Scientology - una questione di fede

La fede di una madre ha contribuito al suo omicidio?
Trascrizione della trasmissione "48 Hours" della CBS News, andata in onda il 28 ottobre 2006. Disponibile anche il video della trasmissione.

Traduzione a cura di Simonetta Po, novembre 2006.

 


Non vi sono mai stati dubbi su chi il 13 marzo 2003 avesse assassinato Elli Perkins. Come riferisce il corrispondente Peter Van Sant, nel giro di poche ore la polizia ottenne una confessione. I jeans grondanti sangue, il 28enne Jeremy Perkins aveva appena inferto alla madre 77 coltellate.

Settimane più tardi, in una intervista registrata, Jeremy raccontò a uno psichiatra che cosa gli era passato per la testa: «Mia mamma... pensavo che mi stesse dietro, che volesse farmi del male» ha raccontato, «Un po' come se a volte fosse stata normale, e poi rimetteva su quella faccia».

Il Dott. Brian Joseph è stato uno degli almeno otto psichiatri che ha concluso che Jeremy soffriva di schizofrenia. Alla richiesta di spiegare che cosa sia la schizofrenia, il dott. Joseph dice: «La schizofrenia è una malattia del cervello in cui una cellula nervosa non sembra dialogare correttamente con un'altra cellula nervosa. Inizi ad avere sintomi psicologici come pensare che la gente ti dia la caccia quando in realtà non è vero, sentire voci quando non c'è nessuno».

Per il dott. Joseph e per John Nuchereno, l'avvocato che ha rappresentato Jeremy nel procedimento giudiziario, la vera tragedia è che Jeremy non è mai stato sottoposto ad adeguato trattamento psichiatrico.

«I suoi genitori sapevano che era molto malato e che soffriva di allucinazioni» riferisce Nuchereno. Alla domanda se si fossero mai rivolti a uno psichiatra, Nuchereno risponde: «No».

Elli e Don Perkins volevano aiutare sinceramente l'amato figlio Jeremy. Ma i Perkins erano scientologist. Qualche materiale pro-scientologist dichiara non solo che la psichiatria è inutile, ma che è malvagia - i loro farmaci non sono altro che veleno.

Molti di noi hanno sentito nominare Scientology grazie alle sue celebrità, John Travolta e Tom Cruise. Quelle star di Hollywood sono i membri più visibili di una chiesa che oggi dichiara di avere 10 milioni di seguaci nel mondo.

Scientology sostiene che la sua missione è il miglioramento spirituale, la filantropia e il progresso dei diritti umani. Come per il caso di Perkins, essa afferma che l'omicidio di Elli non ha nulla a che vedere con la sua fede. Ma fonti vicine al caso - e documenti di tribunale precedentemente segretati - raccontano una storia molto diversa.


Elli, artista del vetro, era cresciuta alla fede ebraica; Don, imprenditore edile, aveva un passato cristiano. Dawn, una delle sue migliori amiche, racconta che Elli era in cerca di risposte spirituali: «sapeva di avere uno scopo, ma non sapeva quale fosse».

Non sappiamo di preciso come Elli fosse stata introdotta a Scientology, ma oggi la chiesa recluta spesso nuovi membri con un test gratuito della personalità o un test dello stress, come 48 Hours ha documentato con telecamere nascoste presso uno stand di New York City.

I membri della chiesa usano uno strumento, chiamato E-meter, per determinare che cosa ti stia turbando. L'E-meter misura la resistenza del corpo al passaggio della corrente elettrica. La legge richiede che la chiesa apponga a ogni strumento un'etichetta che dice che non serve a scopi medici.

«Ti dicono "Ehi guarda, quando ti ho fatto quella domanda l'e-meter si è mosso. Significa che sei stressato. Vieni, e ti aiuteremo a risolvere la cosa"» racconta Rich Dunning, che ha conoscenza diretta dell'E-meter. Egli è infatti l'ex vice direttore della Chiesa di Scientology di Buffalo, dove ha conosciuto la famiglia Perkins. Dunning dice che gli scientologist credono che lo strumento misuri davvero qualcosa, ma lui non ci crede.

Dopo il test dello stress hanno cercato di venderci il libro "Dianetics"; pubblicato nel 1950 fu scritto dal fondatore di Scientology, un prolifico scrittore di fantascienza di nome L. Ron Hubbard. «Lo scopo e l'obiettivo di Scientology è prendere un individuo e metterlo in condizione di poter affrontare i propri problemi, e risolvere quei problemi» spiegava Hubbard.

«Per gli scientologist la parola di Hubbard corrisponde a una sacra scrittura. Se l'ha detto Hubbard allora la cosa è vera per definizione. E bisogna crederci» spiega Stephen Kent, professore di sociologia alla University of Alberta [1], considerato uno dei maggiori esperti di Scientology. Ma dentro la chiesa Kent viene considerato un estremista antireligioso pagato per testimoniare in tribunale contro di essa.

