Rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza 

        Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia, febbraio 1998

        Indagine inviata il 29 Aprile 1998 dal Ministro degli Interni alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano.

        Una recensione a cura della dott.sa Raffaella di Marzio, G.R.I.S. Roma.

         
         
        Prevenire è meglio di curare

        Alcune considerazioni.

         

        Il Rapporto, al quale i media hanno dato giustamente molto risalto, anche se non sempre nel modo dovuto, ha, in sostanza, la seguente struttura:

         
         
         
        INTRODUZIONE 
         
         
        1) NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI 
         
          - Movimento profetici 
          - Movimenti messianici 
          - Sincretismi cristiani 
          - False chiese 
          - Movimenti per lo sviluppo del potenziale
         
         
        2) NUOVI MOVIMENTI MAGICI 

        a) Movimenti esoterici ed occultistici 

         
          - Gruppi iniziatici, fraternità universali, ordini pitagorici 
          - Ordini Rosicruciani 
          - Gruppi gnostici 
          - Gruppi dediti a magia cerimoniale
         
        b) Spiritismo 

        c) Culti ufologici 

        d) Neopaganesimo e New Age 

        e) Satanismo e luciferismo

         
         
         
        In questa nostra riflessione preferiamo soffermarci soprattutto sulla Introduzione senza fare rilievi sulla parte più ampia del rapporto nella quale si fa una classificazione di alcuni movimenti presenti in Italia. 

        L’Introduzione consta di 19 pagine che comprendono anche alcuni grafici. Essa presenta il fenomeno dei nuovi movimenti religiosi in Italia evidenziando come, a fronte di alcune realtà che si sono inserite pacificamente e senza problemi nella nostra nazione, sono però presenti altre realtà pseudoreligiose che hanno causato "reazioni di rigetto", "prudente diffidenza" o "insofferenza aggressiva". 

        Per dare una spiegazione a questi atteggiamenti vengono menzionati i più recenti episodi di "cieco fanatismo e follia distruttiva" diligentemente elencati in nota : Il rogo dei davidiani (84 fedeli si lasciarono morire), il suicidio-omicidio di 64 iniziati del Tempio del Sole, il suicidio nella Villa di S. Diego di 39 appartenenti alla setta Heaven’s Gate, e molti altri, fino a risalire al primo della serie, l’autoavvelenamento dei 911 membri del Tempio del Popolo il 19 Novembre 1978. Sempre in nota viene ricordato il recente assassinio perpetrato dai seguaci di Asahara in Giappone i quali liberarono nei sotterranei della metropolitana di Tokio gas nervino causando 11 morti e oltre 3000 intossicati. 

        Viene inoltre evidenziato il "crescente allarme sociale" in questi tempi molto vicini all’anno 2000, per possibili "atti cruenti o comunque gravi devianze" che gruppi incontrollati potrebbero attuare sfruttando il significato simbolico dell’anno giubilare. 

        La motivazione per cui il rapporto è stato stilato è proprio questa: "... si è ravvisata la necessità di esaminare il fenomeno e verificare la correlata esistenza di un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza o di eventuali altri aspetti d’interesse ai fini di polizia". 

        Si evidenzia, quindi, il fatto che, se è vero che in Italia esiste la libertà di religione, esistono tuttavia anche riti contrari al buon costume. Inoltre si fa presente come i rispettivi statuti dei culti in questione non devono contrastare con il nostro ordinamento giuridico. Il Rapporto perciò intende ravvisare se "nel messaggio trasmesso, nei fini perseguiti e nei metodi adoperati, si ravvisino aspetti antigiuridici o antisociali". 

        Dopo aver fatto presente le enormi difficoltà di questa ricerca si procede alla distinzione sulla terminologia e alla classificazione dei movimenti. Viene esplicitata l’etimologia del termine "setta" (che peraltro il rapporto non disdegna di utilizzare) e successivamente si afferma che gli studiosi preferiscono usare i termini "nuovi movimenti magici" e "nuovi movimenti religiosi". 

        Segue una breve disamina sul termine "religione" che non appare oggi più definibile come "la fede in un Essere perfetto e sovrannaturale che voglia il bene degli uomini" perché questa definizione non ingloberebbe anche il Buddismo, lo Scintoismo ecc. 

