Rapporto Jaschke

Effetti dell'impiego di ideologie scientologiche su una società pluralistica fondata su libertà e democrazia.

Su incarico del Ministero degli Interni del Nordrhein-Westfalen, Germania, Dicembre 1995. A cura del Prof. Hans-Gerd Jaschke, libero docente di Scienze Politiche presso la Facoltà di Scienze Sociali dell'Università di Francoforte.

Traduzione dal tedesco a cura di Althea.

 
 
 
 
 
 
 
1. Introduzione  

Secondo i suoi ultimi dati, i servizi della cosiddetta Chiesa di Scientology (in seguito: SC) vengono offerti in 2475 Chiese, Missioni ed Organizzazioni in 107 Paesi del mondo, in particolare negli USA, in Canada ed in Europa. Questo dimostra che la dottrina fondata dall’ex-autore di romanzi di fantascienza L. Ron Hubbard nel suo classico "Dianetica" (pubblicato per la prima volta nel 1950), che dovrebbe "annunciare una nuova era di speranza per l’umanità" (Che cos’è Scientology, pag. 130), ha avuto una crescita notevole a livello mondiale.  

Quando nella Repubblica Federale sorse, negli Anni 70, una vera moltitudine di cosiddette "nuove religioni giovanili", anche Scientology fu classificata nel loro ambito (Mildenberger, 1979). Negli anni tra il 1970 ed il 1974 in Germania furono fondate le prime filiali di SC provenienti dagli USA: a Monaco (1970), Heilbronn (1973), Amburgo (1973) e Francoforte (1974). Nella Repubblica Federale Tedesca Scientology dispone, secondo i suoi dati, di un organico che si aggira intorno ai 30.000 membri.  

Negli ultimi tempi la classificazione di SC come "nuova religione giovanile" è stata respinta a favore di altri punti di vista e valutazioni. Dalla metà degli Anni Ottanta SC viene vista nei testi specialistici come un’organizzazione che, sotto la copertura della religione, mira ad insinuarsi espansivamente nei circoli direttivi dell’economia. 

Secondo l’ex-scientologo Norbert Potthoff, la campagna "Clear Germany" «si è posta lo scopo di sottomettere l’intera Germania al controllo di Scientology. La Germania viene vista come una ‘posizione chiave’ per il successo in tutto il mondo. Pertanto ci si deve aspettare un’ulteriore espansione, laddove ci sarà una concentrazione maggiore nei settori economici e sociali, nelle scuole e nella polizia» (Potthoff, 1993, pag. 109). Le nuove possibilità di espansione verso l’Europa centrale ed orientale aperte con la caduta del Muro nel 1989 rendono la Germania - secondo un altro ex-membro, già funzionario di alto livello in SC - un punto di appoggio importante per l’espansione ad oriente (Young, 1995). La teoria dell’infiltrazione (motivata economicamente, ideologicamente e politicamente ed organizzata strategicamente) in posizioni chiave di politica, società ed economia, come vedremo in seguito, attraversa come un filo conduttore tutta la nuova letteratura critica su SC. A questo cambiamento di vedute hanno contribuito sviluppi nella stessa Organizzazione, ma anche un maggiore interesse politico, pubblicistico e statale di fronte alle teorie ed alle pratiche di SC. 

Diversi Uffici pubblici si sono espressi ripetutamente in modo critico riguardo a SC.  

Secondo la Conferenza dei Ministri degli Interni, l’Organizzazione di Scientology «si presenta oggi agli organi preventivi e giudiziari dell’amministrazione interna come un’organizzazione che, sotto la copertura di una comunità religiosa, raccoglie in sé elementi di criminalità economica e di terrorismo psicologico nei confronti dei suoi membri, attivismo nell’economa ed impronte sèttarie. Il punto centrale della sua attività sembra essere nel campo della criminalità economica». 

Dal punto di vista del Governo Regionale del Nordrhein-Westfalen, «la 'Chiesa di Scientology' in realtà è un complesso economico che si è circondato di una aura ideologica ma persegue in prima linea fini economici concretissimi; lo scopo principale dell’associazione è il raggiungimento del maggior utile possibile. Inoltre si tratta di un’organizzazione orientata ideologicamente, guidata centralmente e poggiante sul principio dell’obbedienza agli ordini, la cui immagine dell’uomo e la cui coscienza giuridica sono improntate esclusivamente ai pensieri di Hubbard». 

Il Governo bavarese, nell’Ottobre 1995, ha annunciato la promozione di provvedimenti drastici. Secondo un catalogo in 12 punti si prevede, tra l’altro, che la vendita di libri etc. venga registrata come attività commerciale, che la pubblicità per strada sia proibita e che le organizzazioni di SC vengano controllate più accuratamente dal punto di vista fiscale. In questo senso si deve controllare l’applicazione delle leggi su assunzione e protezione del personale e dei regolamenti sanitari, come anche il corretto pagamento dei contributi previdenziali. La Baviera vede come ulteriori possibilità di azione contro SC la promozione di provvedimenti legislativi, un accrescimento delle pubbliche relazioni ed un controllo da parte degli organi per la tutela della costituzione.  

La tesi ormai consolidata di un complesso a scopo di lucro, che saccheggia e sfrutta i suoi clienti, punta il dito con ottime ragioni sulla delegittimazione morale ed etica di SC. Tuttavia lascia ancora aperta la questione dell’anticostituzionalità, perché non considera SC come un’organizzazione politica. Secondo le sentenze della Corte Costituzionale nei procedimenti contro il SRP [Partito socialista del Reich - n.d.t.] (1952) ed il KPD [Partito comunista tedesco - n.d.t.] (1956) e tenendo conto delle ricerche sull’estremismo di destra condotte nella Repubblica Federale, la possibile anticostituzionalità di un’organizzazione può essere presa in considerazione solo se si tratta di un’organizzazione che persegue scopi politici. 

La stessa SC non si definisce un’organizzazione politica, ma alla base di questa immagine di sé pone un concetto strettamente politico. «Scientology è apolitica», si legge in un volantino. Tuttavia nello stesso testo si sottolinea che «gli scientologi hanno il compito di liberare la Terra da follia, guerra e criminalità e di creare un mondo migliore, nel quale regnino la ragione e la pace» (op.cit.). Uno scopo politico più aperto di questo è difficilmente immaginabile. SC persegue expressis verbis [espressamente, per propria ammissione - n.d.t.] scopi politici, senza tuttavia seguire le vie convenzionali della partecipazione alla concorrenza politica. Una delle ragioni per questo atteggiamento diventa comprensibile se si pensa al fatto che SC è legata, per via del rifinanziamento, alle leggi di mercato, alle strutture di domanda ed offerta delle nuove religioni e degli psicoculti. Un cambio dichiarato e diretto a favore del "mercato politico" potrebbe mettere in pericolo le fonti economiche disponibili nel mercato psicologico, minacciando in tal modo persino l’esistenza di SC. 

I problemi legati ad uno studio scientifico di SC iniziano già con le questioni più semplici. Se si provasse a definire "Scientology", si potrebbe già distinguere tra un piano ideologico, uno organizzativo ed uno politico. Sul piano ideologico SC si definisce come comunità religiosa, su quello organizzativo come Chiesa e politicamente piuttosto indifferente. Intenzioni politiche sono comunque reperibili, come vedremo in seguito, in una quantità enorme di scritti. SC si attribuisce, in qualità di "filosofia religiosa applicata", «soluzioni efficaci per i problemi sociali più scottanti, come abuso di droghe, criminalità, carenze nella scuola e nell’istruzione e decadenza dei valori morali» (Che cos’è Scientology, pag. XI). 

Diversi critici seri hanno sostenuto con ottime ragioni valutazioni completamente diverse nell’ambito del dibattito ormai ventennale su SC, che cresce continuamente per mole di informazioni ed intensità. Si parla di una "psicosètta", di SC come "complesso economico" che saccheggia i suoi membri e si infiltra in posti istituzionali perseguendo fini politici, di "utili miliardari tramite un culto incentrato sul potere e sul denaro" (Augstein, 1995). Secondo Renate Hartwig, una delle critiche più insistenti, SC è "terrorismo tollerato a livello statale, non perseguito dalla giustizia e minimizzato da personalità prominenti, artisti e mass-media" (Hartwig, 1994, pag. 15). Norbert J. Potthoff, un ex-scientologo dagli argomenti ben ponderati, ha esposto questi contesti in modo più differenziato. Secondo lui dopo la morte del suo fondatore, L. Ron Hubbard (1986), SC ha vissuto un cambiamento radicale «da un gruppo di idealisti e dilettanti guidato in modo liberale ad una sètta politica guidata in modo rigido ed autoritario». Il successore di Hubbard, Miscavige, persegue una "concezione totalitaria e politica", che Potthoff inquadra nella continuità storica dei maggiori movimenti totalitari di questo secolo: «Dopo il bolscevismo ("proletari di tutto il mondo, unitevi") ed il nazionalsocialismo (teoria del predominio della razza ariana), nell’Hubbardismo vediamo un nuovo movimento politico di esseri elitari ("superuomini tra noi"), nel quale vale la legge del più forte» (Potthoff, 1993, pag. 44). In un altro punto Potthoff ha evidenziato consapevolmente gli scopi politici di SC: 

«Scientology negli ultimi 30 anni ha costituito una rete internazionale. Si estende in Australia, Asia, Sud America, America Centrale, America del Nord, Europa, e questa rete viene ampliata sistematicamente per raggiungere anche il potere politico. Scientology intorno al 1980 ha subito una profonda mutazione. Hubbard è stato privato del potere ed il nuovo management si è sforzato da allora di raggiungere, tramite un sistema totalitario come quello costituito da Scientology, il potere politico. David Miscavige, dalla vetta di questo sistema, sogna di conquistare il potere su tutto il mondo. Lo scopo perseguito a questo livello è paragonabile agli scopi di gente come Hitler, Hussein o Stalin. Questi individui sono semplicemente dominati dall’idea di aver potere sulle persone e sulla loro vita. Il denaro in questo senso ricopre un ruolo secondario, indiretto». (Potthoff, 1994a, pag. 5).

La questione posta da questa perizia si rivolge, in riferimento allo stato attuale (ancora rudimentale) della discussione sulle caratteristiche politiche di SC, alla problematica della possibile influenza dell’ideologia scientologica su alcune parti della società ed agli scopi politici di SC, laddove essi ignorano parti della costituzione (nell’ambito di una "democrazia militante"), si rivolgono contro di lei o ne minano le basi. Di conseguenza è da chiarire se parti dell’"ordine fondamentale libertario" (così definito dalla Corte Costituzionale) vengano ostacolate, disturbate, neutralizzate idealmente o realmente. Una simile tattica di osservazione presuppone la dimostrazione che SC è da considerarsi un’organizzazione con obiettivi politici a lungo termine. La questione verrà discussa in seguito non solo da una prospettiva costituzionale e legale, ma anche da una primariamente politologica, che include in realtà anche riflessioni sulla costituzione. Da una prospettiva politologica ci si dovrebbe collegare alla tradizione delle nuove ricerche sull’estremismo politico, per ricavarne un metodo di ricerca adatto all’oggetto. Un’impostazione dal punto di vista sociologico si differenzia dalle precedenti accessioni giuridiche, medico-psicoanalitiche, storico-ideologiche e giornalistiche soprattutto per il fatto che il quadro politico e sociale viene tenuto in maggiore considerazione, che i testi primari non stanno a sé ma vengono visti come parte di un contesto politico e sociale completo e, non da ultimo, per il riutilizzo di contesti di ricerca e discussione.  

Nella nuova ricerca sull’estremismo predominano impostazioni che puntano sulla sociologia organizzativa e partitica e che evidenziano e collegano tra loro, per il chiarimento delle posizioni politiche e della questione dell’anticostituzionalità, i seguenti aspetti, approfonditi metodicamente:

 
- sviluppo dell'immagine programmatica di sé, della costituzione della volontà all'interno dell'organizzazione e degli obiettivi politici;

- appartenenza ad una "famiglia politica", rapporto con la democrazia all'interno dell'organizzazione e organizzazione dei livelli gerarchici;

- strategie e modelli di comportamento di fronte all'ambiente sociale e politico, quadro sociologico di membri ed elettori.

- Inoltre: potenziale alleanza con altre correnti politiche o sociali.

 
A questo appartiene anche il posizionamento nell’ambito del pubblico politico e le conseguenze che ne derivano. 

La presente perizia si appoggerà ai passaggi metodici della ricerca sulle organizzazioni teorico-estremistiche, tenendo però ben presente la particolarità di SC. I principi tradizionali di formazione ritenuti tipici per organizzazioni estremistiche - circolo teorico, associazioni tradizionali, sette politiche, gruppi terroristici, movimenti di concentrazione, partiti-quadro (Backes, 1989, pagg. 266 segg.) - non bastano a caratterizzare sufficientemente SC. Inoltre si sa tanto poco sugli appartenenti, i simpatizzanti e gli interessati quanto sulla dinamica delle fluttuazioni personali. Gli scopi politici sono piuttosto coperti e disseminati in un mare di scritti; la storia di SC non è ancora stata scritta. Con riguardo agli standard metodici ed all’impostazione della ricerca sull’estremismo, la mancanza di una storia critica di Scientology che possa mostrarne la dinamica di sviluppo nel tempo ed il deficit di conoscenze minime sulla struttura sociodemocratica dei sostenitori e dei loro tempi di adesione sono, nella prospettiva di ricerca, questioni irrisolte e da non sottovalutare. Tuttavia un’organizzazione, il cui scopo dichiarato è la creazione di un pianeta clear e che vuole intraprendere questa sfida con decisione e dedizione (Che cos’è Scientology, pag. 360), può e deve essere considerata un’organizzazione politica. Questo porta ad un modo di procedere più flessibile, metodico ed adatto all’oggetto in questione, che deve tener presente anche il fatto che la discussione passata è stata condotta soprattutto nel contesto del dibattito su religioni giovanili e psicosette, ma non sotto le premesse di una metodologia adatta alla teoria estremistica. 

