" contro di lei. Le tattiche implicarono quattro cause legali e la falsificazione di minacce minatorie che portarono alla sua imputazione penale (City of Clearwater, 1982; New York Times, 1979). La Cooper aveva ricevuto la prima minaccia di morte il mese stesso della pubblicazione del primo articolo su Scientology, e in seguito aveva scoperto che il suo telefono era controllato (City of Clearwater, 1982: 8; si veda New York Times, 1979). I suoi vicini avevano ricevuto lettere che la diffamavano; cominciò a ricevere telefonate «molto, molto inquietanti»; i suoi genitori vennero molestati; qualcuno cominciò a spedirle per posta delle copie di pagine di un diario privato che teneva quando era più giovane (City of Clearwater, 1982: 9, 11, 18). Quando la Cooper reagì diventando la prima persona a fare causa a Scientology, l'organizzazione aumentò la sua campagna contro di lei. La campagna di Scientology, che fu una reazione aggressiva e prolungata alle pubblicazioni e al procedimento legale della Cooper, dimostrano la portata della "furia narcisistica" di Hubbard e il suo "bisogno di vendetta" (Kohut, 1972: 380). Utilizzando una molteplicità di metodi tesi a molestarla e a intimidirla per ottenerne il silenzio, i membri del GO misero efficacemente in pratica il narcisismo maligno di Hubbard.

Il modo in cui gli scientologist avrebbero dovuto implementare il "Fair Game" contro la Cooper era dettagliato in numerose istruzioni che gli agenti del GO sembra abbiano seguito alla lettera. Hubbard raccomandava le "Investigazioni Rumorose" come metodo efficace per gettare sospetto sui critici e disturbare la loro vita privata e professionale (Hubbard, 1966a).

Gli scientologist impegnati in tali investigazioni avrebbero dovuto contattare tutti gli associati all'ente nemico e sostenere che il prospetto era sotto inchiesta per violazione delle libertà religiose (Atack, 1990: 167-168). In definitiva, lo scopo della tattica era diffondere il sospetto sui nemici piuttosto che servire come metodo investigativo.

Quando la Cooper citò in giudizio Scientology per molestie, gli agenti dell'organizzazione cominciarono una "Investigazione Rumorosa", parte dell'operazione per metterla a tacere. La Cooper disse che durante l'indagine di polizia a cui fu sottoposta Scientology sostenne falsità per distorcere la verità, nel tentativo di intimidirla e ridurla al silenzio (Supreme Court of the State of New York, 1972: 1-5). Le falsità comprendevano «"una lettera terribilmente diffamatoria giunta a tutti i miei vicini. In essa non vi era un briciolo di verità"» (Cooper, citata in New York Times, 1979), tra cui la falsa accusa che «"ha la lingua incredibilmente gonfia per un attacco di una malattia venerea contratta in passato"» (citato in New York Times, 1979). [16]

Le "Investigazioni Rumorose" sulla Cooper e altri davano effetto al desiderio di Hubbard di screditare, molestare e disturbare la vita dei critici, così come lo era la direttiva sul "Dead Agenting" [agente morto]. In una "policy letter" pubblicamente disponibile, Hubbard affermava «La tecnica di dimostrare la falsitą di certe affermazioni è chiamata "DEAD AGENTING"... Quando l'agente nemico fornisce dati falsi, chi inizialmente gli aveva creduto ma adesso scopre le falsità lo ucciderà - o almeno smetterà di credergli» (Hubbard, 1972: 422 [maiuscolo in originale]). Nel suo contesto la direttiva sembra andare oltre la correzione di falsità che porta al discredito di chi le ha diffuse. Hubbard affermava che il "Dead Agenting" implicava «fornire alla stampa prove reali di sordidi e luridi reati sessuali commessi da chi attacca» (Hubbard, 1974a: 4). Pertanto, per attaccare pubblicamente i nemici Hubbard cercava di screditarne la legittimità e ridurre, se non eliminare, l'impatto delle loro critiche a se stesso o al gruppo. Direttive e tattiche di Scientology, perciò, rappresentano l'attuazione della furia narcisistica di Hubbard e relativi "schemi per distruggere l'altro, spesso chi viene visto come un intralcio all'acquisizione di ulteriore gloria" (Malmquist, 1996: 165).