        Si chiarisce tuttavia che il legislatore italiano non ha mai dato una precisa definizione di religione e nella Costituzione la parola "religione" non compare mai: al suo posto si usano le espressioni "confessione religiosa" e "professione di fede". 

        Attualmente per qualificare una organizzazione come "confessione religiosa" l’unico criterio disponibile è quello di una sentenza del 19-4-93 dove si dice che una confessione religiosa si desume da questi indici: 

         
         
        1) La sussistenza di un’intesa con lo Stato 
         
        2) I precedenti riconoscimenti pubblici 
         
        3) l’autoqualificazione espressa nello statuto 
         
        4) La "comune considerazione" 
         
         
        Dal punto di vista sociologico la religione sarebbe una " relazione esistente tra l’uomo e il sacro, inteso come realtà trascendente che supera il mondo fisico". Tale definizione tuttavia non comporta un aspetto importante ed essenziale perché esista una "religione". L’aspetto che manca alla definizione strettamente sociologica è una struttura stabile, costante, una gerarchia e un rituale che si trasmettano storicamente 

        Ci sembra di poter valutare in modo sostanzialmente positivo questa prima parte del rapporto nel quale si manifesta l’enorme difficoltà di districarsi nei problemi legati alla definizione di "religione" in una società come la nostra nella quale non è più presente l’ idea di "religione di stato" e nella quale enormi masse di immigrati portano nella nostra cultura nuove credenze e forme del sacro. Nonostante queste difficoltà è però necessario stabilire dei criteri poiché a nessuno può essere lecito compiere atti contrari alla legge o al buon costume o sovvertitori dell’ordine sociale. Questo non è accettabile anche se fosse fatto in nome di una "religione". 

        A questo proposito ci sembra interessante notare come il rapporto provenga dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione . Se un organismo di Polizia che si occupa di "prevenzione" ha stilato questo rapporto, vuol dire che il Ministero degli Interni ha sentito la necessità di far sapere ai cittadini che la Polizia non sta a guardare, che esiste un monitoraggio sul territorio e forse questo potrebbe essere un segno di avvertimento anche a qualche "fanatico di troppo" che fino ad oggi ha pensato, magari, di essere passato inosservato. 

        Ci sembra particolarmente opportuno il tentativo, da parte dello Stato, di "prevenire" certi fenomeni di "violenza giustificata dalla fede" che invece hanno colto impreparate molte altre polizie straniere, come si evince dagli episodi delittuosi elencati precedentemente. 

        In Italia si è parlato PRIMA che accadesse qualcosa di inevitabile. Anche se non tutto si può prevenire almeno è importante il fatto che lo Stato ci provi! 

        Tornando al rapporto esso prosegue con un tentativo di classificazione che tiene in considerazione l’analisi storica e distingue i movimenti in base ad essa: 

         
         
        A) Movimenti d’innovazione occidentali 

        Sono quelli nei quali il rapporto dice "si accentrano le accuse di destrutturazione mentale e d’indebito arricchimento ai danni degli affiliati". Vengono definite anche "psicosette" o "autoreligioni" 

         
         
        B) Movimenti di derivazione cristiana 

        Sono quelli che hanno a che fare, anche se talvolta molto alla lontana, con la religione cristiana . Essi vengono classificati in 5 gruppi diversi. Ad alcuni di questi gruppi "messianici, sincretisti e false chiese" viene riservata una certa attenzione a causa dei "vaneggiamenti di alcuni profeti-messia" che "destano ragionevoli perplessità, mentre su alcuni gruppi (Popolo di Dio) circolano notizie alquanto preoccupanti". 

         
         
        C) Movimenti d’ispirazione orientale 

        Sono divisi in tre tipologie. Tra questi si evidenzia come certi gruppi come la Soka Gakkai, usino rituali molto distanti dalle confessioni di origine ed altri come Ananda Marga e Arancioni, siano stati perseguiti penalmente in altri Paesi. Si puntualizza anche che questi gruppi in Italia non hanno dato adito ad alcun rilievo. Altri gruppi guidati da "guru" nostrani vengono invece esaminati più a fondo poiché in essi si nascondono "personaggi ambigui o con intenzioni truffaldine". 