In una prima fase si illustrerà sinteticamente e criticamente lo status del dibattito su SC, per poter riferire ad esso le questioni poste dalla perizia (cap. 2). In proposito si consulteranno, in un’analisi secondaria, biografie di ex-scientologi, dibattiti sugli psicoculti, sulle sette religiose e sul fondamentalismo moderno, i reperti trovati finora sull’influenza politica ed economica di SC ed indicazioni sulla minaccia per lo Stato democratico di diritto, per scoprire quanto questi dibattiti possano contribuire alla nostra problematica. In questa sede basti un accenno ad uno dei suoi deficit maggiori: proprio la storia tedesca moderna prima del 1933 ha dimostrato che i raggruppamenti multiformi di sciovinisti, riformatori, comuni agrarie e del movimento giovanile tedesco, che oggi verrebbero definiti come "sette", perseguivano scopi prettamente politici ed hanno assunto funzioni che li hanno resi i precursori ed i preparatori del Nazionalsocialismo. Per questo in generale sarebbe errato considerare le "sette" come movimenti apolitici e molto più appropriato riflettere già dall’inizio sulle loro qualità politiche. Per questo appare logico ampliare il dibattito su SC come sètta giovanile fino alla discussione su SC come organizzazione politica. 

Dopo l’introduzione analitica secondaria, segue un capitolo teorico sui concetti di fondamentalismo, estremismo e totalitarismo (cap. 3). Serve a valutare con termini adeguati SC al di là della designazione apolitica di "sètta". Questi concetti sembrano essere la cornice teorica adatta a discutere di questa organizzazione. Il cap. 4 dimostra che SC è un’organizzazione a carattere totalitario, che presenta diversi punti di contatto con l’estremismo politico. Questo elemento viene preso in considerazione inizialmente per la pretesa di esclusività, certa di portare alla salvezza, e per l’ermetismo della visione cosmica di SC. Tali riflessioni vengono approfondite nei capitoli successivi. La mentalità "amico-nemico" e la disposizione alla violenza (cap. 5), il rapporto tra "leader" e "seguito" e la formazione della volontà all’interno dell’organizzazione (cap. 6), la funzione del linguaggio specifico di SC (cap. 7), che Kind ha definito uno "strumento importante dell’indottrinamento" (Kind, 1994, pag. 21), la critica della democrazia da parte di SC (cap. 8) concretizzano maggiormente i punti di contatto con estremismo politico. A questo punto però si dimostra anche che SC non può essere catalogata nei contesti tradizionali di estremismo di destra e di sinistra. Di più: alcuni segnali precisi mostrano che si tratta di un estremismo di nuovo tipo. Una parte conclusiva riassuntiva (cap. 9) farà un bilancio dei risultati e ritornerà alle problematiche poste dalla perizia. Verranno presi in considerazione l’autopresentazione di SC, scritti biografici di ex-membri, materiale "primario" come comunicati del Parlamento e sentenze e contributi utili per l’analisi secondaria.  

A questo punto si deve fare riferimento ai limiti di questa perizia. Le basi ideologiche di SC, soprattutto in "Dianetica" di Hubbard, sono state prese in considerazione solo laddove risultavano significative ai fini delle problematiche della perizia. Per es., le fonti sulla conduzione pratica di corsi, sul modo di funzionamento di tecniche e dinamiche di gruppo sono state trascurate, benché la critica di SC da un serio punto di vista medico e psicoterapeutico non sia di importanza secondaria nell’ambito della nostra problematica. La pratica dell’Auditing nei corsi di SC rende, a quanto pare, i pazienti remissivi e dipendenti. Il Direttore della Clinica Psichiatrica dell’Ospedale universitario di Zurigo, il Prof. H. Kind, in una perizia presentata da poco, ritiene l’Auditing svolto secondo i principi di Dianetica un "procedimento inumano". Le tecniche psicologiche di SC celano, secondo lui, "un pericolo enorme" per il paziente, perché [attraverso di esse] viene indebolito il suo controllo della realtà e viene rafforzata la dipendenza e la disposizione all’indottrinamento. «La pretesa di Dianetica», prosegue Kind, «di poter curare tutte le nevrosi, i disturbi psicosomatici e persino le psicosi funzionali, contraddice in tutto e per tutto quanto emerge da ricerche serie sull’efficacia della psicoterapia» (Kind, 1994, pag. 24). «Lo scopo di Dianetica» così Kind, «non è l’indipendenza del paziente ma la sottomissione al sistema» (Kind, 1994a, pag. 9).  

Accanto all’importante piano critico medico e psicoterapeutico ci sono altri aspetti che non sono stati presi in considerazione o sono stati trattati solo marginalmente. Il piano prospettico di membri e simpatizzanti, a causa della mancanza quasi totale di dati empirici, può essere introdotto solo nella forma di schizzi autobiografici di ex-funzionari di SC; una consultazione diretta di funzionari di SC non è stata eseguita per motivi pratici - soprattutto per il tempo limitato a disposizione. In gran parte inosservati sono rimasti ulteriori punti prospettici di scarsa rilevanza per la nostra problematica o che non sono stati inseriti per gli stessi motivi pratici. A questi appartengono la struttura internazionale di SC, la differenziazione interna all’organizzazione [anche] a livello internazionale, il finanziamento, rifinanziamento e l’impiego degli utili e la questione già nota a livello internazionale sulla forma giuridica di SC. Alcune statistiche evidenziano chiaramente il fatto che l’organizzazione è ancora ancorata solidamente al "mercato psicologico". Negli USA le autorità fiscali hanno riconosciuto a SC nel 1993, dopo una lunga battaglia giuridica, lo status di ente di interesse collettivo. Nel corso di questi processi SC ha dovuto rendere pubbliche le proprie finanze. Secondo [tali documenti] SC, con un capitale di 400 milioni di dollari, ottiene negli USA attraverso la vendita di libri e corsi utili pari a 300 milioni di dollari (Gralla, 1994, pag. 92). Le strutture di domanda ed offerta del "mercato psicologico", nel quale SC si muove anche in Germania, non possono essere di nessun rilievo nell’ambito di questa perizia, anche se la forza finanziaria ed il potere di SC in generale dipende non in ultimo dal successo o dal fallimento in questo segmento di mercato. 

 
 
 
2. Il dibattito scientifico, pubblicistico e politico su Scientology  

Nei venticinque anni della sua esistenza in Germania si è sviluppato, in condizioni sociali mutate, un confronto ormai di ampie dimensioni con SC. Si svolge sul piano giornalistico (stampa e pubblicazioni specializzate), attraverso i racconti delle esperienze di ex-membri e di centri di consulenza, inchieste parlamentari, sentenze, diverse perizie internazionali (pubblicate ed inedite) e - su un piano relativamente arretrato - nella saggistica filosofica e scientifico-religiosa. Punti centrali erano e restano soprattutto l’aspetto "culto giovanile" / psicoculto, la pratica dell’auditing dal punto di vista medico, psicoterapeutico e psicoanalitico, ma anche - in modo più intenso dall’inizio degli Anni Novanta - gli intrecci economici, l’infiltrazione strategica dei settori sociali decisivi, la differenziazione organizzativa interna, la rete di diffusione e le strategie e gli aspetti critico-ideologici ad essa collegati. Le questioni riguardanti i fini politici di SC hanno assunto un ruolo man mano più importante solo da pochi anni. Proprio questo rimanda ad una carenza sensibile: analisi sociali e politologiche che studino SC in qualità di organizzazione politica sono praticamente inesistenti. Sia dal punto di vista normativo e teorico-costituzionale (conformità alla costituzione), sia da quello empirico (quadro sociologico dei membri e dinamiche interne), questo è da considerare come una carenza grave. Questo excursus sullo stato della ricerca e della documentazione serve quindi a riassumere le conoscenze su SC e le carenze a questo riguardo.  

 
 
 
2.1 I racconti di esperienze  

I racconti di esperienze di ex-membri, che negli ultimi anni vengono pubblicati con frequenza sempre maggiore, sono «una delle fonti di informazioni più importanti su Scientology ed i suoi sottogruppi», come sostiene, a ragione, Ursula Caberta, responsabile del gruppo di lavoro su Scientology presso il Ministero degli Interni di Amburgo (Caberta, 1994, pag. 22). Per via della loro autenticità i racconti disponibili di ex-scientologisti permettono uno sguardo approfondito sulla struttura di SC, la sua pratica quotidiana e sulle possibili conseguenze per gli interessati. Elementi importanti si possono trarre soprattutto dalle informazioni (pubblicate sempre più spesso dall’inizio degli Anni Novanta) di ex-membri che hanno occupato a lungo posizioni di rilievo all’interno di SC. La loro credibilità è di grande portata già solo per il motivo che corrispondono nei loro punti centrali. Tutti e quattro i racconti analizzati in questa perizia pongono l’accento sulle strutture totalitarie di SC e le sue mire di dominio sul mondo, da valutare come eminentemente politiche. Le loro esperienze ed interpretazioni sono profondamente differenti, ma un confronto tra esse permette comunque di tracciare un modello di svolgimento suddivisibile in quattro fasi. 

La prima è caratterizzata dalla consapevolezza di una crisi individuale nella propria vita e dal bisogno di aiuto, di interlocutori, di migliorare la propria situazione o almeno dalla disponibilità [ad accogliere] proposte in questo senso. Disponibili verso SC sono soprattutto persone più giovani, fondamentalmente interessate al proprio sviluppo, la cui insoddisfazione nei confronti dei rapporti personali e generali scopre una certa dose di insicurezza e disorientamento, alla quale organizzazioni come SC possono comodamente appigliarsi. Secondo le informazioni disponibili, i motivi religiosi non sono determinanti per la decisione di frequentare corsi di SC. Potthoff parla [nel suo caso] di insoddisfazione «nei confronti di me stesso, di mia moglie, della mia posizione nella vita» (1994, pag. 21). Voltz motiva la sua apertura verso SC con la sua generale disponibilità verso esperienze religiose e culturali nel corso dei movimenti giovanili della fine degli Anni 60 / inizio degli Anni 70 (1995, pagg. 17 segg.). Il suo caso quindi è caratterizzato da motivi idealistici, dall’interesse allo sviluppo della propria personalità, dal desiderio di protezione e di [aderire ad] una filosofia che abbia risposte a domande fondamentali. Ad aprire le porte a SC comunque non sono solo l’idealismo dinamico giovanile od una crisi vitale, ma anche la ricettività naturale di adolescenti e giovani. Così una studentessa ventitreenne di psicologia racconta lapidariamente che dopo il "test della personalità" le sarebbe divenuto chiaro «che con Scientology potevo migliorare la mia vita e partecipare meglio allo studio ed alla vita familiare» (Valentin/Knaup, 1992, pag. 12). Il contatto con SC si stabilisce tramite la conoscenza personale di membri di SC, dai quali si viene "reclutati", tramite inserzioni su giornali o tramite i divulgatori di SC che invitano i passanti a sottoporsi ad un test della personalità, il quale poi in regola mette in evidenza presunti deficit nell’ambito comportamentale e comunicativo che possono essere curati grazie alla frequenza di corsi [appositi]. 

Nella seconda fase matura l’attaccamento al sistema di Scientology, perché i "reclutati" frequentano corsi sempre più cari, il cui successo dipende a sua volta dalla frequenza di corsi ulteriori. SC chiama il sistema di corsi, articolato in livelli che poggiano l’uno sull’altro, "ponte verso la libertà totale", che viene concluso col rilascio di certificati ed integrato da una quantità enorme di corsi da svolgere a casa, videocassette ecc. Nonostante non esistano dati più precisi, si può supporre che sia in questa seconda fase che si decide l’abbandono della "carriera scientologica" o la continuazione di una via ormai legata strettamente a SC. « In principio», ricorda Potthoff (1994, pag. 33), «si può abbandonare il culto di Hubbard solo nelle prime settimane. Se invece si è superato il duro training comunicativo, se si è imparato a pensare e sentire in questa nuova lingua, il processo di uscita diventa così duro e difficile che si preferisce rimanere dentro». Il percorso successivo all’interno di SC è accompagnato da fasi di vera euforia: «Mi sono divertito - dice Potthoff - a partecipare al progetto di una ‘nuova civilizzazione’» (Potthoff, 1994, pag. 28).  

La terza fase è caratterizzata da un lato da una progressiva identificazione con i metodi e gli scopi di SC, dall’altro da un relativo isolamento dall’ambiente sociale abituale. Tutte le biografie disponibili tratteggiano unanimamente l’assorbimento progressivo attraverso il sistema di corsi, la spinta interna ad adattarsi al gruppo, l’adescamento da parte di SC tramite l’assegnazione di incarichi fino ad arrivare ad una vera e propria assunzione come collaboratore. L’inserimento in strutture totalitarie con la pretesa di essere l’unica via possibile e giusta implica il soffocamento di qualsiasi spunto di critica e di dubbio e contemporaneamente una distanza sempre maggiore dall’ambiente sociale di provenienza. Racconti di separazioni e interruzioni di contatti nella cerchia di amicizie precedente documentano la tendenza all’autoisolamento. Grazie a questo si crea un circolo vizioso: un legame più forte con l’organizzazione significa interrompere ogni comunicazione con il precedente ambiente personale. L’isolamento che ne deriva accresce quindi il bisogno di vedere SC come una "famiglia sostitutiva". «Divenni sempre più » dice Potthoff (1994, pag.23) «il punto centrale delle mie stesse idee, che si avvicinavano all’immagine del mondo scientologica, fino al punto in cui la mia personalità si conformò completamente al sistema hubbardiano». 

