Rapporto Guyard 1999 - Francia: Le Finanze delle Sette
 
Doc. N. 1687, redatto a nome della Commissione di Inchiesta sulle Sette. Riportato alla Presidenza dell'Assemblea Nazionale il 10 Giugno 1999.
 
Compongono la Commissione i Sigg.: Jacques Guyard, presidente, Jacques Myard, Rudy Salles, vice-presidenti, Bernard Perrut, Sig.ra Chantal Robin-Rodrigo, segretari, Jean-Pierre Brard, relatore; Sig.ra Roselyne Bachelot-Narquin, Sigg. Richard Cazenave, Eric Doligé, Jean-Pierre Foucher, Jacques Heuclin, Jérôme Lambert, Mmes Catherine Picard, Yvette Roudy, M. Philippe Vuilque.
 
Traduzione (prima edizione, a cura di Martini) e HTML © 2000 Allarme Scientology.
 
Nota: pur ritenendo opportuno rinviare gli interessati al documento originale, abbiamo convenuto di tradurre e pubblicare a scopo divulgativo il "Rapporto sulla situazione finanziaria, patrimoniale e fiscale delle sette, sulle loro attività economiche e le loro relazioni con ambienti economici e finanziari" stilato dalla Commissione Parlamentare d'Inchiesta francese. Si consiglia anche la consultazione del precedente Rapporto Guyard del 1995: "Le Sette in Francia" .
 
 
 
 
 
 
Introduzione
 
All'inizio delle sue Anti-memoires, André Malraux racconta una conversazione con il prete che, durante la Resistenza, era cappellano di Vercors: «Che cosa apprende la confessione dagli uomini? Che le persone sono molto più infelici di quanto si creda e, alla fine, che non esistono grandi persone».

I diversi lavori che, per una ventina d'anni, hanno cercato di circoscrivere, con sempre maggior precisione, il fenomeno settario potrebbero legittimamente sottoscrivere questa constatazione. Come spiegare, altrimenti, un fenomeno che apparentemente rifugge da ogni razionalità?

Nessuno può negare che il primo alimento delle sette, accanto ai dubbi sul senso dell'esistenza e i discorsi sull'«eccesso del valore della tolleranza» secondo la definizione di un eminente accademico, proviene dalla miseria umana, parte integrante della nostra società evoluta di fine secolo: disoccupazione e timore di perdere il lavoro, margini di grande povertà che nessuna politica sociale ha potuto, finora, veramente riassorbire; malattie incurabili e un incomprensibile tasso di morbosità contro ciò verso cui la medicina tradizionale mostra crudelmente i suoi limiti; solitudine crescente in un universo che ha perso gran parte delle sue istituzioni tradizionali di solidarietà; la sempre crescente complessità della vita quotidiana che suscita sogni di evasione.

Lo sviluppo delle sette rimane, soprattutto, il sintomo del malessere sociale. Anche se non esiste un seguace-standard, si può tuttavia determinare il profilo del candidato ad essere vittima di una setta: è chi, a ragione o torto, spesso crede di essersi scontrato con l'ingiustizia o le privazioni, che vive una mancanza affettiva, qualsiasi sia il suo status sociale o intellettuale, ha varcato il limite della fragilità che lo rende particolarmente vulnerabile alle tentazioni settarie.

Da parte sua la Commissione d'Inchiesta costituita nel 1995 in seno all'Assemblea Nazionale ha, nel suo rapporto, sottolineato il forte legame tra lo sviluppo del fenomeno settario e l'esistenza di una domanda, di bisogni che non trovano altro modo per essere soddisfatti.

Inoltre se è evidente che il contesto in cui il fenomeno settario si sviluppa non può essere ignorato - sociologia e psicologia settaria sono state e sono tuttora oggetto di analisi multiple ed approfondite da parte degli specialisti del campo - e che sforzi significativi di sensibilizzazione della pubblica opinione e mobilitazione delle pubbliche autorità sono stati portati avanti di recente, l'idra non solo è sempre viva, ma sembrerebbe evolversi e prosperare in un corpo sociale ancora incapace di secernere un antidoto. Ecco perché l'Assemblea Nazionale il 15 dicembre 1998 ha deciso che era venuto il momento di rimettersi all'opera per completare e proseguire il lavoro svolto nel 1995. Poiché se, in una sola frase, dovessimo caratterizzare l'evoluzione del fenomeno settario negli ultimi anni, dovremmo mostrare quanto ha perso in spiritualità e acquisito in mercantilismo, e quanto la sua nocività sia altrettanto cresciuta. È perciò stato necessario mettere l'accento su aspetti più precisi dell'attività delle sette, vale a dire la loro dimensione e il loro intervento in ambiti economici e finanziari.

È chiaro a tutti coloro che si occupano degli intrighi delle sette - dagli specialisti individuali del fenomeno, alle associazioni delle vittime fino alle organizzazioni pubbliche - che spesso il denaro costituisce al contempo il motore del veicolo, la destinazione del tragitto e i meandri del cammino. Tuttavia se la ricerca di mezzi materiali e addirittura del profitto non ha, in sé, alcunché di riprovevole, è però necessario che ciò avvenga nel rispetto delle regole e delle libertà fondamentali dell'individuo. Analizzare il potere finanziario ed economico delle sette, far luce, se necessario, sulle derive rilevate in modo da poter suggerire misure correttive è perciò diventata una missione di interesse pubblico, la cui esigenza è sentita da tutti i gruppi politici rappresentati nell'Assemblea Nazionale. Questo è il senso dell'adozione, all'unanimità, della risoluzione per la creazione di una commissione di inchiesta su "situazione finanziaria, patrimoniale e fiscale delle sette, sulle loro attività economiche e le loro relazioni con gli ambienti economici e finanziari".

Questa risoluzione è frutto della sintesi di due proposte:

 
    - la prima, da parte del Presidente di questa Commissione e di diversi suoi colleghi del gruppo socialista, tendente a creare una «commissione di inchiesta sull'influenza delle sette negli ambienti economici» (N. 908);

    - la seconda da parte del Relatore e di diversi suoi colleghi del gruppo comunista tendente a creare una «commissione di inchiesta relativa alle richieste economiche, alle relazioni finanziarie internazionali, alla situazione patrimoniale e fiscale delle sette» (N. 811).

Tenuto conto della vicinanza degli obiettivi, la commissione delle leggi costituzionali, della legislazione e dell'amministrazione della Repubblica ha proposto, ed ha ricevuto l'unanimità della nostra assemblea, di raggrupparle in una sola.

La Commissione d'Inchiesta, nel suo primo incontro del 22 dicembre 1998, ha affrontato una serie di delicate scelte metodologiche che spera di spiegare in tutta chiarezza. In effetti, per tutta la durata del suo lavoro, la Commissione è stata animata da uno spirito di consenso, estremamente costruttivo, teso a fornire elementi di analisi i più precisi possibile, e a non alimentare la polemica.

Innanzitutto la Commissione ha unanimemente deciso di applicare la regola del segreto prevista dall'art. 6 dell'ordinanza N. 58.1100 del 17 novembre 1958 relativa alle operazioni delle assemblee parlamentari. Le udienze non sono perciò state fatte oggetto di pubblica relazione, e il presente rapporto mantiene l'anonimato sulle persone ascoltate.

Non ignorando in alcun modo le critiche formulate, in particolare da parte di un certo numero di difensori dei movimenti settari, contro una scelta simile fatta dalla Commissione di Inchiesta del 1995, ha ritenuto che dovesse prevalere la preoccupazione che i testimoni avessero la maggior libertà di parola possibile.

Per comprendere il fenomeno settario la Commissione si è basata sul rapporto del 1995 che, dopo aver esposto le problematiche della definizione di setta, aver rilevato la difficoltà giuridica, e studiato l'approccio sociologico, e preso come base il criterio di pericolosità in relazione all'ordine pubblico o alle libertà individuali, ha adottato un concetto che ricorre al metodo della fascia di indizi.

Infine la Commissione è stata pienamente cosciente del carattere inusuale addirittura confidenziale di alcune delle informazioni, che tuttavia vanno ricercate per adempiere alla missione assegnatale dall'Assemblea nazionale.

La Commissione ha tenuto 48 udienze che le hanno permesso di ascoltare persone di opinioni molto diverse, in modo da fare precisa luce sull'oggetto dell'indagine: responsabili amministrativi, magistrati, accademici e ricercatori, protagonisti della vita economica (sia responsabili di imprese che dipendenti), oltre che rappresentanti di organizzazioni di assistenza alle vittime delle sette, e leaders di movimenti settari.

Tenendo conto dei tempi molto stretti in cui si sono svolti i lavori della commissione d'inchiesta parlamentare, è evidente che non si poteva programmare l'audizione della globalità delle sette oggetto di queste indagini, e neppure esaminare la situazione economica e finanziaria di quasi 200 movimenti settari. Perciò ha deciso di inviare un questionario a circa sessanta di esse - il che è consistito in 80 invii, essendo certi movimenti settari stati interpellati sotto diverse delle loro denominazioni.

Le risposte al questionario sono state, a seconda della setta, più o meno dettagliate [1], spesso accompagnate da proteste a volte estremamente violente. In un certo numero di casi la Commissione non ha ricevuto risposta, o solo una lettera di protesta.

Alcuni movimenti settari desideravano essere ascoltati dalla Commissione. La loro richiesta è stata accolta visto che avevano accettato di rispondere al questionario e la risposta è arrivata in tempi compatibili con la programmazione dei lavori della Commissione. In ogni caso facciamo notare che il questionario comprendeva anche un apposito spazio per esprimersi liberamente. La Commissione si è largamente appoggiata alle informazioni fornite direttamente dalle sette, quando queste erano utili. Si è inoltre avvalsa della collaborazione dei ministeri maggiormente interessati: Difesa, Economia e Finanze, Educazione nazionale, Occupazione e Solidarietà, Interni e Giustizia.

Alla fine dei suoi sei mesi di lavori, la Commissione tiene a ricordare quali erano i suoi obiettivi.

Il primo era di non giudicare, perché una commissione d'inchiesta non è una giurisdizione, ma di informare il Parlamento e di allertare la pubblica opinione sul peso economico e l'assetto finanziario del fenomeno settario, al fine di orientare una riflessione delle autorità pubbliche verso misure atte a correggere abusi e derive.

La seconda era di non essere esaurienti, perché la portata e la volubilità del fenomeno lo impedisce, ma di essere illustrativi e conclusivi per contribuire alla comprensione di meccanismi complessi, il cui spessore di mistero viene usato come forma di protezione.

Si trattava infatti di completare il lavoro del 1995 indirizzando la lente d'ingrandimento su quella parte di attività settarie che rappresenta - e la Commissione ne è ancora più convinta - un elemento vitale del fenomeno.

Tuttavia la Commissione ha dovuto limitare il suo campo di indagine ai soli movimenti insediati nella Francia metropolitana e, per quanto possibile, ai collegamenti economici e finanziari con l'estero, meritando le sole sette specifiche dei dipartimenti e territori d'oltremare una indagine particolare.

Questo rapporto, pertanto, si propone di mostrare che, al di là di un discorso di ispirazione esoterica o religiosa che non può essere compito della Commissione esaminare, il fenomeno settario si basa su un'organizzazione tesa anche ad acquisire significativo peso economico e finanziario che poggia su una pratica di frode molto diffusa.

 
 
L'organizzazione delle sette: Strutture che assicurano l'opacità e la redditività di un fenomeno instabile

La Commissione ha potuto constatare che le prime due difficoltà che si presentano all'analisi del settarismo, in modo particolare in campo economico e finanziario, risiedono, da un lato, nel carattere instabile del fenomeno, e dall'altro nel carattere opaco delle organizzazioni settarie.

I. - Un fenomeno in movimento

Nella prima fase del suo lavoro la Commissione ha voluto collocare lo scenario delle sue indagini cercando di rintracciare, a grandi linee, l'evoluzione del panorama settario dalla pubblicazione del precedente rapporto. Da una parte ha osservato forti disparità e dall'altra una frequente instabilità dei movimenti settari.

A. Forti disparità

Se la tipologia dei movimenti stabilita nel 1995 mantiene tutta la sua importanza, lo scenario settario ha tuttavia conosciuto un'evoluzione, e merita di essere rappresentato nella sua forma attuale prima di comprenderlo relativamente all'oggetto della Commissione

1. La tipologia del 1995 mantiene tutta la sua rilevanza

Erano state distinte, all'epoca, tredici famiglie di sette, classificate in funzione dei loro scopi principali: le alternative, che raccomandano un'organizzazione completamente diversa della società e dei rapporti umani; le apocalittiche, che predicono un prossimo cataclisma planetario ed offrono ai loro seguaci i mezzi per sfuggirlo; le evangeliche, che rappresentano emanazioni estreme delle Chiese riformate e in cui il pastore assume un ruolo di guru; le sette di guarigione, che propongono terapie che fanno appello a processi irrazionali o non molto scientifici per vincere le malattie più gravi o incurabili, in particolare il cancro e l'AIDS; le pagane, che cercano di restaurare i culti scomparsi con l'avvento del Cristianesimo; le new-age, che preparano l'ingresso del mondo in una nuova era, quella dell'Acquario, e predicano un neo-spiritualismo fortemente impregnato di millenarismo; le occultiste, che praticano scienze occulte tra le più varie (astrologia, alchimia, magia in tutte le sue forme, stregoneria ecc.); le orientaliste, che costituiscono devianze delle religioni Orientali (Buddismo, Induismo, Taoismo ecc.) secondo i particolari punti di vista dei loro guru; le pseudo-cattoliche, che fanno riferimento alla tradizione cattolica che intendono mantenere contro le riforme imposte da Roma; le psicoanalitiche o pseudo tali, che vogliono sollevare l'inconscio dalle sue debolezze, con tecniche para-psicologiche in opposizione a psicologia e psicanalisi tradizionali; le sataniche e le luciferine, che annunciano l'avvento sulla terra del regno di Satana e per questo si dedicano alla profanazione e alle messe nere; le sincretiche, che mescolano, secondo le ricette dei loro guru, ingredienti di tradizioni spirituali molto diverse; le ufologiche, anche definite "dei dischi volanti", che entrano in comunicazione con gli extraterrestri, sia per accoglierli qui sulla terra che per prepararsi alla dipartita verso un altro pianeta.

Raffinando l'analisi, il rapporto del 1995 ha completato il suo approccio per "tipo dominante", tenendo conto dei "tipi associati". Tuttavia il carattere composito di certe sette è ulteriormente cresciuto, come si vedrà, e in una duplice direzione: alcuni movimenti settari incorporano un numero crescente di "tipi associati" oltre al tipo dominante; alcuni movimenti sono, essi stessi, più numerosi.

Infine la distinzione tra sette grandi e piccole sembra essere più che mai giustificata con, da un lato, il potere internazionale della Chiesa di Scientology e, all'estremo opposto, una moltitudine di piccoli movimenti che a volte raccolgono solo poche decine di persone.

2. L'attuale panorama settario

I due maggiori fattori di evoluzione del panorama settario, negli ultimi quattro anni, sono consistiti nell'espansione di certi tipi di movimenti e in una quasi generale tendenza alla despecializzazione.

a) I movimenti in espansione

Se certe sette hanno incontrato difficoltà, in particolare dal 1995 e dall'organizzazione di una lotta contro il fenomeno che ha deciso di seguire il rapporto della precedente commissione di inchiesta, certe aree hanno conosciuto una crescente influenza.

Segnano il passo le sette internazionali o multinazionali, per due ragioni essenziali: da una parte la pressione delle autorità pubbliche che articolano sempre meglio i loro dispositivi, inoltre il fatto che l'Europa occidentale, e la Francia in particolare, non costituiscono pià un terreno di "conquista" per le multinazionali settarie, che ora privilegiano in particolare i paesi dell'Europa centrale e orientale, e la Cina.

Alla testa di importanti movimenti sono avvenuti grossi sconvolgimenti, rallentando il loro sviluppo o innescando addirittura il loro declino.

Così Mandarom ha mal sopportato la morte, nel 1998, del Sig. Gilbert Bourdin, che ha lasciato i disorientati adepti e l'organizzazione alle prese con problemi amministrativi e legali.

La messa in disparte del fondatore di Il Patriarca, Sig. Lucien Engelmajer, ha significato modifiche statutarie importanti e una destabilizzazione della dirigenza.

Quattro tipi di setta, secondo la tipologia specificata in precedenza, sembrano oggi conoscere una significativa espansione:

le apocalittiche, che beneficiano in particolare dell'avvicinarsi del terzo millennio e della teoria induista detta "delle ere" sembrano penetrare, con il meccanismo del "tipo associativo", in numerose altre dottrine. Alcuni guru, per consolidare il loro potere, ricorrono alla prospettiva del sacrificio sublime, come Rael nel 1996, o annunciano la prossima fine del mondo: Sai Baba, fondatore della setta Sri Sathya Sai, l'ha vista per l'agosto 1998, il Sig. Luong Ming Dang, creatore del movimento dell'Energia Umana Universale, per il 21 gennaio 1999 …

Per motivi similari la corrente ufologica è in pieno sviluppo.

Le sette sataniche sono altresì in progresso, come attesta il numero delle profanazioni denunciate.

Infine i movimenti di guarigione conoscono la maggior espansione. Sempre più sette si sforzano, come vedremo, di penetrare settori della medicina e della farmacia facendo leva sui fallimenti delle terapie tradizionali, in particolare traendo profitto dal movimento anti-vaccinazioni costituito dal "Sindacato di Ippocrate".

b) Tendenza alla despecializzazione

I movimenti settari hanno conosciuto, nel corso degli ultimi anni, un processo di relativa despecializzazione o di mancanza di differenziazione. I confini tra le categorie sono diventati sempre meno rigidi. Sempre più spesso si incontrano, all'interno della medesima setta, componenti diverse. Perciò le alternative, quelle di guarigione e le psicoanalitiche diffondono lo scopo dominante come componente di altri movimenti. Il loro oggetto lascia spazio ad attività particolarmente lucrative, e molti dei loro sforzi sono tesi a incorporarle nel loro scopo principale. Si potrebbe dire, un po' forzatamente, che il prototipo della setta moderna è quello che rende possibile l'integrazione del maggior numero di temi diversi.

Così Scientology e le nebulose di Prima Verba e dell'Antroposofia, che incontreremo a più riprese nel corso di questo rapporto, offrono un insieme completo di prestazioni che le rendono ipermercati di prodotti settari: tengono conferenze, corsi, seminari di sviluppo personale, stage di formazione professionale, vendono prodotti che curano dall'AIDS alle calvizie, praticano culti che vi mettono in contatto, a scelta o in blocco, con gli angeli, gli scomparsi o le divinità più disparate; possono salvare la vostra azienda se sta incontrando difficoltà economiche, o la vostra famiglia se soffre di incomunicabilità; vi possono aiutare a sbarazzarvi dei vostri nemici e, naturalmente, vi potrete arricchire, il tutto a tariffe di favore che diventano progressivamente mostruose…

Questa tendenza alla mancanza di differenziazione si manifesta più di sovente con l'aggiunta iniziale di una componente new-age o di guarigione in un gruppo di tipo originale diverso. Il processo di despecializzazione è accompagnato da uno sviluppo delle reti che gravitano alla periferia delle sette, dall'apparizione di "filiali" che spesso si costituiscono in società commerciali e dall'infiltrazione di aziende in cui un seguace occupa una posizione strategica.

Il quadro annesso al rapporto dà un'idea, anche se non esaustiva ma almeno rappresentativa, dell'espansione del fenomeno settario attraverso la creazione di "filiali" delle principali organizzazioni e della costituzione di reti economiche.

3. I movimenti settari oggetto della Commissione

Il Rapporto della Commissione d'inchiesta del 1995 comprendeva un elenco di quasi 200 movimenti sulla cui base è stato selezionato un certo numero di organizzazioni in relazione all'oggetto del campo di indagine della presente Commissione, cioè la dimensione economica e finanziaria del fenomeno, che rimane uno degli aspetti più confusi e più difficili da circoscrivere delle organizzazioni settarie.

Il criterio di pericolosità stabilito nel 1995 rimane indipendente dal peso economico e finanziario. Un movimento settario può essere infatti estremamente pericoloso per le persone senza avere importanza economica o finanziaria di rilievo. In compenso sono state segnalate alla Commissione organizzazioni non rilevate dal precedente rapporto ma che da una parte soddisfano alcuni dei criteri settari stabiliti dal rapporto del 1995 [2], e dall'altra hanno acquisito indiscutibilmente peso economico e finanziario. La Commissione, in base agli elementi raccolti, desidera includere queste organizzazioni nel campo della sua indagine: si tratta di Antico e mistico Ordine della Rosa-Croce (AMORC), Antroposofia, Prima Verba, Nel Cuore della Comunicazione (ACC) e Basta al Cancro.

La Commissione ha perciò privilegiato, nella sua indagine, le organizzazioni economicamente più potenti ma anche movimenti di minor importanza che si dedicano a derive caratteristiche in campo economico e finanziario.

B. Frequente instabilità

L'instabilità è connaturata al fenomeno settario, come lo è in tutte le forme di organizzazione più o meno clandestine, più o meno confessabili nei loro obiettivi. Si manifesta in due modi: con il rinnovamento dell'adesione all'interno dei movimenti, e con modifiche strutturali di questi ultimi.

1. Rinnovamento dell'adesione all'interno dei movimenti

Alcuni sociologi hanno protestato contro l'idea comunemente accettata del reclutamento settario e, al contrario, stimano che le sette conoscono un significativo "turn over". Uno di essi lo spiega come un "bisogno di elettochoc e di nuova partenza" che anima chi entra in una setta. Una volta fatta l'esperienza, le stesse persone desiderano, dopo un certo periodo, staccarsi dall'influenza della setta e "risocializzare" la loro esistenza.

La Commissione, da parte sua, ha osservato che il profilo della persona-target dei movimenti settari si è evoluto/cambiato con il tempo. Una trentina d'anni fa il reclutamento settario avveniva principalmente tra adolescenti o giovani adulti che desideravano vivere in comunità al servizio di certi ideali, per esempio Moon o i Bambini di Dio. Una ventina d'anni fa le organizzazioni settarie, in modo particolare Scientology e Bhagwan, iniziarono a sviluppare l'individualismo e la ricerca dell'"ego", indirizzandosi a persone un po' meno giovani (sui trent'anni).

In anni più recenti i movimenti new-age, di guarigione e apocalittici si sono rivolti a persone più anziane e soprattutto molto più vulnerabili.

Si assiste inoltre, da parte dei movimenti settari, ad iniziative originali per avvicinare il pubblico e diversificare i target di reclutamento. Il Movimento raeliano ha proposto, in Internet, l'attribuzione a ciascun individuo, compresi i lattanti che "creano un potenziale di scambio", di un reddito minimo di esistenza (RME). Una delle sue filiali, domiciliata alle Bahamas e denominata Valiant Venture Ltd., offre assistenza scientifica a quei genitori che desiderano avere un figlio che sarà il clone di uno dei due.

La popolazione carceraria, i disoccupati e gli immigrati costituiscono altresì target ugualmente privilegiati: Scientology, attraverso la sua filiale Criminon, ha proposto a detenuti corsi gratis per corrispondenza; associazioni di disoccupati sono state avvicinate in diverse regioni, in particolare dai Pellegrini D'Ares, dal Partito Umanista e dal movimento Sri Sathya Sai, che hanno proposto particolari formule per combattere la disoccupazione; comunità magrebine possono, in diverse località, beneficiare di lezioni dei Testimoni di Geova che organizzano assemblee tradotte in arabo.

2. Trasformazione dei movimenti

Per eludere i controlli che potrebbero essere applicati dalle autorità pubbliche, i movimenti settari si trasformano con una sconcertante facilità. Le sette più competitive in attività fraudolente sono diventate maestre nell'arte di abbandonare il loro vecchio abito e calarsi in una pelle nuova.