Quando la Cooper inasprì il conflitto citando l'organizzazione per molestie, Scientology applicò contro di lei la direttiva del "Dead Agenting". La Cooper ha per esempio affermato che Scientology pubblicò sui media falsità sul suo conto nel tentativo di rovinarle la carriera e distruggere la sua credibilità di giornalista (Supreme Court of the State of New York, 1972: 6). Verso il 1974 il Ministero delle Pubbliche Relazioni per gli Stati Uniti della Church of Scientology of California fece circolare ciò che definì una "Correzione di Resoconto Falso" sul suo libro The Scandal of Scientology. In esso si sosteneva (a volte a ragione, altre no) che l'autrice aveva fatto numerosi errori fattuali. [17] Riproduceva inoltre la dichiarazione che un avvocato degli editori inglesi dell'articolo "La tragicommedia Scientology" aveva letto in tribunale, scusandosi e ritirando le accuse che in esso erano false (U.S. Ministry of Public Relations, senza data). Nel mostrare la ricerca scadente della Cooper, la correzione faceva parte di un programma di "dead agenting" contro di lei.

Verso il 1980 tra gli scientologist circolava un articolo di "dead agenting" meno sofisticato e tutto lascia a pensare che fosse stato prodotto dal Guardian's Office. Il documento affermava che nel 1976 la Cooper aveva firmato un accordo con Scientology riconoscendo gli errori del libro e ritrattandoli (Anonymous, 1980?: 13). Se è vero che la ritrattazione ebbe effettivamente luogo, essa avvenne in un periodo di molestie ripetute e di procedimenti legali che avevano messo in ginocchio la Cooper, sia emotivamente che finanziariamente (City of Clearwater, 1982: 19-20). L'articolo di "dead agenting" meno sofisticato riferiva anche "fatti" come «La Cooper è stata indiziata per aver inviato lettere [minatorie] e per spergiuro» (Anonymous, 1980?: 10) senza dire però che era stata la stessa Scientology ad averla incastrata con quelle minacce, parte della "Operazione Freakout".

Tattiche di questo tipo, che implicano la pubblica umiliazione e la diffamazione, riflettono la furia narcisistica di Hubbard che egli aveva riassunto in numerose direttive e che i membri del GO applicarono crudelmente nei loro attacchi occulti contro di lei. Anche l'impiego della policy del "Dead Agenting" riflette il desiderio narcisistico di Hubbard di infamare la Cooper al fine di screditare le sue affermazioni contro Scientology, e destituire le pubbliche accuse che lei aveva scritto contro se stesso e la sua organizzazione, e che minacciavano l'autostima di Hubbard.

Quando Scientology identificava i nemici come "minaccia a lungo termine" l'organizzazione intensificava le tattiche della direttiva "Dead Agenting" e attuava le campagne di "Black PR" [pubblicità negativa, diffamazione - N.d.T.]. Scientology utilizzava la direttiva confidenziale sulle "Black PR" nel tentativo di distruggere la reputazione dei nemici e «di screditarli al punto che saranno ostracizzati» (Hubbard, 1974a: 8). Le campagne di "Black PR" implicavano operazioni dettagliate e sfaccettate tese a distruggere e mettere definitivamente a tacere i critici.

Per tutto il decennio successivo alla pubblicazione dell'articolo "La tragicommedia Scientology" (1969) le ritorsioni di Scientology contro la Cooper si intensificarono fino all'utilizzo di una campagna di "Black PR" contro di lei. Il complotto dell'organizzazione contro la giornalista venne infine alla luce nei documenti contenuti in un dossier intitolato "P.C. OP. FREAKOUT" [18] scoperto dal FBI durante le irruzioni compiute nel 1977 nelle sedi Scientology di Washington e Los Angeles (New York Times, 1979). [19] Il dossier documentava l'operazione multidimensionale per [far rinchiudere] la Cooper « in una istituzione psichiatrica o in prigione, o almeno colpirla così violentemente da farle cessare ogni attacco». ([Guardian's Office], 1976).

Oltre alle tattiche coerenti con le direttive "Investigazioni Rumorose" e "Dead Agenting", Scientology impiegò metodi sempre più creativi e illegali studiati per distruggerla e ridurla definitivamente al silenzio. Tali metodi illegali e creativi erano essi stessi l'applicazione di istruzioni date da Hubbard ai seguaci nel 1960: «Se attaccati su qualche punto vulnerabile da chiunque, singolo o organizzazione, trovate sempre o costruite contro di loro minacce sufficienti per indurli a invocare la pace» (Hubbard, 1960: 484).