         
         
        Nel rapporto vengono messi a parte, al di fuori cioè della nozione di "religione" quei gruppi di tipo magico che sono simili a quelli religiosi ma attribuiscono un significato quasi strumentale al rapporto con la dimensione trascendente. In questo settore vengono inseriti occultismo, magia, satanismo, spiritismo, ufologia, neopaganesimo e New Age, ecc. 

        Riguardo a questa classificazione, che ci sembra abbastanza esaustiva per l’uso che di essa se ne deve fare, è importante rilevare come certe forme di "pseudoreligione" vengano escluse da tale denominazione, in quanto non hanno nulla a che fare con la "religione". 

        Volendo fare un esempio significativo a questo proposito si potrebbe segnalare un Sito Web di una organizzazione internazionale satanista che fa parte della "Coalizione Anticristiana" dove viene rivendicata la libertà religiosa, insieme ad inviti come "suppporta la guerra contro il cristianesimo". Da notare, tra l’altro, che organizzazioni di questo tipo si sono rese protagoniste , all’estero, di attentati alle chiese. Sarebbe veramente assurdo considerare la rivendicazione di libertà religiosa per simili gruppi !!!   Il Rapporto, in questo, ci sembra faccia abbastanza "giustizia". Se così non fosse qualsiasi ciarlatano potrebbe inventare la sua "religione dell’asino che vola" ed avere riconoscimento giuridico dallo Stato. 

        Nella parte della Introduzione riservata ad evidenziare i "possibili pericoli e implicazioni penali nell’attività di alcuni movimenti" il rapporto afferma che se un gruppo ha un atteggiamento di rifiuto o indifferenza rispetto ai principi su cui si fonda la convivenza civile, allora va considerata la rilevanza penale delle sue azioni. 

        Tale rilevanza penale si può manifestare in molti modi tra cui : 

         
         
        1) L’uso di "meccanismi subliminali di fascinazione e del cosiddetto "lavaggio del cervello" o altri consimili metodi atti a limitare la libertà di autodeterminazione del singolo". 

        Riguardo a questo primo aspetto il rapporto si sofferma sul fatto che ci sono molte testimonianze e accertamenti condotti da organi di polizia che attestano il fatto che certi movimenti usano tecniche per aggirare le difese delle persone "inducendole ad un atteggiamento acritico e all’obbedienza cieca". 

        Nella nota 13 viene descritto il procedimento o le varie tappe della riforma del pensiero. Esse sono: Isolamento, Indottrinamento, Mantenimento. 

        L’isolamento consiste nell’allontanare le persone dal loro ambiente attraverso l’uso del "love bombing" in modo che la persona veda i suoi parenti ed amici come estranei e l’unico punto di riferimento diventi il gruppo. Le persone perdono la privacy e sono obbligate a donare i loro averi. In questo modo diventano dipendenti dal gruppo anche finanziariamente. 

        L’Indottrinamento consiste nel rigetto totale dei valori vissuti in precedenza, nello studio continuo di dottrine complesse, nell’incoraggiamento all’obbedienza cieca, nell’uniformità nell’aspetto esteriore, nel senso di appartenenza ad una realtà misteriosa, nell’uso di formule ripetitive che riducono il senso critico. 

        Il mantenimento è realizzato attraverso l’attività fisica intensa, la privazione del sonno, una alimentazione poco equilibrata che inducono uno stato di affaticamento che inibisce la ribellione. In questa tappa, inoltre, la persona è deresponsabilizzata, condizionata dagli altri membri a rimanere nel gruppo, anche attraverso l’induzione dei sensi di colpa e della paura di punizioni. Viene anche utilizzato un linguaggio criptico che rende difficile comunicare con l’esterno. 

        Queste tappe esplicitate nel rapporto concordano, sostanzialmente, con l’elaborazione dei meccanismi di controllo mentale attuati nelle sette ed enumerati da Steven Hassan : Controllo del pensiero, controllo delle emozioni, controllo delle informazioni, controllo del comportamento. 

        Dopo aver chiarificato che nel nostro Codice Penale "non è più previsto il reato di plagio (cfr. nota 14 : "L’art. 603 del codice penale che lo contemplava è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza della Corte Costituzionale del 9-4-1981 n. 96"), si fa anche, però, presente che "de iure condendo" si sta discutendo sulla possibilità di "introdurre la fattispecie della "aggressione alla libertà psichica", che potrebbe sostituire il reato di plagio abolito. 