Altre modificazioni avvengono a seguito di conflitti e scissioni che mostrano l'estrema mobilità del fenomeno. Gli esempi sono numerosi. Si citeranno qui, a scopo illustrativo, alcuni casi rappresentativi del fenomeno:

HUE (Energia Universale Umana) dopo aver apparentemente attraversato un periodo di crisi si è trasformata in SHY (Yoga Spirituale Umano) e continua la stessa attività; la scissione di ECK (Energo-Chromo-Kinèse) provocata dalla separazione di una coppia di guru, la Sig.ra Danièle Drouant e il Sig. Patrick Véret, ha portato alla creazione di due movimenti, uno dei quali raccoglie diverse associazioni che a loro volta scompaiono e riappaiono sotto altra forma, e l'altro, più discreto, che conserva un piccolo nucleo templare e si mostra attivo nel controllo di laboratori farmaceutici; Il metodo Silva ha seguito un percorso tortuoso. Ripreso, nel 1992, da una Srl chiamata "Méthode de contrôle mental" scomparve nel 1997 per riapparire nell'ambito di un'associazione "Mieux être alpha", che ha dichiarato alla Commissione di non essere più in attività. Il movimento dispone però di diversi corrispondenti in Francia, ma ha subito una scissione con la creazione dell'associazione "Au cœur de l'essentiel"; parimenti, Innergy, installatasi in Francia nel 1986 poi dissolta nel 1992, è riapparsa a Nizza nel 1993 sotto il nome di Phylae SDP. Parallelamente un altro nucleo chiamato Reliance è stato creato nel 1992. Nel 1995 è divenuto "L'Homme en devenir", che è stato radiato dal registro del commercio nell'aprile del 1999; Prima Verba, ultimo nome conosciuto di un movimento che cambia sistematicamente e regolarmente nome e indirizzo, e che è quindi succeduto a "Perla della Luce", preceduto a sua volta da "La Perla Blu" e prima ancora da "La strada del Sé", continua le sue attività avendo però chiuso il suo indirizzo commerciale senza darne comunicazione; la setta ufologica "Star light" si è trasformata in "Protezione e Sicurezza"; la Fondazione Bhagwan International è cambiata, a seguito del rapporto del 1995, in Fondazione New Sannyas, setta sincretica con tendenza new-age.

Il movimento ufologico Iso-Zen, creato circa vent'anni fa, si è poi trasformato in Siderella, Galacteus e Azur mieux-être, associazione che ha dichiarato alla Commissione di non esercitare più l'attività; la setta Thabitha's Place, a seguito della morte di un bambino avvenuta nella comunità, è diventata "La Fattoria"; i "Bambini di Dio" sono divenuti "La Famiglia".

Anche altri movimenti procedono con riorganizzazioni o trasferimento delle attività: i Testimoni di Geova hanno riunito la quasi totalità delle loro attività a Louviers, nell'Eure, lasciando a Boulogne-Billancourt null'altro che delle cassette postali e qualche locale poco utilizzato. Hanno invece deciso di trasferire le attività editoriali nel Regno Unito, per ragioni, dicono, di razionalizzazione economica.

La struttura internazionale de Il Patriarca ha trasferito la sua sede in Svizzera; dopo aver dovuto chiudere due scuole private senza contratto, l'Ecole de l'Éveil e l'Ecole du Mont-Louis, Scientology ha investito in un nuovo istituto, l'Institut Aubert.

 

II. - Organizzazione opaca

Le modalità strutturali di un'organizzazione esprimono spesso gli obiettivi che si è data. Per assolvere ai compiti che le sono stati assegnati, la Commissione ha dovuto quindi esaminare il modo in cui le sette sono organizzate. Questa analisi ha reso possibile constatare che le preoccupazioni puramente organizzative dei movimenti settari incontrano spesso le loro ambizioni economiche e finanziarie.

L'organizzazione delle sette non è né facile da comprendere, né facile da ricostruire. Le sette mantengono un velo di mistero sia sulle loro attività che sulle strutture che le compongono. Presentano una facciata in forma di associazione che persegue fini apparentemente di culto o esoterici, e che spesso nasconde una rete di personalità giuridiche o fisiche che si prestano ad attività di tutt'altra natura. L'estrema diversità del fenomeno, la molteplicità dei movimenti e le differenze osservate in merito alla loro forza lavoro implica inoltre grandi disparità nelle modalità organizzative.

Gli esempi illustrati alla Commissione, tuttavia, rendono possibile delineare tratti dominanti che, con sfumature relative alle caratteristiche di ogni movimento, si riproducono. Lo scopo è generalmente quello di ottenere un certo riconoscimento pubblico per la facciata del movimento, e una garanzia di clandestinità per la rete sulla quale si poggia.

A. Strutture piramidali a rete

Il controllo del movimento da parte dei suoi leader poggia, nella grande maggioranza dei casi, su strutture piramidali a rete. È quindi possibile tracciare uno schema-tipo dell'organizzazione settaria che declina, con varianti, in funzione di ogni situazione. Tuttavia a fianco di gruppi particolarmente rappresentativi di questo schema, ci sono anche sette che costituiscono organizzazioni originali e, per certi aspetti, innovative.

La presenza di caratteristiche dominanti che si ritrovano in diverse organizzazioni solleva la domanda sull'esistenza di una struttura "intersettaria" a cui sarebbe affidata la responsabilità di assicurare la difesa e il coordinamento dei vari movimenti.

Alla Commissione sono stati comunicati diversi esempi di collaborazione tra le sette, ed essa stessa, da parte sua, ha potuto osservare certe similitudini nella formulazione delle lettere indirizzatele in risposta al questionario inviato alle sette principali. Inoltre diversi organismi giocano apertamente un ruolo di consultazione tra le sette. Da parecchi anni il Centro studi sulle nuove religioni (CESNUR) - diretto dal Sig. Massimo Introvigne - costituisce una tribuna usata per la difesa del settarismo. Sembra essere affiancata da una nuova associazione creata nel 1996 sotto il nome di "Omnium des libertés individuelles et des valeurs associatives". Questa associazione, proprio come il CESNUR, è stata istigatrice in particolare di una campagna denigratoria contro i lavori realizzati dalla precedente Commissione di inchiesta.

1. Organizzazione settaria e sue varianti

Le appendici al rapporto danno informazioni dettagliate sull'organizzazione dei movimenti settari maggiormente rappresentativi. Permettono di constatare che, a dispetto della diversità delle correnti a cui le sette si rifanno e le notevoli differenze osservate nelle attività che svolgono, la loro organizzazione si basa su costanti che si ritrovano, con un grado di sofisticazione giuridica disuguale, nella maggioranza dei movimenti.

Le sette presenti in Francia sono, in linea di massima, l'emanazione di una "setta madre" la cui sede internazionale è all'estero. Sono spesso basate su una struttura federale e organizzano le loro attività su tre rami principali: una branca poggia su una struttura associativa incaricata di diffondere le dottrine del movimento; una branca composta da uno o più organi, associativi o no, la cui attività comprende un carattere economico; ed una branca immobiliare costituita da personalità giuridiche che servono da supporto agli investimenti immobiliari. In diversi casi a queste tre branche si aggiunge una struttura dedicata in modo particolare al finanziamento della setta. L'insieme costituisce gli organismi nazionali della setta, il cui insediamento sul territorio è basato su un tessuto più o meno fitto di istituti o associazioni locali. Inoltre l'organizzazione settaria è affiancata da una rete economica a volte molto estesa, che prende varie forme e che sarà studiata in maggior dettaglio nella seconda parte del rapporto.

a) Esistenza di una sede internazionale all'estero

Gli Stati Uniti costituiscono il primo paese d'accoglienza degli organismi internazionali delle sette, che là trovano un sistema legale e di pensiero favorevole alla loro creazione e sviluppo. Scientology, il metodo Avatar o Landmark sono creazioni americane. I Testimoni di Geova hanno stabilito oltre-Atlantico la loro sede internazionale, così come l'AMORC che ha scelto di domiciliare la sua struttura internazionale in California. Anche il Giappone è una zona prediletta dal settarismo, paese in cui hanno la sede internazionale Soka Gakkai, Mahikari e Moon. Altre aree del mondo interessate sono in particolare l'India, il Brasile e certi paesi europei come Austria, Olanda e Belgio. Inoltre diverse sette sembrano attratte da paesi a tassazione privilegiata, come il Lussemburgo o la Svizzera, dove si rilevano diverse sedi internazionali.

L'esistenza di una sede internazionale all'estero rende possibile stabilire collegamenti legali e finanziari tra la setta madre e la sua emanazione francese e, se necessario, operare trasferimenti di fondi a volte cospicui. È in particolare il caso di Scientology, Mahikari, Soka Gakkai e Moon. Nel 1993 l'AMORC ha ricevuto un contributo di 46 milioni di franchi dalla "Gran Loggia Suprema dell'Antico e Mistico Ordine Rosa-Croce", struttura madre della setta con sede in California, per acquistare l'edificio che occupa al N. 199 di rue Saint-Martin a Parigi. Sebbene sia meno conosciuto, l'esempio della Chiesa di Cristo è rivelatore delle relazioni che possono legare una setta internazionale e la sua osservanza francese. La Chiesa di Cristo di Parigi è infatti membro di una setta domiciliata a Boston, negli Stati Uniti, e riceve sussidi dalla sua organizzazione madre che, inoltre, si fa carico dello stipendio annuale di 450.000 franchi del presidente della branca francese. In direzione opposta quest'ultima versa ogni anno una percentuale dei suoi introiti a Hope World Wide, che serve da gruppo umanitario di facciata della setta.

Certe sette, di creazione apparentemente puramente francese, non sembrano avere una sede all'estero. Sembra il caso di Mandarom, dell'Ufficio Culturale di Cluny, della Pentecôte de Besançon e della Controriforma cattolica. L'assenza di domiciliazione ufficiale all'estero non impedisce tuttavia di crearvi eventuali insediamenti o di aprirvi conti bancari, come si vedrà nell'esame degli aspetti internazionali della frode settaria.

b) creazione di strutture federali

Le strutture che compongono la setta sono molto frequentemente affiliate ad una personalità giuridica federativa che vigila sull'unità del gruppo e assicura il controllo dei suoi organi, a volte imponendo loro statuti o prelevamenti finanziari.

Esiste in particolare una Federazione Cristiana dei Testimoni di Geova il cui ruolo esatto verrà esaminato più avanti. L'Unione delle chiese di Scientology raggruppa le varie "chiese" scientologiche che hanno adottato gli statuti standard stabiliti da questo organismo federale, e si conformano alle regole da questi stabilite. Anche la Soka Gakkai ha un'Unione di associazioni di culto Soka di buddismo Nichiren, e l'Ufficio Culturale di Cluny si è costituito in forma di federazione denominata "Fédération d'animation globale", che raggruppa associazioni con cui stabilisce accordi di scambio di servizi, materiali, personale e operazioni finanziarie, e ogni membro versa alla federazione una percentuale dei suoi introiti. Allo stesso modo i vari insediamenti della Pentecôte de Besançon sono raggruppati in seno ad una Federazione evangelica missionaria.

c) ricorso a strutture dedicate all'investimento immobiliare

Le sette dispongono di un patrimonio immobiliare importante che sarà esaminato nella seconda parte del rapporto. Questo patrimonio non sempre appartiene alle associazioni che compongono il corpo dirigente della setta, e diversi movimenti hanno fatto ricorso a istituti legali specifici che passano, nella maggioranza dei casi, per la costituzione di società civili immobiliari (SCI).

Esistono molti esempi di SCI proprietarie o che gestiscono beni immobiliari utilizzati dalle sette. Fino al 1978 alcune proprietà immobiliari dei Testimoni di Geova erano di proprietà legale della SCI Villa Guibert. Il patrimonio immobiliare di Moon è collegato a diverse società, come le SCI Le Nouveau Belvédère e Internationale Vredesstichting. Alcuni immobili di Krishna sono stati acquistati dall'intermediaria di due SCI. L'uso delle SCI è stato rilevato anche da parte di Invitation à la vie, Energo Chromo Kinèse, Fraternità bianca universale, Mahikari, Ufficio Culturale di Cluny e dalla Pentecôte de Besançon. L'AMORC ha creato la SCI Pernelle per acquistare locali da utilizzare dalle sue sezioni locali insediate sul territorio.

Le associazioni settarie possono essere affittuarie di beni appartenenti a società civili immobiliari, a cui versano un canone di locazione. L'esistenza di canoni di locazione non è incompatibile con il controllo, da parte dell'organizzazione, di queste società, che possono essere intestate direttamente o tramite prestanome. Ci si possono fare domande sull'importo degli affitti pagati da certe sette. L'Association de l'Esprit Saint pour l'unification du christianisme mondial, organismo francese di Moon, ha per esempio dichiarato di pagare un canone di locazione annuo di 20.700 franchi, per la sua sede al numero 9-11, rue de Châtillon nel 14° arrondissement di Parigi, di proprietà della SCI Vredesstichting. Questo affitto sembra particolarmente basso per circa 1.200 metri quadrati di uffici e sale conferenze messe a disposizione della setta.

d) presenza di branche economiche

La quasi totalità delle sette esaminate da questo rapporto ha attività economiche, alcune di importanza diseguale e il cui carattere lucrativo non è sempre stabilito, ma che vengono esercitate direttamente dalla stessa organizzazione settaria, indipendentemente dalla rete di imprese di cui può disporre. Queste attività economiche sono spesso assicurate da associazioni che costituiscono l'organo centrale della setta, in particolare in occasione delle loro "attività" spirituali, laddove queste ultime passano per la vendita di servizi o prodotti. In molti casi le sette scelgono di creare strutture commerciali distinte, incaricate nello specifico di lavorare per un fine economico. Queste strutture sono la facciata a scopo di lucro della setta che può inoltre, tramite le sue associazioni, continuare ad avere attività economiche dirette, in particolare la vendita di opere, oggetti o la fatturazione di stage di formazione, corsi, conferenze o altri servizi.

Il Patriarca, recentemente ribattezzato Dianova, costituisce l'esempio più rappresentativo della struttura commerciale settaria. Il Sig. Lucien Engelmajer, fondatore della setta, ha costruito un vero impero economico formato da diverse imprese commerciali gestite dall'associazione che porta il suo nome, e in particolare una società di ristorazione veloce, la SA New Buffet, che raggruppa in Francia otto imprese sotto l'insegna "Fiesta paella" o " Paella store ole". Alcune di queste società sono ancora in attività. Si ritrova un'organizzazione simile per l'Antroposofia, le cui attività economiche vengono assicurate da numerose società di distribuzione o scuole distribuite in diverse province.

Parte delle attività a scopo di lucro di Scientology sono state affidate alla Srl Scientology Spazio libri che, domiciliata allo stesso indirizzo dell'organismo nazionale della setta, vende in particolare le opere di L.R. Hubbard e sub-affitta i locali utilizzati da diverse chiese locali. La stessa separazione è stata osservata nel caso dell'AMORC che, attraverso l'Espace AMORC di Parigi, dispone di un lussuoso centro conferenze dato in affitto a clienti di prestigio e gestito dalla società Diffusione rosa-croce, creata a questo scopo dalla setta. Quest'ultima ha anche dichiarato, sotto la denominazione " Domaine de l'enfance et des loisirs", un'associazione specificamente incaricata di attività di asili per bambini. L'associazione-madre francese mantiene regolari relazioni finanziarie con i suoi satelliti economici. Fino al 1994 versava un sussidio alla società Diffusione rosa-croce da cui continua ad acquistare forniture e stampe, per circa 3,5 milioni di franchi l'anno. Inoltre versa alla "Domaine de l'enfance et des loisirs" un sussidio che nel 1997 raggiungeva 1,5 milioni di franchi.

In linea generale le sette tendono a costituire strutture legali distinte incaricate di assicurare l'edizione delle loro pubblicazioni. È il caso, in particolare, del Graal, dei Rosa-Croce d'oro e dell'AMORC. Inoltre possono essere create società che assicurano la manifattura e il marketing di prodotti della setta. Uno dei leader della Energo chromo kinèse, il Sig. Patrick Véret, ha creato la società "Nutrition énergétique des organes et des méridiens" (NEOM), per produrre e vendere i prodotti paramedici della setta. Allo stesso modo Krishna dispone di una struttura, denominata Hare Krishna, che vende in particolare prodotti vegetariani.

Tradizione, Famiglia e Proprietà, associazione madre della setta omonima, ha fatto ricorso ad una associazione distinta, chiamata Futuro della Cultura, a cui ha affidato le attività di vendita porta-a-porta necessarie alla diffusione dei suoi precetti. Le due associazioni mantengono stretti collegamenti, il presidente e il tesoriere di ognuna di esse sono stipendiati dall'altra.

L'aspetto lucrativo di Mahikari consiste in tre società di cui la setta giapponese detiene partecipazioni: una società di diritto estero situata in Lussemburgo (LH Yoko Shuppan Europe SA), un'agenzia di viaggio (HIKARI France) e una Srl specializzata, come da sua dichiarazione al registro del commercio, nella formazione e organizzazione di congressi (LH France). Quest'ultima è di proprietà dell'organizzazione giapponese della setta e dalla società costituita in Lussemburgo, dove versa onorari importanti (1,2 milioni di franchi nel 1995). L'agenzia di viaggio è stata aperta per le esigenze dell'associazione Sukyo Mahikari, organo centrale della branca francese di cui costituisce il prolungamento, essendo l'insieme dei suoi clienti formato da seguaci per cui organizza viaggi in Lussemburgo o in Giappone. Anche " Invitation à la vie" ha creato un'agenzia di viaggio che, per diversi anni, ha organizzato i "pellegrinaggi" dei fedeli.

e) possibilità di strutture specifiche di finanziamento

Certe sette istituiscono specifiche strutture per assicurare il finanziamento della loro riorganizzazione. Alla Commissione sono stati portati tre esempi. Anche se sono davvero pochi, mostrano che le sette possono ricorrere a impianti giuridici che raggiungono un significativo grado di sofisticazione.

I Testimoni di Geova dispongono, come vedremo, di un'associazione incaricata di assicurare la perequazione dei doni che vengono versati dai diversi insediamenti locali della setta.

Il Patriarca-Dianova, che fa parte dei movimenti economicamente più attivi, nel 1993 ha creato una holding che ha investito in parecchie strutture che costituiscono la rete economica del movimento. L'Associazione L. Engelmajer e le sue filiali sono infatti proprietarie di una holding lussemburghese di partecipazione sociale e finanziaria, la SOPASOFIE. Secondo le informazioni riportate del rapporto della Corte dei Conti sul dispositivo della lotta contro la tossicodipendenza [3], il capitale sociale di questa holding ha raggiunto i 10 milioni di franchi, distribuiti tra l'Associazione Lucien Engelmajer che detiene il 15% delle azioni, le associazioni francese, svizzera, portoghese e spagnola che costituiscono la setta, e le associazioni contro l'AIDS che da essa dipendono.

Anche il network dell'Antroposofia possiede due strutture di finanziamento attraverso la "Nouvelle économie fraternelle" e la "Société financière de la nouvelle économie fraternelle". La prima è un'associazione formata per sperimentare "relazioni di mutuo soccorso economico e finanziario fondato, in particolare, su una trasparente circolazione del denaro, illuminata da una coscienza altruistica". La seconda è un'organizzazione bancaria creata sotto forma di società cooperativa anonima affiliata alla Cassa di Credito Cooperativo. Approvata dalla Banca di Francia nel 1988, è autorizzata a ricevere capitali e risparmi e può concedere prestiti. L'associazione riceve contributi, donazioni e sussidi (emanati dalla Fondazione di Francia, dalla Fondazione d'impresa della MACIF o dalla Delegazione generale per l'innovazione e l'economia sociale). Le sue risorse annuali, stimate nel 1994 in 800.000 franchi, le permettono di destinare una sovvenzione di bilancio alla società finanziaria. Le risorse annuali vengono anche usate per accogliere le domande di credito e finanziare lo studio e lo svolgimento dei loro progetti. Si tratta di un aiuto preliminare inteso ad assicurare il successo dei programmi per cui la società finanziaria ha deciso di concedere prestiti. Il capitale sociale di quest'ultima ha raggiunto, alla fine del 1994, i 9,3 milioni di franchi e, alla stessa data, è stato previsto un aumento di capitale di 15 milioni di franchi. La banca propone due prodotti finanziari: conti di deposito a termine e il libretto "NEF-credito cooperativo", le cui caratteristiche sono simili a quelle del libretto A delle Casse di Risparmio. Nel 1994 disponeva di risparmi di 13 milioni di franchi per i conti a termine, e 10 milioni per i libretti.

2. Gli impianti giuridici più rappresentativi

Gli impianti giuridici istituiti da diverse sette sono particolarmente rappresentativi e meritano uno sviluppo particolare.

a) La Controriforma cattolica, o l'esempio di una organizzazione settaria completa

Elencato nel rapporto della precedente commissione di inchiesta sotto il nome di "Petits frères et petites soeurs du Sacré-cœur", la Controriforma cattolica è una setta di scarsa importanza dal punto di vista economico e finanziario. Tuttavia la sua organizzazione riproduce accuratamente il modello settario standard. Serve quindi da esempio di una "piccola" setta particolarmente preoccupata della sua organizzazione.

È infatti organizzata in quattro strutture tutte domiciliate allo stesso indirizzo, cioè la Maison Saint Joseph a Saint-Parres-les-Vaudes nell'Aube. Dispone, in primo luogo, di due associazioni incaricate di assicurare la sua attività di proselitismo: la "Contre réforme catholique du XXème siècle" affiancata dagli "Amis de la Communauté du Sacré cœur de Saint-Parres-les-Vaudes". Inoltre il suo patrimonio immobiliare è raggruppato nella SCI "La Maison Saint Joseph". La setta infine ha creato una Srl la "Imprimerie Saint Joseph" per assicurare la produzione e la diffusione delle opere del suo fondatore, il Sig. George di Nantes.

I quattro organi della setta tengono relazioni finanziarie incrociate. Destinataria dei prodotti di vendita e abbonamenti, l'Association des Amis trasferisce le sue risorse (tra 0,8 e 1,4 milioni di franchi secondo l'esercizio) alla Controriforma che, da parte sua, attribuisce una sovvenzione di bilancio alla SRL (tra 0,6 e 1,1 milioni di franchi).

b) Scientology, o l'esempio di una organizzazione piramidale particolarmente accurata

L'organizzazione di Scientology è oggi diventata oggetto di studio, e diversi lavori scritti sulla setta si sono dedicati a questo aspetto. Si è scritto in modo particolare sugli organismi internazionali del movimento, a cui viene generalmente attribuita un'ambizione planetaria e l'uso di tecniche intimidatorie verso gli organi d'informazione. La Commissione non è riuscita a verificare l'esistenza di tali pratiche che, inoltre, non rientrano direttamente nei suoi scopi. In compenso ha potuto notare il grado di sofisticazione dell'organizzazione scientologista. In ogni paese dove è presente, Scientology è fornita di un tessuto molto fitto sul territorio, inteso ad assicurare il funzionamento piramidale della setta. Basati sugli organismi nazionali, esistono tre livelli di struttura i cui ruoli e posizioni all'interno dell'organizzazione sono strettamente definiti dal regolamento interno.