Nel caso della Cooper, una delle più gravi minacce costruite contro di lei fu il tentativo del GO di incastrarla come potenziale terrorista. Dopo la presentazione della causa contro Scientology, l'organizzazione ottenne con l'inganno un foglio con le sue impronte digitali e lo usò per inviare minacce minatorie alla Chiesa di Scientology di New York. Scientology girò immediatamente quella prova auto-costruita al FBI, che a sua volta mise la Cooper sotto inchiesta. La giornalista collaborò e rimase scioccata nello scoprire che le minacce minatorie portavano le sue impronte digitali (City of Clearwater, 1982: 11-13; New York Times, 1979). Fu incriminata di due imputazioni per le minacce inviate per posta e di una per spergiuro, in quanto aveva negato sotto giuramento (Cooper, 1997: Parte 9, Pagina 1). Dopo aver superato una prova al pentothal, un giudice rimandò il processo e le ordinò una visita psichiatrica (City of Clearwater, 1982: 17-18). Due anni più tardi una corte archiviò le accuse.

Un'altra tattica di "Dead Agenting" consistette nei tentativi di distruggere emotivamente la Cooper e interrompere i suoi rapporti con la famiglia e gli amici. Scientologist di Boston irruppero nello studio del suo vecchio psichiatra, rubarono e copiarono la sua cartella prima di sostituirla furtivamente (Bradlee, 1983: 4). Membri di Scientology inviarono poi copie della sua cartella clinica a parenti e amici, al che la donna «subì un forte trauma emotivo, perse peso, non fu più in grado di lavorare e cominciò a soffrire di paranoia» (United States District Court for the District of Massachusetts, 1981: 3).

Le tattiche di Scientology contro la Cooper seguivano le direttive ideate da Hubbard, che incarnavano i "comportamenti aggressivi, sadici e vendicativi" (Ronningstam, 2005: 110) associati a chi soffre della forma maligna di Disturbo Narcisistico della Personalità. La capacità di Scientology di "impegnarsi in attività criminali" (Malmquist, 1996: 165) mostra anche la portata a cui i suoi membri erano disposti a spingersi per mettere in pratica la furia narcisistica di Hubbard. In definitiva, la campagna di "Black PR" contro la Cooper fu un esempio della propensione di Hubbard a "ideare schemi per distruggere l'altro, spesso chi viene visto come un intralcio all'acquisizione di ulteriore gloria" (Malmquist, 1996: 165).

Se le direttive appena citate del GO dimostrano l'attuazione del narcisismo maligno di Hubbard, l'"Auditing Process R2-45" è la manifestazione definitiva della sua furia narcisistica. Rivelato per la prima volta nel 1954 in The Creation of Human Ability, l'"Auditing Process R2-45" veniva descritto come «un processo estremamente efficace per l'esteriorizzazione, [20] ma il suo uso è oggi malvisto dalla società» (Hubbard, 1954: 120). «Numerosi ex scientologist ora diventati critici dell'organizzazione sostengono che l'R2-45 è inteso ad autorizzare l'uccisione degli antagonisti con una pistola calibro .45» (Rawitch and Gillette, 1978: 2).

Gli scientologist contestano la legittimità della direttiva, ma documentazione interna dell'organizzazione sostanzia l'autenticità dell'"Auditing Process R2-45". In un ordine di etica intitolato "Racket Exposed", Hubbard elencava i nomi di dodici "persone soppressive" che lui stesso aveva dichiarato «Nemici dell'umanità, del pianeta, di tutte le forme di vita». Le indicava come "Bersaglio Libero" e dava istruzioni affinché «[qualsiasi] membro della Sea Org che entri in contatto con una di esse deve usare il Procedimento di Auditing R2-45" (Hubbard, 1968b: 1). Riprodusse l'ordine di etica (aggiungendo un altro nome all'elenco) nella rivista interna intitolata The Auditor recapitata a tutti gli scientologist del mondo (Hubbard, 1968c). Più tardi quello stesso anno Hubbard pubblicò su The Auditor un altro ordine R2-45, questa volta contro altre quattro persone (Hubbard, 1968d). Non esistono prove definitive che membri della Sea Org abbiano seguito le istruzioni omicide di Hubbard, ma vale la pena raccontare un episodio che vide coinvolta una parente di Paulette Cooper. Quando nel 1982 la donna testimoniò davanti alla Commissione della Città di Clearwater sulla Chiesa di Scientology, affermò che le tattiche di Scientology contro di lei avevano implicato anche il "Procedimento di Auditing R2-45". Rivelò che nel 1972 si era trasferita in un appartamento più sicuro e che il suo era stato occupato dalla cugina Joy, che le assomigliava fisicamente. Quattro giorni dopo il trasferimento Joy aveva sentito bussare alla porta e aveva aperto: si era trovata davanti un uomo con in mano un mazzo di fiori che nascondeva una pistola. L'aveva poi estratta puntandogliela alla testa e tirando il grilletto. Quando l'arma non aveva sparato, l'uomo aveva iniziato a strangolarla ma le urla della donna lo avevano poi indotto a fuggire. In seguito la Cooper testimoniò sotto giuramento di ritenere che la vittima designata dell'aggressione doveva essere lei, di considerarlo un tentativo fallito di ucciderla e che l'episodio era l'applicazione del "Procedimento di Auditing R2-45" (City of Clearwater, 1982: 10; si veda Cooper, 1997: Parte 3: 2). [21]