        A proposito di questo tema Michele C. Del Re, nel suo "Riti e crimini del satanismo" a pag. 139 dice: "Accogliendo le istanze di cui anch’io mi sono fatto portatore, nel progetto di legge-delega per il nuovo codice penale, il plagio, il lavaggio del cervello, il condizionamento psichico vengono previsti sotto il fatto giuridicamente più descrittivo della aggressione alla integrità psichica, che può praticarsi con mezzi chimici, chirurgici e psicologici". 

        Sottolineiamo, che comunque, nel nostro ordinamento esiste ancora la cosiddetta " circonvenzione d’incapace". 

        Il Rapporto evidenzia dunque il fatto che il "condizionamento mentale" in questa situazione giuridica potrebbe non essere perseguibile in termini di legge a meno che non si dimostri il "ricorso a tecniche ipnotiche o suggestive, a somministrazione di sostanze alcoliche o stupefacenti, a minaccia o altra forma di violenza". 

        Ci preme rilevare come, anche se il reato di plagio è stato dichiarato " costituzionalmente illegittimo" questo non significa che esso sia stato dichiarato "inesistente". Il Rapporto, infatti, afferma esplicitamente che il condizionamento mentale esiste e che si sta cercando un modo per inserire un reato corrispondente al plagio nell’ordinamento giudiziario, che lo possa sostituire. 

         
         
        2) "L’interesse, più che all’arricchimento spirituale degli adepti a quello materiale dei capi carismatici. ... che si realizza attraverso l’esazione di contributi, condotta con metodiche aggressive, e la vendita di merci ... e servizi vari (in genere sedute psicoterapeutiche e "corsi di perfezionamento")". 

        Questo è il caso di chi usa la natura religiosa del proprio gruppo solo come pretesto per accumulare denaro usufruendo di esenzioni fiscali. Se, dunque, la professione di fede è " strumentale a realizzare un utile, abusando della credulità altrui", allora ci sono " gli estremi per condurre, d’ufficio, mirati accertamenti di polizia giudiziaria e tributaria". In quest’ultimo caso si sottolinea la difficoltà di procedere contro i sedicenti truffaldini "guru" a causa della reticenza degli adepti a sporgere denuncia. 

        In questa affermazione del Rapporto ritroviamo perfettamente rispecchiata l’idea molte volte sostenuta da Panunzio, fondatore del "Telefono Antiplagio", secondo il quale molte segnalazioni di truffe non vengono seguite da denuncia formale, a causa dei timori e dei condizionamenti e ricatti subiti dagli adepti. 

         
         
        3) "Il celare, dietro un’apparenza talora rispettabile al di là dei fini dichiarati, comportamenti immorali o condotte illecite". 

        Il questo caso il rapporto afferma che, se un gruppo di persone della stessa fede si rende attore di "traffici delittuosi" esso può essere perseguito perché "... i crimini connessi a manifestazioni di culto sono trattati come reati comuni a tutti gli effetti, fatte salve le valutazioni morali riferite al movente". Anche se in Italia non sono stati "... formalmente contestati delitti di sorta a nessun movimento religioso magico", ci sono alcune iniziative giudiziarie ancora in corso, come quella, citata alla nota 17, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa che ha aperto un procedimento per accertare le cause del suicidio di un giovane forse affiliato ad una setta satanica. 

        Ci sembra il caso di segnalare, da parte nostra, il caso recente di una quindicenne di Passo Corese riportato dal settimanale "Tiburno" nel quale si racconta la vicenda di questa ragazza che ha deciso di togliersi la vita sparandosi un colpo di fucile e che più indizi sembrano confermare appartenesse ad una setta satanica. Su questo caso la Questura di Rieti ha aperto una indagine. Quanti casi di suicidio sono avvolti nell’ombra e nascondono motivazioni di tipo "pseudoreligioso"?  Certo in questi casi è difficile provare l’accusa di istigazione al suicidio proprio perché la vittima che potrebbe testimoniare non può più farlo. Ed è così che questi "delitti" rimangono molte volte impuniti. 

        Sempre riguardo alle cause ancora in corso il Rapporto cita la Sentenza pronunciata dalla Cassazione l’8-10-97 "... che vede coinvolta la Chiesa di Scientology, accusata di costituire una vera e propria "associazione per delinquere ... ". Sebbene tale sentenza sia "... decisamente favorevole alla setta", è bene ribadire come il procedimento non sia ancora concluso e che le sentenze precedenti erano nettamente sfavorevoli all’organizzazione. 