Nelle testimonianze biografiche di ex-scientologisti la quarta fase, il distacco, viene descritta come la più difficile e piena di contraddizioni. Il distacco improvviso e spontaneo, come lo descrive Träger per il suo caso, sembra essere più un’eccezione (Träger, 1993). La rottura con SC come organizzazione ed ideologia si compie in regola gradualmente, è caratterizzata da dubbi verso se stessi e da fasi conflittuali. Alcuni casi di tentato e compiuto suicidio sono i punti estremi di un processo di distacco decisamente complesso (vedi Herrmann, 1994, pagg. 35 segg.). I motivi del distacco sono fondamentalmente differenti. Ad essi appartengono motivi esterni come per es. l’influsso di critici o di letteratura critica su SC, ma per la maggior parte tuttavia si tratta di motivi interiori, riguardanti la pratica di SC. Per Potthoff sono stati dei conflitti difficilmente risolvibili sul posto di lavoro (presso SC) e la sensazione invincibile di essere sfruttato a causare il distacco (Potthoff, 1994, pagg. 28 segg.). Per Voltz sono state situazioni interne - la pretesa assolutistica dell’ideologia totalitaria di SC, il terrorismo psicologico interno (insegnato da Hubbard) nei confronti dei critici - ad iniziare un processo dolorosissimo di "svezzamento" (Voltz, 1995, pagg. 29 segg.). 

Se si guarda alle "stazioni" degli ex-membri da un punto di vista sistematico, salta all’occhio la loro mancanza di originalità. SC è certamente un’ideologia originale, ma il modello biografico dei dissidenti imita quelli conosciuti nei casi di carriere in organizzazioni estremistiche. Analisi biografiche di giovani neonazisti hanno evidenziato una dinamica costituita da una motivazione ideologica all’adesione riferibile ad una insoddisfazione personale e generale, un rafforzamento all’interno dell’organizzazione caratterizzato da un contemporaneo isolamento sociale ed un difficile processo di distacco, normalmente senza appoggio sociale. Modelli biografici analoghi si mostrano nei cosiddetti "gruppi comunisti" e nelle carriere terroristiche. Persino in sette politiche meno stigmatizzate e più limitate, queste caratteristiche sono tipiche per la socializzazione politica. Un ex-membro dell’ICLC [International Caucus of Labor Committees - n.d.t.] (Europäische Arbeiterpartei, Patrioten für Deutschland [Partito Operaio Europeo, Patrioti per la Germania: le "coperture" tedesche per questa organizzazione - n.d.t.] ed altri) fa il bilancio di sedici anni di impegno in questo gruppo usando le definizioni "perdita del senso della realtà in un mondo autarchico con proprie regole"; "diffusione di teorie cospirative e della mentalità 'amico-nemico' ", "culto della personalità", "gergo partitico specifico" e "sopraelevazione di sé in una dinamica totalitaria, che lega al gruppo e rende difficile il distacco" (Beyes-Corleis, 1994). 

La differenza più importante tra SC e questi gruppi consiste nel fatto che ex-neonazisti, ex-estremisti di sinistra e membri di altre sette politiche considerano se stessi prima, durante e dopo la loro fase "attiva" sempre come soggetti politici, mentre i dissidenti di SC invece lo fanno più che altro in senso indiretto. D’altra parte questa differenza deve essere relativizzata, perché anche nei gruppi estremistici i motivi personali ricoprono per gli attivisti un ruolo importante, tanto che motivi personali e motivi politici sono spesso difficili da separare. Tenendo conto degli effetti sulla socializzazione degli interessati delle attività temporanee presso SC da un lato e dei gruppi estremistici dall’altro, si può evidenziare comunque un risultato paragonabile: [i membri] vedono la durata dell’affiliazione alla rispettiva organizzazione come una fase della loro vita caratterizzata da un processo di allontanamento dalla democrazia, da "dominio" e "guida" da parte di strutture totalitarie e da una limitazione radicale della libertà personale, mentre considerano retrospettivamente l’organizzazione stessa come antidemocratica, pericolosa e "vendicativa" nei loro confronti. Il rapporto della pubblicistica con gli ex-membri dipinge significativamente e a tinte fosche le pratiche totalitarie e violente di SC. SC accusa [i dissidenti] ora di avere una "immaginazione morbosa", ora, in modo aggressivo ed umiliante, di fallimento finanziario, morale e spirituale e di avere intenzioni corrotte. 

 
 
 
2.2. Il dibattito sugli psicoculti, le sette religiose ed il fondamentalismo moderno 

Negli Anni settanta è nata nella Repubblica Federale una moltitudine di nuove sette religiose e di raggruppamenti simili. Tra i più conosciuti sono la "Chiesa dell’Unificazione", "Hare Krishna", "Meditazione Trascendentale", e il movimento Baghwan. Anche SC è stata inserita fin dall’inizio in questo contesto dalla pubblicistica [riguardante il fenomeno]. Il concetto di "sètta giovanile" si riferisce allo sfondo sociale dell’inizio degli Anni settanta, caratterizzato da movimenti studenteschi che si disintegravano nei raggruppamenti più eterogenei e dall’atteggiamento diffuso di rifiuto dei cambiamenti sociali a favore di un cambiamento del proprio soggetto. Il dibattito iniziato a quel tempo a proposito un "nuovo stile di vita", lega ancora l’esperienza politica del fallimento del movimento studentesco alla consapevolezza di una crisi ecologica della società e tenta in tal modo di collegare tra loro politica e comportamento quotidiano (Wenke/Zillessen, 1978). Molti culti psicologici e movimenti religiosi si presentano tuttavia senza pretese politiche, si concentrano sul cambiamento del soggetto e costituiscono lo sfondo organizzativo per il nuovo paradigma dell’"esperienza di sé". La condizione sociale per un’accettazione diffusa di organizzazioni come SC quindi è stata preparata già negli Anni settanta. «La libertà totale da qualsiasi limitazione, l’immortalità, il controllo di spazio, tempo e materia - tutti questi sono scopi affascinanti» (Mildenberger, 1979, pag. 183). Lo scenario sociale di crisi che si trovava alla base del nuovo individualismo e più tardi dei nuovi movimenti sociali, viene descritto da Brand/Büsser/Rucht come «attesa escatologica, umori da ‘no future’ di una nuova ‘lost generation’, romanticismo politico rivolto al passato ed escapismo [evasione nel mondo fantastico dei sogni per sfuggire alla realtà - n.d.t.] mistico» (Brand/Büsser/Rucht, 1983, pag. 19). 

Il bisogno di esperienze proprie e di un "nuovo stile di vita" costituivano l’insieme di motivi e lo sfondo sociale dei culti psicologici e delle nuove religioni degli Anni settanta. Erano legati alle recenti esperienze dei movimenti giovanili e studenteschi ed apparivano come una continuazione storica di queste esperienze. Gli adepti delle nuove sette e degli psicoculti avevano vissuto in prima persona la fase dei movimenti di protesta giovanile e vedevano la ricerca di una propria identità come una conseguenza logica [di tali esperienze]. Questo contesto oggi non esiste più. Träger è convinto che il 40-50 % degli attivisti dei primi Anni settanta non appartengano più al giro (Träger, 1993, pag. 92). SC oggi non recluta più i suoi membri nella cerchia delle correnti giovanili di protesta, ma preferisce rivolgersi ai livelli direttivi ed a quelle "persone di successo" che vogliono avere ancora più successo; il suo ideale è entrare nelle élite funzionali più "dinamiche" nelle branche economiche in crescita del settore terziario. La discussione più recente sulle sette religiose pertanto cerca risposte che tengano conto delle mutate condizioni dei campi di risonanza sociali. Il modello teorico dell’individualizzazione a questo proposito sembra adatto a chiarire la prontezza ad un impegno in organizzazioni informali (vedi Eiben, 1993). Secondo questo modello la società moderna è caratterizzata da un pluralismo di orientamenti e di stili di vita da un lato, dall’altro dal progressivo indebolimento della forza di coesione delle istituzioni, anche delle Chiese. Il singolo viene contemporaneamente "liberato" dai vincoli dei legami tradizionali e si trova in una situazione di possibilità di scelta più completa in tutti i settori di vita. Anche le offerte di interpretazione religiosa - o quelle che si presentano come tali - sono interessate dal processo di pluralizzazione ed individualizzazione. Da un lato perdono la loro "clientela fissa", ma dall’altro godono di buona affluenza perché offrono orientamenti chiari ed univoci in una situazione pluralistica confusa. Le chiese cristiane in questo senso perdono progressivamente terreno - come dimostrato dal numero sempre crescente di persone che si allontanano da esse - mentre cresce la curiosità di fronte alle numerose offerte di nuovo tipo, che possono trovare anche adepti a lunga scadenza.  

Il tentativo di spiegazione più convincente, accanto alla teoria dell’individualizzazione, si trova nel dibattito sul fondamentalismo moderno. I principi posti in modo assolutistico, le certezze conoscitive e le immagini cosmiche chiuse [in sé] sembrano essere in tutto il mondo le risposte [adatte] alle incertezze ed ai rischi del mondo moderno. I dubbi, le riserve nella conoscenza, la discutibilità delle proprie posizioni sono cose estranee al fondamentalismo, che insiste, dall’interno di comunità ideologiche chiuse ermeticamente, sull’esclusività e sull’assolutezza dei propri valori e delle proprie vie. Meyer parla per la Repubblica Federale Tedesca dell’esistenza di un fondamentalismo secolare, di uno culturale (per es. la "New Age") e di uno politico (per es. i "fondi ecologici" - vedi Meyer, 1989, pag. 263). Le sette giovanili vengono ordinate da Meyer nell’ambito del fondamentalismo secolare. Tuttavia, ha ragione Meyer, queste divisioni non possono resistere davvero, perché «tutti questi gruppi dispongono di un principio salvifico che nasconde la salvezza per tutta l’umanità. Chi diventa membro di un gruppo, si aggrega ad una famiglia salvata che viene guidata e diretta da un maestro salvatore. Tutti i gruppi dispongono di un’immagine del mondo chiusa in sé o di un sistema di fede altrettanto chiuso. [Esso] spiega e fa capire che anche il mondo possiede ancora una promessa di redenzione che profetizza salvezza e liberazione a tutti coloro che accettano questa ideologia ed agiscono secondo i suoi comandamenti. Ognuna di queste ideologie si attribuisce, rispetto a tutte le altre, l’esclusività. Riduce la complessità e la contraddittorietà del mondo, insieme a tutte le interpretazioni contrastanti di esso, ad un dualismo manicheo [che accentua le diversità tra posizioni assolutamente contrapposte - n.d.t.] tra salvezza e dannazione, bene e male, amico e nemico. Le contraddizioni riguardanti la propria posizione o quella degli altri vengono negate o respinte. In tal modo viene risparmiato agli adepti ogni confronto con le tensioni, i conflitti e le disparità della realtà. I gruppi sono sempre costruiti in modo altamente gerarchico, con un leader in cima che sovrasta tutti. Gli atteggiamenti di dipendenza e stretta subordinazione pretesi in cambio creano però, contemporaneamente, l’appartenenza alla consapevolezza elitaria del gruppo» (Meyer, 1989, pag. 266). Seguendo questa definizione, se ne possono ricavare due tesi: da un lato esiste una serie di elementi in comune o, ancora meglio, un nucleo assolutistico ritrovabile in tutte le correnti fondamentalistiche, tra le quali si devono intendere anche gruppi come SC. D’altro lato attraverso queste similitudini teoriche si chiarisce un’altra serie di elementi. Le definizioni come quelle riguardanti il fondamentalismo di Meyer sono già note dalle discussioni sull’estremismo politico. Diverse descrizioni dell’estremismo politico moderno potrebbero approfittare di una serie di caratteristiche tipiche del fondamentalismo - riguardo soprattutto all’ermetismo dell’ideologia di base, del principio del leader e della certezza di redenzione. Questo contesto viene approfondito più avanti. 

Proprio perché i nuovi culti religiosi e psicologici degli Anni settanta rovesciano il postulato di un cambiamento radicale della società nel programma di autoliberazione del singolo, appaiono a loro tempo come antipolitici, nonostante il dibattito sul fondamentalismo si riferisca esplicitamente al nucleo politico delle "sette giovanili". Il fallimento della forza integrativa delle istituzioni, a cominciare dalle Chiese cristiane, continua spesso ad essere indicato come causa del fascino delle sette, insieme al fallimento del processo di formazione dell’identità dei giovani ed un più generale "senso di disagio di fronte alla modernità" ed alla mentalità progressistica e produttivistica della società. Numerose iniziative di genitori negli Anni settanta si sono prodigate - spesso in collaborazione con le Chiese - per trovare il modo di trarre i propri figli dalle sette e di reintegrarli in una vita normale (Mildenberger, 1979, pag. 238 segg.). Oggi queste iniziative sono diventate più politiche, poiché non tendono più solo alla liberazione individuale dei propri figli dall’influenza delle sette, ma si battono anche perché si comprenda finalmente la pericolosità di organizzazioni come SC. Facendo un bilancio delle più recenti reazioni sociali contro questa organizzazione, Müller definisce SC «un sistema sociale e politico che, a causa delle sue intenzioni antidemocratiche, è inconciliabile con i valori fondamentali della nostra società» (Müller, 1994, pag. 177). I movimenti di protesta contro SC oggi si riferiscono a questa tesi e non operano più solo in cooperazione con enti religiosi e con l’intenzione principale di recuperare figli perduti, ma con mezzi moderni come iniziative cittadine ed alleanze contro una sètta considerata politicamente pericolosa. 

