Capitolo 9
Gli Scientologist non hanno mai preso gli
attacchi a cuor leggero.
Nonostante il credo della Chiesa di Scientology
sancisca che "tutti gli uomini hanno il diritto di pensare liberamente,
esprimere liberamente le loro opinioni, controbattere e scrivere sulle
opinioni degli altri", nel passato tutto ciò non è
stato applicato a chi desiderava pensare, parlare o scrivere contro Scientology.
Molti giornali e riviste, in America,
Inghilterra e Australia, che hanno pubblicato articoli su Scientology,
sono incorsi in problemi legali. In Inghilterra è stato stimato
che Scientology ha citato in giudizio 58 articoli.
Mr. Peter Horden, nel marzo del 1967,
ne ha parlato in Parlamento, sostenendo che "la pubblica opinione è
stata ostacolata nella conoscenza di Scientology dal fatto che, per quanto
ne era a conoscenza, tutte le volte che un giornale ha nominato l'organizzazione
è stato querelato per diffamazione." Nel settembre 1968 gli Scientologist
hanno querelato Horden per diffamazione.
Naturalmente questo soffoca la libertà
di stampa, e gli Scientologist hanno ammesso che "faranno causa alla più
piccola occasione" per scoraggiare i media dal menzionare Scientology.
Hubbard ha scritto:
«Non vogliamo che Scientology venga riportata sulla stampa, in nessun altro luogo che non siano le pagine religiose dei giornali. Il passaparola della stampa pubblica che esprime faziosità e sensazionalismo mal riportato può essere distruttivo. Pertanto dobbiamo stare molto all'erta e querelare per diffamazione alla più piccola occasione, in modo da scoraggiare la stampa dal menzionare Scientology»
Gli Scientologist sono fulminei nel querelare
non solo chi scrive, ma anche chi parla contro, e alcune di queste cause,
oltre ad essere contraddittorie, sono anche divertenti. Quando ad esempio
il Dr. Russell Barton (lo psichiatra inglese menzionato nel capitolo precedente)
parlò contro di loro in un programma televisivo, ricevette una lettera
di querela per le affermazioni che aveva fatto il "31 Febbraio". Se gli
Scientologist avessero agito con meno precipitazione, forse avrebbero avuto
il tempo di ricordarsi che Febbraio ha soltanto 28 giorni.
[...]
L'atteggiamento litigioso degli Scientologist
deriva dalla filosofia di Hubbard, il quale sostiene che "la DIFESA di
qualcosa è INCONCEPIBILE. Il solo modo per difendere qualcosa è
ATTACCARE."
[...]
Oltre a querelare chi li attacca, gli
Scientologist hanno sottoposto i loro critici a campagne denigratorie.
Membri del Parlamento che hanno osato parlare contro di loro sono stati
accusati di mazzette e corruzione, e anche di "obbedire agli ordini di
un gruppo straniero nascosto... che ha come scopo il sequestro di ogni
uomo che non gli piace e che non è con loro, al fine di renderlo
disabile in modo permanente e poi ucciderlo".
Allo scopo di verificare questi sospetti,
gli Scientologist ingaggiano detective per indagare sugli 'attaccanti'.
Hubbard ha scritto che siccome Scientology ha scoperto i fondamenti basilari
dell'uomo e dell'universo, "che cosa c'è di più facile di
scoprire i segreti o le storie e ragioni di una persona o gruppo?" Nello
stesso opuscolo, intitolato Perché la gente attacca Scientology,
afferma inoltre che hanno "indagato su migliaia di persone che protestano."
Per timore che gli esterni si facessero
un'idea sbagliata, da un'altra parte Hubbard li ha rassicurati sul fatto
che Scientology non è una "forza di polizia." Ma ha aggiunto che
"ci interesseremo ai reati della gente che cerca di fermarci. Se vi opponete
a Scientology, noi indagheremo prontamente e scopriremo e denunceremo i
vostri crimini. Chi cerca di renderci la vita dura è a rischio."
Un tipo di inchiesta prediletto da Hubbard
è quello che chiama "inchiesta rumorosa." Nel 1966 ha scritto che
quando qualcuno disturba Scientology, "scoprite dove lavora o ha lavorato...
telefonate e dite: 'Stiamo indagando sul Sig/Sig.ra per attività
criminali. Lui/lei ha cercato di ostacolare la libertà dell'uomo
e sta impedendo la mia libertà religiosa e quella dei miei amici,
dei miei figli ecc."
[...]
La ragione per cui gli Scientologist indagano
quelli che parlano contro, è la ferma credenza che chi la attacca
stia commettendo reati che teme possano essere scoperti dagli Scientologist.
Hubbard diceva che se qualcuno chiama Scientology "setta" o "buffonata",
ciò che realmente vuol dire è "per favore per favore non
scoprite quello che ho fatto!" Sosteneva anche che se una persona spinge
uno Scientologist a lasciare il gruppo o gli raccomanda di non studiare
Scientology, "bisognerebbe rispondergli non elogiando Scientology, ma chiedendole:
'Che cosa hai fatto?', e invitando la gente che protesta ad andare al più
vicino centro [di Scientology] per farsi sistemare il suo 'case'
[caso mentale - NDT]."
Hubbard suggeriva un modo diretto, forse
semplicistico, per scoprire il reato di una persona. Era sufficiente agire
sulla falsariga di questo dialogo:
George: Gwen, se non lasci perdere Scientology ti lascio.Gwen: (con determinazione) George, che cosa stai combinando?
George: Che cosa vuoi dire?
Gwen: Su, tiralo fuori. Donne? Furto? Omicidio? Che reato hai commesso?
George: (debolmente) Oh, niente del genere.
Gwen: Allora cosa?
George: ... ho fatto la cresta allo stipendio.