        Il procedimento è iniziato con una ordinanza del 3-10-88 del Giudice Istruttore del Tribunale di Milano che disponeva il rinvio a giudizio di numerosi adepti dell’"istituzione". Le accuse contestate erano in sostanza queste : " ... delitti di natura finanziaria, di circonvenzione d’incapace, di estorsione e di truffa nonché di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di tali reati che ... apparivano ispirati a direttive generali dell’organizzazione medesima". 

        Successivamente con sentenza del 2-7-91 il Tribunale di Milano escludeva che l’organizzazione avesse la natura di associazione a delinquere. Esso attribuiva le condotte illecite a comportamenti individuali degli adepti al di fuori delle direttive generali dell’organizzazione. Gli imputati erano assolti dal delitto associativo e qualcuno invece condannato per i delitti contestati. Con sentenza del 5-11-93 la Corte d’Appello di Milano ribaltava la decisione del giudice di primo grado ritenendo sussistente il delitto di associazione per delinquere. 

        In seguito al ricorso degli imputati che difendevano la natura religiosa della Chiesa di Scientology e denunciavano la violazione dell’art. 1 della Costituzione, con sentenza del 9-2-95 la Suprema Corte annullava la precedente decisione e rinviava a nuovo giudizio. Il 2-12-96 i giudici dichiararono gli imputati colpevoli del delitto di associazione per delinquere. Gli imputati fecero ricorso e chiesero l’annullamento della sentenza. Alla fine è stato concesso il diritto all’annullamento della sentenza con rinvio a nuovo giudizio ed altra sezione della Corte d’Appello di Milano. 

        Dopo queste precisazioni, che ci sembravano doverose, ritorniamo al rapporto il quale conclude questa parte affermando che "E’ altresì vero, però, che in un recente passato non sono mancati, anche nel nostro paese, esempi di come alcune comunità religiose o parareligiose possano costituire la copertura di attività illecite...". A questo punto vengono citati il caso di "Mamma Ebe" arrestata e "...condannata per i delitti di associazione per delinquere, truffa, sequestro di persona, abbandono dei malati ed esercizio abusivo della professione medica"  (cfr. nota 18) e quello del "Gruppo del Rosario" nella sede del quale il 28-5-1988 la Polizia trovò un uomo assassinato e un vero e proprio arsenale. Dell’omicidio si accusò uno dei membri del gruppo (cfr. nota 19). 

        Si potrebbe qui rilevare come nel rapporto non ci sia cenno di casi come quello "Oneda" che negli anni 80 fece scalpore per la morte di una bambina sarda talassemica. I suoi genitori furono incriminati e condannati per omicidio. 

        A chi pensasse che la problematica del divieto di fare trasfusioni di sangue attualmente in vigore presso la "Congregazione dei Testimoni di Geova" sia di relativa importanza, consigliamo la lettura del libro " Movimenti Religiosi alternativi" di Pollina- Aveta dove, a pag. 189, citando una ricerca di David Reed, si conclude che "...sono da 45 a 115 le persone che muoiono ogni anno, una tragedia delle dimensioni di Waco, nel Texas, che si ripete fra i Testimoni di Geova annualmente, anno dopo anno". 

        Lascia perplessi la noticina che il rapporto riserva a questo aspetto quando afferma che certi gruppi, non di interesse per il rapporto stesso, si distinguono per " il... pervicace rigetto di numerose regole e convenzioni, che ne accentua il distacco dal restante corpo sociale..." facendo riferimento, nella nota 9 ai Testimoni di Geova  che "... non consentono donazioni di sangue anche tra congiunti". Ci chiediamo se non sia troppo poco segnalare un simile divieto come una bizzarria di una organizzazione se, a causa di esso, muoiono persone innocenti tra cui bambini. Riteniamo opportuno a questo punto citare la riflessione che Aveta e Pollina fanno a pag. 195 del libro precedentemente citato : " Nessuno contesta che l’interpretazione della Bibbia sia libera e nessun governo ha il diritto di intervenire in tale materia. Ma quando una certa norma seguita da un qualsiasi gruppo religioso comporta la morte di migliaia di cittadini , allora è il caso che, religione o no, le autorità se ne occupino e prendano provvedimenti di conseguenza. ... fa parte dei compiti istituzionalmente attribuiti ad ogni autorità governativa: quelli della tutela della salute e della vita dei cittadini (garantiti dall’ art. 32 della Costituzione)". 