Alcuni esempi ci permettono di illustrare il mutamento del modo di agire rispetto a sette come SC. Il gruppo di lavoro Scientology sorto ad Amburgo nel 1990 riunisce tutti i partiti democratici ed altri gruppi ancora, promuove contatti e pubbliche relazioni nell’interesse di una "difesa decisa contro sistemi aggressivi" atta a tutelare i valori comuni della società. L’esempio costituito da un paese vicino ad Amburgo, Hoisdorf, mostra come le iniziative cittadine possano impedire in modo "politicamente preventivo" la realizzazione di progetti di SC. Grazie a serate informative, raccolte di firme ed azioni pubbliche, è stata impedita, a causa delle proteste dei cittadini, [la costituzione di] un internato scientologico per bambini pianificato in questa località. Dopo scontri durati più di un anno, SC ha preso le distanze dal progetto dell’internato ad Hoisdorf (Birnstein, 1994). Dall’inizio degli Anni settanta ad Amburgo e Berlino si sono formate diverse associazioni di affittuari che protestano con enorme risonanza pubblica contro la conversione di contratti di affitto in contratti di acquisto operata dalle aziende scientologiche. Un terzo esempio illustra le ormai numerosissime attività contro SC da parte dei partiti democratici. Nel Novembre 1993 la "Junge Union Deutschland" (JU) ha organizzato il "Primo Wormser Scientology Tribunal". Accanto ad analisi e proposte, ha messo agli atti un documento che denuncia in tutta chiarezza come SC oggi venga sempre meno intesa come "culto psicologico" o sètta religiosa e sempre più come organizzazione politica. In una valutazione generale di SC, nel documento si legge che SC è «un movimento totalitario e antidemocratico con scopi diretti contro lo Stato. è una nuova forma di criminalità organizzata. Questa terminologia viene consigliata per tutti i tipi di pubblicazione» (Junge Union, 1993).  

Questi nuovi dibattiti e queste nuove azioni contro SC nascono da un’ipotesi teoricamente e politicamente molto significativa: SC cerca, attraverso la strategia dell’infiltrazione, di conquistare sistematicamente parti dell’economia e della società e di cambiarne le funzioni a sostegno dei propri scopi. Le pubblicazioni più recenti offrono a questo proposito alcune spiegazioni degne di nota.  

 
 
 
2.3. Sull’influsso politico ed economico di SC  

Nella letteratura più recente su SC la questione dell’influsso di questa organizzazione e di questa ideologia sull’economia ricopre un ruolo sempre più importante. Hermann riferisce di un piano interno di SC per la "conquista dell’economia tedesca" che si baserebbe su quattro punti fondamentali: scelta oculata delle aziende, conquista del o dei rappresentanti più importanti, neutralizzazione degli avversari ed introduzione nella tecnica scientologica dell’auditing. Billerbeck e Nordhausen riferiscono di diverse aziende diffuse a livello mondiale che, secondo i dati dell’organizzazione, avrebbero già seguito corsi di SC, tra cui Honeywell, Motorola, General Motors, Ford, Renault, Volkswagen e Shell (v. Billerbeck/Nordhausen, 1994, pag. 150). Molto più importante tuttavia appare l’infiltrazione mirata delle imprese medie. Nel settore edilizio, informatico, pubbilicitario, immobiliare e di consulenza aziendale e del personale SC - se si dà credito all’esposizione dettagliata a nostra disposizione - senza dubbio ha già preso piede. Secondo alcune stime, in Germania lavorano 150 imprese seguendo i principi scientologici, soprattutto nelle aree commerciali di Amburgo, Stoccarda e Monaco (Knaup, 1992, pag. 84). Anche nella politica e nell’amministrazione si conoscono alcuni episodi: la direttrice dell’Accademia dell’Artigianato presso la Camera dell’Artigianato di Amburgo si è rivelata una scientologa (Knaup, 1992, pag. 89); due membri della FDP di Amburgo si trovavano in stretti rapporti di affari con SC (Hermann, 1994, pag. 107).  

Per quanto riguarda le branche specifiche l’influenza di SC sembra essere in crescita nel settore immobiliare, soprattutto per quanto riguarda la conversione di contratti di affitto in contratti di acquisto. In proporzione alle aree commerciali di Amburgo e Berlino l’influsso di SC in questo settore ha assunto dimensioni notevoli. Secondo un rapporto giornalistico - che si riferisce ad informazioni dell’Associazione degli Affittuari di Berlino - ormai circa un terzo degli appartamenti di proprietà offerti a Berlino vengono offerti in vendita da imprese vicine a SC (Nordhausen, 1995). Il Gruppo di Lavoro Scientology ha riferito di procedimenti analoghi nell’area di Amburgo e di controiniziative in proposito intraprese da associazioni di affittuari e mediatori e dalla Camera di Commercio.  

Il fascino dell’ideologia scientologica per opinion leaders e manager di alto livello nel settore economico è evidente. SC offre in ultima analisi strategie di affermazione capitalistiche e prive di scrupoli, che rendono più semplice il guadagno ed a quanto pare insegnano il modo di neutralizzare tutti gli eventuali fattori di disturbo. Il sistema di corsi di SC «unisce il benessere spirituale a fini di lucro sfacciatamente capitalistici» (Augstein, 1995). Per questo SC piace in particolare a quelle élites economiche che sono orientate in senso espansionistico, ma che contemporaneamente hanno bisogno di un sistema di orientamento ed una giustificazione per compiere la propria espansione senza essere disturbati da concessioni sociali di qualsiasi sorta. Secondo una pubblicazione economica, i tentativi di infiltrazione di SC diventano raramente di dominio pubblico per il timore delle singole imprese interessate di subire un danneggiamento di immagine (Branahl/Christ, 1994). Le possibili conseguenze vengono descritte come segue:  

 
 
  • Deformazione psichica dei collaboratori - fino alla rovina di dipendenti indebitati
  •  
  • collaboratori ricattabili
  •  
  • spionaggio industriale e appropriazione indebita
  •  
  • mancanza di lealtà, favoreggiamento in sede pubblica, concorrenza sleale
  •  
  • infrazione del segreto professionale.
 
 
Proprio nelle presentazioni giornalistiche, impegnate e dalla ricca documentazione (v. Billerbeck/ Nordhausen, 1994, Hartwig, 1994) viene posta sempre più frequentemente una domanda molto significativa per il nostro contesto: le relazioni nel settore economico ed amministrativo seguono le regole dell’espansione economica conforme al mercato, con lo scopo della massimizzazione dei profitti o seguono piuttosto una strategia di infiltrazione motivata politicamente; sono fini a se stesse o solo un mezzo per raggiungere [altri] fini? Hartwig sottolinea che l’economia è «il bersaglio principale degli attacchi dell’organizzazione che, attraverso la potenza economica, vuole raggiungere i punti chiavi del potere». Il denaro quindi non sarebbe fine a se stesso, «il potere economico serve piuttosto spianare la strada verso un fine più alto: il potere politico. Con il suo aiuto Scientology vuole costituire uno stato totalitario di controllo» (Hartwig, 1994, pagg. 9 segg.). Effettivamente SC ha riordinato istituzionalmente la struttura delle relazioni con il mondo dell’economia. 

Indicazioni a questo proposito si trovano nel dibattito sul "World Institute of Scientology Enterprises" (WISE), fondato da SC nel 1979. Il WISE vende contratti di franchising ad imprese di consulenza aziendale e del personale che utilizzano il concetto di SC. Secondo Potthoff questo sviluppo "introduce il passaggio da Scientology (come religione) all’Hubbardismo (in senso politico)" (Potthoff, 1993, pag. 101). In un’autopresentazione di SC, nel capitolo sul WISE leggiamo: «Se il mondo economico moderno ed i governi capissero i principi fondamentali di organizzazione ed amministrazione e se li sapessero utilizzare in maniera competente, sarebbero in grado di intraprendere qualcosa contro il caos economico, invece di sostenerlo. ... Gli affari possono prosperare, i governi governare saggiamente, la popolazione può vivere senza pressione economica. Con la tecnologia amministrativa di L. Ron Hubbard, i fini a cui la società ha dovuto rinunciare per tanto tempo sono diventati raggiungibili» (Che cos’è Scientology, loc.cit., pag. 449).  

In questa autopresentazione l’espansione dei programmi di SC non si limita esplicitamente al settore dell’economia: nella strategia vengono coinvolti i governi e con ciò anche i centri di potere politico. Di conseguenza non si tratta solo di un aumento con tutti i mezzi dell’efficienza in senso apolitico ed esclusivamente amministrativo, ma di un programma che in principio prende di mira anche settori sociali e politici. L’espansione economica e politico-sociale procedono di pari passo.  

L’attività di consulenza nell’economia della società protettrice "Robin Direkt e.V." è un richiamo ai tentativi di infiltrazione di SC ed al crescente fabbisogno di consulenza per difendersi adeguatamente da essa (Hartwig, 1994). Nel frattempo da diverse imprese ed associazioni partono iniziative anche dal punto di vista preventivo e si cerca già a priori di evitare rapporti d’affari con SC. In questo senso la Camera di Commercio di Coblenza consiglia alle imprese sue associate, in caso di offerte di corsi di perfezionamento professionale, di consulenza amministrativa e di corsi in generale, di pretendere dagli offerenti un’assicurazione scritta che esse non hanno alcun rapporto con SC. 

 
 
 
2.4. Note sulla minaccia dello Stato democratico di Diritto  

Dalla sua fondazione in Germania nel 1970 SC viene pubblicamente percepita ed ordinata nell’ambito delle sette giovanili di ispirazione religiosa che, sulla scia delle proteste giovanili della fine degli Anni Sessanta, non avevano come scopo principale il cambiamento della società, ma della persona e dell’Io. Negli Anni Settanta ed Ottanta, sullo sfondo del più ampio tema riguardante le sette giovanili, la discussione su SC ruotava soprattutto sulla domanda se SC fosse una religione, ed in quale tradizione storico-religiosa si inserisse o se piuttosto si trattasse di un’impresa economica con precipuo o addirittura esclusivo scopo di lucro. Le problematiche che sorgerebbero da un’eventuale anticostituzionalità di SC sono state affrontate singolarmente solo nella letteratura degli Anni Novanta. Le discussioni più recenti nelle scienze sociali sulla tendenza all’erosione del sistema partitico, sulla presentazione di una politica nuova o alternativa e sull’influsso politico, accanto e dietro alle vie classiche che passano per partiti e parlamenti, accresce la sensibilità per forme politiche alternative, viste tra l’altro piuttosto come forme apolitiche o prepolitiche. In questo senso oggi si dovrà considerare per esempio un movimento ritenuto cultural-militante come i "Nuovi Diritti" come politicamente motivato, perché evita le vie "classiche" della politica e segue il credo gramsciano secondo il quale la conquista del potere politico dev’essere preceduto dalla conquista delle sfere culturali. Ed anche uno dei capolavori del suo ispiratore Alain de Benoist, l’arringa per un nuovo eroismo come religione europea, dovrà essere naturalmente considerato un lavoro politico. 

Gli slittamenti [di prospettiva?] sulla questione politica negli anni passati si evidenziano anche nel confronto con SC. La questione dei suoi fini politici e di un pericolo motivato politicamente per lo Stato democratico di diritto diventa, nella letteratura più recente, sempre più frequente, ma per quanto riguarda i contenuti viene svolta in modo enfatico e senza sistematicità. Secondo il membro del Senato di Amburgo incaricato dell’osservazione le sette, Caberta, il "sistema Scientology" è nel suo complesso antidemocratico (Prefazione in: Voltz, 1995, pag. 11). Nella relazione del Senato di Amburgo alla popolazione datata Settembre 1995, i pericoli per il sistema politico derivanti da SC vengono messi energicamente in rilievo: «Il fine ultimo di SC è la scientologizzazione della società. Se questa strategia dovesse sorgere e se non ci fosse nessun intervento da parte dello Stato, succederebbe qualcosa come un’infiltrazione del sistema politico». Secondo Herrmann le attività di SC nella loro globalità pongono la società di fronte ad un problema politico, poiché «le attività sistematiche di infiltrazione in politica, economia e cultura sono senz’altro da classificare come un serio attacco alla cultura democratica» (Herrmann, 1994, pagg. 9 segg.). Similmente la Hartwig teme, nella sua analisi degli influssi scientologici sulle imprese economiche, che il potere economico serva a «spianare la strada verso un fine più alto: il potere politico. Per mezzo di esso Scientology vuole affermare uno Stato di controllo totalitario». Abel sottolinea, sulla base del diritto costituzionale, che la filosofia di base di SC «contraddice in modo eclatante quello che la costituzione intende come dignità umana, democrazia e pluralità» (1994, pag. 152) e che spunti estranei alla costituzione si trovano in molti punti del materiale pubblicato da SC. «Quello che è nuovo nelle organizzazioni come Scientology è solo il fatto che il potere e, certo, anche un cambiamento della mentalità non vengono perseguiti attraverso le vie classiche dei partiti politici: i culti commericali si servono di una veste religiosa e di influssi economici» (ibid., pag. 145). Hartmann sostiene la tesi che il fine a lunga scadenza di SC sia la conquista del potere sul mondo per vie legali attraverso [vere e proprie] elezioni (Hartmann, 1994, pag. 296). Anche negli uffici pubblici il dibattito non riguarda più solo la questione del recupero dei membri delle sette, ma verte anche sui problemi dell’anticostituzionalità. Secondo una perizia dell'Ufficio Federale per la Tutela della Costituzione del Novembre 1992 esistono elementi per provare fini anticostituzionali [di SC]. La perizia giunge alla conclusione che SC adempie ai presupposti per un controllo da parte dell’Ufficio per la Tutela della Costituzione. 