Il "Procedimento di Auditing R2-45" dimostra drammaticamente la manifestazione del narcisismo maligno di Hubbard e, più nello specifico, la sua furia narcisistica. La concettualizzazione e autorizzazione della sua direttiva riflette "le dinamiche dell'uccisione narcisistica come azione giustificata di ritorsione, uno sforzo disperato di acquisire controllo, di proteggere e accrescere l'autostima" (Rommingstam, 2005: 107; si veda Malmquist, 1996). La probabile attuazione della direttiva contro la Cooper esemplifica la furia narcisistica a livello omicidario (Malmquist, 1996: 168), e si colloca in prossimità dell'estremo di un continuum di reazioni potenziali alle minacce contro l'autostima di Hubbard. Inoltre, la spietatezza e la portata delle campagne Scientology contro i nemici sono indicative della disponibilità di alcuni dei suoi seguaci a ridurre al silenzio persone le cui azioni e dichiarazioni Hubbard riteneva minacciose.


Conclusioni

La teoria criminologica non si è ancora avvalsa della ricchezza di materiale esistente in merito a sette, culti e nuove religioni - tutti termini che nel corso degli anni gli studiosi hanno applicato a Scientology. All'interno di tali gruppi è presente una vasta gamma di comportamenti che spesso implicano devianza e criminalità (Robbins, 1988), e che poco si discostano da comportamenti simili riscontrabili nei governi e nell'industria, e che i criminologi hanno analizzato approfonditamente. I comportamenti criminologici in tali sette spaziano da imponenti illeciti aziendali commessi a livello internazionale a movimenti globali di personale e risorse, nel tentativo di commettere o di coprire crimini corporativi. In realtà i crimini religiosi e/o settari, cioè le azioni illegali "perpetrate in accordo con i fini operativi dei gruppi" (Kent, 1998), vengono per esempio ancora poco citati nella discussione dei crimini dei colletti bianchi (Lane, 2005; cf. Barnhill, 2005).

Scoprendo l'abbondanza di queste informazioni scarsamente analizzate, i criminologi troveranno utile l'attenzione al ruolo cruciale che fondatori e leader giocano in parecchi degli illeciti commessi da molte sette. Inoltre, essi saranno in linea con i colleghi della comunità imprenditoriale che da almeno due decenni sono a conoscenza delle implicazioni disfunzionali e a volte criminali dei leader narcisistici (si veda, ad esempio, Lubit, 2002; Maccoby, 2000; Sankowsky, 1995; Schwartz, 1987). Con tutta probabilità lo studio accademico del danno narcisistico in ambito imprenditoriale avrà applicabilità diretta allo studio criminologico delle sette, poiché molte sette gestiscono imprese affaristiche di notevole complessità. Ricerca rilevante similare è proseguita nell'ambito della comunità degli analisti politici che hanno esaminato il narcisismo maligno e la furia narcisistica tra i tiranni politici (Glad, 2002: 2-25; Post, 1993: 109, 113-114) e la relazione disfunzionale tra carismatici narcisistici e i loro seguaci (Post, 1986).