- Missioni di Scientology

Le missioni costituiscono lo strumento base della diffusione della setta. Hanno l'incarico di rivolgersi a chi non è mai entrato in contatto con quest'ultima, e possono proporre solamente servizi elementari di Scientology. Vengono date in gestione ad adepti con contratti di franchising che prevedono il versamento di una percentuale (generalmente il 10%) sul turn-over della missione. Le missioni sono legate tra loro da relazioni federali, e sono poste sotto l'autorità di un ufficio territorialmente qualificato, come l'Ufficio SMT di Copenhagen che è incaricato per tutta Europa. Vengono anche sorvegliate dall'Ufficio Internazionale delle missioni di Scientology, con sede a Los Angeles, che ha la responsabilità di portar loro consulenza ed assistenza. Quando non hanno i mezzi per assicurare gli insegnamenti di L. Ron Hubbard le missioni indirizzano i seguaci alle chiese, e ricevono una commissione su quanto queste ultime ricevono da ogni nuova recluta.

- Chiese di Scientology

Le chiese formano l'organismo principale di Scientology, di cui coordinano l'insieme delle associazioni presenti sul territorio di competenza. Forniscono corsi fino al livello V, e rimangono soggette alle direttive trasmesse dall'organizzazione internazionale della setta. Sono tradizionalmente divise in parecchie sezioni (finanze, etica, comitati di sorveglianza ecc.)

- Celebrity Centers

I Celebrity Centers vengono usati come facciata di Scientology. Si rivolgono a seguaci o futuri seguaci a cui la setta intende riservare un trattamento particolare, giustificato dalla posizione sociale, e in particolare agli appartenenti al mondo dello spettacolo o degli affari. Questi centri consegnano corsi fino al livello V, oltre che addestramento specifico destinato ai dirigenti di impresa. I membri dei celebrity centers vengono mostrati dalla setta per garantirsi esistenza e reputazione. Scientology in Francia ha un celebrity center a Parigi. Ha dovuto pagare tasse arretrate per attività a fini di lucro non dichiarate, e il Tribunale del Commercio di Parigi ha dichiarato la sua liquidazione giudiziaria il 10 luglio 1997.

La branca francese di Scientology nel 1996 ha subito una riorganizzazione scaturita in una moltiplicazione delle sue strutture. Ogni chiesa di Scientology è stata raddoppiata: da un lato un'associazione chiamata "chiesa di Scientology" responsabile di riti e cerimonie e che afferma di beneficiare dello statuto di associazione di culto, e, dall'altro, un'associazione chiamata "Associazione spirituale della Chiesa di Scientology" incaricata di assicurare certi servizi proposti dalla setta (corsi di dianetica, auditing ecc.). Questo raddoppio esiste in cinque città: Parigi, Lione, Saint-Etienne, Clermont-Ferrand e Angiers. Inoltre le associazioni che affermano lo statuto di culto sono state raggruppate in una "Unione delle chiese di Francia". Parallelamente esistono sempre quattro missioni scientologiche a Bordeaux, Tolosa, Nizza e Marsiglia, che costituiscono associazioni autonome incaricate di assicurare servizi di base. I centri di Dianetics formano l'insediamento locale della setta, spogliate di personalità giuridica, dipendono da una chiesa. Infine la Srl Espace Scientology librerie è stata creata per raggruppare gli aspetti più direttamente lucrativi della setta (vendita di prodotti e libri). Questa società dispone di un istituto secondario presso ogni chiesa di provincia e così assicura, attraverso la commercializzazione di prodotti scientologisti, il collegamento tra le diverse associazioni.

Per cercare di essere completi è necessario aggiungere che certe attività periferiche sono state affidate ad alcune associazioni specifiche create allo scopo, come "No alla droga, sì alla vita" o il centro Narconon, che costituisce il gruppo di facciata presentato come "caritatevole", e la concretizzazione delle sue implicazioni nella lotta alla droga. Questa forma organizzativa porta ad una suddivisione delle strutture che mantiene l'illusione di una separazione tra le attività. La branca dedita specificamente al proselitismo è costituita dalle chiese e dalle associazioni spirituali. Le attività economiche sono frantumate tra, da un lato, le associazioni spirituali e le missioni per quanto concerne i servizi "intellettuali" che ruotano attorno alla diffusione di dianetica, e dall'altra dalla Srl per la vendita dei prodotti. Quest'ultima subaffitta inoltre i locali delle associazioni. Questa separazione ha il vantaggio di creare una tenuta stagna tra le varie strutture, caratteristica che non appartiene alla sola Scientology. Questa argomentazione è stata usata dal presidente della chiesa scientologica che, davanti alla Commissione, ha dichiarato di non conoscere nulla delle attività dell'associazione spirituale, che tuttavia ha lo stesso indirizzo e di cui è membro, e ha quindi rifiutato di rispondere ad alcune domande.

La ristrutturazione di Scientology non deve trarre in inganno. Oltre alle suddivisioni giuridiche, le associazioni scientologiche restano unite da una comunanza di locali, pratiche e interessi, e mantengono legami finanziari stretti che saranno esaminati più avanti.

c) I Testimoni di Geova, o l'esempio di un assemblaggio associativo integrato

Il movimento dei Testimoni di Geova si basa su una federazione e cinque associazioni che costituiscono le istituzioni nazionali della setta, come pure su una rete di associazioni locali che rappresentano i suoi insediamenti sul territorio.

Queste diverse personalità giuridiche sono organizzate in una forma settoriale delle attività che riproduce lo schema settario classico. Tuttavia la confusione dei ruoli che caratterizza la ripartizione delle competenze tra le associazioni nazionali, come le strette relazioni finanziarie che mantengono, trasforma la setta in un'organizzazione particolarmente integrata.

- Settorialità delle attività

I Testimoni di Geova si basano su una rete di associazioni locali che garantiscono le attività della setta nella loro zona di competenza, e sono in particolare proprietarie di molte centinaia di luoghi di riunione. La setta ha inoltre appena creato una Federazione cristiana dei Testimoni di Geova, iscritta il 15 febbraio 1999, che ha come obiettivo il raggruppamento delle associazioni che costituiscono la setta, per contribuire alla diffusione del suo messaggio e alla difesa dei suoi seguaci.

Questa struttura è, da un punto di vista finanziario e contabile, un guscio vuoto che non riceve altro finanziamento che le contribuzioni dei suoi membri, e non sembra disporre di attivo finanziario.

Le cinque associazioni che costituiscono gli organismi nazionali del movimento sono distribuite tra Boulogne nel Hauts-de-Seine e Louviers nella Eure. Il primo indirizzo corrisponde generalmente alla sede sociale delle associazioni, mentre il secondo è il centro nazionale della setta che vi dispone del relativo complesso amministrativo, industriale e d'alloggio.

L'associazione di culto dei "Testimoni di Geova di Francia" è l'associazione nazionale specificamente incaricata delle attività di proselitismo. Sorveglia e dirige i testimoni che garantiscono la diffusione del messaggio della setta, e organizza le grandi raccolte. Provvede anche alle spese relative all'attività dei "predicatori" che mantiene, in particolare finanziando le loro spese di spostamento, garantendo loro una vera protezione sociale in caso di malattia o di pensione. L'importanza acquisita dal centro di Louviers nella diffusione del messaggio della setta, e la concentrazione di seguaci che vi sono riuniti, ha giustificato la creazione di un'associazione particolare denominata "Communauté chrétienne des Béthélites". Quest'associazione ha come scopo contribuire alla diffusione dei principi geovisti con la parola e le pubblicazioni, visto che il movimento le mette a disposizione gli impianti industriali, e in particolare di stampa, di cui è proprietario. È anche incaricata di mantenere e difendere le condizioni di vita del complesso di Louviers che costituisce un centro di passaggio e d'alloggio importante, che accoglie 20 "invitati" al mese e 10.000 "visitatori" l'anno. Inoltre si incarica delle spese di mantenimento dei suoi membri permanenti.

L'associazione "Testimoni di Geova" è il nocciolo duro della setta. È incaricata delle sue attività di pubblicazione, stampa e diffusione, e funge da impianto giuridico all'attività commerciale e industriale della stampa costituita nell'Eure [4]. È anche proprietaria della quota principale del patrimonio mobiliare e immobiliare dell'organizzazione, e in particolare della maggior parte dei beni che possiede a Louviers. Il resto degli immobili dei Testimoni di Geova, escluso il patrimonio di proprietà delle associazioni locali, appartiene al quarto organismo con competenza nazionale, l'associazione Villa Guibert, che ha sostituito nel 1978 la società civile immobiliare dello stesso nome. Quest'ultima inizialmente era l'impianto giuridico dei beni immobili della setta.

L'associazione Villa Guibert ha lo scopo di mettere a disposizione delle altre associazioni del gruppo edifici e terreni. Come si vedrà nella seconda parte del rapporto, l'associazione ha venduto gran parte di questi beni. Inoltre, la costruzione del complesso di Louviers sotto l'egida dell'associazione dei Testimoni di Geova, ha comportato una concentrazione dell'attivo immobiliare sui conti di quest'entità. Destinata a raggruppare l'insieme degli organi nazionali della setta, costituisce una vetrina ed un centro di importanza europea, e il sito rappresenta in effetti l'investimento più importante.

Infine l'associazione per la costruzione e lo sviluppo dei luoghi di culto dei Testimoni di Geova, registrata nel 1990, forma l'ultima pietra della costruzione. È stata creata per permettere il finanziamento della costruzione delle "sale del regno", cioè luoghi di riunione delle associazioni locali. A tal fine centralizza una parte delle donazioni degli insediamenti territoriali della setta.

Queste donazioni sono trasferite, sotto forma di prestiti accordati dalle associazioni locali, all'associazione nazionale. Quest'ultima li utilizza accordando, a sua volta, prestiti alle stesse associazioni locali per finanziare i loro progetti immobiliari. L'associazione per la costruzione e lo sviluppo dei luoghi di culto è dunque, in relazione alle associazioni locali, allo stesso tempo creditrice (112,1 milioni di franchi al 31 agosto 1998), e debitrice (44,2 milioni di franchi alla stessa data). Può anche finanziare l'acquisto dei materiali necessari a tali costruzioni, e offre un sostegno tecnico attraverso 11 "comitati di costruzione rapida", composti da 5-6 membri incaricati di organizzare e sorvegliare le operazioni immobiliari locali. L'associazione assume così un vero ruolo di perequazione finanziaria come intermediaria di un "fondo di soccorso e solidarietà", alimentato dalle donazioni della base della setta e destinato ad aiutare gli investimenti locali.

Nell'ambito delle competenze di queste cinque associazioni si ritrova la suddivisione nei quattro rami dell'organizzazione settaria tipo. L'associazione di culto e la "Communauté des Béthélites" garantiscono in particolare le attività di proselitismo, mentre l'associazione "I Testimoni di Geova" costituisce la branca economica e una parte del ramo immobiliare formato, d'altra parte, da Villa Guibert. L'associazione per la costruzione e lo sviluppo dei luoghi di culto è in un certo senso la "banca" della setta, di cui garantisce la ripartizione dei mezzi di finanziamento.

- Una certa confusione dei ruoli.

La ripartizione dei ruoli tra le varie associazioni di Testimoni di Geova appena descritta si basa sulle caratteristiche dominanti delle funzioni assegnate a ciascuna di queste strutture. L'organizzazione geovista è tuttavia troppo complessa per essere ridotta ad uno schema così semplice. Nei fatti ogni associazione può essere portata ad intervenire in un settore esterno alla sua specializzazione, e la setta su questo punto mantiene una innegabile confusione dei ruoli.

È interessante notare, in primo luogo, che le donazioni che costituiscono la base della potenza finanziaria della setta sono percepite da tre associazioni diverse (l'associazione cultuale, la "Communauté des Béthélites" e l'associazione dedicata alla costruzione e allo sviluppo dei luoghi di culto). La setta non ha dunque creato un recipiente unico della generosità dei suoi seguaci. Nel caso specifico, dopo la tassazione delle offerte raccolte dall'associazione "I Testimoni di Geova", le donazioni vengono orientate di nuovo verso le tre associazioni che sono state appena citate che non sono oggetto di controllo fiscale. Da questo punto di vista, la settorialità delle strutture presenta il vantaggio di creare una tenuta stagna tra entità giuridiche, ivi compreso nel confronto con l'amministrazione.

Inoltre il patrimonio immobiliare non è centralizzato nelle mani di una sola struttura, e appartiene di rado alla personalità giuridica che la utilizza direttamente, come mostra l'esempio del complesso di Louviers, proprietà dell'associazione dei Testimoni di Geova, ma messo a disposizione della " Communauté des Béthélites". Inoltre alcune attività della setta possono essere garantite da tutte le strutture che la formano.

Gli importanti contributi che la branca francese apporta "alle missioni "straniere sono, ad esempio, garantite da tutte le associazioni nazionali che regolarmente versano sovvenzioni all'estero. Solo Villa Guibert, finanziariamente meno potente, non sembra partecipare a quest'aiuto.

Benché si presenti come esclusivamente a fini di culto, l'associazione di culto "Testimoni di Geova di Francia" partecipa alle operazioni d'investimento della setta, finanziando in particolare i lavori necessari alle adunanze dei seguaci come, ad esempio, la costruzione di un parcheggio a Bordeaux. Può essere anche portata ad avere attività finanziarie assegnando prestiti alle altre associazioni. In senso inverso, l'associazione "I Testimoni di Geova", che forma il ramo economico e immobiliare, interviene nell'attività denominata di culto. Ha creato in particolare un fondo di mutuo soccorso destinato ad aiutare vecchi membri del centro di Louviers, vetrina "spirituale" dell'organizzazione. Svolge d'altra parte un ruolo importante nel finanziamento di altre associazioni alle quali concede prestiti.

Questi esempi mostrano che l'organizzazione dei Testimoni di Geova costituisce una totalità. Le diverse personalità giuridiche che la compongono possono difficilmente essere separate ed esaminate in modo indipendente dalle attività svolte dalle altre.

- Strette relazioni giuridiche e finanziarie

Gli organismi nazionali dei testimoni di Geova di fatto hanno, tra di loro, diversi accordi.

Esiste, in primo luogo, "un accordo per attività comuni" che lega l'associazione "I Testimoni di Geova", l'associazione di culto, la Communauté des Béthélites e l'associazione per la costruzione e sviluppo dei luoghi di culto. Firmata il 2 luglio 1997, questa convenzione quadripartita stipula che le associazioni "decidono di mettere in comune una parte della loro attività per favorire tutte le operazioni utili e necessarie all'esercizio delle loro missioni". Prevede in particolare che i membri di Comunità possano esercitare le loro funzioni nelle altre associazioni firmatarie, e che l'associazione Testimoni di Geova effettuerà per conto di altre firmatarie "trasporti in Francia e all'estero ".

D'altra parte dal 1996 le relazioni tra l'associazione "I Testimoni di Geova" e la Communauté des Béthélites è disciplinata da una convenzione annuale che prevede che quest'ultima "si impegni a destinare (alla prima) un certo numero di Beteliti in funzione delle circostanze, essendo il compito da svolgere necessariamente legato alla produzione e alla diffusione di periodici, opuscoli, libri religiosi e bibbie". Aggiunge che i membri della Comunità così messi a disposizione continueranno ad essere agli ordini del responsabile di quest'ultima, che procederà in particolare a stabilire il loro incarico. È anche precisato che la durata dell'incarico non può eccedere gli orari di lavoro abituale (otto ore al giorno dal lunedì al venerdì). Questa convenzione ha lo scopo di organizzare le attività di edizione della stampa di Louviers, giuridicamente collegate all'associazione "I Testimoni di Geova", ma effettivamente realizzate da membri della Comunità. Contiene molte indicazioni preziose sulla realtà degli scopi di quest'ultima, e in particolare gli indici delle relazioni di subordinazione che legano il presidente dell'associazione ai suoi membri. Questi indici portano utile chiarezza sul contenzioso aperto tra la setta e l'amministrazione sull'applicazione del diritto del lavoro, contenzioso che sarà ricordato nell'ultima parte del rapporto.

La Commissione ha anche rilevato molte convenzioni di disponibilità comune di beni mobili o immobili. La Communauté des Béthélites utilizza locali e attrezzature che appartengono all'associazione "I Testimoni di Geova", in virtù del contratto di prestito e impiego stipulato nel 1996. Ha concluso una convenzione simile con l'associazione Villa Guibert per immobili situati a Incarville, nell'Eure. Infine l'associazione Villa Guibert e l'associazione "I Testimoni di Geova" hanno concesso lo stesso beneficio all'associazione di culto, affinché possa impiegare i locali situati a Boulogne e a Louviers.

Questi legami giuridici sono completati da movimenti contabili e finanziari incrociati. Le associazioni recentemente create hanno a volte beneficiato di contributi concessi da strutture più vecchie. È in particolare il caso dell'associazione per la costruzione e lo sviluppo dei luoghi di culto che, al momento della sua costituzione, ha ricevuto dall'associazione cristiana testimoni di Geova un contributo di 3,6 milioni di franchi in contanti, e un credito di 108,1 milioni di franchi sulle associazioni locali. Questa struttura di finanziamento della setta, depositaria di una parte cospicua delle donazioni, è diventata l'organismo di prestito del gruppo.

Oltre ai prestiti che assegna alle associazioni locali per le loro sale di riunione, ha da una parte concesso un prestito totale di 40 milioni di franchi all'associazione "I Testimoni di Geova" per partecipare alla costruzione del complesso di Louviers e, dall'altra, un prestito di 17,5 milioni di franchi a Villa Guibert per la manutenzione della proprietà immobiliare di cui è proprietaria. La Commissione ha anche rilevato un prestito di 5 milioni di franchi concesso dall'associazione di culto alla Communauté des Béthélites .

ll caso dei Testimoni di Geova costituisce un esempio, fra gli altri, che mostra l'impossibilità di esaminare la situazione giuridica di un'associazione settaria in forma indipendente da quella delle entità ad essa collegate. In particolare la Commissione chiama pubblica opinione, amministrazione e giudici ad esercitare prudenza e vigilanza sulle conseguenze che possono derivare dallo scopo "di culto" che alcune associazioni si sono date.

Lo scopo della Communauté des Béthélites non può essere esaminato in relazione ai suoi soli statuti. Un tale esame deve includere le attività derivate dalle relazioni contrattuali o finanziarie che legano questa associazione alle altre branche della setta. Come si vedrà più avanti, si deve tener conto di tutti questi elementi per l'esame delle domande di riconoscimento ufficiale del carattere di culto di molte associazioni di testimoni di Geova.

3. Strutture particolari

Sette di formazione più recente o d'ispirazione più marcatamente straniera sono organizzate secondo modalità che differiscono dallo schema settario classico. Si basano su una organizzazione ripartita in istituti i cui legami non sono evidenti.

Esistono innanzitutto movimenti settari di osservanza americana che non presentano strutture centrali ufficialmente dichiarate. Ad esempio il Metodo Avatar non dispone di nessuna associazione o organismo nazionale in grado di rappresentare la sua branca francese. È anche il caso di Landmark che non ha ritenuto utile istituire una struttura rappresentativa del suo gruppo francese, e a livello centrale compare soltanto attraverso una società di diritto straniera, la Landmark education international.

Si tratta di due sette specializzate nelle tecniche di sviluppo personale che agiscono tramite una rete di persone fisiche o di associazioni a volte di fatto. Tale organizzazione è particolarmente adatta al sistema di franchising messo a punto da queste sette, e che può essere considerato un modello moderno e particolarmente efficace del settarismo. Il Metodo Avatar è infatti diffuso da una sessantina di "masters", cioè di persone che hanno seguito una formazione specifica negli Stati Uniti al termine della quale hanno conseguito un diploma, e acquisito la licenza per utilizzare il metodo in Francia, dietro pagamento di una percentuale del loro fatturato alla società madre americana. Un identico sistema è utilizzato da Landmark, in particolare per gestire un corso chiamato "Forum", del nome della formazione emblematica di questa setta americana.

L'assenza di strutture centralizzate non impedisce un modello piramidale. Anche se i luoghi di potere sono molto difficili da localizzare, e i circuiti decisionali meno individuabili, alcuni seguaci possono essere portati a svolgere ruolo direttivi per una determinata zona geografica.

La setta fondata e diretta dal Sig. Serge Marjollet e conosciuta con il nome di Prima Verba, è un altro esempio di organizzazione settaria innovativa. Precorre forse il modello che il fenomeno è destinato ad assumere negli anni a venire. Questa setta si basa infatti su una nebulosa di piccole strutture sparse (associazioni, o società civili) che non mantengono legami attraverso le persone fisiche che le dirigono o le amministrano, e il cui il fatturato [5], considerato a parte da quello degli altri, non attira l'attenzione. Si tratta dunque di movimenti che scelgono di non avere ricchezze visibili per garantire l'opacità delle loro operazioni.

Mentre movimenti come i testimoni di Geova o Scientology hanno registrato molte associazioni nazionali per le quali desideravano ottenere un riconoscimento ufficiale, gli esempi appena citati mostrano che alcune sette sviluppano una strategia inversa. Lontane da qualsiasi preoccupazione di riconoscimento pubblico, preferiscono la discrezione, o la clandestinità. Questa divergenza di atteggiamenti mette in luce i due obiettivi, apparentemente contraddittori, dell'organizzazione settaria.

B. Scopi perseguiti

Gli impianti giuridici utilizzati dalle organizzazioni settarie permettono di conciliare due obiettivi. Propongono strutture che, sotto una maschera religiosa, stanno alla base della rivendicazione di riconoscimento pubblico che anima la maggioranza delle sette. Al contrario tralasciano la rete che gravita intorno alla "facciata di culto". Questi due scopi, apparentemente contraddittori, coesistono nella maggior parte di movimenti, con l'eccezione considerevole delle strutture frammentate che abbiamo poc'anzi illustrato.

1. Ricerca di un riconoscimento pubblico per la facciata della setta

La frammentazione dell'organizzazione in molte strutture permette di isolare, si è visto, una o più associazioni incaricate della diffusione del messaggio "religioso" che accompagna, nella maggior parte dai casi, linguaggio e pratiche settarie. Vengono così presentate associazioni di culto, mentre gli aspetti d'ordine economico e finanziario che tuttavia spesso costituiscono una parte importante dell'attività della setta vengono demandate a strutture periferiche più discrete.

L'organizzazione dei testimoni di Geova è rivelatrice di una volontà di adattare gli statuti di molte delle sue strutture ai canoni dell'associazione di culto tradizionale. L'organigramma della setta, così come è stato descritto in precedenza, deriva infatti da successive modifiche statutarie. Negli anni '80 la setta ha attuato un cambiamento degli statuti dei suoi organismi nazionali per cercare di conformarli ai criteri richiesti da un'associazione di culto. Questo tentativo rientra nell'ambito di un contenzioso che sarà esaminato in seguito e che riguardava il rifiuto, da parte dell'amministrazione, di concedere alla setta il beneficio su una eredità. Nel 1991 è stata registrata l'associazione di culto "I Testimoni di Geova di Francia" che, in base al suo statuto, si considera disciplinata dalla legge del 9 dicembre 1905. Nel 1996, per dare ai membri della setta riuniti a Louviers una personalità giuridica specifica, i testimoni di Geova hanno creato, abbiamo visto, una nuova associazione il cui oggetto statutario è esclusivamente di culto, e si ricollega alla legge summenzionata. La stessa presentazione è stata infine utilizzata per la Federazione dichiarata nel gennaio 1999.

Queste modifiche statutarie si prefiggono di permettere alla setta di beneficiare dei vantaggi, in particolare fiscali, che spettano alle associazioni disciplinate dalla legge del 1905. Questo regime, come la posta in gioco simbolica e del contenzioso che presenta, sarà esaminato più in dettaglio nel seguito del rapporto.

La Commissione ha rilevato che diverse sette ricorrono ad un metodo simile. Scientology presenta le sue chiese e missioni come associazioni disciplinate dalla legge del 1905. Allo stesso modo, ad esempio, fanno Mandarom, Moon o Sahaya Yoga.