Queste valutazioni vengono rafforzate da una serie di esperti. Secondo Träger gli organi per la tutela della costituzione hanno "sicuramente" tutte le ragioni per tenere d’occhio SC, perché «quello che Scientology vuole va in direzione dello Stato totalitario»(Träger, 1993). L’ex-manager di SC Potthoff suppone che il potere all’interno di SC sia organizzato secondo il modello della dittatura militare: «Questo modello dovrebbe essere trasferito alla società, per far sorgere una nuova forma di dittatura che vada oltre Paesi e continenti» (Potthoff, 1993, pag. 92). Potthoff si riferisce all’"Hubbardismo", che sarebbe stato sviluppato da SC intorno al 1980: «L’Hubbardismo è una sorta di religione statale fondamentalistica, che chiede, sogna una guida unitaria (totalitaria) dell’umanità secondo i principi dell’etica scientologica (tutto quello che giova alla sopravvivenza di Scientology e dei suoi membri è "etico") e l’afferma senza condizioni nella sfera di potere con cui di volta in volta ha a che fare. Questa sfera di potere lentamente si espande non più solo sulla CHIESA, ma anche in campo economico, attraverso il WISE (World Institute of Scientology Enterprises), e già su molti settori politico-sociali e nella politica stessa, attraverso l’ABLE (Association for Better Living and Education)» (Potthoff, 1993, pag. 93). 

«Fin dal primo giorno per me era assolutamente indubbio» riassume Potthoff la sua esperienza come scientologo (senza anno, pag. 15), «che Scientology costituisse un movimento politico». La possibilità di fondo di un collegamento tra SC e l’"estremismo politico" Potthoff la dà per certa e presente fin dal principio nella storia di SC. Voltz, ex-imprenditore di SC come Potthoff, porta in campo ulteriori argomenti, sempre basandosi su esperienze proprie e documenti finora inediti. L’Organizzazione di SC non solo è strutturata in modo altamente antidemocratico, ma il suo scopo politico è di proiettare i suoi rapporti interni alla società: « Se Scientology potesse guadagnare influsso [sulla società] come desidera, temo che [il potere] esecutivo, legislativo e giudiziario verrebbero guidati in modo centralistico in un’unica sede. Le direttive hubbardiane acquisterebbero lo status di legge» (Voltz, 1995, pag. 154).  

 
 
 
2.5. Conclusione: Linee di sviluppo, stato conoscitivo e deficit nella discussione su SC  

La storia venticinquennale di SC in Germania è accompagnata da una serie di interventi scientifici, giornalistici, politici ed amministrativi. Questi tuttavia non sono rimasti uguali a se stessi, ma si sono sviluppati, allontanandosi da un’osservazione individualistica dei singoli "traviati religiosi" fino a giungere ad un dibattito sul carattere politico ed antidemocratico di SC. Le tendenze dominanti nel confronto attuale si possono riassumere, alla fine di questo paragrafo, in quattro riflessioni.  

Se si osserva la cronaca complessiva del dibattito [su questo tema] a partire dagli Anni Settanta, si noterà che si sviluppa da una critica dei culti psicologici e dei "nuovi movimenti religiosi" nella fase iniziale fino ad una critica concettuale, da non considerarsi assolutamente conclusa, di SC come organizzazione politica. Secondo gli ultimi dibattiti, in complesso SC si è sviluppata dall’offerta di aiuto alla vita nell’ambito di ideologie dell’autocoscienza e dell’autoliberazione dei primi anni fino a diventare un’organizzazione politica antidemocratica operante copertamente, strutturata strategicamente in modo totalitario, con notevoli risorse economiche, finanziarie e di criminalità economica, fermi restando il posizionamento nel "mercato psicologico" e le relative esigenze comportamentali richieste all’offerente SC. I documenti e fatti empirici a disposizione non offrono un quadro completo sulla vita interna dell’Organizzazione di SC, ma sono sufficienti a sostenere questa tesi. 

Il fondamento più importante e lo sfondo empirico per questo sviluppo della discussione sono numerosi racconti di esperienze di ex-scientologi e funzionari, in parte di alto livello, pubblicati dall’inizio degli Anni Novanta. Essi spiegano la strategia espansiva di infiltrazione con motivi fondamentalmente politici. Inoltre espongono tratti fondamentali della struttura totalitaria dell’apparato insieme alle sue conseguenze per il singolo, il corso della cui carriera all’interno di SC è senz’altro paragonabile ai modelli di carriera dei membri di organizzazioni estremistiche, nonostante lo status sociale e le possibilità di reintegrazione nella società siano molto differenti. Altri fondamenti degni di attenzione sono ricerche giornalistiche, le analisi del Gruppo di Lavoro Scientology di Amburgo così come sentenze di tribunale e relazioni parlamentari. 

La discussione su SC è diventata più "politica" dall’inizio degli Anni Novanta. Il [suo] raggio di azione si sé ampliato dalle iniziative di genitori preoccupati per i propri figli degli inizi fino alle nuove iniziative civiche ed inchieste parlamentari, alla delibera di incompatibilità della CDU risalente al congresso di partito del 1991 ed al paragrafo analogo nello statuto del Partito "STATT", ai provvedimenti delle conferenze dei ministri degli interni e della giustizia e ad alcune azioni comunali locali. SC oggi viene considerata a più riprese - e come dimostrano i materiali a disposizione, a ragione - un pericolo per i valori fondamentali di una società democratica e pluralistica. In gioco sono non solo la libertà del singolo, ma anche quella della società e della democrazia - con tali parole si potrebbe riassumere il decorso globale della discussione su SC. 

Esiste una serie di buone ragioni a sostegno della tesi che ipotizza il carattere anticostituzionale di SC. Numerosi racconti di esperienze di ex-membri e ricerche giornalistico-investigative tendono già in questa direzione. Da una prospettiva teorica si potrebbe far riferimento agli elementi in comune tra il fondamentalismo moderno "à la SC", religioso-profano, teso all’espansione economica e non da ultimo politica e le ideologie totalitarie dell’estremismo politico. Però le lacune nel dibattito attuale non sono trascurabili. Possono essere riassunte nei punti seguenti:  

 
Mancano informazioni sulle strutture di membri e simpatizzanti e sullo sviluppo [di esse]. Il numero di 30.000 poggia su valutazioni e dati della stessa SC. Su punti di riferimento regionali, modelli biografici, età media ed altri elementi sociodemografici dei sostenitori e del livello dei funzionari, tranne pochi casi esemplari, è stato pubblicato pochissimo. 

Sul rapporto tra legame all’organizzazione e fluttuazione, sulla durata temporale e l’intensità dei legami, sugli effetti moltiplicatori nella sfera d’azione degli attivisti e sullo sviluppo dei loro orientamenti politici sotto l’influsso di SC si conosce pochissimo. 

Alle pecche informative nel campo organizzativo-sociologico appartiene anche la mancanza di informazioni sull’intreccio di relazioni nazionali ed internazionali dell’organizzazione di SC. Si conosce invero la struttura grossolana delle differenziazioni organizzative interne, ma le vere strutture del potere, la dinamica dei singoli settori interni ed il peso dei singoli funzionari finora possono essere valutati solo con difficoltà. 

La teoria e la pratica di SC finora non sono mai state analizzate sotto il punto di vista di una "democrazia militante". Questa tuttavia sarebbe una premessa per analizzare sistematicamente il fenomeno SC riguardo alla questione se ci si trova di fronte ad un forma di estremismo politico.

 
 
3. Fondamentalismo, estremismo, totalitarismo  

Il filosofo di Bonn Hans Michael Baumgartner ha presentato una delle valutazioni generali più interessanti su SC. Studia le loro basi ideologiche e le collega con i modelli di orientamento degli scientologi attivisti ideali o tipici. «Dal punto di vista degli scientologisti», scrive Baumgartner (1992, pag. 133), «il mondo è destinato alla rovina. Secondo la loro logica Hubbard, in quanto fondatore di Scientology, ha trovato l’unica via possibile per la salvezza del mondo. Questa via consiste in un training scientologico e nell’auditing, nella sopravvivenza di Scientology come una chiesa ed un’organizzazione chiusa e nella supremazia di Scientology su tutto il pianeta Terra. Una delle ‘parole-chiave’ ricorrenti in questo contesto è 'Clearing the planet', la ripulitura e quindi la salvezza del pianeta Terra». 

Né Baumgartner né altri autori danno una risposta soddisfacente su come si possa catalogare e definire adeguatamente un’organizzazione del genere. Si tratta forse di una Chiesa, di un’organizzazione estremistica, di una setta come tante altre? SC, che secondo la propria logica è una religione all’interno di una Chiesa, e secondo il parere dominante della letteratura critica invece [viene definita] un’impresa commerciale con fini di lucro mascherata da religione, che tende a celare i suoi scopi sociopolitici di espansione, in effetti non si lascia catalogare facilmente. Nello spirito della problematica posta dalla presente perizia, cioè gli effetti [di essa] sullo Stato di Diritto fondato su principi libertari e democratici, sembrano più adeguate le astrazioni delle teorie estremistiche nel contesto di una "democrazia militante". SC tuttavia non può essere bollata facilmente come "estremistica", soprattutto per due ordini di ragioni: 

 
La base sociale di SC, costituita da membri, sostenitori e, in fondo, dalla collettività dei partecipanti ai corsi, non è motivata politicamente, almeno non direttamente. [Tale base] principalmente non vuole cambiare il mondo, ma se stessa. La motivazione politica della partecipazione che si trova alla base di organizzazioni e partiti estremistici è quindi una caratteristica che manca a SC.  
 
La propaganda apertamente combattiva per scopi politici è meno univoca di quella delle organizzazioni estremistiche tradizionali. SC non partecipa alle elezioni, non organizza dichiarazioni pubbliche e diffonde solo pochissime prese di posizione che possono essere considerate come decisamente politiche, per es. in riviste o in forma di volantini.
 
Questi sono motivi di rilievo per non applicare a SC la definizione di estremismo politico prima di averla considerata nell’ambito della prospettiva di una "democrazia militante". Tuttavia SC unisce in sé alcuni elementi che sono già conosciuti dalla teoria della "democrazia militante" e dalle ricerche sull’estremismo, sui quali mi soffermerò in seguito. 

Parimenti anche il concetto di fondamentalismo può descrivere SC solo in modo incompleto. Normalmente tale concetto è dotato di una sfumatura religiosa o morale e comprende la mobilizzazione offensiva dei suoi sostenitori. SC presenta elementi fondamentalistici, ma come unità organizzativa non si comporta conformemente alla definizione del fondamentalismo. 

Definire SC - nel senso di una definizione "di lavoro" - come un’organizzazione totalitaria sembra invece portarci più in avanti. Il totalitarismo, concetto molto diffuso nelle scienze politiche nell’ambito degli studi sulle forme di governo (Backes/Jesse, 1985), viene utilizzato come base del presente lavoro come "concetto di lavoro" nella tradizione degli studi classici di Hannah Aren.d.t. sugli "Elementi ed origini del governo totalitario". In questi studi si presentano come cause per il sorgere di tali regimi la crisi spirituale della società, l’isolamento e la massificazione, laddove la "dottrina totalitaria" adempie alla funzione di offrire all’umanità disorientata una "spiegazione globale del mondo". I pericoli per la democrazia la Aren.d.t. li vede soprattutto nell’infiltrazione potenzialmente violenta nelle società democratiche e nella costituzione di forme statali totalitarie (Aren.d.t., 1955). 

La storia del XX secolo è caratterizzata da due processi contrari. Da una parte sono progredite la democratizzazione e la liberalizzazione, in particolare delle società occidentali. Dall’altra tuttavia i movimenti contrari, riassunti nel concetto teorico di totalitarismo, estremismo e fondamentalismo, costituiscono una forza tenace contro la democrazia. Hanno alcune caratteristiche strutturali in comune, definibili in sette punti. 