Sorprendentemente, però, i sociologi della religione hanno opposto resistenza all'arricchimento dei loro approcci con apporti psicologici e psichiatrici. La battaglia egemonica di vecchia data tra sociologia e psicologia per la designazione dell'expertise spiega probabilmente una certa resistenza, così come la spiega l'avversione sociologica profondamente radicata a interpretare i fenomeni sociali attraverso concetti psicologici. Inoltre alcuni ricercatori di sociologia detestano l'idea di indirizzarsi alla criminalità delle sette e nuove religioni, temendo che l'informazione critica su tali gruppi possa foraggiare gli sforzi "antisette".

Ad esempio, il sociologo David Bromley e lo storico delle religioni Gordon Melton hanno sminuito l'impatto che i leader disfunzionali hanno sui gruppi settari, concludendo che «Attribuire gli esiti organizzativi alla personalità di un singolo individuo, benché dotato di grande carisma, di solito mimetizza dinamiche sociali molto più complesse» (Melton and Bromley, 2002: 47). Nella nostra analisi di Hubbard, tuttavia, l'identificazione del suo narcisismo maligno scopre, più che mimetizzare, la condizione psicologica sottostante che fornisce il contesto alle "dinamiche sociali complesse" delle ritorsioni dei membri contro i critici e contro chi viene percepito come un nemico. Dalla nostra analisi emergono questioni sociali complesse che hanno a che fare con la socializzazione dei membri alla visione del mondo hubbardiana - argomento che richiede studi ad ampio raggio.

Un altro importante sociologo che ha sminuito l'importanza delle interpretazioni psicologiche (o, come noi preferiamo dire, biopsicologiche) dei leader settari è Lorne Dawson. In un articolo che analizza se le psicopatologie giochino un ruolo in carisma e violenza associati alle nuove religioni, egli ha concluso che «esiste insufficiente evidenza per discutere sul fatto che i leader carismatici siano più inclini a comportamenti violenti, o a iniziative che inducono alla violenza, di tutti gli altri» (Dawson, 2006: 21).

Ha poi aggiunto:

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Sono riluttante a seguire l'assunto di quasi tutte le analisi psicologiche dei leader carismatici secondo cui soffrirebbero di un qualche tipo di forma identificabile di nevrosi, se non di psicosi. Semplicemente ci mancano i dati richiesti per giungere a un tipo di giudizio attendibile (Dawson, 2006: 21).
Almeno per quanto riguarda L. Ron Hubbard, però, è chiarissimo che "la personalità di un singolo individuo" è la variabile centrale necessaria per spiegare le direttive devianti e a volte criminogene di Scientology, e che l'evidenza del narcisismo maligno di Hubbard è schiacciante.



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Gli autori:

Jodi M. Lane, M.A., ricercatrice sulle dipendenze a Edmonton, Alberta, Canada, specializzata in uso di alcol, tabacco, droghe, e gioco d'azzardo tra i giovani.

Stephen A. Kent, PhD, Professore di Sociologia e Professore Aggiunto di Studi Religiosi, University of Alberta (Canada), specializzato nello studio di "culti" e religioni alternative. Ha pubblicato articoli in numerose riviste di sociologia e di studi religiosi su svariati argomenti, tra cui gnosticismo, antica filosofia indù, buddismo mahayana, puritanesimo, poligamia fondamentalista mormone, devianza e nuove religioni.


Note:

1. Sulla grandiosità del Guru Maharaj Ji (leader della Divine Light Mission) dei primi anni '70, i cui progetti per costruire una città divina erano presumibilmente così importanti da dover attirare l'attenzione di alieni spaziali, si veda Kent, 2001: 156. Sul sogno e i progetti di L. Ron Hubbard, fondatore di Scientology, di creare una città internazionale in cui gli scientologist avrebbero monopolizzato la salute mentale, si veda Kent, 1999: 154.

Sui progetti grandiosi di Rajneesh di creare "l''Homo Novus' - il nuovo essere umano al di là del bene e del male, non controllato dalle norme e regole della cultura, ma in grado di poter vivere in pace e amore" si veda Carter, 1990: 66. Sulle affermazioni di Dwight York, leader della United Nuwaubian Nation of Moors (nella Contea di Putnam, Georgia) di essere " 'L'incarnazione di Dio in questa epoca' " (prima della condanna a 135 anni di carcere per abusi sessuali su minori), si veda Osinski, 2007: 68-69. Esistono molti altri esempi di affermazioni grandiose fatte da leader di nuove religioni e gruppi correlati.