Sulla stessa base alcune sette pretendono apertamente di soddisfare le condizioni richieste per costituire un'associazione di pubblica utilità. L'associazione "Invitation à la vie" ha così annunciato il suo desiderio di ottenere tale riconoscimento, e precisato che, a tale scopo, intendeva modificare i suoi statuti. La AMORC ha altresì indicato che, dopo una recente modifica ai suoi statuti, il suo funzionamento le sembrava molto simile a quello di un'associazione riconosciuta di pubblica utilità. In base a questi esempi la Commissione vede, da parte delle sette interessate, il riconoscimento implicito dell'esistenza di obiettivi e di pratiche passate meno presentabili che una modifica statutaria da sola non basta a fare scomparire. Ci tiene a ricordare, se ce ne fosse bisogno, che la pubblica utilità viene concessa da decreto del Consiglio di stato, e non è dunque un regime semplicemente dichiarativo.

La maschera religiosa utilizzata dalle sette non deve trarre in inganno. Il carattere esclusivamente di culto di associazioni che pretendono di essere tali deve sempre essere dimostrato caso per caso. Inoltre, supponendo che questo carattere venga stabilito, le strutture interessate restano legate a organismi che perseguono un obiettivo più materiale, e fanno parte di un gruppo ben saldo dal quale è pericoloso estrapolarle.

2. Mantenimento in clandestinità della rete settaria

Il frazionamento delle attività della setta tra molte personalità giuridiche diverse presenta il vantaggio di garantire la tenuta stagna dei suoi settori d'intervento. A seguito alle diverse sanzioni fiscali cui è stata oggetto per attività a scopo di lucro non dichiarate, Scientology ha proceduto, come abbiamo visto, alla propria ristrutturazione. Queste sanzioni e le azioni in giudizio che sono seguite rischiavano, infatti, di porre fine alle sue attività in Francia. Questa riorganizzazione, oltre al fatto che ha permesso al ramo associativo di sfuggire, per il momento, alle imposte commerciali, e alla setta nel suo insieme di continuare ad esistere, rende più difficile provare il carattere lucrativo delle attività delle chiese e delle missioni scientologiche. Anche la chiesa di Cristo, come abbiamo illustrato, è in una posizione simile, avendo affidato l'attività apertamente a scopo di lucro della setta a un'associazione separata incaricata di garantire la vendita di libri, opuscoli e video-cassette.

L'attribuzione di proprietà di beni immobili a persone specifiche segue la stessa via, e contribuisce all'opacità dell'organizzazione. Le società civili immobiliari (SCI) sono spesso utilizzate come mezzo per acquisire un patrimonio in modo mascherato. I legami tra queste società e la setta è generalmente difficile da individuare, e mette in campo prestanome e partecipazioni a cascata. La SCI garantisce l'anonimato dei beneficiari dell'acquisizione, e può inoltre permettere la trasmissione di beni acquistati da prestanome.

La commissione ha saputo di un impianto giuridico particolarmente rivelatore. L'associazione franco-svizzera per la coscienza di Krishna, nel 1994, ha acquistato il castello di Bellevue a Chatenois nello Jura, con la costituzione di una SCI. Questa società era di proprietà dalla fondazione svizzera per la coscienza di Krishna e del suo dirigente, cittadino svizzero. In questo modo l'anonimato dell'acquirente finale è risultato garantito, e la SAFER della Franche-Comté, proprietaria dell'immobile, ha venduto ai direttori della SCI, una coppia di cittadini francesi, senza legame evidenti con la setta di Zurigo. Le condizioni alle quali questa operazione è stata fatta restano, al momento, non chiare. Mettono in luce trasferimenti di fondi da e verso l'estero che saranno esaminati nella parte dedicata alla frode.

Questo esempio mostra che i motivi di un determinato impianto organizzativo delle sette possono spingersi molto lontano dal linguaggio religioso che mantengono. Gli impianti giuridici usati possono così essere utilizzati come strumento destinato ad attuare pratiche fraudolente.

Senza aver sempre ottenuto precise informazioni sulle frodi che possono risultare, la Commissione ha potuto osservare che l'opacità delle organizzazioni settarie passa spesso per una moltiplicazione degli organismi e una frequente modifica della denominazione sociale. Queste pratiche permettono di frapporre strutture paravento tra il nucleo centrale della setta e l'amministrazione, e garantire l'insolvibilità dell'organizzazione. Permettono inoltre di ricorrere a prestanome che garantiscono l'impunità dei dirigenti della setta.

Le sette hanno una naturale tendenza alla moltiplicazione e all'instabilità delle loro strutture. Alcuni dei loro dirigenti creano, ogni anno, molte personalità giuridiche diverse, procedono alla loro dissoluzione o alla loro liquidazione, o modificano varie volte la loro denominazione sociale per confondere le tracce che permetterebbero di ricostruire le loro attività. L'instabilità giuridica è utilizzata in particolare da diversi noti scientologisti, come i Sigg. Dominique e Jean-Marc Dambrin che hanno moltiplicato all'eccesso associazioni e società. Anche il Sig Jean-Pierre Gouguec e la Sig.ra Marie-Pierre Saux, due fondatori dell' "Institut des sciences holistiques de l'Ouest", hanno successivamente creato una decina di denominazioni sociali diverse. La stessa "bulimia" è praticata dal Sig. Jacques Michel Sordes, divenuto uno dei principali diffusori della setta di guarigione chiamata "Vital Harmony".

Un'altra setta di guarigione, Energo chromo kinèse (Eck), è un impresa familiare che ha seguito un percorso quanto meno tormentato. Creata dal Sig. Patrick Véret, ha inizialmente assunto il modello di associazione denominata Eck. Nel 1989 è stata rimpiazzata da un centro Eck, a sua volta liquidato nel 1993. Nel giro di poco tempo le attività della setta hanno giustificato la creazione di altre quattro entità (Energo conseil SARL, Jéricho 3000 SARL e le associazioni "Courbe" e "Ordre nouveau des templiers opératifs"). L'insieme di queste strutture è stato a sua volta smantellato nel 1993. Da allora la setta agisce, come abbiamo visto, tramite due branche. La prima diretta dal Sig. Véret è composta dalla società Neom che è succeduta a una società monegasca, la Cogeco, da cui ha rilevato il magazzino per garantire la produzione di ritrovati paramedici venduti dalla setta. La seconda branca, agli ordini della Sig.ra Danielle Drouant, ex moglie del Sig. Véret, è divisa da una parte in un'associazione Hst, che utilizzava "internamente" (sic) il termine Otjc (Ordre du temple de la Jérusalem céleste), che è stato recentemente sostituita da un'altra associazione, e dall'altra nel laboratorio Pharal, specializzato nella vendita di prodotti dietetici.

Anche Prima Verba è un affare di famiglia diretto dal fondatore della setta, il Sig. Serge Marjollet che, dalla fondazione del movimento, ha creato molte decine di strutture diverse dall'esistenza fugace, alternativamente dirette da lui stesso, da qualche suo parente o da prestanome. Fra queste strutture si può citare Prima Verba Srl, Deva Light, Espace blu edizioni, Perla di Luce. È interessante notare che, benché secondo il registro del commercio abbia domicilio in rue de Ponthieu a Parigi, Prima Verba Srl non compaia in nessun elenco.

L'opacità della rete settaria è rafforzata dalla cura con cui alcuni movimenti cercano di cancellare dalle loro denominazioni sociali qualsiasi riferimento al nome della setta. È un riflesso di prudenza che tende ad espandersi, in particolare dopo pubblicazione dell'elenco del 1995. Per esempio il nome proprio di Mandarom non è più usato dalla maggioranza degli organismi che ruotano attorno all'associazione Vajra Triomphant, che attualmente costituisce l'organismo nazionale della setta.

I cambiamenti di struttura costituiscono anche un mezzo per evitare di pagare i debiti, in mancanza di attivo sufficiente all'interno delle strutture perseguite. In particolare la sanzione fiscale contro Mandarom rimane a tutt'oggi non pagata, visto che le due associazioni multate (les Chevaliers du lotus d'or e il Temple pyramide) sono state sciolte e sostituite dalle tre attuali associazioni, raccolte sotto la denominazione di Vajra Triomphant. Inoltre il debito fiscale dell'associazione internazionale per la coscienza di Krishna, branca francese della setta, è stato iscritto come minusvalore per mancanza di attivo, a seguito di una variazione delle strutture e della trasformazione dell'associazione in Federazione francese per la coscienza di Krishna.

I dirigenti delle sette compaiono raramente nella lista degli amministratori delle strutture settarie, e generalmente ricorrono a prestanome. Per esempio, la Signora Claire Nuer, fondatrice di Au cœur de la Communication, non compare nell'esecutivo della sua associazione. Tali pratiche garantiscono l' impunità dei veri responsabili delle derive settarie. I tribunali sono costretti a perseguire semplici prestanome, o seguaci in buona fede, lasciati nell'ignoranza delle motivazioni reali di pratiche di cui erano semplici esecutori.

 
 
III.- Utilizzo di statuti vantaggiosi

Numerosi movimenti settari sono divenuti maestri nell'arte di utilizzare a loro beneficio ambiti giuridici creati per tutt'altro scopo, come l'esercizio di libertà pubbliche o lo sviluppo di attività utili alla società. Dispositivi previsti per facilitare la vita associativa, la pratica di un culto, l'organizzazione di vita politica e la cooperazione internazionale si trovano così investiti da sette che traggono vantaggi eccessivi.

A. Ricorso all'associazione dichiarata e deviazione dalla legge del 1901

La maggior parte dei movimenti settari è organizzata come associazione dichiarata secondo l'articolo 5 della legge del 1 luglio 1901 relativa al contratto d'associazione. Infatti, come rilevato dal rapporto della Commissione d'inchiesta del 1995, questo statuto presenta il grande vantaggio di comportare obblighi minimi, pur offrendo un'ampia capacità giuridica. Comprende inoltre una presunzione d'assenza di lucro che comporta il beneficio di deroga, in particolare fiscale. Permette infine il ricorso all'attività benefica, che può mettere alcune associazioni al riparo dai loro obblighi sociali.

L'organizzazione di pratiche settarie secondo il modello d'associazione dichiarata è apparsa alla Commissione come una vera deviazione della legge del 1901.

1. Una personalità giuridica sottoposta a obblighi minimi ma che dispone di un'ampia capacità giuridica

Il principio di libertà associativa comporta una concezione molto liberale delle norme che organizzano la categoria di personalità giuridiche creata nel 1901. La legge del 1901 prevede l'esistenza di associazioni di fatto, sprovviste di capacità giuridica e formate senza alcuna formalità: abrogando l'articolo 291 del codice penale, il legislatore ha esplicitamente voluto la non imposizione di dichiarazioni o contatti con l'amministrazione per costituire una associazione. Si trova lo stesso liberalismo nella definizione degli obblighi previsti per beneficiare di capacità giuridica.

a) obblighi minimi

L'associazione dichiarata si costituisce secondo norme molto flessibili e continuerà, nel corso della sua esistenza, a beneficiare di una quasi assenza di obblighi. Inoltre, la cessazione dell'attività dell'associazione non ha conseguenze sulla sua esistenza giuridica.

- Obblighi legati alla costituzione dell'associazione dichiarata

L'articolo 5 della legge del 1901 prevede che «qualsiasi associazione che vorrà ottenere la capacità giuridica prevista dall'articolo 6 dovrà essere resa pubblica a cura dei suoi fondatori». Lo stesso articolo lega il beneficio di capacità giuridica «ad una dichiarazione preliminare alla prefettura del dipartimento o alla sotto-prefettura della zona in cui l'associazione avrà la sua sede sociale». Questa dichiarazione comprende, oltre alla comunicazione dello statuto: titolo e oggetto dell'associazione; sede dei suoi locali; nome, professione, domicilio e nazionalità delle persone incaricate della direzione e dell'amministrazione dell'associazione.

Il decreto del 16 agosto 1901 recante il regolamento d'amministrazione pubblica per l'esecuzione della legge del 1 luglio 1901 ha precisato le modalità di pubblicazione delle associazioni dichiarate, prevedendo l'inserimento nel bollettino ufficiale, entro un mese, di un estratto che contiene la data della dichiarazione, titolo e oggetto dell'associazione e indicazione della sua sede sociale.

La capacità giuridica è dunque accordata su una semplice dichiarazione all'amministrazione. Si tratta di un diritto che il giudice, da parte sua, si è impegnato a consolidare negando all'autorità amministrativa ogni competenza per apprezzare il carattere legale dell'associazione, o la legalità dei suoi statuti. Inoltre il legislatore ha riservato all'autorità giudiziaria il diritto di pronunciare la dissoluzione dell'associazione «fondata su un fine o in vista di scopi illeciti, opposti alla morale, alle leggi o che avrebbe lo scopo di mettere in pericolo il modello repubblicano del governo» (articolo 3 della legge del 1901).

A tale riguardo, la commissione si stupisce che nessuna dissoluzione giudiziaria, per quanto ne sa, sia stata al momento pronunciata nei confronti di associazioni settarie. Tuttavia, nel caso della chiesa di Scientology di Lione, la considerazione della sentenza della Corte d'appello che fa riferimento al reato di frode non riguarda semplicemente uno disfunzione locale, ma anche la struttura dell'organizzazione.

La libertà d'associazione si traduce, in riferimento alle organizzazioni settarie, con la moltiplicazione delle strutture e la frequenza dei cambiamenti di denominazione sociale che sono stati descritti in precedenza. Molti degli esempi esaminati mostrano come i dirigenti delle sette possono utilizzare, o approfittare, della libertà d'associazione.

Su questo punto, sono incontestabilmente aiutati dall'organizzazione territoriale del dispositivo di Dichiarazione, che sembra impedire una centralizzazione delle informazioni.

- Gli obblighi previsti in corso d'esercizio dell'attività dell'associazione dichiarata

Un'associazione debitamente dichiarata, nel corso della sua esistenza, è tenuta soltanto a obblighi estremamente limitati. La legge del 1901, all'articolo 5, si limita a prevedere l'obbligo di dichiarare alla prefettura tutti i cambiamenti intervenuto nell'amministrazione o nella direzione dell'associazione, così come tutte le modifiche apportate ai suoi statuti.

A norma di quest'articolo, il decreto del 16 agosto 1901 summenzionato prevede quattro fattori che generano l'obbligo di deposito di una dichiarazione modificativa:

- cambiamenti di persone incaricate dell'amministrazione e della direzione;
- creazione di nuovi locali;
- cambiamento d'indirizzo della sede sociale;
- acquisizioni o alienazioni dei locali o stabili che l'associazione possiede, comportando questi fattori l'obbligo di allegare alla dichiarazione uno stato descrittivo del bene acquisito e l'indicazione del prezzo d'acquisizione o d'alienazione.

Oltre a questo, l'associazione dichiarata non è tenuta, indipendentemente dagli eventi che riguardano la sua esistenza e la sua attività, ad alcun obbligo, sia riguardo a terzi che ai propri membri. In particolare non esiste alcuna disposizione che garantisca il suo funzionamento democratico, o semplice informazione dei suoi membri, sulla gestione da parte dei dirigenti. Un'associazione può avere attività e bilancio paragonabili a quelli di una società commerciale importante senza che i suoi responsabili abbiano mai convocato un'assemblea generale, risposto ai membri sui conti, o presentato un bilancio economico e finanziario.

Il liberalismo estremo che caratterizza la regolamentazione della vita di un'associazione dichiarata non è sfuggito ad alcuni movimenti settari, che lo utilizzano come strumento di opacità e segretezza delle loro pratiche.

La commissione resta scettica sul carattere democratico del funzionamento di numerose associazioni settarie. Sono stati portati a sua conoscenza molti esempi "di guscio vuoto", cioè di associazioni i cui consigli deliberativi non si riuniscono, o lo fanno raramente. Così istituzioni come l'unione delle chiese scientologiche di Francia, l'associazione francese degli scientologisti, la chiesa di Scientology del Rodano hanno dichiarato alla commissione di non aver mai, in tanti anni, convocato un'assemblea.

I sistemi contabili di molte associazioni settarie non sembrano neppure motivati da una preoccupazione di trasparenza verso i propri membri, o verso le amministrazioni che possono essere indotte a controllarle.

Alcune sette come i testimoni di Geova ricorrono al servizio di un revisore dei conti. Al contrario diverse altre sono molto meno formali. Una delle istituzioni più attive della setta Moon, la Federazione delle donne per la pace mondiale, ha dichiarato non disporre di nessun conto consuntivo né di nessuno bilancio, sebbene il suo budget raggiunga, certi anni, le diverse centinaia di migliaia di franchi. L'associazione di culto Lectorium Rosicrucianum si accontenta di stabilire uno stato sommario di entrate e uscite, e non tiene alcuna contabilità patrimoniale, benché sia proprietaria di molti beni immobiliari. Questo atteggiamento, d'altra parte, è perfettamente legale, nessuna disposizione legislativa, o regolamento, fissa le norme contabili delle associazioni dichiarate.

La commissione tiene comunque a sottolineare l'importanza dei fondi a disposizione di alcune associazioni settarie. La maggior parte esercita attività economiche dirette, e molte raggiungono "fatturati" non trascurabili. Come si vedrà nella seconda parte del rapporto, il bilancio annuale delle associazioni di Testimoni di Geova raggiungono, in alcuni esercizi, secondo le dichiarazioni della setta, i 200 milioni di franchi, e l'attivo netto contabile supera il miliardo di franchi. L'associazione Sukyo Mahikari ha dichiarato di disporre, in alcuni esercizi, di 15 milioni di franchi di entrate annuali e di un attivo netto contabile di 60 milioni di franchi.

- assenza di conseguenze giuridiche legate alla cessazione dell'attività dell'associazione dichiarata

L'assenza d'attività non comporta nessuna conseguenza sulla capacità giuridica dell'associazione. Tutte le associazioni sono altrettante strutture che i loro dirigenti possono mettere a riposo e risvegliare in caso di necessità.

Nuova Acropoli ha potuto fare riapparire sotto il suo controllo un'associazione vecchia, la scuola d'antropologia di Parigi, creata in 1883 e messa a riposo dopo la Liberazione. Si tratta di una associazione che ha avuto un certo prestigio alla fine del 19° secolo, assumendo scienziati di fama, prima di conoscere una deriva estremista nel corso della seconda guerra mondiale. Recuperata da Nuova Acropoli, è attualmente "una filiale" della setta, che sotto questa denominazione propone stage per studenti stranieri.

Nelle loro risposte al questionario della Commissione diverse associazioni settarie, benché non siano state sciolte, hanno dichiarato di non avere avuto alcuna attività negli ultimi anni. È il caso, in particolare, dell'associazione Mieux être alpha che dispensa il metodo Silva; dell'istituto delle scienze vediche Maharishi - Parigi, filiale della Meditazione Trascendentale per la capitale, dal 1996; di Au Coeur de la Communication dal 1997. Otium una delle associazioni più attive, che negli ultimi anni ha diffuso il metodo Avatar, ha indicato avere cessato ogni attività dal 1996, ma non sembra essere stata sciolta.

La legge del 1901 compirà presto cento anni, e in questa occasione il governo ha deciso di lanciare una vasta concertazione sulla libertà d'associazione. Ha organizzato, nel febbraio 1999, sedute sulla vita associativa. Ha anche affidato al Sig. Alain Lipietz, direttore di ricerca presso il CNRS, la missione di riflessione sul futuro della legge del 1901, e chiesto al Sig. Jean-Michel Belorgey, Consigliere di Stato, di preparare la commemorazione del centenario. Generalmente si ammette che questa legge, già modificata varie volte dalla sua promulgazione, merita "una ripulitura". In occasione del dibattito che la vede impegnata, la Commissione desidera attirare l'attenzione su due punti che, in base all'esempio dell'utilizzo che le sette possono farne, le sembrano meritevoli di attenzione.

In primo luogo, le norme che fissano l'organizzazione della democrazia associativa non corrispondono più alla collocazione acquisita da questa categoria di personalità giuridiche. L'importanza di alcune associazioni giustifica la presentazione di un bilancio, l'obbligo di indire almeno un'assemblea generale ogni anno, e l'elaborazione di una relazione morale e finanziaria all'attenzione dei propri membri.

D'altra parte l'importanza dei risultati contabili e finanziari individuati dal movimento associativo richiede di sottoporre le strutture più consistenti ad obblighi minimi di dichiarazione. Oltre un certo bilancio occorrerebbe prevedere l'obbligo di depositare alla prefettura, ogni anno, una dichiarazione con il rendiconto dell'ultimo esercizio chiuso, e il bilancio alla data di chiusura accompagnato dai suoi allegati. La presentazione di questi documenti dovrebbe essere fatta in conformità alle istruzioni contabili finora destinate alle associazioni.

La Commissione è consapevole del rischio di frazionamento che questa misura potrebbe comportare: le sette potrebbero creare molte associazioni per restare al di sotto del tetto. Sarebbe dunque utile realizzare un dispositivo che permetta di riunire i risultati che potrebbero essere fittiziamente frammentati.

Queste correzioni devono ovviamente rispettare il principio costituzionale della libertà d'associazione. Si tratta semplicemente di sottoporre le associazioni più attive a obblighi dichiarativi minimi, sia nei confronti dei propri membri che dell'amministrazione. Deve dunque essere fissato un tetto, in modo da non arrecare danno al diritto di ciascuno di costituire una associazione. Le formalità proposte dalla commissione potrebbero, ad esempio, diventare obbligatorie a partire da un bilancio superiore a 500.000 franchi l'anno.

b) ampia capacità giuridica

In relazione agli obblighi, in particolare dichiarativi, ai quali la legge le sottopone, le associazioni dichiarate dispongono di una capacità giuridica che autorizza la maggior parte degli atti necessari al loro funzionamento.

Nel caso delle sette, lo statuto d'associazione dichiarata permette di esercitare attività economiche in gran parte paragonabili a quelle di un'impresa, senza essere sottoposta agli stessi obblighi.

Così, ogni associazione dichiarata può, a norma dell'articolo 6 della legge del 1901, procedere alle principali attività della vita economica: può acquistare beni mobili e tutte gli edifici necessari al raggiungimento del fine che si propone, e in particolare il locale destinato all'amministrazione e alle riunioni dei propri membri; può beneficiare di contributi sia da parte di soci che di terzi, al momento della sua costituzione o in corso d'esercizio; è autorizzata a ricevere donazioni, sia che si tratti di questue, oboli o aiuti in natura o in contanti; ha capacità di stipulare tutti i contratti previsti dal diritto civile (contratto d'acquisto o di vendita, contratto d'affitto, mandato, di lavoro, partecipazione in una società civile o commerciale, contratto di manutenzione); può infine presentarsi in giudizio.

Non esistono di fatto che due restrizioni alla capacità delle associazioni dichiarate: non possono possedere edifici che non siano necessari al raggiungimento del loro scopo, anche se questa condizione è interpretata in senso lato dall'amministrazione visto che, per esempio, è ammessa l'acquisizione di locali destinati ad abitazione del personale; non sono autorizzate a ricevere legati ed eredità, sia direttamente che per interposta persona, eccetto quando siano riconosciute di pubblica utilità o quando per statuto siano associazioni a scopi di beneficenza e, a questo titolo abbiano richiesto specifica autorizzazione all'amministrazione.

Le associazioni settarie utilizzano largamente la capacità giuridica che viene loro offerta da una semplice dichiarazione alla prefettura. Sono generalmente proprietarie di un parco immobiliare che, in alcuni casi, raggiunge un valore molto importante. Le varie associazioni di Testimoni di Geova hanno acquisito edifici e proceduto alla costruzione di impianti industriali e d'alloggio che possono essere paragonati ad imprese commerciali. Inoltre fanno largo uso della facoltà di stipulare contratti, come dimostrano i legami giuridici tra esse stabiliti. Molte sette hanno comunicato alla Commissione i contributi di cui hanno beneficiato in applicazione della legge del 1901. La Soka Gakkai internazionale Francia, in particolare, è stata costituita con i contributi concessi dalle altre due istituzioni nazionali della setta, Soka Gakkai Francia e Istituto Europeo della Soka Gakkai International. Generalmente la possibilità di beneficiare di manodopera volontaria offre alle associazioni settarie la principale fonte di reddito, e a volte basa su questo la propria potenza finanziaria. Il bilancio di molte di esse si aggira, vedremo in seguito, sulle diverse decine o centinaia di milioni di franchi.