 
 
  • I movimenti totalitari rivendicano una pretesa di esclusività. Si vedono come gli unici ed esclusivi possessori di "verità" politiche, religiose o di altro tipo. I movimenti concorrenti vengono definiti come traviamenti o deviazioni che bisogna combattere. In accordo con questa concezione, la smisurata "auto-sopravvalutazione" e "auto-elevazione" diventa la prima ed unica forza nella storia che porta la salvezza all’umanità. Il suo messianismo è assoluto ed indivisibile.
  •  
  • I movimenti totalitari sono ideologie chiuse ermeticamente. Viste dall’interno, non sono accessibili alla critica razionale. La loro base teorica non si sviluppa nel confronto permanente, razionale, pronto alla discussione ed all’apprendimento con la storia spirituale e del pensiero, ma si richiama alla verità presunta "eterna" ed immutabile di determinate dottrine. Le ideologie fondamentalmente non vengono sviluppate in maniera "riflessiva" ed aperta alla discussione, anzi, vengono "credute" come verità asserite. In questo si mostra il carattere quasi religioso di tutti i sistemi totalitari. Le dottrine non vengono né discusse né esaminate in modo autocritico, la critica nei loro confronti anzi viene considerata come un comportamento deviato e punibile. 
  •  
  • Dispongono di una base di legittimazione assolutistica ed "anti-illuministica". Come unica fonte di legittimazione non valgono la ragione del soggetto "illuminato", ma le doti profetiche e carismatiche del "leader", che personifica l’ideologia stessa in modo ideale ed assoluto. Già per questo vengono esclusi gli argomenti relativizzanti e concorrenti dalla tradizione della storia del pensiero. Il capo viene onorato e mistificato e considerato come "leader" messianico, carismatico e predestinato, immune da ogni critica. Una formazione democratica interna della volontà nell’ambito del primato del migliore argomento è contrario al principio del "leader" e potrebbe relativizzare e delegittimare l’onnipotenza di tale ideologia. Per questo motivo non può esistere nei movimenti totalitari la formazione di una volontà democratica. 
  •  
  • Sono caratterizzati dalla differenziazione rigida tra Bene e Male. Il Bene è la propria ideologia, più o meno Male è tutto quello che non vuole o non può seguirla. Alla differenza morale tra Bene e Male segue la differenza di carattere pratico, altrettanto radicalmente semplificante, tra "giusto" e "sbagliato". Di conseguenza il totalitarismo genera una notevole aggressività contro i dissidenti ed i nemici, spesso nell’ambito di teorie cospirative. La disposizione parziale o dominante alla violenza è la misura conseguente per neutralizzare avversari e nemici, che minacciano l’ideologia a cui si appartiene. Tra Bene e Male, Giusto e Sbagliato, Amico e Nemico, le differenze fondamentali e costitutive, in regola non vengono fatte differenze di rilievo. In tal modo si spiega la perdita di contatto con la realtà da parte dei membri di raggruppamenti totalitari, che essi in genere riconoscono solo nella fase di distacco. Il materiale autobiografico di "ex" membri fornisce diverse prove in questo senso. 
  •  
  • I movimenti totalitari, per cementare l’unicità e l’inconfondibilità della loro ideologia, creano sistemi autonomi di definizioni, deformando espressioni della lingua comune o creandone di nuove. Questi sistemi si differenziano dai linguaggi della scienza, della giurisprudenza, della medicina, della vita militare, dello sport o della tecnica attraverso il loro carattere suggestivo. Le espressioni totalitarie pretendono l’assoluto e l’inevitabile, sono sottratte dalla riflessione critica e dalla messa in dubbio. 
  •  
  • I movimenti totalitari si dirigono contro l’idea della democrazia come tale; vogliono limitare lo status della democratizzazione e della liberalità. Democrazia e totalitarismo sono assolutamente inconciliabili, perché la democrazia liberale si poggia sui diritti inalienabili del cittadino, il totalitarismo invece sui diritti della collettività, in disprezzo del diritto dei cittadini alla libertà. Per questo il rifiuto per principio della democrazia, visto all’interno anche come necessario, va dall’accettazione apparente per motivi tattici, attraverso una critica moderata fino al tentativo militante di distruggerla - per esempio attraverso provocazioni militanti. 
  •  
  • [Infine], un problema particolare e piuttosto pericoloso per la democrazia civile è il potenziale di violenza dei raggruppamenti totalitari. Gli esempi classici del totalitarismo - comunismo sovietico e nazionalsocialismo - hanno legittimato la violenza interna ed esterna con ragioni difensive: si è minacciati e circondati da nemici aggressivi, per questo l’impiego della violenza è un atto legittimo di difesa. Le organizzazioni totalitarie, che si vedono poste sotto la pressione pubblica, tendono, a quanto sembra, a tollerare la violenza dietro la premessa di una difesa apparentemente necessaria. All’interno invece la violenza, come sanzione contro i membri, i sostenitori e - particolarmente - i dissidenti, sembra essere in molte forme un mezzo ovvio di confronto con persone ed organizzazioni percepite come ostili.
 
 
I movimenti totalitari non riuniscono in sé solo questa o quella caratteristica ma, più o meno, tutte e sette insieme. Proprio questo fa di loro gruppi "totalitari". Nei paragrafi seguenti l’ideologia di SC viene valutata sulla base di queste caratteristiche. In questo senso bisognerà tener presente una selettività specifica dell’analisi: gli scritti di SC riguardano molte tematiche che possono rimanere escluse da questa analisi, come la struttura dei corsi, gli aspetti religiosi o filosofici, la descrizione delle sotto-organizzazioni ed altro ancora. Ma questa selettività risulta giustificata dalla questione fondamentale tema della perizia. 
 
 
 
4. Fondamenti totalitari di SC  

Nel paragrafo che segue, le caratteristiche strutturali dei raggruppamenti totalitari presentate nel paragrafo 3 verranno applicate a SC. A questo proposito si deve poter chiarire se, fino a che punto ed in quali dimensioni contenutistiche si deve considerare SC come un’ideologia ed un’organizzazione totalitaria. Al centro [di questa analisi] c’è ovviamente l’ermetica, la pretesa di esclusività, il concetto teorico-decadente della crisi e la figura dell’uomo. Si mostrerà in questo senso che tutti questi criteri all’interno di SC giocano un ruolo di primaria importanza. La concezione del capo, la lingua propria di SC e gli atteggiamenti militanti - criteri altrettanto importanti nelle organizzazioni totalitarie - vengono trattati in paragrafi separati (vedi capp. 6-8). 

SC realizza decisamente una pretesa di assolutismo e di esclusività non relativizzabile: 

 

«L'uomo è prigioniero in un labirinto enorme e complesso. Per venirne fuori, deve seguire la strada segnata esattamente da Scientology. Scientology lo porterà fuori dal labirinto; ma solo se segue le esatte segnalazioni nei tunnel. ... È provato che gli sforzi dell'uomo per trovare altre strade non hanno condotto a niente. È anche un fatto assodato che la strada che viene chiamata Scientology porta effettivamente fuori dal labirinto... Scientology è una cosa nuova - è una strada che conduce "fuori". Non ce n'è mai stata una prima. Nessun'arte di persuasione può fare di una cattiva strada una strada giusta. E attualmente viene venduto un numero terribile di cattive strade... Il suo prodotto finale è la continuazione della schiavitù, l'aumento dell'oscurità e della miseria. Scientology è il solo sistema funzionante che l'uomo abbia a disposizione.

Noi siamo i soli uomini e la sola religione sulla terra che possiedono la tecnologia e l'ambizione di tentare un chiarimento di situazioni che, nelle mani di altri, vengono considerate come senza alcun controllo, per esempio la bomba atomica e la decadenza e la confusione delle società» (Hubbard, 1983, pag. 695)

 
 
Hubbard postula qui come in molti altri scritti, la conoscenza e l’esclusività d’azione di SC, secondo le quali nessuno è in grado altrimenti di affrontare adeguatamente la comprensione della vita e la sua pratica: 
 
 
«A cominciare dal grado più alto di un capo di Stato fino al più infimo lavoratore a cottimo, con la sola eccezione degli scientologisti negli USA, in Gran Bretagna, Europa, Australia, Africa, Asia, America Latina, Sudafrica, Canada, Messico, Nuova Zelanda o nel resto del mondo - non c’è nessuna comprensione precisa della vita stessa; perciò la stessa conduzione della vita ha assunto il carattere automatico di una macchina» (Hubbard, 1983, pag. 698) 
 
 
In questo modo tutte le altre teorie, religioni e interpretazioni del mondo sono escluse da un dialogo serio, poiché solamente SC si ritiene in possesso della verità. I sistemi totalitari si fondano frequentemente su di un sistema di pensiero designato come scienza, che viene considerato come la sola concezione valida del mondo. Così come il marxismo-leninismo ha forgiato e legittimato come sola valida concezione "scientifica" del mondo i sistemi comunisti, come l’ideologia etnica nazionale [ha fatto lo stesso con il] nazionalsocialismo, come gli scritti dell’Ayatollah Khomeini sono l’unica legittimazione dello Stato totalitario di Dio dell’Iran, così anche SC dispone di una concezione "scientifica" del mondo che vale come assoluta. La pretesa apodittica [deduttivamente logica - n.d.t.] di esclusività di SC, a volte grottesca, si basa sulla Dianetica come unica scienza valida che Hubbard abbia "scoperto". "La Dianetica ha rappresentato", si legge (Che cos’è Scientology?, 1993, pag. 4) "la prima ‘esplosione’ di L. Ron Hubbard, e queste scoperte uniche hanno dato il via ad ulteriori ricerche e hanno condotto al preciso isolamento della fonte della vita". La Dianetica sarebbe «una scienza che funziona e che si può applicare con successo anche a persone poco istruite. Non si è mai raggiunto prima questo obiettivo, non gli ci si era nemmeno avvicinati» (Hubbard, 1984, pag. 484). La Dianetica comprende «una tecnica terapeutica con cui si possono trattare tutti i disturbi mentali non organici e tutte le sofferenze psicosomatiche organiche con la certezza di una guarigione completa in tutti i casi» (op.cit., pag. 19). 

Anche se si trascurano i contenuti di Dianetica, la certezza di portare salvezza ed i superlativi che deridono ogni razionalità scientifica si riferiscono ad una esclusività ed un assolutismo che denunciano chiari elementi totalitari. Affermazioni come quella che SC avrebbe posto le basi della biofisica e che la biofisica stessa sarebbe applicabile solo con l’aiuto delle "scoperte" di SC (Hubbard, 1981, pag. 74) sono da prendere scientificamente sul serio, almeno nel senso che il modo di pensare di SC dev’essere inteso come un’ideologia totalitaria. Mettendo insieme teoria e pratica SC, secondo la propria visione di sé, è la sola via d’uscita ai pericoli del vita - non c’era nessun’altra strada prima di SC, tutte le altre conducono alla miseria, «Scientology è il solo sistema funzionante che l’uomo abbia [a disposizione]» (Hubbard, 1986, pag. 117). 

L’ermetica dell’ideologia di SC si differenzia dai superlativi e dalle esagerazioni arroganti (per esempio) del linguaggio pubblicitario o della retorica preelettorale dei partiti per il fatto che non rivendica un dettaglio, un prodotto, un servizio o una questione oggettiva, ma si dichiara unica competente in materia per quanto riguarda la totalità del vita, previa una severa esclusione delle offerte di interpretazione non conformi. Questo esclude categoricamente i modi di pensare e le offerte di soluzione concorrenti e motiva implicitamente la severa esclusione di tutti i non-scientologisti dalla comunità degli uomini ragionevoli.  

Tutte le ideologie al di fuori di SC sono considerate cattive e inopportune:  

 
 
«Ideologie simulate e le dottrine letterarie non sono abbastanza buone per questa era di fissione atomica ed aviogetti. Già solo queste due cose, se non vengono guidate con piena consapevolezza, possono portare all’estinzione degli uomini del tempo moderno» (Hubbard, 1983, pag. 698).  
 
 
Sfondo sociopolitico dell’ideologia di SC è una diagnosi di crisi che culmina in immagini di decadenza - tipiche delle posizioni estremistiche e totalitarie - e di degrado:  
 
 
«Guardiamo come si adattano i concetti di "torto" e "ragione" alla nostra società attuale. Questa è una società morente. L’etica è scomparsa a tal punto e viene compresa così poco che questa cultura si avvicina in modo pericolosamente rapido alla fine. Un uomo non potrà mai vivere e questa società non sarà mai libera se la tecnologia dell’etica non viene accettata ed applicata. Se guardiamo al Vietnam, all’inflazione, alla crisi del petrolio, alla corruzione del governo, alla guerra, alla criminalità, alle malattie mentali, alla droga, alla promiscuità sessuale ecc., vediamo una cultura che si trova sulla via della sparizione. Questo è una conseguenza diretta del fatto che gli uomini hanno fallito nell’applicare l’etica alle proprie dinamiche» 
 
 
Il concetto proprio di SC per ciò che si potrebbe definire decadenza, degrado o anche deformazione, si chiama "aberrazione"; riferendosi a persone, "Dianetica" definisce l’"aberrazione" come "comportamento disturbato" (Hubbard, 1984, pag. 58). Le argomentazioni di Hubbard a questo proposito dimostrano un’immagine della società organicamente meccanicistica; le sue annotazioni sui popoli primitivi non sono privi di sfumature razzistiche. L’aberrazione si espande nella società, secondo Hubbard, come una malattia contagiosa, egli parla della possibilità del "contagio": si può «osservare con sicurezza che popoli primitivi sono molto più aberrati dei popoli civilizzati» (Hubbard, 1984, pag. 175). 
 
Una caratteristica importante delle organizzazioni totalitarie è un’immagine dell’uomo divisa semplicemente in Bene e Male, che sopreleva radicalmente il proprio gruppo e sminuisce gli altri. Un’immagine tale dell’uomo si oppone all’ideale di uguaglianza delle costituzioni democratiche e pone la base per la giustificazione della violenza (vedi cap. 6). In SC troviamo un’immagine dell’uomo che intraprende in modo condiscendente, sdegnoso e quasi grottesco una pericolosa separazione tra Bene e Male. I "Clear", cioè gli scientologisti, sono quindi uomini ragionevoli, immuni da "aberrazioni", tutti gli altri sono considerati come "aberrati": «una ragione libera da aberrazioni si può imparare solo da un Clear» (Hubbard, 1984, pag. 30). Un "Clear", cioè una persona che, «come risultato della terapia Dianetica, non ha malattie psicosomatiche né attive né potenziali e non ha aberrazioni» (Hubbard, 1984, pag. 215), si comporta «in confronto ad un uomo medio di oggi più o meno come un uomo medio di oggi si comporta in confronto ad un malato di mente. La distanza è enorme, [tanto che] sarebbe difficile esagerarla» (Hubbard, 1984, pag. 216). 

Una tale immagine dell’uomo in pratica esclude in modo immanente una comunicazione equilibrata tra gli scientologisti e gli altri. Di più: i non-scientologisti, se si segue in modo immanente la teoria di SC, sono considerati come avversari o addirittura nemici da trattare di conseguenza. 

 
 
 
5. La mentalità "amico-nemico" e la militanza in SC  
 
 
«Una persona veramente soppressiva può essere eliminata con la violenza per assicurare l’aumento della domanda, purché non si cerchi di imporre il prodotto della persona soppressiva o del suo ambiente. La persona soppressiva, come individuo, si può eliminare con la violenza poiché è un fattore che si oppone alla domanda e cerca, tramite falsità e bugie, di far sì che la domanda non aumenti. Tuttavia all’atto dell’eliminazione della persona soppressiva ci si deve assicurare che il proprio prodotto e la sua fornitura sia ancora a posto e che non si reprima nient’altro che il soppressivo.» 