2. Ad esempio, "Una rivelazione della divinità indù Shiva, diventata la principale divinità di Aum [Shinrikyo] indusse [il fondatore Shoko] Asahara a vedersi come una figura messianica che doveva condurre i suoi seguaci alla fondazione di una società ideale detta Regno di Shambala" (Mullins, 1997: 316). Similmente Sun Myung Moon della Chiesa dell'Unificazione riferì "che il giorno di Pasqua del 1963 Gesù gli apparve rivelandogli che Dio lo aveva scelto per la missione di fondare il Suo Regno del Paradiso in terra" (Barker, 1984: 28). Mentre sul monte Zion in Israele, David Koresh, leader dei Branch Davidian, affermò "di avere ricevuto la visita di sette esseri angelici che gli avevano spiegato i segreti dei sette sigilli [Nel Libro delle Rivelazioni]" (Newport, 2006: 183). A livello generale, "molti leader di culti riferiscono di esperienze di conversioni mistiche miracolose che li hanno condotti sul cammino della leadership religiosa" (Deutsch, 1989: 148).

3. Non intendiamo cadere nel dibattito terminologico sulle parole setta, culto o nuova religione e in questo studio li useremo in modo più o meno intercambiabile per indicare gruppi non maggioritari con messaggi non tradizionali che contengono gradi diversi di affermazioni sovrannaturali. Parimenti non intendiamo dibattere in questa sede quale di questi termini meglio descrive Scientology in base a definizioni più formali o accademiche.

4. Fin dall'inizio del ventesimo secolo gli ambienti accademici hanno discusso sul rapporto tra malattia mentale e creazione di nuove religioni. Varieties of Religious Experience (1902) di William James resta il più famoso tra i numerosi studi condotti sull'argomento, ma il dibattito su (ad esempio) lo stato mentale di George Fox e il suo rapporto con le origini dei Quaccheri ha impegnato innumerevoli altri autori (si veda Kent, 1987a; 1987b). Un tentativo recente da parte dei sociologi di intrecciare le condizioni psichiatriche di (ciò che tali studiosi hanno definito) fondatori di setta e i gruppi da essi creati è il modello psicopatologico presentato da William Sims Bainbridge e Rodney Stark. Tale modello vede alcune "innovazioni settarie come il risultato di una psicopatologia individuale che trova una riuscita espressione sociale" (1979: 173). Se per certi versi il modello biopsicosociale alla base del nostro lavoro (Kent, 2006) condivide elementi di similitudine con la posizione di Stark e Bainbridge, riteniamo che il linguaggio e i concetti psicologici/psichiatrici da loro usati siano troppo imprecisi, quando non inaccurati. Ad esempio essi discutono di L. Ron Hubbard in un paragrafo su "paranoia classica e schizofrenia paranoide" (Bainbridge and Stark, 1979: 175). Se Hubbard dimostrava caratteristiche paranoidi, quasi sicuramente non era schizofrenico.

5. Anche Fawn Brodie, la più noto biografa di Smith, si era resa conto che nel profeta c'era qualcosa che non andava. Per esempio scrisse che "il lettore casuale resterà scioccato dagli inganni [di Smith] - a volte goffi, ma ancora più sconvolgenti quando erano abili e scaltri - perché Joseph li praticava nel campo della religione, dove onestà e integrità dovrebbero presumibilmente contare qualcosa" (Brodie, 1963: 84). Aggiunse poi che "sembrò aver raggiunto presto un equilibrio interiore che gli permise di perseguire la sua carriera con vera sincerità, anche se fortemente compensata. Di sicuro la consapevolezza persistente della colpa per le astuzie e gli inganni con cui era partita la sua carriera profetica lo avrebbe alla fine distrutto" (Brodie, 1963: 85). Vedere Smith come un narcisista apporta nuovo significato a queste e a molte altre osservazioni sul fondatore dei Mormoni.

6. Per la discussione di leader carismatici di sette, culti e nuove religioni come narcisisti o narcisisti maligni, si veda: Clark, 1988 (su Rajneesh); Kent, 2007 (su Alessandro di Abonuteichos nel mondo antico); Krakauer, 2003:162, 303-307 (su Ronald Laffert, il fondamentalista mormone omicida); Mascareñas de los Santos and Ruiz, 1997: 102-105 (sull'attuale leader di La Luz del Mundo, Samuel Joaquin Flores); National Parole Board, 2003: 3 (sul condannato per reati penali Ivon Shearing, capo di una setta della British Columbia chiamata Kabalarians); e Sil, 1991 sul famoso guru indiano Ramakrsna Paramahamsa). Per commenti generali su guru e leader di sette considerati narcisisti, si veda Storr, 1996: 208-211.