5. Utilizzo della presunzione d'assenza di lucro

Il ricorso all'associazione dichiarata presenta il grande vantaggio di poter beneficiare, per quanto riguarda le attività dell'associazione, di una presunzione d'assenza di lucro che comporta l'applicazione di uno statuto fiscale privilegiato. L'amministrazione, e quindi il giudice, è stata tuttavia portata a contestare questa presunzione, riconoscendo il carattere lucrativo di molte associazioni.

a) presunzione d'assenza di lucro

L'articolo 1 della legge del 1901 definisce l'associazione come «la convenzione con la quale due o più persone mettono in comune in modo permanente le loro conoscenze o la loro attività ad uno scopo diverso di quello di condividere vantaggi». L'assenza di perseguimento di profitto è stata dunque messa dal legislatore al centro dello scopo associativo. È gradualmente diventata un elemento connaturato dell'associazione che, salvo prova contraria, ormai è supposta non lucrativa. Tale è l'interpretazione che sta alla base della direttiva del Ministero delle Finanze datata 15 settembre 1998.

Questo testo cita, nella sua introduzione, «le associazioni e più generalmente gli organismi ritenuti senza fini di lucro», riconoscendo così la presunzione di assenza di lucro delle associazioni. È, in modo generale, il ragionamento che viene seguito in materia fiscale, poiché, come ha ricordato il 19 febbraio 1999 il Segretario di Stato al Bilancio dinanzi alle basi della vita associativa, l'esenzione delle attività associative è un pieno diritto, e l'assoggettamento rappresenta l'eccezione.

Da questa presunzione derivano anche le modalità di verifica delle attività associative. L'esercizio di controllo fiscale, come il diritto di visita [fiscale] e il pignoramento previsti all'articolo L.16b del codice di procedura fiscale, sono sottoposti all'autorizzazione del presidente del Tribunale di Grande Istanza, o di un giudice delegato. Trattandosi di tasse di associazioni soggette ad imposte commerciali, il giudice non accorda l'applicazione di queste procedure se non quando l'amministrazione fiscale è in grado di convincerlo del carattere lucrativo delle attività, producendo fascicoli di presunzioni raccolti nel corso dell'indagine preliminare. Così nella sentenza "Association l'Autobus" (aprile 1992), il Consiglio di Stato ha autorizzato l'esercizio del diritto di visita solo dopo avere verificato che l'amministrazione aveva raccolto indicazioni che lasciavano supporre che l'attività dell'associazione poteva essere a fini di lucro.

La presunzione di non lucro, e le norme procedurali che comporta, rendono il controllo fiscale di associazioni settarie particolarmente difficile. L'amministrazione deve infatti riunire indicazioni sufficienti che mostrano il loro carattere lucrativo prima di potere usare il suo potere di controllo. Ma, come si è visto, alcune sette si sono organizzate in modo da proteggersi dietro una struttura associativa che nasconde una rete di filiali commerciali.

b) statuto fiscale privilegiato

La presunzione di non lucro è tanto più interessante in quanto è accompagnata dall'applicazione automatica di benefici fiscali importanti. Partendo da una presunzione di non lucro, l'associazione può esercitare le sue attività economiche senza pagare alcuna imposta fino al momento in cui l'amministrazione non sollecita un controllo, e dimostra il suo carattere lucrativo.

Le esenzioni previste dal carattere non lucrativo dell'associazione coprono le tre imposte applicabili alle attività economiche: IVA, imposta sulle società e tassa professionale.

In materia di IVA, le associazioni senza fini di lucro sono esonerate per le seguenti attività: servizi resi a beneficio dei propri membri da associazioni che rendono servizi a carattere sociale, educativo, culturale o sportivo (CGI art. 261-7-1°a), e per le associazioni di difesa collettiva degli interessi morali e materiali dei propri membri che perseguono obiettivi filosofici, religiosi, politici, patriottici, civici o sindacali (CGI art. 261-4-9°);

le prestazioni d'opera a carattere sociale o filantropico fatte a beneficio di terzi (CGI art. 261-7-1°b); o le manifestazioni di sostegno organizzate annualmente per proprio esclusivo beneficio da associazioni che godono delle esenzioni sopra citate sopra (CGI art. 261-7-1°c).

In base all'articolo 206-1 del codice generale delle imposte, sono suscettibili a imposta sulle società tutte le persone giuridiche che si dedicano ad attività e operazioni a fini di lucro. Ne consegue che attività non a fini di lucro delle associazioni ne sono esonerate. Questa norma è applicata dal giudice secondo una giurisprudenza consolidata.

Infine, l'articolo 1447 del codice generale delle imposte sottopone alla tassa professionale le persone fisiche o giuridiche che esercitano abitualmente un'attività professionale non dipendente. La giurisprudenza lega il carattere di professionismo di un'attività all'esistenza della ricerca di un profitto, cosa che ha per effetto di esonerare le attività non lucrative delle associazioni.

c) applicazione dei criteri della gestione a fini di lucro alle associazioni settarie

La qualifica di gestione associativa si basa sulla definizione data alla nozione di lucro. È in effetti su questo concetto che il giudice accorderà il beneficio dei vantaggi previsti dalla legge. I criteri di gestione a fini di lucro sono stati definiti in ciò che si è deciso di chiamare dottrina dell'operato. Vengono attualizzati da una nuova dottrina fiscale.

- La dottrina dell'operato

La dottrina dell'operato lega l'assenza di lucro al rispetto di due serie di condizioni: ricorrere a una gestione disinteressata e avere un'utilità sociale.

La gestione di volontariato è tradizionalmente definita da quattro criteri: la gestione deve essere volontaria, il che presuppone che gli amministratori dell'associazione non debbano avere nessun interesse nei suoi risultati; l'associazione non deve procedere a nessuna distribuzione di utili, in particolare ai propri membri; non deve ricercare sistematicamente il profitto con il ricorso a metodi o prezzi simili a quelli praticati da imprese commerciali; infine, le eccedenze di entrate devono essere immediatamente reinvestite nell'associazione stessa.

Il giudice, e in particolare il Consiglio di Stato in una decisione d'assemblea del 30 novembre 1973, ha aggiunto la necessità di potere tener conto dell'utilità sociale. Per beneficiare dello statuto d'organismo non a scopo di lucro, l'associazione deve praticare prezzi che permettono ai meno abbienti di accedere alle sue prestazioni. Deve anche fornire servizi insufficientemente coperti dalle imprese concorrenziali.

Con molte decisioni giurisprudenziali, la dottrina dell'operato ha trovato applicazione in associazioni che presentano un fine religioso, ma che fanno concorrenza al settore commerciale. Il giudice ha ad esempio stabilito che deve essere considerata a fini di lucro l'attività di una associazione che dispensa corsi di yoga ai propri membri e a non aderenti, dedica una percentuale delle sue entrate a messaggi pubblicitari, e versa una parte dei suoi proventi ad una "struttura madre" situata all'estero (sentenza n°92-924 del Tribunale Amministrativo d'appello di Parigi, 14 dicembre 1993, confermata dal Consiglio di Stato il 12 aprile 1995). Deve inoltre essere considerata a fini di lucro un'associazione avente per oggetto la diffusione di messaggi religiosi, che trae gran parte delle sue entrate da prestazioni a pagamento, rese in condizioni simili a quelle del mercato, e che consegue regolari eccedenze (sentenza n°95-4099 della Corte Amministrativa d'appello di Parigi, 6 novembre 1997).

Quando un'associazione non subisce nessuna concorrenza nella sua attività, o tutti i suoi concorrenti sono ugualmente non tassabili, la dottrina conclude l'esonero ad assoggettamento alle imposte commerciali. Questa posizione può dare adito ad abusi, nella misura in cui è anomalo che un'associazione che, sotto copertura di attività religiosa si dedica ad attività fortemente redditizie, sia esonerata da imposte commerciali perché il pubblico interessato non può rivolgersi a un'altra struttura associativa per ottenere gli stessi prodotti e servizi. È per questo che l'assenza di concorrenza non è generalmente ammessa come ragione d'esenzione, a meno che le eccedenze constatate siano destinate alla realizzazione dell'oggetto sociale (Consiglio di Stato, 14 ottobre 1988, n°62147-63703).

Questa giurisprudenza è stata applicata ad attività settarie. L'amministrazione fiscale ha pronunciato molte sanzioni per attività a fini di lucro non dichiarate. Queste sanzioni saranno esaminate nella terza parte del rapporto. Già da ora è interessante notare che il giudice ha confermato il carattere a finalità di lucro di molte associazioni settarie.

Nel 1985 il Consiglio di Stato ha assoggettato ad imposta l'associazione Hubbard degli scientologisti francesi poiché quest'ultima ha perseguito eccedenze di entrate non a beneficio dei suoi dirigenti, ma per trasferirle ad un'associazione madre (Consiglio di Stato, 14 ottobre 1985, n°37583). Successivamente il giudice amministrativo è stato indotto, in diverse occasioni, a confermare il carattere a fini di lucro delle attività di Scientology. Il 13 maggio 1993 il Tribunale Amministrativo d'appello di Parigi ha ritenuto che il Celebrity Center perseguisse un'attività a scopo di lucro nella misura in cui effettuava operazioni costose, perseguiva una ricerca permanente di eccedenze, e ricorreva in gran parte a metodi commerciali (sentenza del Tribunale Amministrativo d'appello di Parigi del 13 maggio 1993, confermata dal Consiglio di Stato l'8 luglio 1998). Il 5 aprile 1994 la corte ha mantenuto la stessa posizione, anch'essa convalidata nel 1998 dal Consiglio di Stato, sulle attività della chiesa di Scientology di Parigi.

Anche le attività economiche perseguite dalla Soka Gakkai, attraverso le associazioni che formano la branca francese della setta, sono state giudicate a fini di lucro. In una sentenza del 10 dicembre 1996, sul quale il Tribunale Amministrativo d'appello non ha ancora deliberato, il Tribunale Amministrativo di Parigi ha, per esempio, stabilito che l'associazione "Nichiren Shoshu" francese traeva la parte principale dei suoi profitti da attività commerciali consistenti nella vendita di riviste, opuscoli, libri, accessori e corsi, o seminari, a pagamento, per la quale individuava un margine variabile tra il 42,28% e il 49,64 %, tassi superiori a quelli di solito praticati in questo settore. Constatando inoltre che disponeva delle eccedenze per l'acquisto di beni mobiliari, e che era proprietaria del 99 % di una Srl, il giudice ha concluso che l'associazione agiva a fini di lucro.

Anche la sentenza del Tribunale Amministrativo d'appello di Parigi datata 6 novembre 1997 relativa al movimento Raeliano è rivelatrice del carattere particolarmente lucrativo delle attività organizzate dalla setta, sotto copertura di strutture associative dal fine asseritamente religioso. Per confermare l'assoggettamento fiscale dell'associazione "Movimento Raeliano francese", il giudice ha tenuto conto del fatto che quest'ultimo vendeva opere, cassette, medaglie, ombrelli e altri articoli di cui, per la maggior parte, i prezzi erano superiori al loro costo lordo, e i profitti percepiti su alcuni prodotti superavano di più del 50% il loro prezzo d'acquisto.

Il giudice ha insistito sull'importanza delle entrate individuate, cresciute di più del 50% in due anni, e sulla portata delle spese pubblicitarie, che rappresentavano oltre il 35% delle spese dell'associazione. Ha anche tenuto conto delle conclusioni del commissario governativo sui diritti d'autore percepiti dal Sig. M. Vorilhon, dirigente dell'associazione. Essi venivano devoluti ad una fondazione, che però lo manteneva.

Il giudice amministrativo ha appena adottato una posizione simile per la setta Horus, nel suo giudizio del 11 marzo 1999, in cui si è pronunciato a favore del carattere a fini di lucro dell'associazione diretta dalla Sig.ra Marie-Thérèse Castagno, e ha confermato la sanzione fiscale decisa dall'amministrazione.

- direttiva fiscale del 15 settembre 1998

I principi della dottrina dell'operato sono stati sintetizzati nella direttiva fiscale del 27 maggio 1977 che, in relazione all'assenza di fini di lucro in relazione a cinque condizioni, ha ripreso i criteri precedentemente definiti.

Pubblicando, il 15 settembre 1998, una nuova direttiva, la direzione generale delle imposte e il servizio legislativo fiscale hanno abbandonato i criteri tradizionali della dottrina dell'operato e, per tenere conto dell'evoluzione del settore associativo, hanno fissato una nuova definizione dell'assenza di fini di lucro.

La principale innovazione di questo testo si basa sul metodo preso in considerazione. La direttiva raccomanda l'esame per tappe di ogni caso, al fine di guidare dell'amministrazione. Occorre, in primo luogo, esaminare se la gestione dell'organismo è di volontariato. In caso di risposta negativa, quest'ultimo è necessariamente assoggettato alle imposte commerciali. Nel caso contrario, l'amministrazione è invitata, in un secondo tempo, a verificare se l'organismo non è in concorrenza con il settore commerciale, nel qual caso non è tassabile. Se viene rilevata concorrenza, la direttiva prevede una terza tappa durante la quale vengono esaminate le modalità di gestione dell'organismo, in modo da apprezzare le similitudini con quelle utilizzate dalle imprese commerciali. Per quest'ultima tappa, la direttiva enuncia la norma delle "4P", che permette di studiare, in base alla loro enumerazione, il prodotto proposto dall'organismo, il pubblico a cui si rivolge, i prezzi praticati e la pubblicità utilizzata. Si tratta di quattro criteri d'importanza decrescente che, se mostrano il ricorso a metodi di gestione simili a quelli del settore concorrenziale, comporterà l'assoggettamento alle imposte commerciali.

La direttiva prevede inoltre l'imposizione automatica delle associazioni che esercitano la loro attività a profitto d'impresa. In compenso ammette il carattere volontario di un'associazione che remunera i dirigenti nel limite di un importo lordo mensile uguale ai tre quarti dello SMIC.

Lascia un termine di sei mesi agli organismi interessati per determinare, a partire da una risposta circostanziata dei corrispondenti designati a tal fine nell'ambito dell'amministrazione fiscale, il loro regime d'imposizione. Il governo ha anche deciso di condonare le rettifiche fiscali in corso per tutte le associazioni in buona fede.

La direttiva del 15 settembre 1998 infatti è stata accompagnata dalla circolare, numero 4H-2-98 e datata lo stesso giorno, ma il cui testo non è stato reso pubblico. Questo testo prevede che, per le associazioni in corso di verifica o oggetto di procedura di rettifica, «le disposizioni (della direttiva) non daranno luogo a sollecito quando le imposte procedenti la controversia sul carattere non lucrativo di un'associazione rif. legge del 1901, che poteva ritenersi in buona fede esonerata, e dal momento che le imposte non sono definitive», cioè finché «i termini di reclamo o di ricorso non sono scaduti».

La circolare precisa che «la buona fede non può normalmente essere ammessa quando l'associazione è in stato di recidiva, e l'analisi dell'amministrazione non è messa in discussione dai nuovi criteri della direttiva», e in particolare «quando il regime fiscale dell'associazione era stato precisato senza ambiguità nell'ambito di un precedente controllo, o che l' organismo non ha regolarizzato la sua situazione a seguito della risposta scritta seguita al riesame approfondito del suo dossier presso l'amministrazione centrale». Inoltre si aggiunge che «questa buona fede, naturalmente, non sarà riconosciuta quando la struttura associativa è stata utilizzata consapevolmente per esercitare attività para-commerciali o illecite».

La pubblicazione di una nuova direttiva sulla tassazione delle associazioni ha suscitato reazioni divergenti, e le basi della vita associativa organizzate nel febbraio 1999 se ne sono fatte portavoce. Erano già state sollevate proteste, a giusto titolo, per le rettifiche emesse ai danni di molte associazioni culturali o socio educative. Mentre la missione affidata al Sig. Goulard per redigere una nuova direttiva aveva come obiettivo trovare soluzione ai casi più palesi, il testo pubblicato nel settembre 1998 è stato considerato da alcuni come un'interpretazione restrittiva dei criteri d'esenzione.

Per la Commissione d'inchiesta, che affronta in particolare il problema del fenomeno settario e gli esempi d'utilizzo della nozione di non lucro da parte delle sette, le norme che sono state appena enunciate non sembrano tali da rallentare lo sviluppo delle attività commerciali delle associazioni che ha esaminato.

Sicuramente la direttiva mette a disposizione dell'amministrazione uno strumento di controllo che porta l'indispensabile metodologia che mancava. In particolare la precedenza data al criterio di gestione di volontariato, che diventa una condizione preliminare obbligata della non finalità di lucro, ha il merito della chiarezza e troverà, nel caso delle associazioni settarie, materia di applicazione.

Restano però elasticità che non faciliteranno il controllo delle pratiche settarie. Impediranno ad esempio di sanzionare le sette la cui attività è potenzialmente concorrenziale, non essendo più la concorrenza condizione sufficiente per comportare la perdita dell'esenzione. Parimenti non sarà più possibile sanzionare un'associazione settaria solo in base al ricorso alla pubblicità, o perché effettua operazioni commerciali. Su quest'ultimo punto, la direttiva ammette infatti la possibilità di suddividere l'attività commerciale in una o più filiali per permettere all'associazione di rimanere esonerata dalle imposte sulla sua attività principale.

La Commissione mantiene anche riserve sulla decisione, annunciata dal governo nelle sedute sulla vita associativa, di accordare l'esenzione di imposte commerciali a tutte le associazioni con entrate commerciali inferiori a 250.000 franchi l'anno. Vede con preoccupazione l'utilizzo che le sette potrebbero fare di tale misura, e in particolare l'effetto tetto che trascinerebbe. Infatti, si può temere che quest'esenzione le induca a frammentare le loro attività commerciali in molte strutture associative in modo da restare sistematicamente sotto il tetto massimo.

La Commissione auspica quindi che il governo approfitti dell'ulteriore proroga introdotta con la recente decisione di rinviare l'entrata in vigore della direttiva del 15 settembre 1998, per prendere in considerazione i rischi d'utilizzo delle norme recentemente stabilite in un senso favorevole allo sviluppo del fenomeno settario.

Invita inoltre l'amministrazione fiscale alla più grande vigilanza nell'esame dei dossier individuali e nell'impiego del margine di valutazione che lascia la possibilità, recentemente concessa, di condonare le rettifiche in caso di buona fede. La Commissione non nasconde il suo stupore per la riduzione di debiti fiscali decisa, in applicazione della circolare del 15 settembre 1998, a favore di associazioni settarie.

Due casi sono stati portati a sua conoscenza: l'associazione Spiritual Human Yoga, che è stata condonata della rettifica di 183.824 franchi per imposta sulle società, e l'associazione Au Coeur de la Communication che è stata fatta oggetto della riduzione di un debito fiscale di 1,3 milioni di franchi. Queste rettifiche erano state pronunciate per mancata dichiarazione di attività a fini di lucro e, nel caso di Au Coeur de la Communication, per disposizione occulta di redditi. Sembra stupefacente riconoscere la buona fede di associazioni che, secondo le informazioni trasmesse alla Commissione, perseguono chiaramente un fine di lucro e che, relativamente alla seconda, remunerano in modo occulto i loro dirigenti. Questi casi sembrano rilevare attività para commercialo o illecite che, secondo la circolare, proibiscono il condono delle sanzioni sulla base della buona fede. Mentre numerose associazioni faticano ad ottenere dall'amministrazione fiscale il riconoscimento del carattere ovviamente volontario della loro gestione, la Commissione si interroga sull'indulgenza di cui alcune sette beneficiano.

Lo sgravio deciso nel caso della AMORC sembra essere stato motivato da ragioni diverse che illustrano le difficoltà incontrate dall'amministrazione fiscale per provare il carattere lucrativo delle attività dell'associazione. La AMORC infatti è stata oggetto di una rettifica di 118 milioni di franchi, multe comprese, sulla quale l'amministrazione è ritornata, condonando una parte del suo credito (circa 32 milioni di franchi). Interrogata su questo sgravio, la direzione generale delle imposte si è limitata a precisare che questo era giustificato dalla «assenza di dimostrazione probatoria del carattere di interesse della gestione dell'organismo», e in assenza di determinazione «della natura concorrenziale delle prestazioni d'insegnamento esoterico». Di nuovo, la Commissione non può che invitare l'amministrazione a esaminare i dossier relativi alle attività settarie con estrema prudenza di impiego del margine d'interpretazione che i testi le lasciano.

3. Ricorso all'attività di volontariato

a) una nozione difficile da circoscrivere e a volte utilizzata in modo abusivo

Nel diritto comune la nozione d'attività di volontariato è connaturata a quella di associazione e alla presunzione di non lucro della stessa. Consiste, infatti, nel partecipare al funzionamento o all'animazione di una associazione senza retribuzione di alcun tipo né controparte materiale.

L'attività volontaria è, generalmente, quella dei membri dell'associazione ma può, in alcuni casi, essere prestata da dipendenti dell'associazione che portano collaborazione supplementare non remunerata.

L'assenza di controparte finanziaria come criterio dell'attività di volontariato è intesa in modo abbastanza rigoroso, sia dalla legislazione (art. L.242-1 del codice della sicurezza sociale) che dalla giurisprudenza (sentenza della Corte di Cassazione, sezione sociale del 17 aprile 1985). Sono infatti escluse sia le retribuzioni in specie, comprese indennità, premi e gratifiche, che i benefici in natura offerti dalle associazioni ai propri collaboratori, e consistenti in alloggio, vitto e veicolo a disposizione.

Inoltre, una retribuzione, anche costituita esclusivamente da benefici in natura, ha il carattere di salario se esiste un legame di subordinazione tra collaboratori e dirigenti dell'associazione.

Tuttavia il collaboratore volontario può, senza che lo statuto venga messo in discussione, essere rimborsato delle spese che sostiene per conto dell'associazione, alla condizione che si tratti di spese reali che hanno dato luogo a giustificativi. In mancanza di questi ultimi l'URSSAF riqualificherà come salari occulti le somme che l'associazione ha versato ai collaboratori volontari. Nella pratica non è sempre facile fare distinzione tra un collaboratore volontario rimborsato delle spese sostenute, e un collaboratore sporadico salariato la cui retribuzione è esclusivamente o principalmente composta di benefici in natura.

Infine, è anche ammesso l'accumulo di attività dipendente e funzioni esercitate a titolo volontario in seno alla stessa associazione. La giurisprudenza ha accettato che un lavoratore dipendente, membro permanente di un'associazione, possa, nell'ambito di una convenzione stipulata con essa, ripartire i suoi orari di lavoro in ore remunerate e in ore volontarie.

L'elasticità e le ambiguità dell'attività di volontariato possono dunque abbastanza facilmente dare luogo a deviazioni.

Nelle associazioni settarie, l'adesione particolarmente intensa e lo stato di dipendenza favoriscono considerevolmente il ricorso all'attività di volontariato. La Commissione è stata molto colpita, in diversi casi, dalla debolezza numerica della forza lavoro salariato che opera nei movimenti settari e, più ancora, nelle loro filiali che esercitano un'attività economica.

Il ricorso all'attività di volontariato è molto frequente non soltanto - e questo era previsto - nei movimenti che dichiarano un fine spirituale, ma anche, e specialmente, nei movimenti che si occupano di formazione e sviluppo personale. Nella maggior parte dei casi i seguaci vengono indotti a fornire gratuitamente alla setta il loro lavoro, sia per rimborsare i propri debiti nei loro confronti che come riconoscenza per i benefici che hanno goduto.