Alla domanda se Scientology fosse inizialmente una religione Kent risponde: «No. Il titolo di Dianetics era molto chiaro. "Dianetics: Scienza Moderna della Salute Mentale"».

In Dianetics Hubbard sostiene che la mente di ognuno è imprigionata dai traumi del passato. Per liberarsene bisogna sottoporsi a un intenso processo di assistenza denominato "auditing", gran parte del quale viene fatto collegati all'E-meter. L'obiettivo è ottenere uno stato illuminato, che Hubbard chiamava "Clear". «Lo "stato di Clear" implica affermazioni sul liberarsi da quelle esperienze negative sperimentate nella vita, esperienze che frenano» spiega Kent.

Dunning, che si è sottoposto al procedimento di auditing, dice che lo faceva stare bene: «diventi molto euforico».

L'esperienza di Elli fu così positiva che entrò nella chiesa. Ben presto sposò un altro membro, Don Perkins.

Fin dall'inizio però i metodi di Hubbard furono ridicolizzati dall'establishment medico. Una rivista definì Dianetics «un nuovo sistema di ciarlataneria». «Nel reagire alla reazione generalmente negativa, Hubbard divenne sempre più aggressivo verso la psichiatria» spiega Kent.

Hubbard decise di trasformare la "scienza moderna" di Dianetics in una nuova religione denominata "Scientology". E già all'inizio degli anni '70, quando Elli entrò nella chiesa, l'ostilità di Hubbard contro la psichiatria si era intensificata. «Nel 1968 Hubbard scrisse una direttiva intitolata "La Guerra"» continua Kent. «In quella lettera annunciava che lo scopo di Scientology era diventato l'eradicazione della psichiatria».

La chiesa ha demandato 48 Hours alla scientologist Jan Eastgate, presidente di un gruppo fondato da Scientology e denominato Citizen's Commission on Human Rights [2] [Comitato dei Cittadini per i Diritti dell'Uomo - CCDU - in Italia, NdT][3], dedicato alla denuncia degli abusi psichiatrici. «Plaudo L. Ron Hubbard perché fu la persona che identificò gli abusi della psichiatria» dice la Eastgate a Van Sant. «La psichiatria come professione, come ideologia, non funziona» aggiunge.

«Come descriverebbe i farmaci antipsicotici e psicotropi usati oggi nella pratica psichiatrica moderna?» chiede Van Sant. «Barbari, disumani, non dovrebbero essere mai usati. Sa, si tratta di droghe molto pericolose. Siamo totalmente contrari a qualsiasi forma di psichiatria» risponde la Eastgate.

«Diventare scientologist significa quindi apprendere che la psichiatria è il diavolo cosmico che sta provocando danno, confusione e criminalità nel mondo» spiega il Prof. Kent.

Quando Van Sant ha chiesto se la Eastgate ritenesse che gli psichiatri fossero il male, lei ha risposto: «Credo che un sacco di psichiatri siano il male».

E Dawn dice che Elli credeva fermamente che la psichiatria fosse la rappresentazione del male.


Elli Perkins si recava ogni anno alla Fiera del Rinascimento nel nord dello stato di New York, dove vendeva le sue opere in vetro. La collega artista Cookie Schoonmaker-Fransic dice che c'era tutti gli anni. Cookie conserva caldi ricordi di Elli, del marito Don e dei due figli, Jeremy e Danielle, allevati fin dalla nascita come scientologist.

Dan ed Elli trascorrevano gran parte del loro tempo libero frequentando corsi speciali di Scientology, corsi che aiutano i membri a progredire nella chiesa. Questi corsi, dice Kent, costano soldi, «Si può andare da poche migliaia di dollari fino a, in alcuni casi, 10.000 dollari o quasi» spiega.

Nel 1979 Dan e Elli ottennero lo stato di avanzamento spirituale che la chiesa definisce "Clear". Elli apprese come usare l'E-meter e divenne a sua volta un auditor rispettato. Negli anni '80 la famiglia si trasferì brevemente in California, dove Elli ebbe il privilegio di lavorare presso una delle strutture più prestigiose della chiesa, il Celebrity Center di Los Angeles.

Fin dall'inizio il fondatore Hubbard aveva reso politica ufficiale della chiesa il reclutamento delle celebrità. «La speranza è che il VIP attribuirà, o per meglio dire attribuirà erroneamente, il proprio successo ai corsi di Scientology» spiega Kent.

«Sono stato un executive di alto livello del Celebrity Center. Prendevamo di mira certe celebrità» dice Lawrence Wollersheim, uno dei direttori di www.facnet.org che trascorse 11 anni nella chiesa ed ora è uno dei suoi critici più aperti e tenaci.