7. Dobbiamo sottolineare che non siamo i primi ricercatori a tracciare paralleli tra la vita di Smith e quella di Hubbard. Nell'articolo relativo a "frode religiosa" della Encyclopedia of White Collar and Corporate Crime (2005), la prima frase recita: «Da Joseph Smith, che fondò il mormonismo dopo una rivelazione che viene ancora tacciata di imbroglio a L. Ron Hubbard e gli scientologist inclini ad essere citati in giudizio, religione e frode si sono mescolate inestricabilmente, sia come un fatto sia nella percezione dei non credenti e degli scettici» (Barnhill, 2005: 679). Il nostro articolo si orienta alla conclusione che le percezioni di frode scaturiscono forse dalla probabilità che entrambi i leader dimostrassero comportamenti connessi al narcisismo.

8. In uno studio precedente uno degli autori (Kent) disse che "secondo la mia lettura [Hubbard] era molto probabilmente un individuo che presentava una combinazione di paranoia e narcisismo" (Kent, 2006: 347). Il modello narcisistico che seguiamo qui, tuttavia, discute la paranoia come uno degli aspetti del narcisismo.

9. Forse vale la pena citare che Kernberg indicò che alcuni narcisisti maligni «possono presentare comportamento antisociale razionalizzato - ad esempio come capi di gang sadiche o di gruppi terroristici» (Kernberg, 1992: 78). Senza volersi spingere troppo lontano nelle analogie con "gang sadiche" e "gruppi terroristici" nella possibile applicabilità a Scientology, alcune delle punizioni che Hubbard infliggeva ai suoi leali seguaci avevano sicuramente implicazioni sadiche. Le punizioni che saltano immediatamente alla memoria sono quelle del periodo tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70 quando Hubbard comandava una piccola flotta di navi scientology. In quel periodo Hubbard ordinò ripetutamente, come punizione, che le persone fossero lanciate fuoribordo da altezze considerevoli (a volte bendate e con mani/piedi legati blandamente). A proposito di queste punizioni, un critico di Scientology ha concluso che: «essere lanciati nel mare gelido da tale altezza [dai 5 ai 12 metri], con gli occhi bendati e le mani legate, deve essere stato spaventoso» (Atack, 1990: 187). Inoltre Hubbard mandò per punizione dei bambini per diversi giorni nel vano delle catene [dell'ancora] (Atack, 1990: 180). Infine, come discuteremo in seguito, persone come Paulette Cooper divenute il target della direttiva del "Fair Game" di Scientology si sono sentite certamente terrorizzate dall'organizzazione.

10. Se ai non-scientologist una commissione di inchiesta ricorda probabilmente un'udienza o un processo, Hubbard insisteva che « Una commissione di inchiesta non è un tribunale. È semplicemente un organismo di accertamento dei fatti con poteri legali...» (Hubbard, 1976a: 91 [grassetto in originale]). Disse inoltre che era «la forma più severa di azione etica» (Hubbard, 1976a: 91). Naturalmente i suoi "poteri legali" erano solo nell'ambito del sistema di "giustizia" interno a Scientology.

11. Gli episodi ipomaniacali implicano elevazioni dell'umore per almeno quattro giorni oltre ad almeno tre dei seguenti aspetti: grandiosità, riduzione del sonno, loquacità, volatilità o corsa costante dei pensieri, "distraibilità" e/o un "aumento di attività orientata a un obiettivo" (American Psychiatric Association, 2000a).

12. Si veda ad esempio la "Visita ortopedica speciale" fatta su Hubbard il 1/8/1951 da C. L. Williams, M.D., che non riuscì a rilevare né la presunta "borsite con calcificazione" e la "artrite multipla", né la "ulcera duodenale" che Hubbard sosteneva di avere avuto.

13. Kernberg fa per esempio notare che i narcisisti «mancano specificamente di sinceri sensi di tristezza e lutto: la loro incapacità a sperimentare reazioni depressive è una caratteristica fondamentale della loro personalità. Quando abbandonati o delusi dagli altri possono manifestare ciò che superficialmente sembra depressione, ma che a ulteriore esame emerge come rabbia e risentimento, desiderio di vendetta piuttosto che vera tristezza per la perdita della persona che apprezzavano» (Kernberg, 1975: 229).