«Infine, [questo è] il punto più importante - poiché noi non stiamo su un palcoscenico ed i nostri nomi non appaiono in un’insegna luminosa - appoggiate sempre il potere di qualunque persona dalla quale voi dipendiate, sia esso nella forma di una maggiore quantità di denaro o di maggiori agevolazioni per il potente o di una difesa fiammeggiante del potente contro un critico. [Questo appoggio] può consistere anche nel fatto che uno dei suoi nemici venga eliminato segretamente o che tutto il campo nemico vada in fiamme come regalo di compleanno». (Hubbard, 1986, pag. 70).  

 
 
La possibilità dell’eliminazione segreta di nemici e dell’incendio di "tutto il campo nemico" appartengono alle piuttosto rare allusioni dirette ad una violenza esercitata - secondo Hubbard - legalmente contro gli avversari di SC. Tuttavia il potenziale di violenza è un fattore significativo affermato solidamente nel sistema ideologico di SC. Se si osservano gli scritti di SC e li si paragonano ai racconti di ex-scientologisti, ci si imbatte in quello che si potrebbe chiamare il discorso di violenza esistente all’interno di SC. Si basa su una bipartizione del mondo in Bene e Male, in un "gruppo di esseri liberati", come Hubbard chiama gli scientologisti, che "raggiungono la libertà e la ragione" da una parte, ed "un gruppo aberrato, un ‘Mob’ che può essere solo distruttivo dall’altra. La giustificazione dei procedimenti contro gli avversari, del loro "isolamento" della loro punizione deriva da un fondamento antropologico assurdo, esposto da Hubbard in "Introduzione all’etica di Scientology" nel capitolo sulla "personalità antisociale". Per continuare la nostra argomentazione è certamente opportuno citare alcuni passaggi più lunghi da esso (tutte le citazioni da: Hubbard, 1986):  

 

«Esistono certe caratteristiche e certi atteggiamenti spirituali che spingono circa il 20 % di una razza ad opporsi violentemente ad ogni impresa o gruppo che voglia migliorare qualcosa. Queste persone hanno notoriamente tendenze antisociali. Quando le strutture legali o politiche di un Paese si sviluppano verso un punto che rende favorevole l’infiltrarsi di tali elementi in posizioni di fiducia, allora tutte le organizzazioni civilizzatrici del Paese vengono represse e segue un dominio barbarico fatto di delitti e coercizioni economiche. Le personalità antisociali perpetuano l’esistenza della criminalità e dei reati. La situazione degli internati si può attribuire normalmente al contatto con tali personalità. 

Vediamo quindi che è importante per i governi, per le attività della polizia e per il campo della salute mentale - per citarne solo alcuni - poter riconoscere e isolare questo tipo di personalità per proteggere la società e l’individuo dalle conseguenze distruttive che nascono quando si lascia a tali persone la possibilità di nuocere ad altri» [...] (pag. 3) 

«Una tale persona diffonde principalmente cattive notizie, osservazioni critiche o ostili, svalutazione ed repressione generale. Una volta persone del genere venivano chiamate, ’chiacchieroni’, ‘uccelli del malaugurio’ o ‘calunniatori’» [...] (pag. 5)  

«La personalità antisociale sostiene esclusivamente gruppi distruttivi ed infuria contro qualunque gruppo che sia costruttivo o voglia migliorare le cose, e lo attacca» [...] (pag. 7)  

«Allo stesso modo si potrebbe giungere ad una ripresa tanto sociale quanto economica se la società riconoscesse questo tipo di personalità come morboso e lo isolasse, così come adesso mette la gente con il vaiolo in quarantena.  

Le cose con molta probabilità non miglioreranno di molto finché al 20 % della popolazione verrà permesso di dominare e danneggiare la vita e le iniziative del residuo 80 %.; 

Dal momento che il principio di maggioranza è la moda politica del tempo moderno, sarebbe bene che la salute mentale della maggioranza potesse esprimersi nella nostra vita quotidiana senza l’intromissione distruttiva di chi è socialmente disturbato" (pag. 9 segg.).» 

 
 
Il venti per cento di una "razza" o della popolazione viene dichiarato forfettariamente nemico dell’essenza comune - nell’uso linguistico dei nazionalsocialisti si trattava di "parassiti del popolo" -; [questi elementi] devono essere considerati "malati", il che significa isolarli e neutralizzarli. Questa è l’esaltazione di un’importante tecnica di dominio delle dittature totalitarie che è inconciliabile con i principi democratici. La distinzione tra personalità "sociale" ed "antisociale" segue una visione semplicistica "in bianco e nero" della società (in cui c’è solo bene e male, giusto e sbagliato, in cui tutte le sfumature intermedie vengono compresse nei modelli dati) che impregna l’intero pensiero di Hubbard e di SC. Anche il "Potential trouble source" (PTS), una variante della "personalità antisociale", appartiene agli avversari di SC. Ai PTS appartengono tutti quei membri [di SC] che curano rapporti con persone le quali hanno un atteggiamento critico nei confronti di SC (p.es. genitori, fratelli, amici, parenti).  

Il modello della "personalità antisociale" trova un’applicazione pratica riferibile alla stessa SC nel concetto di "persona soppressiva": 

 

«Una persona o un gruppo soppressivo è qualcuno che aspira attivamente, con azioni o dichiarazioni, a reprimere o danneggiare Scientology o uno scientologo con azioni soppressive. Azioni soppressive sono azioni mirate ad ostacolare o distruggere Scientology, ad ostacolare o devastare uno scientologo nei suoi studi o nella sua consulenza spirituale o ad influenzare negativamente il suo benessere. [...] Azioni soppressive sono chiaramente ed univocamente quelle azioni aperte o celate calcolate consapevolmente per ridurre, limitare o distruggere una Chiesa di Scientology o impedire il miglioramento individuale di uno scientologo» (Hubbard, 1986, pag. 96 segg.). 
 
 
Tra gli attacchi sanzionabili contro SC si annoverano: misure statali (legislazione e decreti, controlli), dichiarazioni pubbliche, condurre una causa civile contro SC, una "dichiarazione di recesso da Scientology" (Hubbard, 1986, pag. 100), e l’interruzione di corsi o l’abbandono dell’organizzazione. In un altro punto alcune categorie professionali vengono annoverate forfettarimente tra le "suppressive persons": sociologi, psicologi e psichiatri sono «prevalentemente essi stessi delle SPs» che «non possiedono nessun’altra tecnologia che il bastone» (Hubbard, 1983, pag. 377). Anche "i politici, i poliziotti, i giornalisti ed i becchini" appartengono secondo Hubbard ai gruppi problematici (Hubbard, 1983, pag. 190). Coloro che vengono dichiarate "persone soppressive" da SC, secondo la dottrina del "fair game", diventano "selvaggina libera", sono privi di diritti in senso scientologico e, quindi, oggetto di attacchi da parte di SC. 

Il significato interno delle figure di "personalità antisociale" e "persona soppressiva" si trova nella creazione e nel mantenimento dell’identità di gruppo e nell’esclusione di ogni critica - entrambi principi fondamentali delle organizzazioni totalitarie. Il modello in bianco e nero di Bene e Male, giusto e sbagliato, divide il mondo in pecore e caproni, favorisce la propria sopraelevazione e accende l’avversione e la difesa contro gli estranei. La concezione di "personalità soppressiva" permette di affibbiare i deficit dell’organizzazione ed il fallimento di funzionari a colpevoli presunti, ed impedisce qualunque critica contro SC. [La critica] si può intercettare e canalizzare attraverso il reticolo della "personalità antisociale"; inoltre quest’immagine interpretativa giustifica e sostiene le misure adottate contro il presunto nemico. L’esclusione di ogni critica è del resto in un’armonia del tutto coerente con la pretesa di esclusività ed infallibilità. 

Questa struttura totalitaria di SC, che include la militanza, comprende quasi coerentemente una giurisdizione interna e servizi segreti propri che agiscono all’interno ed all’esterno dell’organizzazione. Secondo le testimonianze concordi di critici ed ex-membri, il "dipartimento per gli affari speciali" (DSA) opera all’interno revisioni e sanzionamenti di collaboratori che sono sospettati di inaffidabilità. All’esterno, critici non graditi - secondo queste testimonianze - vengono spiati e messi sotto pressione con mezzi degni dei servizi segreti. 

Il "sistema legale autonomo di Scientology" si basa su una supposizione di inefficacia del diritto vigente nella società. Si tratta "di difendere", all’interno dell’organizzazione di SC, "la gente onesta e produttiva", "i codici proteggono i diritti di ogni scientologo che si trova in buoni rapporti con la chiesa" (Che cos’è Scientology, pag. 245). Il "sistema legale di Scientology" formula regole e processi all’interno di SC per punire all’interno, davanti ai collaboratori, "errori, trascuratezze, infrazioni e crimini" (detto). Serve al disciplinamento dei collaboratori non graditi.  

Quattro organi sono competenti in questo senso: il "tribunale di etica", la "commissione di controllo", il "consiglio del cappellano" ed il "comitato di prova" (detto, pag. 246). Scopo di tali processi è la ricerca della verità. Chi nei processi viene trovato colpevole è obbligato a «riparare tutti i danni causati; cioè a prestare una specie di servizio comunitario a nome di chi ha subito il torto e ad intraprendere altre azioni di questo tipo» (detto). Nella pratica questo - secondo le testimonianze di ex-membri - significa lavoro straordinario non pagato in condizioni proibitive. Ogni azione legale deve essere conclusa in una settimana e senza avvocati (Che cos’è Scientology, pag. 245).  

Marginalmente si farà notare che il sistema legale di SC si beffa del fondamento democratico delle leggi moderne del diritto amministrativo e ricorda piuttosto la tradizione dell’autocritica nei partiti-quadro comunisti. Caratteristico per i modi della giurisdizione interna di SC è il carattere più che dubbio di questo sistema legale interno da un punto di vista teorico-democratico. Certo viene sottolineato che i suoi valori fondamentali sarebbero in pieno accordo con il sistema legale della società. Tuttavia se ci si chiede a protezione di chi è stato istituito questo sistema, si incontra il suo carattere negante il precetto di uguaglianza: "Esiste il diritto di proteggere la gente onesta, [...] per proteggere la gente onesta e produttiva" (Che cos’è Scientology, pag. 245). Non è una costituzione ma un gruppo (la gente onesta e produttiva) ad essere protetto da quelli che non possono essere considerati come tali e chiaramente non dispongono di alcun "diritto". 

Hannah Aren.d.t. nel suo studio classico sul totalitarismo non ha parlato solo di un "disprezzo da parte del potente alla guida di un sistema totalitario per il diritto positivo" (Aren.d.t., 1955, pag. 728) ma ha anche messo in evidenza una struttura caratteristica dell’emissione e dell’applicazione delle leggi che corrisponde ampiamente all’interpretazione della legge di SC: « Va a risolversi in ogni caso in una legge per l’eliminazione del superfluo o del ‘dannoso’ a favore dello svolgimento senza attriti di un movimento, da cui alla fine deve sorgere una specie di umanità come la fenice dalla cenere» (Aren.d.t., 1955, pag. 730). 

 
 
 
6. La figura del leader in SC  

In tutti i movimenti totalitari di questo secolo, in tutte le organizzazioni estremistiche nella Repubblica Federale ed oltre, la figura del leader gioca un ruolo particolare. Si differenzia chiaramente dalle figure di governo delle organizzazioni democratiche, a cui viene attribuita competenza, forza di persuasione, capacità di compromesso ed integrazione e non da ultimo un carisma come quello schizzato da Max Weber nel suo scritto "Politica come professione" dell’anno 1919 (Weber, 1992). La differenza non consiste solo nella pienezza quasi illimitata di potere dei capi totalitari e nel modello organico della circolazione delle élites che si trova alla base della guida estremistica e totalitaria, inconciliabile con i principi democratici. La differenza decisiva è da cercare piuttosto nel rapporto tra leader e sottoposti. Nelle organizzazioni democratiche si tratta di un rapporto di fiducia a tempo determinato, legittimato democraticamente; a scadenze fisse i capi si devono giustificare attraverso il loro operato davanti ai sottoposti. Il leader totalitario al contrario governa in modo illimitato, perché si eleva attraverso un’autorità "naturale" dal circolo dei seguaci, perché si distanzia da loro per il fatto che si intende come un salvatore e redentore del popolo o dell’umanità intera e viene anche considerato tale.  

Per le organizzazioni totalitarie è caratteristico il fatto che i capi continuano a vivere dopo la loro scomparsa come figure carismatiche, segnali, punti fissi ideologici e "dittatori spirituali" dotati di un’aurea mistica. Nella loro elevazione e glorificazione continuano a dare all’organizzazione una legittimazione centrale. Marx, Lenin e Mao Tse Tung hanno assunto una funzione di questo tipo per la sinistra estrema tedesca, Hitler continua ad essere per diversi circoli neonazisti il punto di riferimento decisivo.  