Come Elli, anche Wollersheim aveva raggiunto gli stati più alti - oltre "Clear" - conosciuti nella chiesa come livelli di "Thetan Operante" o "OT". Il thetan è l'equivalente Scientology dello spirito, e ai membri avanzati viene insegnato che tali thetan furono portati originariamente sulla terra da un alieno spaziale di nome Xenu, che poi li fece saltare in aria dentro ai vulcani. «Capisco che questa storia suoni pazzoide. Ma gli scientologist ci credono nel modo più assoluto» continua Wollersheim. «Ed è quanto quegli alieni fecero che rovina veramente la vita oggi. Questo è il succo dei livelli segreti di Scientology».

Il Professor Kent dice che agli scientologist viene insegnato che ai livelli più alti di OT si ottengono poteri speciali: «L'abilità di controllare la materia, l'energia, lo spazio e il tempo, di essere immuni da malattie serie ed essere esentati dalle tragedie, e così via».

Wollersheim sostiene che quegli insegnamenti segreti e di altissimo livello lo spinsero oltre il baratro: «All'iniziazione del livello OT3 scopri di non essere una sola persona. Sei in realtà centinaia, migliaia, decine di migliaia, forse addirittura un milione di alieni che stanno combattendo per prendere il controllo del corpo. E a quel punto non sai più chi sei» racconta. «Io uscii completamente di testa».

Alla domanda se finì per chiedere aiuto psichiatrico risponde che, alla fine, lo fece.

Wollersheim fece causa alla chiesa. Una corte della California accertò che soffriva di disturbo bipolare e che la chiesa «aveva costretto Wollersheim a continuare l'"auditing" nonostante la sua salute mentale fosse stata ripetutamente minacciata dalla pratica». Dopo decenni di appelli e contro cause, la chiesa gli pagò un risarcimento di 8,6 milioni di dollari per porre fine al procedimento [4].

«Scientology. È il peggior esempio di controllo mentale in ambito religioso che sia mai esistito» conclude Wollerheim.

La chiesa dal canto suo dice che Wollerheim è un bugiardo e un imbroglione, e sostiene che la grande maggioranza dei suoi membri è felice e soddisfatta.

Membri come i Perkins, che alla fine degli anni '80 tornarono a Buffalo. Alla fine Jeremy frequentò la rispettabile Williamsville North High School.


Trey Johnson, amico e compagno di scuola di Jeremy, lo ricorda con affetto: «Era un tipo tranquillo. Voglio dire, ragazzo gentile, per te faceva qualsiasi cosa».

Ma Gabrielle Carlson ebbe un'impressione diversa: «Pensavo che Jeremy Perkins fosse molto strambo» dice, «Non sembrava in grado di interagire bene con tutti». Gabrielle è sempre stata sospettosa di Scientology, ma suo fratello Jeff entrò nella chiesa di Buffalo. Nel 1996 Jeff sposò Danielle Perkins, sorella di Jeremy.

Il comportamento di Jeremy non era ancora diventato un problema per la chiesa, ma la gestione della salute mentale di un altro membro che la chiesa aveva fatto nella sua sede di Clearwater, Florida, si sarebbe presto trasformata in crisi. La 36enne Lisa McPherson morì infatti dopo essersi sottoposta per 17 giorni alla cura Scientology prevista per i collassi nervosi [5].

«È essenziale - isolateli, non parlategli, tratteneteli in un ambiente tranquillo» spiega Kent [6]. Le foto dell'autopsia mostrano il corpo di Lisa emaciato, coperto di graffi e lividi. Gli investigatori scoprirono che era stata controllata fisicamente. «Cercavano di alimentarla a forza. Le davano diverse combinazioni di vitamine e cose del genere» aggiunge Kent.

Dell Liebreich, zia di Lisa, fece causa alla chiesa e Kent fu perito di parte retribuito nel procedimento. La chiesa raggiunse un accordo extragiudiziale senza ammettere alcun illecito, e insistette che la morte di Lisa era stata scatenata da una ferita subita in occasione di un incidente automobilistico.

Anni dopo, la morte di Lisa faceva ancora notizia in Florida. E a Buffalo gli scientologist cominciavano a chiedersi se anche loro non fossero davanti a un problema.

Fin da ragazzino il sogno di Jeremy era stato di diventare un batterista rock. Reagan Worling fu suo amico intimo per tutti gli anni '90, oltre che chitarrista nel loro complesso heavy metal, i "Tenth Plague". Worling dice che Jeremy era molto serio in merito alla musica e alla sua religione: «tutto quello che faceva era basato sulla sua chiesa» ricorda.

Jeremy viveva con i genitori, lavorava per l'impresa edile del padre e aiutava la madre con le opere su vetro. Era chiaramente funzionale ma Worling racconta che era assolutamente strano: «Quando aveva circa 24 anni mi disse che sentiva delle voci e che aveva detto al padre che sentiva quelle voci. E suo padre gli aveva detto di dire alle voci di starsene zitte», ricorda.

Invece di mandare Jeremy dallo psichiatra, i Perkins lo mandarono in California affinché entrasse nel gruppo di élite di Scientology, la "Sea Org".