         
         
        4) "La propugnazione di dottrine connotate da elementi fortemente irrazionali, che potrebbero obnubilare gli adepti e spingerli a comportamenti devianti a pericolosi per la sicurezza pubblica" 

        Questi gruppi sono quelli che , secondo il rapporto, destano più preoccupazioni, insieme alle congreghe sataniste. Se ci sono gruppi che intendono "migliorare il mondo" questi ultimi difficilmente si macchierebbero di atti criminosi proprio perché desiderosi di guadagnarsi il favore dell’opinione pubblica. Altri gruppi, invece, "i cui affiliati, ritenendosi gli eletti o comunque gli unici degni di "salvarsi", tendono a radicalizzare la propria separazione da tutti gli altri, per evitare "contaminazioni"" potrebbero organizzare "con maggiore probabilità, gesti anticonservativi". 

        E’ a questo punto che il rapporto afferma la possibilità che "qualche esaltato , inserito in una formazione dell’uno e dell’altro tipo ... decida di commettere un atto eclatante per lanciare un "messaggio" a tutta l’umanità". 

        Un'incognita, questa, che è sempre presente in ricorrenze come quella dell’anno giubilare, ma che ci sembra essere particolarmente impellente in tempi come i nostri nei quali la "fine del mondo" e la scadenza dell’anno 2000 rivestono per molte sette un significato religioso, apocalittico e profetico di grande rilievo. Il delirio "mistico" di certi gruppi potrebbe essere accentuato in questi tempi e per questo la indicazione del rapporto sui possibili rischi ci sembra opportuna e tempestiva. 

        Riguardo ai satanisti si afferma che sarebbero improbabili iniziative eclatanti visto che essi preferiscono rimanere nell’anonimato. Non siamo pienamente concordi con queste affermazioni poiché, se è vero che certi gruppi ritengono vicina la venuta dell’Anticristo, è anche vero che questo ipotetico Anticristo potrebbe scegliere proprio il 2000 per "manifestarsi". Per questo motivo pensiamo che la vigilanza debba riguardare anche i gruppi satanisti. 

         
         
        5) "Il perseguimento di obiettivi diversi da quelli dichiarati, se non addirittura di piani eversivi o destabilizzanti dissimulati dal "pretesto religioso". 

        Se ci sono gruppi il cui fine reale è " ... condurre la società ad un nuovo assetto non solo spirituale, ma anche politico" non sembra tuttavia che essi abbiano, in Italia, la struttura e la copertura finanziaria per conseguire tale fine, almeno per il momento. Nemmeno la Chiesa di Scientology nel nostro paese avrebbe tale forza anche se essa in altri paesi "è considerata una seria minaccia per le istituzioni democratiche". Ma il caso di Scientology non è l’unico. Anche Ananda Marga che in India "è stata equiparata ad una organizzazione terroristica" in Italia non ha finora assunto tinte aggressive. Riguardo alla Soka Gakkai, invece, il rapporto è molto impreciso.  In esso infatti si dice : " ... la Soka Gakkai italiana appare molto distante (anzi, sembra sia stata addirittura "scomunicata") dalla "casa madre" giapponese.". La Soka Gakkai Italiana, attraverso il suo portavoce Roberto Minganti, ha replicato il 29 Aprile con una dichiarazione riportata da un'agenzia. 