Così Scientology fa lavorare seguaci che remunera, ma la cui retribuzione può essere completamente destinata al pagamento di corsi e di servizi dispensati. Si cita l'esempio del complesso di Copenaghen, sede organizzativa europea della setta, che sarebbe stato, secondo molte prove acquisite, ristrutturato da seguaci volontari per un valore totale di 17 milioni di franchi. La retribuzione mensile di ciascuno era di circa 5.000 franchi, alla quale si aggiungevano classici benefici in natura (vitto e alloggio) e di altri, più originali, che consistono in ore di corso e studi.

Altri, che non riescono più a pagare i loro corsi, vengono inviati qualche mese a Copenaghen per svolgere piccoli incarichi amministrativi a condizioni molto dure: alloggiati in condizioni igieniche precarie, fatti lavorare fino quattordici ora giorno, non registrati e nutriti con parsimonia.

In altri casi il seguace di Scientology fortemente indebitato si vedrebbe proporre un lavoro volontario, generalmente all'estero, in scuole di lingue.

Inoltre diventano volontari-forzati i seguaci che richiedono una fase di rieducazione e riabilitazione. Il "Rehabilitation Project Force" (RPF) li usa per incarichi subalterni nel complesso di Copenaghen o sulla nave di Scientology, la "Freewinds".

Altri movimenti sembrano ricorrere ampiamente all'attività di volontariato.

Alla fine di ogni seminario di Landmark, agli stagisti viene chiesto se desiderano fare i volontari: il 5-10% pare accetti. Il loro lavoro consiste nell'occuparsi prevalentemente dell'organizzazione logistica dei seminari, o in vendite telefoniche o a domicilio.

Sri Ram Chandra, che organizza seminari internazionali, fra cui l'ultimo, nell'agosto 1998, ha raccolto 2.000 partecipanti, usa volontari nell'ambito di "seminari di cantiere" che hanno, in particolare, permesso il restauro del castello che funge da sede all'associazione.

Anche i testimoni di Geova fanno ampio ricorso alle attività di volontariato, sia per incarichi vari svolti nella Communauté chrétienne des Béthélites, a Louviers, sia come vendite porta a porta che i seguaci devono effettuare. La portata dei lavori realizzati a Louviers e l'organizzazione della Comunità hanno spinto l'amministrazione a contestare il carattere di volontariato e ad aprire un contenzioso sul quale si tornerà in seguito.

Si possono citare altri esempi, a partire da prove citate nel rapporto d'inchiesta della Camera dei Rappresentanti del Belgio datata 28 aprile 1997.

Nuova Acropoli esige dai suoi seguaci un certo numero di ore di lavoro volontario presso la sua "scuola", da dedicare a incarichi di accoglienza, manutenzione e segreteria.

Ogyen Kunzang Chöling (OKC) richiede ai suoi membri lavoro comunitario in cambio di vitto, alloggio e insegnamento della dottrina.

Anche Sukyo Mahikari esige dai suoi seguaci, oltre ai numerosi oboli, di garantire lavoro e servizi nel suo complesso centrale in Lussemburgo.

b) regime applicabile

L'attuale regime di attività di volontariato offre ai movimenti settari una considerevole riduzione dei costo di gestione, e lascia i seguaci senza alcuna protezione. Molto spesso, infatti, irreggimentati nel meccanismo settario cessano le loro attività esterne che danno loro diritto alla protezione sociale. Di conseguenza, la mancanza di copertura favorisce un'attività di volontariato più o meno "forzata", poiché i seguaci difficilmente possono lasciare la setta senza trovarsi in una situazione di estrema precarietà sociale.

In occasione di un infortunio sul lavoro verificatosi nel 1996 presso la casa editrice dei testimoni di Geova, a Louviers, l'ispezione dell'ispettorato ha rilevato sia gravi inadempimenti alla legislazione sul lavoro, su quali ritorneremo in seguito, sia un insufficiente sistema di protezione sociale.

I regimi contabili e fiscali dell'attività di volontariato concepiti, nello spirito della legge del 1 luglio 1901, per facilitare la vita associativa - sollevandola al contempo dagli elevati costi del lavoro salariato e dalle complesse regolamentazioni del lavoro - sono così diventati, per i movimenti settari, strumenti atti a consolidare la loro opacità e a facilitarne la pratica di frode fiscale e sociale.

Nella misura in cui i contributi volontari portati alla vita delle associazioni possono rappresentare, per alcune di esse, volumi di lavoro o quantità di servizi molto importanti sul piano economico, sembrerebbe normale che questi contributi fossero oggetto di una valorizzazione contabile.

È per questo che il Consiglio Contabile Nazionale, in un parere già vecchio reso il 17 luglio 1985, ha mostrato «l'interesse che mira alla valorizzazione dei contributi volontari effettuati gratuitamente» e ha proposto un metodo che permetterebbe di disporre, non solo per ragioni di buona tenuta di statistiche economiche, di informazioni in questo settore.

Essendo un compito facoltativo poche associazioni lo hanno integrato nella loro contabilità e, si pensa, non l'ha fatto nessuno dei movimenti settari che hanno accettati di rispondere al questionario della Commissione, anche chi, come i testimoni di Geova, utilizzano numeroso personale per mansioni industriali.

Il volontariato associativo non beneficia di nessuno statuto fiscale conveniente che ne favorisca l'impiego. Vengono applicate le norme di diritto comune, secondo cui i rimborsi spese sono non imponibili quando sono parte di benefici in natura.

Se questo regime non crea difficoltà particolari per le associazioni in generale, è diverso per quelle importanti del movimento settario. Infatti la mancanza di lavoro salariato può facilitare l'attribuzione di redditi occulti che lo statuto di volontariato esenta da controlli fiscali diretti.

B. La rivendicazione dello statuto di culto e il ricorso alla legge del 1905

Alcune sette rivendicano lo statuto di religione. Questa rivendicazione persegue una strategia globale che mira ad ottenere un riconoscimento ufficiale. Esso cozza con il principio della separazione tra Stato e chiese, che rimanda le pratiche religiose alla sfera privata e non riconosce ai poteri pubblici alcuna competenza per definire ciò che è religioso e ciò che non lo è.

Il Ministero dell'Interno ha ricevuto da diverse organizzazioni settarie, in particolare da Mandarom e dai Testimoni di Geova, domande di riconoscimento del loro statuto di congregazione religiosa. Si tratta di un regime di autorizzazione le cui caratteristiche sono chiaramente definite dal paragrafo III della legge del 1901, che organizza la liquidazione dei beni delle congregazioni esistenti al momento della sua promulgazione. La qualifica di congregazione religiosa è riconosciuta con decreto del Consiglio di Stato e, a differenza del regime di associazione dichiarata, comporta obblighi, in particolare contabili, importanti. Nessuna organizzazione settaria ha, per quanto ne sa la Commissione, riconoscimento di congregazione religiosa.

La principale offensiva giuridica condotta dalle sette sul terreno del riconoscimento religioso riguarda il regime di associazione religiosa [in francese "cultuelle", qui tradotto come "religioso" per maggior comprensione] previsto dalla legge del 9 dicembre 1905, riguardante la separazione tra Stato e chiese, la cui applicazione crea più difficoltà di quanto non faccia la concessione dello statuto di congregazione. Si tratta in effetti di uno statuto creato nel 1905 che è stato oggetto, in particolare da parte della giurisdizione amministrativa, di divergenze interpretative che le sette sanno abilmente utilizzare. Il passo è il seguente: molte associazioni settarie chiedono all'amministrazione di beneficiare dei vantaggi, in particolare fiscali, legati allo statuto d'associazione religiosa, e si basano sul rifiuto opposto per rivendicare presso il giudice, e a volte ottenere, il riconoscimento del loro carattere religioso.

Lo statuto d'associazione religiosa è un regime particolare d'associazione dichiarata. La soppressione del servizio pubblico dei culti decisa nel 1905 infatti ha portato il legislatore a prevedere la sostituzione di istituti che, in possesso di incarichi tipici delle associazioni religiose, si inserivano nell'ambito delle associazioni dichiarate di cui agli articoli 5 e 6 della legge del 1901, ma erano organizzate secondo norme proprie. D'altro canto il mantenimento dei tre dipartimenti dell'Alsazia-Mosella in regime concordatario ha portato all'esistenza di associazioni religiose disciplinate dal diritto locale.

Il regime giuridico posto in essere nel 1905 non prevedeva alcun riconoscimento ufficiale. Tale riconoscimento sarebbe stato contrario al principio di separazione che animava la legge. Inoltre inizialmente le associazioni religiose non beneficiavano di alcun vantaggio particolare rispetto alle associazioni dichiarate. Tuttavia la legge del 1905 è stata modificata varie volte, e il regime di associazione religiosa è stato trasformato nel suo spirito, con il rischio di rompere l'equilibrio tra diritti e obblighi degli organismi interessati. Molti benefici, in particolare fiscali, sono stati infatti concessi a questa categoria di associazioni che, da un regime di diritto comune destinato ad organizzare la separazione tra Stato e Chiese, è diventato un regime di deroga.

1. Un regime di deroga al diritto comune delle associazioni dichiarate

a) le associazioni religiose in regime di separazione

Il paragrafo IV della legge del 1905 definisce l'associazione religiosa come un'associazione dichiarata «costituita per provvedere a spese, manutenzione ed esercizio pubblico di un culto» e che dovrà «avere per oggetto esclusivo l'esercizio religioso».

Questo stesso paragrafo sottopone gli organismi così definiti a obblighi contabili e finanziari particolari. Le associazioni religiose sono infatti tenute a redigere ogni anno un conto finanziario e Un inventariato dei loro beni. In particolare, i loro direttori o amministratori devono sottoporre all'approvazione dell'assemblea generale dei membri i loro «atti di gestione finanziaria e amministrazione legale dei beni». Questi ultimi sono, d'altro canto, sottoposti ad un controllo finanziario effettuato dall'ufficio del registro che ha siglato il loro «stato delle entrate e delle uscite», e a cui va indirizzato il conto finanziario annuale.

Parallelamente ai loro obblighi contabili e finanziari, le associazioni religiose beneficiano dei seguenti diritti: contrariamente alle associazioni dichiarate di diritto comune, possono, in base alla legge del 25 dicembre 1942, ricevere «legati testamentari e tra viventi, destinati al compimento del loro oggetto o per destinazioni di devozione o culto» e, in particolare, donazioni ed eredità, su autorizzazione del prefetto che ha l'incarico di verificare la fondatezza della qualifica religiosa dell'associazione interessata. Inoltre, in base alla legge sulle finanze iniziali del 1960, donazioni ed eredità concesse ad associazioni religiose godono dell'esenzione delle tasse di successione o modifica previste dall'articolo 795-10° del codice generale delle imposte; l'articolo 49 dell'ordinanza n°1374 del 30 dicembre 1958 ha istituito un regime preferenziale in materia di imposte di variazione a titolo oneroso. Questo regime, fissato dall'articolo 713 del codice generale delle imposte, prevede che l'aliquota della tassa di pubblicità fondiaria o della tassa di registro venga ridotta del 2% per le acquisizioni realizzate da associazioni religiose per i locali necessari al funzionamento dei loro servizi e opere sociali; in base alla legge del 23 luglio 1987, le donazioni effettuate ad associazioni religiose possono dare diritto a sgravi fiscali per i donatori, nel limite del 5% del reddito tassabile per le persone fisica, e del 3,5 % del fatturato per le persone giuridiche; infine le associazioni religiose godono di esenzione da tassa fondiaria per gli immobili destinati all'esercizio del culto, in base alla legge del 14 luglio 1909, completata dall'articolo 112 della legge del 29 aprile 1926. In base alla legge del 13 gennaio 1941, questa esenzione viene applicata a tutti gli immobili di culto, anche a quelli acquistati o costruiti dopo il 1905, come codificato dall'articolo 1382-4° del codice generale delle imposte.

Le associazioni religiose possono beneficiare di vantaggi che, senza essere specifici per loro, sono loro applicabili. Secondo una giurisprudenza consolidata, i locali a vocazione religiosa, indipendentemente dalla qualifica giuridica del proprietario, sono esonerati dalla tassa d'abitazione quando sono destinati esclusivamente all'esercizio di un culto pubblico, e messi a disposizione del pubblico. Questa posizione è stata confermata da una sentenza di una sezione del Consiglio di Stato del 13 gennaio 1993 (Ministro del Bilancio contro Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova di Puy, e Ministro dell'Economia, delle Finanze e del Bilancio contro Associazione Agape).

b) l'esercizio di un culto in regime concordatario

L'esercizio dei culti in Alsazia-Mosella è organizzato secondo il regime concordatario. Le tre confessioni riconosciute (culti cattolici, protestanti ed israeliti) costituiscono un servizio pubblico affidato a istituzioni pubbliche e hanno importanti benefici da parte dello Stato, in cambio di un controllo dell'amministrazione: retribuzione dei ministri di culto, garanzia di insegnamento religioso nelle scuole pubbliche o la concessione di vantaggi finanziari e fiscali.

I culti non riconosciuti sono invece organizzati come associazioni disciplinate dal diritto locale che differisce sensibilmente dal regime della legge del 1901. La procedura locale d'iscrizione è più severa della dichiarazione prevista nel resto della Francia, visto che l'autorità amministrativa ha il potere di opporsi all'iscrizione per questioni di ordine pubblico. In compenso le associazioni iscritte in Alsazia-Mosella beneficiano di una capacità giuridica maggiore di quella delle associazioni dichiarate in applicazione della legge del 1901: possono ricevere donazioni ed eredità, e acquisire edifici diversi da quelli che sono strettamente necessari ai loro scopi statutari.

Benché si pongano al di fuori del campo d'applicazione del principio di separazione tra chiese e Stato, le istituzioni pubbliche religiose riconosciute e le associazioni aventi per oggetto l'esercizio di un culto nei tre dipartimenti di Alsazia-Mosella beneficiano, con disposizioni legislative specifiche o per decisione giurisprudenziale, di vantaggi simili a quelli attribuiti alle associazioni religiose disciplinate dalla legge del 1905.

Queste istituzioni e associazioni infatti sono coperte dalle disposizioni degli articoli 713 e 795-10° del codice generale delle imposte, relativi rispettivamente a esenzione di diritti di variazione a titolo gratuito e all'applicazione di un tasso ridotto per le acquisizioni immobiliari.

L'articolo 238 bis dello stesso codice riserva il beneficio della deducibilità delle donazioni alle sole istituzioni religiose riconosciute. Tuttavia, il giudice amministrativo ha dato la possibilità, alle associazioni religiose iscritte secondo il diritto locale, di far beneficiare i loro donatori degli stessi vantaggi fiscali (Tribunale Amministrativo di Strasburgo, 20 giugno 1989, associazione evangelica La Bonne Nouvelle contro prefetto del Basso-Reno). A proposito poi di tassa fondiaria, l'articolo 4 del codice locale delle imposte dirette limita il diritto d'esenzione a «istituzioni dedicate al servizio religioso pubblico dei culti riconosciuti», escludendo quindi i culti non riconosciuti. Questa esclusione, applicata in particolare alla religione musulmana dal Tribunale Amministrativo di Strasburgo in una sentenza del 18 ottobre 1993, è stata tuttavia eliminata dall'articolo 37 della legge finanziaria del 1994 che ha esteso il vantaggio dell'articolo 1382-4° del codice generale delle imposte «agli edifici destinati all'esercizio del culto, che, nei dipartimenti del Basso-Reno, Alto-Reno e Mosella appartengono ad associazioni aventi per oggetto esclusivo l'esercizio di un culto non riconosciuto».

2. Uno statuto interpretato in modo divergente dall'amministrazione

L'Ufficio Centrale dei Culti del Ministero dell'Interno registra quasi 470 associazioni religiose, di cui un centinaio sono emanazioni del culto cattolico, 150 sono state create da protestanti, 12 da ortodossi e 7 da armeni, mentre 140 riguardano il culto ebreo, 10 i culti buddisti e una cinquantina la religione musulmana.

È il prefetto che, consultato da un servizio pubblico, è incaricato di verificare se un'associazione rispecchia i due criteri stabiliti dal Consiglio di Stato per beneficiare dei vantaggi dell'associazione religiosa, cioè perseguire un fine esclusivamente religioso e rispettare l'ordine pubblico. Questa norma è in particolare applicata dall'amministrazione delle imposte, che accetta di concedere benefici fiscali legati allo statuto d'associazione religiosa solo dopo aver ascoltato il parere dei servizi prefettizi territorialmente competenti. È in particolare sulla base di tali pareri che la Direzione Generale delle imposte ha chiesto che tutte le istituzioni religiose di associazioni locali dei Testimoni di Geova fossero assoggettate a tassa fondiaria.

La posizione della Direzione Generale delle imposte si basa su una lettura rigorosa della legge del 1905. Considera che le associazioni dei Testimoni di Geova non hanno per oggetto esclusivo l'esercizio pubblico di un culto, e non rientrano quindi nella categoria delle associazioni religiose. Giudica d'altra parte che la sua posizione è conforme all'articolo 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo che garantisce la sfera delle convinzioni personali e credenze religiose. Basandosi su questo articolo, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha riconosciuto ai Testimoni di Geova il diritto di manifestare la loro religione, in particolare nella sua sentenza «Kokkinakis». Tuttavia, l'amministrazione fiscale ritiene che questa giurisprudenza non conferisca lo statuto religioso alle associazioni geoviste, statuto disciplinato da disposizioni specifiche e che chiede il rispetto di condizioni particolari.

I prefetti non hanno adottato una posizione così chiara. Nonostante la giurisprudenza del Consiglio di Stato che, come vedremo, considera che i Testimoni di Geova non rispettino l'ordine pubblico, i prefetti consultati dall'amministrazione fiscale hanno emesso pareri divergenti. Contrariamente alla decisione dell'Alta Giurisdizione, i prefetti della Guyana e del Saône-et-Loire hanno ritenuto che le associazioni locali dei Testimoni di Geova rispettassero l'ordine pubblico, e potessero quindi avvalersi di uno statuto di religione. Altri hanno rifiutato di pronunciarsi non prendendo posizione o rinviando l'amministrazione fiscale all'Ufficio Centrale dei Culti, che non è tuttavia autorizzato a valutare la situazione particolare di un'associazione.

La posizione dell'amministrazione sullo statuto d'associazione religiosa è dunque lungi dall'essere omogenea, e le sette stesse osservano che tali divergenze di valutazione della legge del 1905 appaiono oggi come interpretazioni tanto ambigue quanto aleatorie.

La commissione ritiene che sia urgente ricordare, a mezzo di una circolare, i principi su cui si basa la separazione tra chiese e Stato. Quest'ultimo non è autorizzato per legge a riconoscere una religione, qualsiasi essa sia, eccetto particolare situazione dell'Alsazia-Mosella, e i suoi servizi non sono dunque competenti per pronunciarsi sul carattere religioso di questa o di quella setta.

Trattandosi d'altra parte di concessione dei benefici previsti dalla legge del 1905, è indispensabile che le condizioni stabilite dal Consiglio di Stato siano applicate in modo omogeneo su tutto il territorio. È dunque necessario ricordare ai prefetti i criteri dell'associazione religiosa così come sono stati fissati dall'Alta Giurisdizione, e l'applicazione che ha fatto nel caso particolare dei Testimoni di Geova

3. Uno statuto presentato alle esitazioni del giudice

Il giudice, di fronte alle sette, non ha assunto un atteggiamento unanime: molte giurisdizioni amministrative hanno accordato lo statuto religioso ad associazioni settarie. Anche se sono state oggetto d'appello e al momento non sono quindi definitive, queste decisioni costituiscono un primo passo verso un riconoscimento del carattere religioso movimenti settari.

Molte sette hanno deferito al giudice amministrativo il rifiuto opposto alla loro domanda di beneficiare dei vantaggi legati allo statuto d'associazione religiosa. La maggior parte dei ricorsi riguarda il contenzioso fiscale, e in particolare l'esenzione da tassa fondiaria per la quale le associazioni dei Testimoni di Geova hanno deciso di iniziare una battaglia giuridica di grande portata, inducendo le loro associazioni locali a contestare dinanzi al giudice amministrativo le decisioni di assoggettamento alla tassa fondiaria di cui sono oggetto. Si tratta di un contenzioso importante: l'importo globale della tassa fondiaria spettante ad «edifici religiosi», di cui le associazioni locali sono proprietarie è ritenuto essere superiore ai 10 milioni di franchi l'anno. Al 1 marzo 1999 queste associazioni avevano presentato ai tribunali amministrativi 1.577 reclami, oltre a 1.133 richieste introduttive d'istanza.

Fino ad oggi il Consiglio di Stato si è sempre rifiutato di riconoscere alle associazioni dei Testimoni di Geova il carattere d'associazione religiosa. In una decisione d'assemblea del 1 febbraio 1985, l'Alta Giurisdizione ha confermato il rifiuto opposto dall'amministrazione all'accettazione di una eredità di 775.000 franchi lasciata all'Associazione cristiana «i Testimoni di Geova della Francia ». In questa decisione il giudice ha legato il riconoscimento dello statuto di associazione religiosa ad un esame dell'oggetto e della natura delle attività dell'associazione, così come emergono dai suoi statuti. Nella fattispecie ha riscontrato due cose ritenute un attentato all'ordine pubblico, e cioè l'incitamento a non effettuare il servizio militare armato e l'ostilità di principio alle trasfusioni di sangue, che possono essere considerate come facenti parte integrante del culto dei Testimoni di Geova, e sono tali da giustificare il rifiuto dello statuto d'associazione religiosa. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che « le attività condotte dall'associazione cristiana "i Testimoni di Geova della Francia", sulla base dei suoi statuti in vigore alla data del decreto allegato, non conferiscono, nel loro insieme, in ragione dell'oggetto o della natura di alcune di esse, il carattere di associazione religiosa come da legge del 9 dicembre 1905».

Da parte sua la Commissione ritiene che oltre ai problemi rilevati dall'Alta Giurisdizione, ciò che pone un problema fondamentale in relazione ai Testimoni di Geova è la loro concezione che demonizza la società attuale, e la progressiva frattura che viene perseguita tra essa e i seguaci.

La decisione del 1985 completava una giurisprudenza precedente. Veniva infatti a precisare i criteri giurisprudenziali della nozione d'associazione religiosa, definiti dal Consiglio di Stato in una decisione del 21 gennaio 1983 «Association Fraternité des Serviteurs du Monde Nouveau». Nel 1983, l'Alta Giurisdizione si era limitata a verificare se l'associazione richiedente avesse per oggetto esclusivo l'esercizio di un culto. Nella fattispecie, l'esistenza di attività statutarie esterne a quest'oggetto, e in particolare l'edizione e la diffusione di pubblicazioni dottrinali, erano, agli occhi del giudice, tali da giustificare il rifiuto dello statuto d'associazione religiosa.

L'Associazione cristiana «i Testimoni di Geova della Francia», per potere beneficiare dell'eredità lasciata da testamento, aveva modificato i suoi statuti al fine di eliminare ogni clausola esterna all'esercizio di un culto, e in particolare qualsiasi disposizione relativa alle sue attività di stampa. Il Consiglio di Stato ha tuttavia ritenuto che questa messa in conformità non cambiasse la realtà delle attività dei Testimoni di Geova. Nella sentenza summenzionata del 1 febbraio 1985, l'Alta Giurisdizione, secondo le conclusioni del Commissario del Governo, non si è fermata al modello giuridico che l'associazione richiedente ha voluto darsi, conformando i suoi statuti alla legge del 1905, ma si è dedicata all'esame della natura delle sue attività.