«Alla fine degli anni '60 Hubbard cominciò ad incontrare grosse difficoltà con i governi di tutto il mondo. Allora creò una piccola flotta di navi che solcavano l'oceano, e quella flotta venne chiamata "Organizzazione del Mare", o "Sea Org"» spiega Kent. Dice che oggi la Sea Org è di nuovo a terra e che l'affiliazione ad essa è una specie di sacerdozio. «Quando entrano nella Sea Org firmano un contratto da un miliardo di anni».

Il contratto da un miliardo di anni di Jeremy durò meno di dodici mesi. Dunning racconta che Jeremy «fu rifiutato per motivi di cui non sono a conoscenza». La brusca fine del contratto Sea Org di Jeremy potrebbe essere collegata a ciò che l'ex scientologist vide personalmente nel 2001, quando il comportamento del ragazzo si fece sempre più bizzarro. «Bastava guardarlo negli occhi per rendersi conto che in lui c'era qualcosa che non andava» ricorda Dunning.

48 Hours ha ottenuto le valutazioni psichiatriche che il giudice ordinò per Jeremy, stilate poco dopo l'omicidio della madre nel 2003. Esse indicano che i sintomi della schizofrenia erano evidenti fin dal 2001. Ma i Perkins hanno sempre sostenuto che la condizione era stata in qualche modo scatenata da un incidente avvenuto nel 2002 mentre il ragazzo stava lavorando sul camion del padre.

«Beh, naturalmente è una sciocchezza» dice il Dott. Joseph, che ha curato Jeremy dopo il suo arresto. «Spesso si pensa che se si picchia la testa, e visto che il cervello sta nella testa, allora il cervello viene in qualche modo influenzato e ciò provoca la malattia mentale».

I genitori di Jeremy gli fecero fare due diverse TAC, ma non furono riscontrate anomalie. «Dei numerosi dottori che visitarono Jeremy, nessuno pensò mai che vi fossero collegamenti con il colpo alla testa» dice John Nuchereno, avvocato difensore del ragazzo, aggiungendo che il suo assistito continuò a peggiorare nell'estate del 2002. «La malattia ebbe il sopravvento al punto che anche il padre se ne accorse sul lavoro, e lo fece smettere» spiega il legale.

Jeremy fu anche escluso dai corsi di Scientology.

«La chiesa sapeva che era un ragazzo problematico, e quello fu il motivo per cui lo dichiararono PTS, cioè "Fonte Potenziale di Guai"; si tratta fondamentalmente di una etichetta che dice che sei malato e che devi ricevere aiuto prima di tornare di nuovo attivo» spiega Dunning.

Jeremy ormai soffriva di gravi allucinazioni e visioni. Ma Elli frustrò le richieste del suo medico personale, che le aveva consigliato di rivolgersi a uno psichiatra. La famiglia accettò una ricetta per il sonnifero Sonata, ma pochi giorni dopo le cose peggiorarono ulteriormente. La mattina del 14 agosto il funzionario Mark Martinelli colse Jeremy nell'atto di intrufolarsi nella Università di Buffalo. Aveva vagato l'intera notte. Le cose presero una piega violenta: «cominciò a dare pugni e calci» ricorda Martinelli.

Jeremy fu arrestato. Un esame psichiatrico ordinato dal giudice confermò i sospetti di Martinelli: Jeremy era schizofrenico. Fu rinviato a un ospedale locale, ma non vi rimase a lungo.


«Credo che la madre convinse l'ospedale ad affidarlo a lei. Che se ne poteva prendere cura lei» dice il vice procuratore della Contea di Eire Ken Case, pubblico ministero nel caso Perkins. «Le autorità pensavano che lo avrebbe affidato a uno psichiatra? Che lo avrebbe fatto curare per controllare questo suo problema?» gli chiede Van Sant. «Sì, questo è quanto ho capito».

Alla domanda se Elli avesse intenzionalmente fuorviato il personale dell'ospedale, Case risponde: «L'inchiesta ci ha rivelato che era assolutamente contraria ad ogni ulteriore trattamento psichiatrico».

Pare che Jeremy fosse stato visitato da un neurologo dell'ospedale, che pure aveva raccomandato farmaci antipsicotici. Ma Nuchereno dice che la famiglia era contraria, perché sarebbe andato contro alla loro fede.

«Perché dovresti mettere qualcuno come lui nelle mani della psichiatria, che ammette di non sapere come risolvere effettivamente i problemi, e la cui unica soluzione possibile è drogare la gente?» chiede Jan Eastgate, che investiga gli abusi psichiatrici per conto della Chiesa di Scientology e si allinea con gli altri critici della psichiatria istituzionale come il Professor Jeffrey Schaler della American University, che sostiene che la schizofrenia non dovrebbe nemmeno essere chiamata malattia.