14. Vale la pena citare una osservazione di Kernberg: «Quando le personalità narcisistiche si trovano in posizione di importanza oggettiva - per esempio sono a capo di una istituzione politica o di un gruppo sociale - amano circondarsi di ammiratori a cui si interessano fintanto che l'ammirazione è fresca. Una volta ritenuto di avere tratto tutta l'ammirazione di cui necessitano, percepiscono di nuovo i loro ammiratori come "ombre" e li sfruttano e maltrattano spietatamente. Al contempo tali [narcisisti] si sentono profondamente offesi quando uno dei loro "schiavi" si vuole liberare» (Kernberg, 1975: 236).

15. La prima lezione di Hubbard su Scientology si tenne il 3 marzo 1952 (Hubbard, 1976b: 218) sebbene avesse allertato i suoi lettori già nel dicembre del 1951 con una pubblicazione in cui annunciava la prossima apparizione della scienza di Scientology (Hubbard, 1951: 41).

16. Copia di tale lettera diffamatoria è archiviata nella "Collection of Alternative Religions" di Stephen Kent ospitata dalla Biblioteca dell'Università di Alberta. Si tratta di un singolo foglio privo di data e scritto a macchina tutto in maiuscolo, da un "Vicino preoccupato" e indirizzata a "Caro amico inquilino".

17. Il documento consiste di 32 pagine di brevi affermazioni della Cooper (o riassunti di particolari affermazioni), ognuna confutata da Scientology. A seguire, 56 documenti che un anonimo scientologist del Ministero delle Pubbliche Relazioni per gli Stati Uniti riteneva sostenessero le sue confutazioni. Ad esempio, sul N. 11 si legge:

Voce (p.71): un tipo di indagine che Hubbard suggerì era ciò che egli chiamava "Investigazione rumorosa". Fatto: Tale suggerimento non proviene dal Sig. Hubbard così come nessuno è mai stato sottoposto a investigazione rumorosa in base a quella direttiva. Che è stata in forza per oltre sei anni (U.S. Ministry of Public Relations, n.d.: 11).

In realtà, però, nel 1966 Hubbard scrisse una policy letter in merito a "Attacchi contro Scientology" e in uno dei paragrafi in cui discute di «Terzo Gruppo di Azioni [che] si sono dimostrate positive nel fermare gli attacchi» Hubbard indicò di «investigare rumorosamente gli antagonisti» (Hubbard, 1966a: 491). Su questo punto la Cooper sembra essere stata corretta sul suggerimento dato da Hubbard di fare investigazioni rumorose contro gli oppositori. A pag. 31, però, la pubblicazione di Scientology corregge il riferimento a una pubblicazione fatto dalla Cooper (Cooper, 1971: 182). Lei parlò di "PABS (Preclear Auditor's Book)" ma il titolo corretto era Professional Auditor's Bullentin (United States Ministry of Public Relations, senza data: 31). Questo scambio di punti e contrappunti prosegue per circa duecento voci.

18. Per fugare possibili malintesi, "P.C." sta per "Paulette Cooper" e OP. sta per "operazione".

19. Si veda United States District Court for the Central District of California, 1978: 170, "Cedars Inventory, 11972-74, Articolo 46 - carpetta manila formato lettera intitolata 'Op. Freakout' contenente tre documenti".

20. «Nella terminologia Scientology esteriorizzazione è la capacità della mente, o "thetan", di lasciare fisicamente il corpo.» (Rawitch and Gillette, 1978: 2).

21. Un'altra accusa di operazione "R2-45" fallita apparve nella dichiarazione del 1994 dell'ex membro Hana Withfield (in precedenza Eltringham) che abbiamo citato in precedenza. La donna dichiarò sotto giuramento che durante uno scalo a Biserta, Tunisia, «una sera io e due ufficiali della Sea Org facemmo una chiacchierata sul molo. Il giorno dopo sarebbero entrambi volati a Los Angeles su ordine di Hubbard. Mi dissero che Hubbard gli aveva ordinato di sparare a Jack Horner, che viveva a Los Angeles, una "persona soppressiva" che Hubbard aveva personalmente dichiarato alcuni anni prima. Entrambi portavano pistole, e avrebbero viaggiato con esse. Se ne andarono... e tornarono qualche settimana dopo. Mi dissero di avere effettivamente sparato diverse volte a Horner una sera mentre lui e la famiglia erano in casa. Fortunatamente nessuno era rimasto ferito». (Whitfield, 1994: 19).

 
 
 
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