Il Consiglio di Stato ha appena ribadito la sua posizione in un parere emesso il 24 ottobre 1997 nel quale ricorda che il rispetto del carattere esclusivamente religioso «è stimato in base alle clausole statutarie dell'associazione e alle sue reali attività» e che «un'associazione le cui attività potrebbero danneggiare l'ordine pubblico non può beneficiare dello statuto d'associazione religiosa».

Benché sia stata recentemente ribadita, la motivazione presa in considerazione dal Consiglio di Stato non ha ricevuto applicazione uniforme sul territorio. Su 1.133 richieste presentate, il giudice di prima istanza ha già pronunciato 305 giudizi, di cui 248, cioè l'80%, hanno riconosciuto la qualità d'associazione religiosa e, di conseguenza, ordinato lo liberazione da debito di tassa fondiaria. Al contrario 52 sentenze pronunciate dai Tribunali Amministrativi di Nancy e di Clermont-Ferrand hanno mantenuto l'imposizione contestata. Il giudice di Clermont-Ferrand ha ad esempio seguito il Consiglio di Stato in un giudizio del 16 dicembre 1997, e ha rifiutato il carattere d'associazione religiosa all'associazione locale per il culto dei Testimoni di Geova di Riom, considerando «che è pubblicamente risaputo che i Testimoni di Geova rifiutano le trasfusioni di sangue e l'adempimento al servizio nazionale».

La Direzione Generale delle imposte è sistematicamente ricorsa in appello per le decisioni favorevoli alle associazioni dei Testimoni di Geova. Il giudice d'appello è stato così investito di 210 richieste non ancora esaminate. Occorrerà quindi attendere le decisioni future dei ricorsi amministrativi in appello ed eventualmente del Consiglio di Stato.

Se, al termine di questo contenzioso, la giurisprudenza amministrativa dovesse essere invertita e arrivare a un riconoscimento della qualità religiosa delle associazioni settarie, la Commissione ritiene che converrebbe riesaminare i testi. Tale riconoscimento comporterebbe il vantaggio di benefici finanziari e fiscali in deroga al diritto comune delle associazioni e, soprattutto, darebbe ai movimenti settari il riconoscimento religioso che rivendicano. Aprirebbe la via ad abusi particolarmente dannosi. Basterebbe infatti che qualsiasi associazione, indipendentemente dalla natura delle sue attività, si dotasse di un carattere religioso dando ai suoi statuti un oggetto esclusivamente di culto perché le venissero attribuiti i benefici della legge del 1905, e il riconoscimento implicito ad essa collegato.

4. Il regime di protezione sociale dei culti

Secondo le disposizioni degli articoli L. 381-12 e seguenti del codice della sicurezza sociale, i ministri dei culti e i membri delle congregazioni e delle Comunità religiose dipendono, normalmente, dal regime generale della sicurezza sociale, ma possono chiedere di beneficiare del regime particolare dei culti.

Questo regime, che ha dunque un carattere sussidiario, è gestito dalla cassa dei culti che comporta, in caso di malattia, la Cassa mutualistica d'assicurazione malattia dei culti (Camac), e per il ramo vecchiaia, la Cassa mutualistica d'assicurazione vecchiaia dei culti (Camavic).

A questo regime è affiliato principalmente il clero cattolico e ortodosso, i pastori evangelici e i ministri di alcune Comunità buddiste e induiste. La chiesa riformata di Francia ha, da parte sua, scelto di dipendere dal regime generale della sicurezza sociale.

Il contributo d'assicurazione-malattia ammonta a 11.600 franchi l'anno per i non pensionati e a 3.600 franchi per i pensionati (mentre non ci sono contributi per la pensione di base del regime generale e un contributo dell'1% per la pensione complementare).

Il contributo di assicurazione-vecchiaia è sottoposto al tasso di diritto comune del 16,35% ma con il valore dello SMIC come base forfettaria. L'interesse principale del regime religioso dei culti tende a quattro elementi: la gestione della protezione sociale dei rappresentanti di culto, che possono così esaminare insieme le questioni specifiche al loro ambito ed una relazione più facile degli utenti con la loro cassa; è un sistema di ripartizione dei contributi che gioca sulla solidarietà tra i culti per potere sostenere le Comunità economicamente più deboli che beneficiano di sovvenzioni non trascurabili vista la compensazione demografica, poiché la Cassa dei Culti conta oggi circa 23.000 contribuenti e 70.000 pensionati per il ramo vecchiaia, e 50.000 assicurati per il ramo malattia; infine, una prestazione particolare del CAMAC, il forfait cura-ammalati, che permette di finanziare prestazioni mediche in Comunità, e dunque mantenere nella loro Comunità i pazienti religiosi.

L'affiliazione al regime dei culti si basa sulle decisioni del Consiglio d'Amministrazione della Cassa. In caso di difficoltà si può fare appello ad una commissione consultiva, convocata dal Ministro incaricato degli Affari Sociali, ma che negli ultimi 5 anni non si è mai riunita.

La Commissione è al corrente del fatto che due organizzazioni settarie hanno presentato una domanda d'affiliazione: la chiesa di Scientology di Parigi nel 1989, che non ha fatto appello alla decisione di rifiuto oppostale, e la Communauté chrétienne des Béthélites, associazione dei Testimoni di Geova, il 28 ottobre 1996. I consigli d'amministrazione del CAMAC e del CAMAVIC hanno respinto anche questa domanda nel, giugno del 1997. La Comunità ha portato la vertenza davanti al tribunale degli Affari sociali.

La Commissione non può pronunciarsi su un caso giudiziario in corso, ma richiama l'attenzione dei poteri pubblici sulla necessità di fissare almeno alcune norme generali per l'affiliazione al regime di culto. Attualmente non sembra esistere, infatti, né dottrina in materia, né strumento di coerenza con decisioni amministrative, come quelle relative all'esenzione della tassa fondiaria per le associazioni religiose.

Con questa carenza rischiano di essere incoraggiati, bene oltre i due soli casi che abbiamo appena ricordato, i tentativi, da parte di organizzazioni settarie, di farsi riconoscere come culto, beneficiando di molti elementi del loro statuto.

C. Utilizzo della legislazione relativa alla vita politica

Pochi movimenti settari, fino ad oggi, hanno utilizzato la legislazione sulla vita politica. Il Movimento Umanista e la Meditazione Trascendentale sono i soli esempi di organizzazioni settarie costituite in gruppi politici in Francia. Questa legislazione offre tuttavia alle sette un riconoscimento pubblico, una tribuna e vantaggi finanziari che, senza ridefinizione delle norme attuali, rischiano di favorirne lo sviluppo.

2. Una legislazione che offre uno statuto e benefici finanziari propizi allo sviluppo del fenomeno settario

e) i vantaggi legati allo statuto di partito politico

L'articolo 4 della Costituzione dispone che le parti politiche «si formino ed esercitino liberamente la loro attività». Questo principio costituzionale di libertà d'esercizio delle attività politiche fa beneficiare le formazioni politiche di un'intera libertà di creazione. Ne consegue in particolare che ogni movimento settario può costituire un partito politico e approfittare dei vantaggi legati a questo statuto, in particolare dei dispositivi di finanziamento pubblico messi in atto dal 1988.

- Una legislazione molto liberale

La legge dell'11 marzo 1988 relativa alla trasparenza finanziaria della vita politica ha ribadito, all'articolo 7, il principio costituzionale di libertà d'esercizio delle attività politiche. I soli obblighi ai quali questa legge sottopone la formazione e il funzionamento dei partiti politici riguarda il loro finanziamento. Si tratta a, dopo tutto, di obblighi puramente dichiarativi.

La legge del 15 gennaio 1990 relativa alla limitazione delle spese elettorali e alla chiarezza del finanziamento di attività politiche ha previsto la designazione, da parte dei partiti, di una personalità giuridica o delegata alla raccolta di fondi. Quando un partito sceglie di ricorrere ad una persona giuridica, l'associazione di finanziamento così designata deve essere autorizzata dalla Commissione Nazionale dei Conti di Campagna e dei finanziamenti politici (CCFP) che non dispone, nei fatti, di alcun potere di valutazione. Il principio di la libertà di costituzione di formazioni politiche proibisce infatti alla CCFP di presentare la sua approvazione a una valutazione qualunque sul carattere reale e serio del progetto sviluppato dal gruppo interessato. Dopo tutto i partiti politici hanno la possibilità di ricorrere ad una persona fisica che non deve essere autorizzata.

L'approvazione data dalla CCFP alle associazioni di finanziamento dei partiti politici dà tuttavia diritto a due disposizioni non trascurabili.

In primo luogo, a norma dell'articolo 200.2. bis del codice generale delle imposte, le donazioni fatte ad associazioni autorizzate di finanziamento dei partiti politici danno diritto ad una riduzione di imposte per le persone fisiche donatrici. La legge del 15 gennaio 1990 summenzionata assegnava un beneficio analogo alle persone giuridiche. Questo beneficio, di cui all'articolo 238 bis-6° del codice generale delle imposte, è stato attribuito prima di essere abrogato dalla legge del 19 gennaio 1995 che, come vedremo, proibisce la maggior parte delle donazioni da persone giuridiche.

In secondo luogo, in deroga al principio generale di divieto di donazioni da parte di persone giuridiche, ogni associazione di finanziamento autorizzata può consentire donazioni ad un'altra formazione politica o, al contrario, ricevere donazioni da un'altra formazione. Infatti, la legge del 19 gennaio 1995 ha proibito il finanziamento dei partiti con donazioni di persone giuridiche, ad eccezione di quelle effettuate da altri gruppi. Ma, in mancanza di definizione legale della parte politica, la CCFP ha elaborato una dottrina, convalidata con decisione del Consiglio Costituzionale il 13 febbraio 1998, secondo la quale sono autorizzate a versare donazioni a una data formazione politica tutte le altre formazioni che beneficiano dell'aiuto del bilancio pubblico, o che hanno designato un mandatario finanziario e si sono conformate agli obblighi contabili previsti dalla legge. Ne consegue che l'approvazione delle associazioni di finanziamento apre il diritto a ricevere e versare donazioni che provengono da altre formazioni politiche o destinate a questa stessa categoria di organismi.

Il ricorso ad un'associazione di finanziamento permette dunque di beneficiare, senza autorizzazione dell'amministrazione, di due benefici negati alle semplici associazioni dichiarate: la possibilità di ottenere riduzioni fiscali alle persone fisiche donatrici, e il diritto a ricevere alcune donazioni. Queste disposizioni possono molto facilmente essere utilizzate da movimenti settari che scegliessero di ricorrere allo statuto di gruppo politico. Alla setta basterebbe alla setta costituirsi come partito politico, chiedere alla CCFP l'approvazione di una associazione di finanziamento, che l'accorda indipendentemente dal progetto del partito in oggetto, e beneficiare così dell'utilizzo di un benefici fiscali e della possibilità di ricevere alcune donazioni.

I partiti sono obbligati a tenere una contabilità e depositarla ogni anno alla CCFP. Se quest'ultima è destinataria dei conti dei gruppi politici di cui garantisce una pubblicazione sommaria, non ha tuttavia un potere di controllo sulle operazioni illustrate in questi conti, e non è autorizzata ad esprimere un giudizio sull'opportunità delle spese fatte dai partiti. Il suo ruolo si limita a:

constatare gli inadempimenti alle regole di tenuta dei conti e le infrazioni relative a donazioni di persone fisiche o giuridiche;

pubblicare i conti nel bollettino ufficiale con un modulo semplificato; stabilire e trasmettere l'elenco delle formazioni politiche che hanno adempiuto ai loro obblighi contabili e dichiarativi, e che possono quindi pretendere l'aiuto del bilancio pubblico.

- Esempi di costituzione di partiti politici da parte di movimenti settari

La vita politica francese ha assistito all'emergere di due partiti derivati da movimenti settari e decisi a utilizzare lo statuto di formazione politica per diffondere il loro messaggio. La loro strategia sembra confermarsi, poiché hanno depositato una lista per le elezioni europee del 13 giugno 1999. La branca francese della Meditazione Trascendentale ha costituito, l'8 giugno 1992, una partito politico denominato "Parti de la Loi Naturelle (PLN)" [Partito della Legge Naturale]. È apparentato a formazioni simili create, su iniziativa del fondatore della setta, Maharishi Mahesh Yogi, in 35 paesi diversi fra cui Australia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania. Il PLN si è dato come obiettivo la diffusione delle idee di Maharishi. Secondo quest'ultimo l'organizzazione politica deve conformarsi «alla legge naturale» e gli affari mondiali devono essere affidati a un gruppo che pratica la Meditazione Trascendentale e il volo «yoga». La campagna elettorale per le politiche è stata l'occasione in cui il Sig. Benoît Frappé, presidente del PLN, ha precisato il suo programma: creare uno gruppo di 7.000 professionisti della scienza vedica che praticano i precetti di Maharishi; questa sola misura permetterebbe un calo annuo della disoccupazione dal 10 al 20% della, come pure un regresso di malattie e criminalità. Il PLN ha recentemente lanciato due nuovi temi: il divieto dei prodotti alimentari transgenici e un «progetto pilota di creazione di coerenza» in Corsica, che consiste nel riunire da 200 a 400 esperti in volo yoga allo scopo di fare diminuire la violenza e di ripristinare l'ordine sull'isola.

Il PLN dichiara di avere da 20.000 e 40.000 membri. Attualmente dispone di una quindicina di unità locali. Ha presentato candidati a tutte le elezioni organizzate dal 1993. I suoi candidati hanno raccolto circa 26.000 suffragi alle elezioni politiche del 1993, e poco più di 100.000 suffragi alle europee del 1994. Sembra tuttavia stia perdendo spinta, avendo raccolto solamente 11.329 voti nelle elezioni politiche del 1997.

Fin dalla sua creazione, il PLN si è conformata alla legge sul finanziamento della vita politica designando, il 1 giugno 1992 alla prefettura della Val d'Oise, un mandatario finanziario nella persona del Sig. Philippe Couturier. Nel 1995 ha sostituito questo mandatario con un'associazione di finanziamento dichiarata alla prefettura di polizia di Parigi il 13 gennaio 1995. Questa associazione ha ricevuto l'approvazione del CCFP con decisione del 17 marzo 1995. È attualmente presieduta dal Sig. Jean-Paul Hubert, e il Sig. Philippe Couturier è il suo tesoriere.

I conti depositati dal PLN alla CCFP fanno apparire un livello di risultato molto variabile secondo l'esercizio: il bilancio del partito è passato da circa 147.000 franchi nel 1992 a più di 902.000 franchi nel 1997. Le principali risorse dichiarate provengono, oltre all'aiuto del bilancio pubblico che sarà esaminato più avanti, da contributi dei membri (variabili dai 22.000 franchi nel 1996 a oltre 172.000 franchi nel 1993) e da donazioni di persone fisiche (quasi 360.000 franchi nel 1997), che danno diritto a riduzione di imposte. Otto persone giuridiche hanno fatto donazioni tra il 1993 e il 1994, e hanno quindi potuto godere dei benefici fiscali allora in vigore, per importi poco importanti oscillanti tra i 200 e i 15.000 franchi. Le principali fonti di spesa sono le spese di propaganda e di comunicazione, gli acquisti e i servizi, come pure, dal 1995, gli oneri per il personale collegati a lavoratori dipendenti. Infine, il bilancio al 31 dicembre 1996 ha mostrato un portafoglio di valori mobiliari di investimento di 167.876 franchi, e quello al 31 dicembre 1997 un debito di 25.515 franchi per un contratto di prestito presso un ente creditizio.

Il Movimento Umanista è la seconda organizzazione settaria che utilizza la regolamentazione francese relativa alla vita politica. Il partito Umanista (PH) si è costituito il 10 aprile 1984 con il modello di associazione dichiarata alla prefettura di polizia di Parigi. Attualmente è presieduto dal Sig. Didier Gay. L'oggetto di questa associazione copre un programma politico molto generale imperniato sul rafforzamento della pratica democratica, e sulla promozione di nuove risposte ai problemi della società. Il PH si ricollega alla casa madre del Movimento Umanista creato in Argentina dal fondatore della setta, il Sig. Luis Mario Rodriguez Cobo, alias Silo. Alle elezioni politiche del 1997 ha ottenuto 3.508 voti.

Per beneficiare dell'aiuto pubblico, il PH nel 1997 si è conformato alle disposizioni della legge di 15 gennaio 1995. Il 24 marzo 1997 ha costituito una associazione di finanziamento dichiarata alla prefettura di polizia di Parigi e presieduta dal Sig. Jean-Claude Violleau. Questa associazione ha ricevuto l'approvazione del CCFP il 13 maggio 1997. T

enuto conto del carattere recente di questa approvazione, al momento nel bollettino ufficiale sono stati pubblicati solo i conti relativi al 1997. Essi mostrano un totale di entrate di 95.224 franchi provenienti esclusivamente da donazioni di persone fisiche, e 93.794 franchi sono stati utilizzati direttamente per le spese elettorali dei candidati. I donatori del PH hanno potuto, come quelli del PLN, beneficiare di riduzione di imposta relativa alle donazioni versate al mandatario finanziario di ogni formazione politica.

b) il vantaggio dell'aiuto di bilancio pubblico

Dal 1998 i partiti politici possono beneficiare di un aiuto finanziario iscritto nel bilancio dello Stato. A seguito della legge del 15 gennaio 1990 questo aiuto, ossia in totale 526,5 milioni di franchi nel 1999, è diviso in due parti uguali, la prima versata secondo criteri molto flessibili, la seconda sottoposta a condizioni molto più restrittive.

La prima parte è aperta, da un lato, ad ogni formazione politica che ha presentato almeno 50 candidati alle ultime elezioni legislative (essendo stato annullato dal Consiglio Costituzionale il tetto del 5% di suffragi per il Parlamento nel 1990) e, dall'altro, alle formazioni che hanno presentate candidati esclusivamente oltremare. Oggi, 86 partiti o gruppi beneficiano di questa prima frazione.

Al contrario il beneficio della seconda parte del finanziamento è legata alla rappresentanza in Parlamento. Tenuto conto delle modalità di elezione dei parlamentari, solo una ventina di partiti o gruppi accedono alla seconda frazione.

L'annullamento da parte del Consiglio Costituzionale del tetto, espressa in percentuale dei suffragi, prevista dal legislatore per beneficiare della prima frazione ha permesso ai due partiti settari di ricevere aiuti dal bilancio pubblico. Allo stato attuale della legislazione della vita politica, è quindi lo stato che finanzia una parte non trascurabile della diffusione delle idee difese dalle due sette interessate.

Dal 1993 al 1999 Il Partito della Legge Naturale ha ricevuto dallo stato, come prima parte del finanziamento di bilancio pubblico, un totale di 1.668.561 franchi. Conformemente alla legge del 1990, il finanziamento è stato concesso sulla sola base del numero di candidati presentati alle elezioni legislative. Benché nel marzo 1993 abbia ottenuto soltanto 26.254 voti, il PLN ha presentato 125 candidati, cioè un numero sufficiente per potere beneficiare della prima frazione. Questi risultati gli hanno permesso di ricevere per ogni anno della decima legislatura, un finanziamento medio di circa 284.000 franchi. Il finanziamento attualmente versato è calcolato sulla base dei risultati ottenuti alle elezioni legislative del 1997 per le quali il PLN ha presentato 89 candidati e raccolto 11.329 voti. Questi risultati hanno comportato il pagamento nel 1999, da parte dello Stato, di 123.489 franchi, e comporteranno il versamento di un importo equivalente fino alla fine dell'attuale legislatura.

Il Partito Umanista ha presentato 89 candidati alle elezioni legislative del 1997, cosa che, nonostante il modico numero di suffragi ottenuti, gli dà diritto alla prima parte del finanziamento pubblico. Così ha ricevuto dallo Stato 38.225 franchi nel 1998 e 38.238 franchi nel Una somma equivalente sarà versata ogni anno fino alla fine della decima legislatura.

c) il rimborso spese di campagna elettorale

Indipendentemente dal finanziamento di bilancio annuale di cui beneficiano le formazioni politiche, la legge del 15 gennaio 1995 ha istituito un rimborso forfettario delle spese elettorali sostenute dai candidati. Ogni candidato alle elezione, eccetto che per quelle del Senato e le presidenziali, che si presenta in un collegio con oltre 9.000 abitanti, è rimborsato della metà delle spese elettorali sostenute, con un plafond massimo, se ha ottenuto almeno il 5% dei suffragi espressi al primo turno dell'elezione considerata.

Il beneficio di questa disposizione è legato al rispetto, da parte del candidato, dei massimali delle spese elettorali previsti dalla legge, dal deposito di una dichiarazione di situazione patrimoniale se vi è assoggettato, e obblighi relativi alla istituzione e al deposito di un conto di campagna elettorale.

Per le elezioni interessate dal rimborso forfettario, i candidati possono raccogliere fondi per il finanziamento della loro campagna solo tramite un mandatario che può essere sia una associazione che una persona giuridica. Ogni candidato o capo-lista sottoposto alla determinazione di massimale per le sue spese elettorali è obbligato a redigere un conto di campagna e depositarlo alla prefettura accompagnato dai documenti giustificativi.

I conti di campagna sono trasmessi alla CCFP che li approva, li respinge o li corregge, e garantisce la pubblicazione nel bollettino ufficiale con modello semplificato. La sua approvazione condiziona il diritto al rimborso. Il controllo effettuato dalla CCFP è tuttavia di natura strettamente contabile: permette in particolare di individuare eventuali superamenti di massimali regolamentari, o di fare rispettare disposizioni legislative relative alle donazioni. La CCFP non dispone di alcun potere di valutazione della natura delle spese sostenute dai candidati.

Nel meccanismo di rimborso delle spese elettorali i movimenti settari possono trovare un mezzo per farsi finanziare la propaganda dallo Stato, non essendo il rimborso legato ad un esame sulla natura del progetto politico sviluppato. Nella pratica, ogni persona membro o vicino ad una setta si può candidare alle elezioni, dichiarare alla prefettura un mandatario in qualità di persona fisica o di associazione di finanziamento elettorale e farsi rimborsare dallo Stato, alla sola condizione di raggiungere il 5% dei suffragi espressi al primo turno, la metà delle spese. Si può tuttavia ritenere che l'esistenza del tetto del 5% limiti il beneficio di questa disposizione.

Anche se i risultati ottenuti dalla Meditazione Trascendentale non sembrano avere generato un rimborso pubblico, i suoi conti di campagna sono ricchi di insegnamenti. Per esempio la Commissione ha constatato che il Sig. Benoit Frappé, presidente del Partito della Legge Naturale, ha presentato una lista alle elezioni europee del 1994 per le quali ha depositato un conto che mostra spese totali per 943.995 franchi. Ha dichiarato di avere finanziato le spese grazie a: donazioni da persone fisiche o giuridiche, fra cui la Meditazione Trascendentale stessa, che dà benefici per un totale di 232.145 franchi [6]; dai suoi colleghi di lista che hanno pagato direttamente un totale di 601.664 franchi; altre formazioni politiche che hanno versato contributi o hanno pagato direttamente spese per un totale di 616.664 franchi.

Per le elezioni legislative del 1993 e il 1997, dove si presentava nella quarto collegio della Val d'Oise, il Sig. Benoît Frappé ha dichiarato di aver speso soltanto rispettivamente 17.159 e 1.428 franchi, finanziati essenzialmente da contributi personali, cioè importi apparentemente poco conciliabili con il costo di una campagna.

d) accesso ai tempi di trasmissione per la campagna radiofonica e televisiva

Per la loro campagna elettorale partiti o gruppi politici possono utilizzare le emittenti pubbliche di radiodiffusione e di televisione. Questo accesso costituisce un'altra modalità di finanziamento pubblico di propaganda dei partiti, essendo il costo della campagna radio-televisiva sostenuto dallo Stato, per importi non trascurabili e sempre crescenti. Il costo pubblico della campagna radio-televisiva per le elezioni politiche è stato, ad esempio, di 14 milioni di franchi nel 1988, 41,6 nel 1993 e 53,8 nel 1997.