«Non c'è alcuna malattia che Jeremy chiamasse schizofrenia. Questo è un tentativo degli psichiatri e di altri professionisti di salute mentale per spiegare che ha fatto ciò che ha fatto» dice Schaler. Alla domanda se ritenesse che i farmaci possono curare la malattia mentale, Schaler ha risposto: «Poiché non esiste una cosa chiamata malattia mentale, non esiste nemmeno una medicina per la malattia mentale. Ora, certi farmaci possono effettivamente modificare il modo di percepire di una persona? Naturalmente. Ma questo significa che quella persona ha bisogno di farmaci?».

A Jeremy venne prescritto un altro farmaco: il Lorazepam, blando ansiolitico che presenta rari casi di effetti collaterali violenti. Ma nei documenti della corte non esiste alcuna prova che Jeremy lo avesse mai preso e gli esperti medici sostengono che non si tratta di un farmaco antipsicotico che tratta con efficacia la schizofrenia paranoide.

In una lettera a CBS News, uno dei legali di Don Perkins ha sostenuto che i genitori di Jeremy «portarono ripetutamente il ragazzo sia da medici che da professionisti di salute mentale» - compreso uno psichiatra - «e che tutti che glielo riaffidarono sempre in quanto non pericoloso per sé o per gli altri». A Jeremy «furono prescritti e assunse farmaci psicotropi, ma senza esito» quindi «l'intera premessa» del nostro servizio «è falsa».

Ma i documenti del tribunale affermano ripetutamente che Jeremy non fu mai sottoposto a trattamento psichiatrico formale, e il padre rifiutò do fornire ulteriore documentazione a sostegno delle sue affermazioni. «C'era chiaramente bisogno di cure psichiatriche, che non vennero date» commenta Case.

Qualsiasi cosa presero in considerazione quell'estate, nei sei mesi successivi i Perkins inseguirono disperatamente una cura per il figlio, ma sempre nel rispetto dei principi della loro fede.

"Battaglia per la Terra", film popolare tra gli scientologist, è basato su un romanzo di fantascienza di L. Ron Hubbard; è interpretato da John Travolta nei panni di un malvagio alieno "strizzacervello" che schiavizza la razza umana. Secondo Case, Jeremy era giunto a credere che nella sua stanza succedesse veramente qualcosa di simile al film. «Dormiva su una poltrona davanti alla camera da letto dei genitori perché pensava che in camera sua ci fossero gli alieni» commenta il viceprocuratore.

Nell'autunno del 2002 i Perkins portarono il figlio 27enne dal dott. Conrad Maulfair, scientologist e osteopata della Pennsylvania che promuove metodi di cura naturali e senza farmaci. «Dovettero costringerlo fisicamente ad accompagnarli. Non apprezzava il trattamento» dice Case.

Nuchenero conferma che la clinica di Maulfair aveva una spiegazione insolita per i sintomi di Jeremy: «conclusero che soffriva di certi problemi digestivi, che nel suo organismo c'erano certe tossine chimiche. E doveva purificarsi. Poi aveva bisogno di essere energizzato con una terapia a base di vitamine» spiega.

Alla domanda se una terapia vitaminica costituisca una cura per questa grave malattia mentale, il Dott. Joseph risponde: «No, sono sciocchezze».

Il Dott. Maulfair ha rifiutato l'intervista per questo servizio. L'avvocato di Don Perkins ha scritto a CBS News spiegando che Don ed Elli «erano molto preoccupati dai pericoli documentati delle sostanze farmaceutiche». La chiesa ci ha anche fornito ricerche che sottolineano gli effetti collaterali violenti di alcuni farmaci psicotropi. Ma gli esperti medici, tra cui il dott. Joseph, sostengono che quegli effetti collaterali sono rari e che la letteratura scientifica mostra in realtà un decremento del comportamento violento quando i pazienti schizofrenici assumono farmaci antipsicotici.


Elli proseguì nella sua disperata ricerca di una cura naturale. Iniziò a somministrare quotidianamente a Jeremy più di una decina di vitamine e altri integratori.

Alla domanda se crede che le vitamine possano curare la malattia mentale, la Eastgate risponde: «Sapete, vitamine e sali minerali e così via sono uno degli aspetti che mantengono l'organismo in salute, in modo che, sa, mente sana in corpo sano. Ma è solo un'opzione tra molte, tante cose diverse».

Le vitamine non migliorarono la condizione di Jeremy. In realtà l'unico effetto rilevante fu che resero il ragazzo sospettoso verso la madre. «Non sapevo che cosa fossero, non sapevo a che cosa servissero quelle vitamine» ha detto Jeremy in un'intervista registrata. Alla domanda su quali preoccupazioni nutrisse circa le vitamine, ha risposto: «Beh, preoccupazione che forse stava cercando di avvelenarmi o qualcosa del genere».

La vita in casa Perkins era sempre più tesa. Jeremy diventava sempre più aggressivo ed Elli sempre più preoccupata. La donna spiegò la situazione a un "guaritore naturale" autodidatta di nome Albert Brown: «Mi parlò di due episodi molto fisici. Spintoni, lotte». Brown non è scientologist, e nemmeno medico. Ma sostiene di avere aiutato molta gente a vincere i problemi mentali con regimi a base di meditazione e assistenza individuale.