[Anche] presso SC è riconoscibile chiaramente ed univocamente una guida totalitaria ed antidemocratica di questo tipo. Il fondatore di SC L. Ron Hubbard, deceduto nel 1986, appare ancora oggi negli scritti di SC come il grande scopritore della dottrina pura, come figura chiave per la pratica scientologica, come patriarca carismatico e salvatore di tutta l’umanità. Le zone d’ombra della sua biografia vengono celate a favore di un’estetica di esaltazione e culto della persona. Per questo motivo è sempre logico che un confronto critico con la vita e le opere del fondatore di SC Hubbard non può aver luogo all’interno della stessa SC. Ferite, sconfitte, malattie, errori, fallimenti, speranze ed aspettative deluse - le dimensioni che caratterizzano più o meno ogni biografia umana, non fanno testo all’interno della pubblicistica scientologica. Per questo restano inevase diverse importanti domande pratiche: per esempio quella del rapporto tra i mondi letterari derivanti dalla science fiction, ai quali Hubbard si è dedicato per anni, e la dottrina di SC. La filosofia del superamento di spazio e tempo ad esempio è un tema centrale della letteratura fantascientifica, ma anche della dottrina di "Dianetica". Anche i processi riguardanti la deposizione di Hubbard e la presa di potere del suo successore David Miscavige, preceduti - secondo la letteratura critica di SC (Köpf, 1995, pagg. 15 segg.) - da violente lotte di potere, finora non conosciute a sufficienza, non vengono citati, probabilmente per non danneggiare l’immagine e la leggenda costruita intorno ad Hubbard. 

Le informazioni ufficiali su Hubbard tratteggiano l’immagine di un superuomo eroico, che già in gioventù era contrassegnato nient’altro che da erudizione ed impulso di ricerca (per quanto segue: Che cos’è Scientology, pagg. 83 segg.). Continuamente alla ricerca dei misteri della vita, avrebbe intrapreso numerosi viaggi per mare, per studiare culture straniere. Aiutare gli altri ed istruirli sarebbe stato il più elevato scopo della sua vita. Alla guida di spedizioni in tutto il mondo sarebbe stato autore di numerose "conquiste". Durante la guerra avrebbe goduto di alta considerazione come capitano di corvetta, prima che, dopo la guerra, attirasse l’attenzione del mondo su di sé con "Dianetica". Hubbard avrebbe "risolto il mistero della razionalità umana" (Che cos’è Scientology, pag. 83). In generale nel lettore delle note biografiche ufficiali di SC si forma l’impressione che Hubbard sia privo di concorrenza nel campo dello studio della vita umana. 

Nel 1995 è stato pubblicato da SC un opuscolo su Hubbard di 130 pagine, tradotto in 14 lingue, che continua la glorificazione dell’eroe nei toni già conosciuti. Di Hubbard si parla come di un filantropo, pedagogo, manager, artista, filosofo, scrittore, pilota, scopritore, musicista, istruttore del Marine Corps, fotografo e specialista in giardinaggio - in ognuno di questi settori naturalmente ricco di successi e fregiato con "migliaia di onori e riconoscimenti". La strategia dell’elevazione del superuomo viene continuata da SC - nonostante i dubbi sempre più forti sulle costruzioni della Vita [in italiano nel testo] di Hubbard. 

Voltz sulla base di nuovi documenti ha indicato alcune contraddizioni nella vita di Hubbard (Voltz, 1995, pagg. 60 segg.). Esse provano una discrepanza tra la vita effettiva e la glorificazione nella propaganda di SC. Alcuni esempi basteranno. I documenti mostrano, secondo Voltz, che Hubbard, al contrario della rappresentazione ufficiale di SC, non era affatto il viaggiatore interessato e spinto da spirito di ricerca di cui si parla, e che i temi riguardanti l’impegno religioso e filosofico durante questi viaggi sono difficilmente documentabili sulla base degli appunti nei suoi diari. Documenti di servizio di ufficiali della Army parlano di prestazioni "al di sotto della media", egli non sarebbe stato considerato qualificato per un posto di comando o per una promozione. Un altro superiore parla del fatto che "questo ufficiale non è in grado di far fronte alle esigenze di svolgimento autonomo di compiti", che sarebbe un chiacchierone e che tenterebbe di trasmettere [agli altri] l’impressione della sua importanza (Voltz, 1995, pagg. 64 segg.). 

Secondo alcune ricerche di un giornalista americano, a proposito, Hubbard non era capitano di corvetta, ma luogotenente (Köpf, 1995, pagg. 64 segg.). Secondo le considerazioni riassuntive di Albers sulla letteratura critica di SC, la carriera accademica di Hubbard sarebbe una finzione. Per un certo periodo Hubbard si sarebbe fregiato di un titolo di dottore comprato, finché nel 1966 rinunciò ufficialmente e pubblicamente al grado (Albers, 1994, pag. 59). Hubbard fu per molti anni - in parte coperto da uno pseudonimo - autore di romanzi di fantascienza e di racconti western, secondo l’"Enciclopedia della letteratura fantascientifica" un "autore piuttosto mediocre" (Alpers/Fuchs, 1990, pag. 566). Nella rappresentazione ufficiale di SC questo viene presentato - un episodio che non rafforza davvero l’immagine del ricercatore e dello scopritore geniale - dicendo che prima della pubblicazione di "Dianetica" egli sarebbe stato acclamato a lungo come autore, romanziere e ricercatore (Che cos’è Scientology, pag. 83).  

Il significato di Hubbard per SC nel tempo dopo la sua morte, avvenuta nel 1986, si può comprendere solo se si prende in considerazione la funzione del capo nelle organizzazioni e nei movimenti totalitari. Il mito del capo significa premessa di stabilità ed esistenza delle organizzazioni totalitarie. L’acclamazione acritica del capo serve alla stabilità di SC in quanto organizzazione ed in quanto programma. Dubbi e critiche ad Hubbard metterebbero SC in difficoltà e contemporaneamente la spingerebbero verso un processo di delegittimazione. Per questo SC necessita di una tale figura-guida, senza la quale essa stessa potrebbe, in quanto organizzazione totalitaria, anche vacillare. La glorificazione del capo serve pertanto agli scopi pratici della gerarchizzazione interna dell’organizzazione: i metodi autoritari per la conduzione d’impresa, descritti a più riprese, [posti] su piani gerarchici rigidamente ordinati, hanno bisogno di una legittimazione personificata e centralizzante in forma di un Onnipotente ed Onnisciente, che è circondato di un’autorità naturale. Dubbi e critiche a lui potrebbero trascinare con sé conseguenze disfunzionali, perché se la critica ad Hubbard fosse permessa e tollerata nelle discussioni interne di SC, anche la critica interna ai metodi di conduzione autoritari non sarebbe più controllabile. 

 
 
 
7. Sulla funzione del linguaggio di SC  

Agli elementi più importanti dei movimenti totalitari appartiene la dottrina totalitaria trasmessa attraverso il linguaggio, che crea coesione all’interno e distanza ed isolamento verso l’esterno. Le creazioni concettuali autoctone, la reinterpretazione di concetti e figure linguistiche esistenti acquistano un significato enorme, perché sprigionano forze suggestive e sviluppano un mondo proprio, inaccessibile all’esame ed all‘esperienza, un universo descritto da Hannah Aren.d.t. come quell‘"inferno di pazzi", nel quale agli uomini "non viene concessa la pace nella quale possano incontrare da soli la realtà di un mondo sperimentabile" (Aren.d.t., 1955, pag. 159).  

Chi si occupa dei testi originali di SC, si scontra ben presto con una moltitudine di espressioni specialistiche. Clear per esempio si chiama chi ha frequentato con successo i corsi di SC, Auditing è la consulenza dei clienti attraverso gli auditori di SC. Un Thetan operante è «uno stato esistenziale al di sopra del Clear, nel quale il Clear ha preso nuovamente confidenza con le sue capacità originarie. Un Thetan operante è coscientemente e volontariamente causa su vita, pensiero, materia, energia, spazio e tempo» (Che cos’è Scientology, pag. 814). PTS è l’abbreviazione per potential trouble source, «qualcuno che, in qualche modo, si trova in contatto con una persona soppressiva e ne viene influenzato negativamente» (Che cos’è Scientology, pag. 815).  

Queste espressioni specialistiche si sottraggono alla critica esterna ed interna ponendosi come elementi assoluti. Non sono sottoposte ad un processo di riflessione permanente, ma valgono come denominazione per punti di vista e verità inoppugnabili. Così, per esempio, si dice che la logica dell‘"Etica scientologica" sia "inoppugnabile" (Che cos’è Scientology, pag. 241). Gli "assiomi della Dianetica e di Scientology" sono considerati come "verità fondamentali" insuperate e sottratte da ogni critica e come "leggi naturali" (Che cos’è Scientology, pagg. 593 segg.). 

Se si dà ascolto al tenore della critica a SC, per una serie di espressioni si tratta di espressioni ideologiche, perché deformano o proteggono contesti in modo suggestivo. Il confronto tra definizioni "interne" ed esterne nella tabella che segue può dare un’impressione esemplare sulla problematica del linguaggio di SC.  

 

Definizioni scientologiche e critiche sulla base di alcuni esempi:
 
 
Espressione: Aberrazione 

Definizione di SC: «Il discostamento dalla mentalità o dal comportamento razionale. In sostanza significa sbagliarsi, fare errori o, meglio ancora, avere idee fisse che non sono vere. [...] L’aberrazione è contrapposta alla salute mentale, che è il suo contrario» (Che cos’è Scientology, pag. 819) 

Definizione della critica:  

 
1. «Concetto coniato dalla Dianetica. Hubbard indica con esso il discostamento dal 'normale', l'agire in modo irrazionale». 

2. «Con essa viene definita ogni azione o modo di pensare che non corrisponde ai concetti scientologici». 

3. «Stato di malattia che può essere curato solo con l'Auditing. Tutti i non-scientologisti sono 'aberrati', quindi malati. Questo, secondo Hubbard, è applicabile anche alla società» (Dianetica politica: la società aberrata, 1951) (Potthoff, 1993, pag. 116). 

 
 
Espressione: Clear 
 
Definizione di SC: «Uno stato davvero auspicabile per il singolo, che viene raggiunto attraverso l’Auditing e che prima di Dianetica non era possibile. Un Clear è qualcuno che si è liberato della sua mente reattiva e pertanto non soffre di nessuno degli effetti negativi che possono essere provocati dalla mente reattiva. Il Clear è libero da engram che, se stimolati, possono ostacolare la correttezza dei suoi calcoli introducendo dati nascosti ed errati"» (Che cos’è Scientology, pag. 811) 
 
Definizione della critica: Nonostante presunte migliaia di persone abbiano raggiunto lo stato di Clear, i cambiamenti fulminanti della vita pubblica annunciati non sono stati ancora presentati in maniera credibile. Non solo persone singole devono diventare clear, ma il mondo intero: per questo esiste il programma 'Clear Europe', nel quale 'Clear Germany' assume un ruolo di primo piano. Un ex-membro riferisce: la parola-chiave 'Clear...' non significa altro che una presa di potere da parte di Scientology (Overbeck, 1994, pag. 209). 
 
 
Espressione: Persona soppressiva 
 
Definizione di SC: «Qualcuno che mostra una serie di caratteristiche ed atteggiamenti mentali che lo portano a sopprimere altre persone nel suo ambiente. Questa è una persona il cui comportamento mira a provocare conseguenze catastrofiche. Viene anche chiamata 'personalità antisociale'» (Che cos’è Scientology, pag. 816).nbsp;
 
Definizione della critica: «Hubbard divideva l'umanità in due tipi: coloro i quali appoggiano Scientology e prendono parte alla sua espansione sono considerati come 'costruttivi', 'sociali' e 'buoni'; i critici di Scientology come 'catastrofici', 'antisociali', 'cattivi' e 'soppressivi'. Agli 'anti-scientologisti' e 'soppressivi' appartiene secondo Hubbard il 20% dell'umanità, che 'crea difficoltà agli altri'. Persone che criticano pubblicamente Scientology sono considerate come la forma più pericolosa tra le persone soppressive» (Overbeck, 1994, pag. 215). 
 
 
Espressione: Etica 
 
Definizione di SC: «"La logica dell’etica scientologica è inoppugnabile e poggia su due concetti fondamentali: bene e male. Come Etica e Giustizia, anche 'bene' e 'male' per molto tempo sono stati una questione di esperienza, insicurezza e confusione. Ma perché si possa apprezzare veramente che cos’è l’etica di Scientology, si deve capire che il 'bene' è un’azione costruttiva diretta alla sopravvivenza [...] Dal momento che abbiamo definito che cos’è il 'bene', il 'male' è descrivibile come il suo contrario. 'Male' è tutto ciò che lungo le dinamiche distrugge relativamente più che costruire. Qualcosa che produce più distruzione che progresso è 'male' dal punto di vista del singolo, della generazione futura, del gruppo, della specie, della vita in sé o dell’universo materiale che esso distrugge» (Che cos’è Scientology, pag. 241).nbsp;
 
Definizione della critica: «Lo scopo dell'etica scientologica non è una teoria filosofico-scientifica su Bene e Male, ma 'eliminare dall'ambiente intenzioni contrarie ed estranee?. Contrastare critici ed avversari è scopo dell'etica scientologica esattamente come l'epurazione della critica interna. Il libro di Hubbard 'Introduzione all'Etica di Scientology' viene visto dai critici come un 'libro di ricette mafiose' (Abel), perché sprona in modo più o meno enigmatico ad azioni criminali, descrivendo per esempio la possibilità che un critico 'nell'oscurità si sfracelli sordamente sull'asfalto o che tutto il campo nemico vada in fiamme come regalo di compleanno'» (Overbeck, 1994, pag. 210).
 
 
La lista dei termini specifici di SC si potrebbe facilmente continuare. In complesso attraverso di essi viene fondata una visione del mondo che si porta dietro una serie di funzioni. Per gli interessati questo vuol dire un coinvolgimento ideologico più o meno forte della propria persona e della propria personalità. 

«Dalle molte dottrine è stato estratto solo quel tanto che torna utile al potere di Scientology. Parti notevoli sono state lasciate da parte e sostituite con proprie [teorie], in particolare