Le condizioni d'accesso alla campagna radio-televisiva sono state definite in modo sufficientemente ampio perché le piccole formazioni possano beneficiarne. Ad esempio, in base all'articolo L.. 167.1 del codice elettorale, qualsiasi partito o gruppo che presenta al primo turno di elezioni politiche almeno 75 candidati ha accesso alle emittenti per una durata di 7 minuti al primo turno, di 5 minuti al secondo.

Movimenti settari hanno trovato in queste disposizioni non soltanto una nuova opportunità per far finanziare allo Stato la loro propaganda, ma anche una tribuna per diffondere il loro messaggio e una evidente legittimazione di rispettabilità. Nel suo rapporto sulla campagna elettorale per le legislative del 1997, il Consiglio Superiore dell'Audiovisivo s'è fatto portavoce dell'accesso del Partito della Legge Naturale e del Partito Umanista alla campagna radio-televisiva. Rileva in particolare che fra le 17 formazioni non rappresentate da un gruppo all'Assemblea Nazionale, ma ammesse a beneficiare di questa campagna, «alcune presentavano un messaggio il cui contenuto non era realmente politico». Lo stesso rapporto aggiunge che «diversi osservatori non hanno esitato a pronunciare la parola setta per definire alcune di queste formazioni, una delle quali era stata del resto citata nel rapporto della Commissione di inchiesta parlamentare sulle sette».

Il Consiglio Superiore dell'Audiovisivo rileva le difficoltà che presenta l'applicazione delle disposizioni sull'accesso alla campagna radio-televisiva. Queste difficoltà diventano particolarmente acute quando vengono applicate a formazioni che scaturiscono da organizzazioni settarie. Le condizioni d'accesso alla campagna erano state fissate, trattandosi di elezioni politiche ed europee, in un periodo in cui la vita politica era dominata da partiti rappresentati da un gruppo parlamentare. Con la moltiplicazione delle formazioni prive di tale rappresentanza, l'applicazione di queste condizioni porta a risultati che possono sembrare poco conformi a una ripartizione giusta dei tempi di parola. È normale che alle ultime elezioni europee e legislative, il Partito della Legge Naturale abbia avuto lo stesso tempo di interventi di, ad esempio, i partiti che provengono dal movimento ecologico?

2. Possibilità di ridefinizione della legislazione

La Commissione constata che le disposizioni relative al finanziamento della vita politica possono, con una facilità sconcertante, essere utilizzate dalle sette e favorirne così il loro sviluppo. Se è vero che, tenuto conto della modicità delle somme in causa, l'esempio delle due formazioni citate non ha rivelato un utilizzo massiccio del finanziamento pubblico, non è meno rivelatore dei rischi di deriva in scala maggiore. È per questo che la Commissione raccomanda diverse ridefinizioni. sistemazioni.

Non sarebbe opportuno, in primo luogo, assoggettare il beneficio della prima frazione del finanziamento di bilancio annuale al conseguimento di un tetto di suffragi ottenuti alle ultime elezioni legislative?

Questa prima raccomandazione sarebbe tale da impedire che lo Stato finanzi, ogni anno, propaganda di movimenti settari, senza peraltro ostacolare l'espressione di nuove correnti di idee e di opinioni. Suggerita varie volte dal Consiglio Costituzionale, tale ridefinizione sembrerebbe conforme alla sua decisione n°89-271 del 11 gennaio 1990, nella quale il Consiglio annullava il 5% dei voti in ragione del livello di tetto scelto, e non in ragione del principio stesso di un tetto.

Sarebbe anche opportuno riservare l'accesso alla campagna radio-televisiva alle formazioni politiche che abbiano designato un rappresentante nazionale patrocinato da un numero di eletti locali che potrebbe anche variare in funzione dell'elezione.

Questa seconda proposta si ispira al dispositivo usato per le elezioni presidenziali francesi e politiche in vigore in paesi europei come l'Italia.

D. Le organizzazioni di facciata umanitarie delle sette, e il ricorso allo statuto di Organizzazione Non Governativa

La maggior parte delle sette è presente in diverse aree geografiche, ha attività, in particolare economiche, transnazionali e si basano su strutture internazionali perfettamente organizzate. Molte di esse hanno una posizione internazionale sufficientemente importante per partecipare a conferenze ufficiali, come dimostra l'esempio recente della sessione dell'organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (OSCE) che tenutasi a Vienna il 22 marzo 1999, e in cui alcune delegazioni erano composte da scientologisti o Testimoni di Geova. Alcune sette, attirate dall'importanza delle sfide finanziarie in causa, utilizzano l'azione umanitaria per acquisire un riconoscimento pubblico e approfittare della relativa indulgenza delle organizzazioni internazionali, a volte meno esigenti degli Stati nella concessione delle loro sovvenzioni e nell'accesso alle loro tribune.

Il carattere internazionale delle pratiche settarie spinge i movimenti in causa a ricorrere allo statuto d'organizzazione non governativa (ONG), e, di fatto, molte sette sono state riconosciute come tali. Si tratta di uno statuto al quale, in assenza di definizione giuridica chiara, l'accesso è relativamente facile, e che, fino a tempi recenti, non aveva effetto sul diritto nazionale.

La convenzione europea del 24 aprile 1986 la cui ratifica è stata appena autorizzata dal Parlamento francese dà alle ONG un riconoscimento giuridico molto più ampio che in passato. Dettata dalla necessità di facilitare l'attività delle ONG, la cui azione cozza spesso con le norme nazionali dei luoghi di istituzione, questa convenzione offre alle sette un'arma supplementare per ottenere nuovi diritti dagli Stati firmatari. Come per la legge del 1901 si tratta di un dispositivo giuridico certamente necessario all'esercizio di un'attività essenziale alle relazioni internazionali, ma che le sette potranno utilizzare, o deviare, per ottenere influenza e sviluppare le loro attività.

1. Uno statuto mal definito, ma che offre benefici non trascurabili

a) la nozione e lo statuto di ONG

Le ONG sviluppano le loro attività in settori molto diversi tra loro, come il settore economico, sociale, educativo, culturale, di difesa dei diritti dell'uomo, dell'ambiente o dello sviluppo. L'Unione Internazionale delle Associazioni registrava, nel 1996, 138.000 ONG, di cui 65.000 in Europa. Quando esse hanno uffici in diversi stati si decide di designarle sotto la denominazione di organizzazione internazionale non governativa (ONG).

La grande diversità di strutture ed obiettivi rende difficile la definizione giuridica delle ONG. Il termine è compreso nell'articolo 71 della Carta delle Nazioni Unite: «il Consiglio Economico e Sociale può prendere ogni disposizione utile per consultare le organizzazioni non governative che si occupano di questioni rilevanti di sua competenza». La risoluzione 288 b (X) del 27 febbraio 1950 del Consiglio Economico e Sociale ha aggiunto che si tratta «di una organizzazione che non è creata con accordi inter-governativi ».

I diritti delle ONG che beneficiano di uno statuto consultivo sono stati precisati da testi recenti. La legge austriaca sulle associazioni del 31 marzo 1992 riconosce il beneficio della convenzione europea del 24 aprile 1986, che esamineremo più avanti, agli organismi che dispongono di uno statuto consultivo presso un'organizzazione internazionale. Inoltre un protocollo addizionale alla carta sociale europea il 9 novembre 1995 conferisce una vera dimensione giuridica alla nozione di statuto consultivo. L'articolo 1 di questo protocollo dispone infatti che «le parti contraenti (...) riconoscono alle organizzazioni internazionali dotate di statuto consultivo presso il Consiglio d'Europa (...) il diritto di fare rimostranze per applicazioni non conformi alla Carta ».

Al pari della Carta delle Nazioni Unite, numerose ONG hanno chiesto di essere regolarmente consultate dalle organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, Consiglio d'Europa, Agence de la francophonie...). Questi organismi hanno fissato criteri d'ammissione che si rivelano, di solito, relativamente facili da adempiere. Il Consiglio Economico e Sociale dell'ONU ha definito, in particolare, in modo molto ampio i criteri d'ammissibilità. Così, 577 ONG dispongono attualmente di uno statuto consultivo presso questo Consiglio, 585 presso l'Unesco e 369 presso il Consiglio d'Europa.

Le ONG costituiscono dunque organismi senza scopo di lucro creati da iniziative private che possono beneficiare di un riconoscimento da parte di un organismo inter-governativo. Si differenziano delle strutture associative nazionali per il carattere internazionale della loro composizione e per i loro obiettivi. Tuttavia rappresentanze, istituzioni o sezioni di una ONG rimangono persone giuridiche sottoposte al diritto dello stato in cui si trova la loro rispettiva sede. La maggioranza degli stati europei non prevede alcuno statuto specifico per le ONG, e le norme loro applicabili sono quelle che disciplinano associazioni, fondazioni, sindacati, mutue o qualsiasi altro organismo senza scopo di lucro.

Una stessa organizzazione avrà dunque una personalità e una capacità giuridica diversa secondo lo stato d'istituzione. È precisamente questo particolarismo giuridico, considerato da alcuni come in opposizione allo sviluppo delle ONG, che ha motivato la convenzione del 1986 che ha portato ad un dispositivo che dispensa le ONG istituite in molti paesi dal creare una nuova persona giuridica.

b) vantaggi non trascurabili

Benché facile da ottenere, lo statuto di ONG si presenta alla pubblica opinione come una vera etichetta di credibilità internazionale. Offre una tribuna nella misura in cui lo statuto consultivo dà diritto ad assistere a dibattiti, di ricevere i dossier preparatori, di portare li proprio punto di vista nell'ambito delle commissioni e di presentare relazioni scritte. Tale tribuna facilita incontestabilmente «la pressione» esercitata dalle ONG, che sono così ammesse alle grandi conferenze internazionali e possono prendere la parola; certi paesi come Francia le integra nelle loro delegazioni.

Lo statuto di ONG conferisce anche una notorietà molto utile per accedere ad importanti contributi pubblici. In Francia le ONG raccolgono complessivamente un miliardo di franchi l'anno. A questo si aggiungono i finanziamenti pubblici, di importanza inferiore, concessi direttamente dalle istituzioni internazionali a organizzazioni riconosciute.

c) Esempi di sette riconosciute come ONG

Alla Commissione sono stati forniti molti esempi di sette che beneficiano dello statuto di ONG. Humana, setta elencata nel rapporto della precedente Commissione d'inchiesta, è conosciuta in Francia per avere organizzato raccolte di abiti in contenitori mobili collocati, previa autorizzazione, in luoghi privati o pubblici. Oggi sciolta, quest'associazione apparteneva ad un'organizzazione più vasta, federata attorno a Tvind, organismo danese con statuto di ONG. Creato nel 1970 per aiutare l'infanzia socialmente svantaggiata, Tvind ha gradualmente allargato il suo obiettivo alla lotta contro la povertà in Danimarca, quindi all'aiuto umanitario internazionale. Questa ONG dispone di importanti mezzi finanziari provenienti dalla rivendita delle sue raccolte, da sovvenzioni di organizzazioni internazionali, e dalle attività delle imprese, a volte cooperative, che in molte regioni del mondo sono sotto il suo controllo.

La Meditazione Trascendentale ha, da molti anni, un'attività internazionale importante. Alla fine degli anni '80 ha partecipato ad un programma di riabilitazione di prigioni in Senegal. Nel 1993, forte degli stretti legami che intrattiene con il presidente del Mozambico, il Sig. Joachim Chissano, ha lanciato in quel paese una vasta operazione battezzata «paradiso in terra» che, sotto copertura di un'opera umanitaria che mira a migliorare il tenore di vita, dava alla società «Maharishi heaven on earth » il diritto a sfruttare molti milioni di ettari di terreno. Dopo le dichiarazioni del presidente Chissano che confermano i termini dell'accordo concluso con la setta, il progetto è stato abbandonato. Il Partito della Legge Naturale, organo politico della Meditazione Trascendentale, creato come abbiamo visto in molti paesi, ha partecipato, in qualità di ONG, al vertice dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) organizzato a Vienna nel 1996.

Fin dalla sua creazione la setta Sri Chinmoy è bene installata alle Nazioni Unite. All'inizio degli anni '70 l'associazione Sri Chinmoy Church Center creò un gruppo all'ONU. Nel 1975 venne ammessa come ONG presso questo organismo internazionale. La setta utilizzerà questo statuto e il logo dell'ONU per organizzare manifestazioni spettacolari, come una marcia della pace nel 1983, un concerto per la pace nel 1984 oppure, nel 1987 e 1989, una maratona per la pace. Quest'ultima, nella sua versione del 1989, comprendeva una fase che si svolgeva in Francia e per la quale la setta chiese la raccomandazione dell'Unesco, del ministero della Gioventù e dello sport e della Missione del Bicentenario della Rivoluzione Francese. Il supporto ufficiale francese è stato tuttavia ritirato.

L'Eglise Internationale du Christ mantiene legami con una ONG americana, Hope World Wide, che beneficia di uno statuto consultivo presso il consiglio economico e sociale dell'ONU. Il ramo francese della setta versa una partecipazione all'ONG che, rappresentata in Francia dall'associazione «Hope Francia», ha per oggetto il creare e garantire il funzionamento di qualsiasi opera a carattere sociale, caritatevole o di beneficenza.

Brahma Kumaris World Spiritual University, organizzazione religiosa della setta dello stesso nome, ha ottenuto nel 1983, nella sua qualità di ONG, lo statuto consultivo presso il consiglio economico e sociale dell'ONU, e nel 1987 presso l'UNICEF. È anche associata al dipartimento dell'informazione pubblica delle Nazioni Unite. Nel 1986, ha lanciato «l'appello per milione di minuti di pace» destinato a imbastire «un edificio di pace, con la sua pace interna e il suo coinvolgimento personale». Nel 1988 ha anche partecipato ad un progetto «di cooperazione globale per un mondo migliore».

Anche la Soka Gakkai International è una ONG con statuto consultivo presso il Consiglio economico e sociale e il Dipartimento dell'informazione pubblica delle Nazioni Unite. Il suo presidente, Sig. Daisaku Ikeda, nel 1983 ha ricevuto la medaglia della pace assegnata dall'ONU. Come Sri Chinmoy, la Soka Gakkai ha utilizzato il suo statuto di ONG per tentare di partecipare, sotto il patrocinio della Missione creata a tal fine, alle celebrazioni del bicentenario della rivoluzione francese.

Infine, la Federazione delle Donne per la Pace Mondiale, emanazione della setta Moon, si presenta come un ramo dell'ONG «Women's Federation for World Peace International». Quest'ultima fa riferimento a uno statuto consultivo presso il Consiglio economico e sociale dell'ONU e della sua affiliazione al Dipartimento di informazione della stessa organizzazione.

2. - La convenzione europea del 24 aprile 1986

Se le organizzazioni internazionali non governative (ONG) dispongono di uno statuto presso diverse istituzioni internazionali, le loro relazioni con gli Stati non erano, fino a tempi recenti, disciplinate da alcun testo. Questo vuoto giuridico è stato riempito nell'ambito del Consiglio d'Europa dall'adozione, il 24 aprile 1986, di una convenzione europea sul riconoscimento giuridico delle ONG. Entrata in vigore il 1 gennaio 1991, questo convenzione veniva applicata, nel novembre 1998, da Austria, Belgio, Grecia, Portogallo, Regno Unito, Slovenia e Svizzera. La Francia ha firmato questa convenzione il 4 luglio 1996, e la legge che autorizza la sua ratifica è stata promulgata il 18 dicembre 1998.

Questa convenzione è stata interpretata da alcuni come propizia allo sviluppo delle attività delle sette in Francia: darebbe infatti la possibilità alle sette che, in un paese firmatario della convenzione, beneficiano di una capacità giuridica più ampia che nel diritto francese, di utilizzare il loro statuto di ONG per beneficiare automaticamente in Francia della stessa capacità.

Questa convenzione è stata oggetto, da parte del governo francese, di una dichiarazione interpretativa che viene a precisare allo stesso tempo il suo campo d'applicazione e i suoi effetti giuridici. Alcuni temono che tale dichiarazione, che dopo tutto pone problemi di portata giuridica, non basti a scoraggiare l'istituzione di sette in Francia. Offre infatti a queste ultime, quando sono costituite in ONG, una capacità giuridica ampliata e tanto più inquietante in quanto il suo campo d'applicazione è definito in modo estensivo. Inoltre, le possibilità lasciate agli stati firmatari di rifiutare l'applicazione della convenzione o restringerne gli effetti sono particolarmente ridotte e difficili da applicare nel caso delle sette.

a) ampliamento della capacità giuridica delle ONG

Il primo paragrafo dell'articolo 2 della convenzione prevede che la Francia dovrà riconoscere personalità e capacità giuridiche alla ONG che, installata sul territorio francese, avrà acquisito quei diritti nel paese in cui ha la sua sede. Nel secondo punto della sua dichiarazione interpretativa, il governo francese considera che questa disposizione non ha «nessuna altra conseguenza che quella relative al riconoscimento di personalità giuridica e capacità che deriva dal diritto francese».

Benché ci si possa rammaricare della sua mancanza di chiarezza, la dichiarazione interpretativa sembra proibire che una ONG possa rivendicare in Francia diritti superiori a quelli concessi allo statuto di associazione dichiarata. In particolare, molti esperti vedono la convenzione come non dare diritto alla capacità giuridica normalmente riservata alle associazioni riconosciute di pubblica utilità, alle associazioni religiose e alle associazioni di beneficenza, e in particolare la possibilità di beneficiare di liberalità. Inoltre il governo francese sembra interpretare la convenzione come non avente nessuna incidenza fiscale.

La Commissione tiene tuttavia a sottolineare l'importanza delle difficoltà giuridiche create da questa convenzione. Nel momento in cui molti paesi del Consiglio d'Europa si preparano ad adottare, in relazione al fenomeno settario, un atteggiamento contrario alla posizione francese, vede in questo testo un'iniziativa per lo meno infelice di cui non si è preventivamente calcolata la portata delle conseguenze, e il rischio di aprire la strada ad eccessi pregiudizievoli al lavoro che da alcuni anni ci impegna nella lotta contro l'influenza di sette.

La Commissione ricorda in particolare che la Danimarca, membro del Consiglio d'Europa, prevede di riconoscere Scientology come una chiesa ufficiale, e ha costituito a tal fine una commissione incaricata di depositare una relazione che fungerà da base alla decisione del Ministro dei Culti. Tale riconoscimento avrebbe effetti giuridiche diretti sulla Danimarca, poiché conferirebbe a Scientology vantaggi, in particolare fiscali, importanti. Si può ben vedere come, in futuro, la setta potrebbe utilizzare la decisione danese per esigere, in particolare costituendosi come ONG e basandosi sulla convenzione del 1986, gli stessi benefici nel resto d'Europa. Se gli effetti giuridici che un riconoscimento da parte della Danimarca potrebbe avere in Francia si presta a discussione, tutti concordano nel riconoscere che il suo aspetto simbolico inciderebbe oltre i confini di quello Stato. Tale riconoscimento ufficiale non potrebbe infatti che essere interpretato come un modello di legittimazione della setta.

b) un campo d'applicazione definito in modo estensivo

L'articolo 1 della convenzione stabilisce quattro condizioni in base alle quali una ONG può chiedere l'applicazione delle disposizioni di questo testo, e il primo punto della dichiarazione interpretativa chiarisce il modo in cui la Francia intende applicare queste condizioni.

Possono così beneficiare della convenzione le ONG che hanno uno scopo non lucrativo d'utilità internazionale, che sono state create da un atto che, da una parte, dipende dal diritto nazionale, e dall'altra, esercitano un'attività effettiva almeno in due Stati, e hanno la loro sede statutaria sul territorio di uno Stato e la sede reale sullo stesso territorio o su quello di un altro Stato.

Il vantaggio della convenzione è di fatto sottoposto alla valutazione «dello scopo non lucrativo d'utilità internazionale» e all'esistenza di un'attività effettiva almeno in due stati, essendo le altre condizioni solo formali. Ma, nella sua dichiarazione interpretativa, il governo ha considerato che ogni ONG che beneficia di statuto consultivo o di osservatore sarà presunta soddisfare questi due criteri. Tutte le ONGS settarie citate in precedenza potranno dunque beneficiare della convenzione.

c) possibilità limitate di restrizioni e difficoltà d'applicazione

Il secondo paragrafo dell'articolo 2 della convenzione prevede la possibilità, da parte di un paese ospite, di opporre «restrizioni, limitazioni o procedure speciali »all'esercizio dei diritti di cui la ONG beneficia nel paese in cui ha la sua sede, e di cui chiede l'applicazione. Queste disposizioni devono tuttavia essere dettate da un «interesse pubblico essenziale». Inoltre l'articolo 4 fissa, in modo restrittivo, «le ragioni d'interesse generale» che possono giustificare la mancata applicazione della convenzione alla ONG. Così uno stato potrà invocare solamente i fatti seguenti: danno «alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, alla difesa dell'ordine e alla prevenzione del crimine, alla tutela della salute o della morale, alla protezione di diritti e libertà altrui», o messa in causa «delle relazioni con un altro stato o (del) mantenimento della pace e della sicurezza internazionali».

Senza pronunciarsi sulla portata giuridica esatta di queste disposizioni, la Commissione sottolinea quanto la loro applicazione sarà delicata da applicare. Mal si combinano con l'articolo 9 della convenzione che prevede che nessuna riserva sarà ammessa all'applicazione del testo e, in ogni caso, darà luogo ad un importante contenzioso sull'argomento, e tenuto conto della posizione adottata dalle giurisdizioni internazionali sul fenomeno settario, sarà quanto meno incerto.

La Commissione considera dunque che la convenzione europea del 24 aprile 1986 apra la strada a un riconoscimento ufficiale, di fatto e di diritto, ai movimenti settari internazionali. La dichiarazione interpretativa del governo francese sarà in qualsiasi caso oggetto di abbondante contenzioso, e permetterà alle organizzazioni interessate di fare la figura delle vittime presso l'opinione pubblica. In tali condizioni, è indispensabili che il governo lanci, nell'ambito del Consiglio d'Europa, una campagna di sensibilizzazione sui pericoli di questa convenzione.

NB - i rimandi saranno ulteriormente completati.

 
 

IV. - Note

1. La palma spetta innegabilmente ai testimoni di Geova che hanno fatto pervenire alla Commissione 9 cartoni di documenti.

2.
- destabilizzazione mentale,
- carattere esorbitante delle esigenze finanziarie,
- rottura indotta con l'ambiente d'origine,
- danni all'integrità fisica,
- intruppamento di minori,
- linguaggio più o meno anti-sociale,
- disordini per l'ordine pubblico,
- importanza dei conflitti giudiziari,
- eventuale deviazione dei circuiti economici tradizionali,
- tentativi d'infiltrazione dei poteri pubblici.

3. Relazione pubblica particolare del luglio 1998.

4. Le attività in principio sono cessate, ne sono rimaste poche, avendo la setta annunciato che le trasferiva in Gran Bretagna.

5. Come esempio, il fatturato della sola Prima Verba era, secondo il Registro del Commercio, di 1.079.223 franchi nel 1995, 526.910 franchi nel 1996 e 9.500 franchi in 1997.

6. Dopo avere chiesto all'interessato le ricevute emesse in cambio delle donazioni, la CCFP ha constatato che molte di esse provenivano da persone fisiche straniere, e ha deciso di riqualificare come «contributi dei compagni di lista» un importo di 108.800 franchi dichiarati come donazioni al partito.

 
 
 
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