Alla domanda se Elli gli disse mai di non somministrare a Jeremy farmaci antipsicotici, Brown risponde: «Mi disse che non intendeva dargli alcun farmaco. E che avrebbe esplorato qualsiasi possibilità che non li comprendesse».

Nel febbraio 2003 Elli e Jeremy visitarono la casa di campagna dove Brown dava assistenza. Brown fece a Jeremy una domanda importante: «Gli chiesi: "hai qualche problema?". Lui restò zitto. Poi mi guardò di nuovo negli occhi e mi disse, "a volte penso di essere Gesù Cristo"».

«Non era sua responsabilità, poiché non possiede licenza o autorizzazione a curare, dire "questo va oltre il mio ruolo - dovete portarlo da uno psichiatra"?» ha chiesto Van Sant a Brown. «Se ne fossi stato veramente convinto lo avrei detto. Ma ho trattato situazioni simili, allo stesso livello. E ho ottenuto grandi successi» risponde Brown.

Si decise che Jeremy avrebbe trascorso con Brown il mese successivo. Ma appena pochi giorni prima del trasferimento, Elli rimase turbata dal comportamento del figlio. E telefonò a suo genero Jeff Carlson, ora direttore esecutivo della Chiesa di Scientology di Buffalo. «La sua soluzione... disse a Elli di tenere Jeremy impegnato con il lavoro, qualcosa che poteva essere il giardinaggio o i lavori domestici» dice Gabrielle, sorella di Jeff. Sia Gabrielle che Rich Dunning, il vice direttore di Jeff, vennero a sapere della conversazione.

«La soluzione della chiesa era di tenerlo semplicemente pulito, farlo stancare in modo che si addormentasse» dice Dunning.


La mattina del 13 marzo 2003 dissero a Jeremy di preparare la sua roba per trasferirsi da Albert Brown. «I genitori gli dissero che doveva partire. Che avrebbe lasciato la sicurezza e la solidità del solo posto che conosceva - casa sua» racconta Nuchereno.

Don Perkins andò al lavoro ma tornò brevemente per appianare un alterco tra Jeremy e Elli. Quando il marito se ne andò Elli chiese al figlio di fare la doccia. Era al telefono con un'amica quando iniziò l'aggressione.

Il dott. Joseph legge la dichiarazione rilasciata da Jeremy alla polizia: «Dopo la doccia ho cercato di tagliarmi i polsi. Ma non morivo, così decisi che avrei invece ucciso mia madre. Lei urlava "No Jeremy, non farlo". L'ho pugnalata quattro o cinque volte prima che cadesse... poi l'ho pugnalata un'altra decina di volte allo stomaco, quando era già a terra. Sapevo che era spacciata... credo di aver tolto via diverse vite degli ultimi mille anni, e adesso vorrei essere in un'altra vita».

Quali sono state le reazioni della chiesa?

«All'epoca vi fu il panico» racconta Dunning. Dice che in città arrivarono funzionari di alto livello della chiesa che raccomandarono a tutti di stare calmi. Alla domanda se vi fu insabbiamento, Dunning risponde: «Sì, certo». Secondo lui, lo scopo era «mettere quanta più distanza possibile tra la chiesa e Jeremy Perkins».

Dunning spiega che l'omicidio fu un vero incubo per le pubbliche relazioni della chiesa, e per due motivi: innanzitutto esponeva chiaramente il pericolo del divieto di Scientology alla psichiatria; ma, di pari importanza, sgonfiava le promesse della chiesa secondo cui raggiungendo i livelli "OT" i veri seguaci acquisiscono poteri speciali. «Perché un OT è un super essere. A un OT non può accadere nulla di male» spiega Dunning.

Gabrielle Carlson sperava che lo shock per la tragedia avrebbe finalmente costretto il fratello a porsi qualche domanda sulla chiesa. Ma le sue speranze furono vane: «Niente, assolutamente niente è cambiato. È una specie di "spazziamo tutto sotto il tappeto, silenzio, shhh shhh, andiamo avanti, non ne parliamo"».

Ma la tragedia dei Perkins non poteva essere semplicemente spazzata sotto il tappeto. Jeremy doveva ora affrontare l'accusa di omicidio della propria madre.


Otto mesi dopo l'omicidio di Elli la Chiesa di Scientology tenne un gala di inaugurazione del nuovo edificio di Buffalo. Jeremy non poté partecipare alla festa - era dietro il filo spinato del Centro Psichiatrico di Rochester.

«Non credo di essermi sbagliato nel fare ciò che ho fatto» ha detto Jeremy in una conversazione registrata. Alla domanda perché no, ha risposto: «Perché in quel momento pensavo che lei fosse l'incarnazione del male».