        In realtà la Soka Gakkai è stata effettivamente "scomunicata" dalla Nichiren Shoshu che non è la "casa madre" del movimento, ma è la Setta buddista di cui faceva parte il fondatore del movimento, il filosofo ed educatore Tsunesburo Makiguchi.  La Soka Gakkai è una Associazione di laici che appartengono a questa scuola buddista fondata dal monaco Nichiren Daishonin nel medioevo. Il principale oggetto di culto della Nichiren Shoshu, il Gohonzon, nel passato poteva essere assegnato durante una cerimonia religiosa solo dai monaci della Nichiren Shoshu.  Oggi, come viene riferito nel Sito Web della Clearing House, dopo che l’attuale presidente Ikeda avrebbe istituito nell'organizzazione (che si è diffusa a livello internazionale) il "culto della sua persona" e avrebbe gradualmente cercato di rovinare la reputazione di Nikken Abe ("High Priest of Nichiren Shoshu") attraverso "accuse false create ad arte" (cfr. Caso Hiroe Clow), dopo che è stato accusato (ed è attualmente sotto processo) di aver violentato ripetutamente un ex membro della Soka Gakkai (Nobuko Nobuhira), responsabile di una delle divisioni donne del Giappone, dopo che si sarebbero verificati casi di violenze gravissime come quella perpetrata da 300 membri della divisione giovani della Soka Gakkai che avrebbero assaltato un tempio ferendo gravemente un monaco e un "malato di asma" presente in quel momento, dopo altri atti "delittuosi" e "strani casi" di suicidi (che sarebbero stati "attuati" da membri della Soka Gakkai) mentre si costituiva una Associazione che si chiama "Associazione delle Vittime della Soka Gakkai" (formata da più di 10.000 persone) la  Nichiren Shoshu  ha scomunicato i membri che non hanno lasciato la Soka Gakkai entro il 30 Novembre 1997.  Dunque questa organizzazione che ha una struttura piramidale ed è diffusa a livello internazionale anche come Organizzazione non governativa presso l’ONU, non ha più nulla a che fare con lo "pseudobuddismo" di Nichiren Daishonin, che è molto lontano dal buddismo originario, ed è diventata una Associazione "pseudonichirenista", completamente sradicata dalla sua matrice religiosa. In essa l’unica autorità che conta è il presidente Daisaku Ikeda. 

        Recentemente alcuni membri della Soka Gakkai Italiana hanno aperto Siti Web non ufficiali nei quali rispondono alle accuse rivolte alla loro organizzazione che sono, del resto, di pubblico dominio perché citate da fonti giornalistiche controllabili da chiunque. 

         
         
        Dopo questa puntualizzazione ritorniamo al Rapporto. In esso si afferma che, vista la continua mutazione di questi gruppi non si può escludere che gruppi particolarmente ambiziosi e politicizzati comincino a usare strategie più incisive o che qualche leader decida di imporre il suo potere usando "metodi forti".  Per questi motivi è opportuno che la situazione di questi movimenti, in continua evoluzione, venga seguita attentamente tenendo presenti l’aumento del numero degli adepti e la coerenza tra il credo religioso professato e l’attività effettivamente svolta. 

        Segue la descrizione di alcuni gruppi attivi nel nostro paese preceduta da una premessa in cui si fa presente la difficoltà di quantificare gli adepti. Viene poi citato il rilevamento effettuato dall’ISPES e contestati i dati forniti da Scientology sul numero dei suoi seguaci che sarebbe quello di 27000 e che non corrisponde alla realtà poiché in questo numero sono inclusi tutti quelli che rispondono al "test di misurazione di personalità". 

        Comunque, dai rilevamenti compiuti dalle questure negli ultimi due anni si ricava che gli aderenti ai Nuovi Movimenti Religiosi sarebbero 78.500 e quelli aderenti ai Nuovi Movimenti Magici sarebbero 4600. Seguono poi dei grafici per indicare la distribuzione sul territorio nazionale. 

        Ci teniamo a precisare che questi numeri, fermo restando che molti gruppi magici e satanisti non sono facilmente monitorabili, non riguardano i movimenti religiosi più numerosi in Italia come i Testimoni di Geova e i Mormoni così come tutti i gruppi pseudoprotestanti e del cosiddetto "risveglio" e quelli "tradizionalisti" appartenenti alla sfera pseudocattolica insieme ad altri di ispirazione buddista. 

        Concludiamo questa riflessione auspicando sinceramente che il prossimo Giubileo possa essere ricordato dai posteri come momento significativo di crescita spirituale ed umana per l’intera umanità, a prescindere da qualsiasi appartenenza religiosa. Ci auguriamo anche che tutti coloro che sono sinceramente interessati a promuovere l’uomo nella sua dignità di "essere creato ad immagine di Dio" si impegnino in questa direzione difendendo i soggetti più deboli dalle "mire interessate" di chi è votato all’unico fine di "salvaguardare i propri interessi ideologici, economici o di potere". 

         
         
         
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