Pochi giorni dopo l'arresto il ragazzo iniziò una terapia antipsicotica. Il dott. Joseph dice che i farmaci non lo cureranno, ma almeno lo stabilizzeranno. «Il cambiamento è stato drammatico. Davvero notevole» aggiunge. «Come suo medico curante, credo fermamente che se in quei giorni avesse ricevuto farmaci psicotropi, e fosse stato forse ricoverato per un certo tempo, beh, credo che tutto questo non sarebbe successo» commenta il dott. Joseph.

Ma la scientologist Jan Eastgate non è d'accordo: «È la solita risposta trita degli psichiatri. È tipico di quanto dicono. Perché non esiste alcuna prova che un farmaco psicotropo prevenga atti violenti». Lei è convinta che tutti gli psichiatri siano corrotti dai collegamenti con l'industria farmaceutica.

Ma curiosamente, John Nuchereno dice che Jeremy ha la sua opinione: «Jeremy stesso mi ha detto di credere fermamente che se avesse assunto questi farmaci, non sarebbe successo».

L'accusa di Ken Case contro Jeremy cadde quando il perito psichiatra assunto dallo stato concluse che Jeremy non poteva essere ritenuto responsabile dell'omicidio. La corte inviò il ragazzo alla struttura vigilata di Rochester. Nuchereno informa che da quando Jeremy è stato istituzionalizzato non si sono più verificati episodi che lo riguardino, e che «è un paziente modello».

Jeremy non ha mai incolpato la chiesa per quanto accadutogli, ma si è lamentato degli effetti di Scientology sulla sua vita. Ha raccontato al medico che i genitori potrebbero averlo spinto troppo dentro la chiesa: «perché ogni volta che c'era un problema mi dicevano che potevano "maneggiarlo" in Scientology. Il che va anche bene. Ma ho perso perché ho cercato di prestarmi troppo, quando avrei potuto invece essere in giro con i miei amici».

La tragedia dei Perkins non sembra cambiare la posizione della chiesa contro la psichiatria. Nel 2005 Tom Cruise fece la sua famosa denuncia alla TV nazionale, quando disse al conduttore Matt Lauer di Today Show, «So che la psichiatria è - è una pseudo scienza».

«Che cosa vorrebbe dire ai milioni di persone che credono di stare traendo benefici da questi farmaci, persone che potrebbero essere sintonizzate su questo programma, stasera?» chiede Van Sant alla Eastgate. «Sa, devono essere accuratamente informate» risponde. «Stanno giocando alla roulette russa con la loro vita, e questi farmaci sono veramente molto pericolosi».

Don Perkins e sua figlia Danielle restano devoti a Scientology. Dopo che Nuchenero ha parlato con 48 Hours Jeremy ha ricevuto la visita di un funzionario della chiesa. Nuchereno è stato licenziato e sostituito da Richard Griffin, il cui studio legale in passato ha lavorato per la Chiesa di Scientology. Nessuno della famiglia Perkins ha accettato la richiesta di 48 Hours di un'intervista in video.

L'avvocato di Don Perkins ha spiegato in una lettera che il suo assistito era «circospetto» con il nostro programma, poiché esso aveva una «agenda preesistente» in favore dei farmaci psichiatrici.

Renderti disponibile questa traduzione ha comportato diverse ore di lavoro. Contribuisci anche tu a mantenere vivo questo sito
con una una

Chiunque sia stato toccato dall'omicidio di Elli prova un palpabile senso di perdita
e rimpianto.

«Si è  trattato di un crimine violento, insensato,  tragico, orrendo che ha colpito una
donna molto per bene» dice Gabrielle Carlson. Sia Gretchen Clark, che conosceva
Elli  e la sua famiglia  fin dagli anni '70, che Dawn  piangono la perdita di  un'amica,
e si  chiedono che  ne sarò di quel figlio che amava tanto. «Dovrà vivere per il resto
della  vita  sapendo  quel  che  ha  fatto a  sua  madre, a  cui  voleva  molto bene»
commenta Gretchen. «La triste  verità è che  Elli, per  lui,  avrebbe  fatto  qualsiasi
cosa» aggiunge Dawn. «Per lui sarebbe morta, e purtroppo così è stato».




Si veda anche l'interessante speciale in quattro parti dedicato alla vicenda dal Buffalo News nel 2005.



"48 Hours" si interroga sul ruolo di Scientology in un omicidio, gli scientologist si interrogano sull'etica della CBS
Tratto da CBS News, 2 novembre 2006.


Sabato scorso 48 Hours ha mandato un servizio sull'omicidio del 2003 di Elli Perkins, omicidio confessato dal figlio 28enne della vittima, Jeremy. Prima della morte della madre Jeremy aveva sofferto di allucinazioni e di comportamento incostante ma i genitori, devoti scientologist, avevano rifiutato cure psichiatriche. Come fa notare 48 Hours, «qualche materiale pro-Scientology dichiara che non solo gli psichiatri sono inutili, ma sono il male - e i loro farmaci non sono altro che veleno». I Perkins decisero di curare loro figlio soprattutto con vitamine.

La comunità scientologist non è rimasta contenta del servizio, che si è interrogato sulla possibilità che Elli Perkins sarebbe potuta non essere assassinata se solo il figlio avesse ricevuto trattamento psichiatrico. Il gruppo ha rifiutato di concedere a 48 Hours un portavoce ufficiale, ed ha iniziato a intraprendere azioni per influenzare la messa in onda del programma. «Ci hanno bombardato di e-mail e conoscono personalmente alcuni della CBS o di 48 Hours, così sono state fatte anche richieste personali» dice Linda Mason, la Vice Presidente di CBS News, Standards and Special Projects.

Una delle lamentele principali degli scientologist è stata che CBS News ha un conflitto di interessi poiché il network annovera case farmaceutiche tra i suoi inserzionisti pubblicitari. La discussione era che poiché tali compagnie producono antidepressivi e farmaci antipsicotici, CBS News voleva promuoverli - e il servizio era un modo per farlo. La Mason contesta il punto. «Nulla potrebbe essere più lontano dalla realtà» dice, «Alla CBS il dipartimento vendite e il dipartimento notizie sono divisi dalla muraglia cinese. E noi non la oltrepassiamo. Abbiamo fatto numerosi servizi sugli effetti collaterali negativi di farmaci prodotti da vari sponsor della CBS». Dopo la messa in onda del servizio la Mason ha stimato l'arrivo a CBS News di «oltre 500 lettere da parte di scientologist che dicevano che eravamo stati ingiusti».

Solitamente il sabato 48 Hours pubblica sul suo sito Web un lungo racconto del servizio settimanale, verso la fine della trasmissione. Il racconto della storia dei Perkins è andato online solo il mercoledì pomeriggio. Secondo la Mason ciò è avvenuto perché la storia «ha dovuto essere corretta fino all'ultimo minuto, e prima di metterla sul Web la rete voleva essere sicura di avere una trascrizione accurata». 48 Hours è stata in grado di intervistare i due difensori di Scientology presenti nel servizio solo poco prima della messa in onda, perché fino all'ultimo nessuno di Scientology si era reso disponibile. «Di solito non è così difficile sentire l'altra campana, o più campane della storia» dice la Mason.

La Mason ammette che gli scientologist sono «famosi per essere un gruppo litigioso e sono noti per opporre resistenza ai servizi su Scientology». Le chiedo se ciò ha in qualche modo influenzato il servizio, o se scoraggia le redazioni dal mandare servizi che discutono Scientology. Mi risponde che non è così. «La CBS ha fatto diversi "60 Minutes" e diversi programmi su Scientology, e credo che anche la NBC abbia fatto qualcosa» risponde. «Credo che tutti loro lo facciano quanto trovano una storia da approfondire, e che valga la pena essere raccontata».

Che mi dice della possibilità di una causa? «Ci occupiamo di storie che riteniamo abbiano fondamento anche in tribunale» conclude.


Note di Martini:

1. Per un approfondimento accademico degli scritti del Prof. Kent, si veda qui alla voce "Stephen Kent".

2. Portavoce statunitense del suddetto comitato antipsichiatrico fondato da Scientology fu anche tale Marie Gale il cui figlio 19enne, scientologist di quarta generazione, si suicidò inspiegabilmente nel 1998. Per approfondimenti si veda qui.

3. Il CCDU, Comitato dei Cittadini per i Diritti dell'Uomo, ente alle dirette dipendenze del Dipartimento 20 della Chiesa di Scientology come da organigramma ufficiale della chiesa stessa, è tra gli sponsor di una campagna antipsichiatrica e anti psicofarmaci infantili (www.perchenonaccada.org) che gode tra l'altro del patrocinio del Segretariato Sociale della Rai e del CODACONS. La domanda che sorge spontanea è se questi enti, che dispongono del pubblico denaro in un caso, e sono dichiaratamente in difesa dei diritti dei cittadini/consumatori nell'altro, siano al corrente delle motivazioni ideologico/religiose del CCDU e, in caso affermativo, se non rilevino un profondo "conflitto di interessi". Come è evidente dal testo, e come è documentato da innumerevoli fonti interne e accademiche, La Chiesa di Scientology si propone come netta e "funzionale" alternativa alla pratica psichiatrica ( si veda ad esempio La pseudo psichiatria di Scientology), che considera null'altro che una inutile barbarie e pseudo scienza, e unica responsabile dei mali dell'umanità.

4. Per approfondimenti si veda qui.

5. Per approfondimenti sul caso McPherson si veda qui.

6. Per approfondimenti si veda Rundown dell'Introspezione e La pseudo psichiatria di Scientology.

 
 
 
INDICE
 
 
 

Copyright © Allarme Scientology. L'utilizzo anche parziale dei materiali di questo sito - testi, traduzioni, grafica, immagini, digitalizzazione e impaginazione - con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto, non č consentita senza il preventivo consenso scritto del gestore del sito. Per richieste e chiarimenti contattare: allarmescientology@email.it