A piece of blue sky - Uno squarcio di cielo blu: Il Fondatore

Nona parte: Riassunto. Capitolo 1

© 1990 Di Jon Atack

© Traduzione in italiano a cura di "Allarme Scientology", 2004

 

Si può affermare con una certa verità che una società è persa quando perde la sua avidità, perché senza la fame come pungolo - di potere, di denaro o di fama - l'uomo affonda nella cieca indolenza e, soddisfatto o meno, è perso.

- L. Ron Hubbard, "Avidità", Astounding Science Fiction, aprile 1950

L. Ron Hubbard fu un opportunista che come base del processo di auto glorificazione mentì regolarmente sul suo passato. Era un egocentrico arrogante e immorale. Incapace di ammettere i propri errori, creava di continuo dei capri espiatori. Le motivazioni sincere dei suoi seguaci furono sfruttate per costruire una montagna segreta di denaro liquido. Hubbard era un plagiatore che, alla fine, non riusciva più a sopportare l'idea di riconoscere originalità in qualcun altro. Nutriva la massima diffidenza per le ragioni e le motivazioni di tutto il resto dell'umanità, nonostante le sue blande generalizzazioni sulla bontà fondamentale dell'uomo. Tale bontà si sarebbe rivelata soltanto dopo che l'individuo avesse raggiunto un non meglio specificato stato di "OT". Hubbard era un paranoico, era assetato di potere, un piccolo sadico che mostrava le sue inadeguatezze attraverso i frequenti capricci. Traendo piacere dall'adulazione dei suoi discepoli trascorse i suoi ultimi anni in isolamento, circondato da leccapiedi. Aveva l'allarmante capacità, almeno così sembra, di mantenere separati nella mente tutti i numerosi compartimenti della sua vita e del suo passato. Ciononostante un uomo così complicato non può essere liquidato con definizioni nette. Anche se i fatti compongono un quadro globale forse abbiamo colto soltanto delle fugaci apparizioni dell'uomo dietro le sue molte maschere.

Nel febbraio 1983, in risposte scritte alla giornalista Sue Lidsay del Rocky Mountain News, Hubbard disse che il suo saggio preferito era Twelve Against the Gods di William Bolitho, aggiungendo che «l'introduzione al libro è particolarmente buona». In quella frase Hubbard fornì un forte indizio del suo stimolo più potente.

Il libro di Bolitho fu pubblicato nel 1930 e consiste di dodici brevi biografie. Il punto centrale è che «l'avventura è l'elemento vivacizzante delle storie, sia individuali che sociali». Sopra a ogni altro Bolitho lodava l'avventuriero. I dodici avventurieri da lui scelti erano Alessandro, Casanova, Cristoforo Colombo, Maometto, Lola Montez, il Conte Cagliostro (e Serafina), Carlo XII di Svezia, Napoleone, Catilina, Napoleone III, Isadora Duncan e, per motivi d'attualità, Woodrow Wilson. A giudicare dal tono del libro, se Bolitho ne avesse scritto una nuova edizione negli anni '40 molto probabilmente Hitler avrebbe preso il posto di Wilson. Tutte le citazioni che seguono provengono da quell'introduzione "particolarmente buona" ed esprimono chiaramente la tesi fondamentale di Bolitho:

L'avventuriero è dentro di noi, egli lotta in nostro favore contro l'uomo sociale che siamo obbligati a essere... Per vivere siamo obbligati a costruire una gabbia di leggi e restarvi aggrappati. Siamo nati per lo sperpero e siamo privi di rimorsi come le tigri; siamo obbligati ad essere frugali e parsimoniosi, oppure soffrire la fame o il gelo. Siamo nati per vagabondare, ma maledetti a restare e scavare... tutti i poeti sono da una parte, e tutte le leggi dall'altra; poiché le leggi sono fatte da, e utili per, i vecchi...

Nel momento in cui uno di questi birboni scioglie le vele deve combattere il peso intero delle cose per ciò che sono; le leggi e quell'aura opprimente e indefinita che circonda le leggi e che chiamiamo morale; la famiglia, che è il microcosmo e la frusta della società; e il peso morto di tutti i possidenti, attraverso i cui diritti intrecciati passa la strada verso la libertà. Se fallisce è un semplice criminale...

... l'avventuriero è un individualista e un egocentrico, rifugge gli obblighi. La sua strada è solitaria, in essa non c'è posto per la compagnia. Ciò che egli fa, lo fa per se stesso. Tutte le sue motivazioni possono essere la semplice avidità.

Tuttavia, come scrisse Bolitho, «questi sono uomini traditi dalle loro contraddizioni interiori». Con il suo casuale riferimento a Twelve Against the Gods Hubbard fornì la contraddizione che lo tradisce: è una evidente ammissione delle sue aspirazioni più profonde. La sua prontezza a lodare il libro dimostra che non vedeva nulla di biasimevole nelle opinioni di Bolitho. I passaggi citati forniscono una espressione concisa del modello che sta alla base dell'intera vita di Hubbard e dell'immagine di se stesso che aveva costruito. Hubbard si considerava un avventuriero, un uomo al di sopra della moralità che seguiva risolutamente il suo obiettivo. È possibile che Hubbard avesse letto il libro al momento della sua pubblicazione (all'epoca aveva diciannove anni) e l'avesse preso a modello. Non lo citò soltanto nel 1983; lo aveva già elogiato in una conferenza del 1952, proprio all'inizio di Scientology. [1]

A sostegno di questa tesi c'è una prova potente. Nel 1938, all'età di ventisette anni e poco dopo il fallimento nella ricerca di un editore per il suo Excalibur, Hubbard scrisse una lunga lettera alla prima moglie. Disse a Polly di avere avuto una intuizione unica sulla natura della realtà. Tale comprensione lo aveva reso superiore al resto dell'umanità. Era assolutamente risoluto nel suo obiettivo: essere ricordato nei secoli a venire come un pari dei suoi eroi, Napoleone Bonaparte, Gengis Khan e Alessandro Magno, anche se ogni parola che avesse scritto fosse andata persa. Non aveva altro scopo e cadde in depressione per la frustrazione; ma nel dolore acuto del misterioso potere che lo rimestava, si riteneva assolutamente imbattibile. Parlò della possibilità di diventare un demagogo, un grande capo politico. Ammise anche il suo bisogno disperato di applausi.

Hubbard agognava la fama, la ricchezza e il potere, e per raggiungere i propri fini era chiaramente disposto ad abbandonare le restrizioni della morale.

Hubbard era un intrattenitore naturale, capace di accattivarsi la gente con il suo fascino, quel fascino che di sovente portava chi lo subiva a frequentazioni strette e prolungate che permettevano di vedere fino a che punto fosse arrogante, stravagante, eccentrico e bugiardo. Ma anche così, molti continuarono a crederlo un genio.

Hubbard può essere liquidato come un affabulatore, un narratore compulsivo le cui esagerazioni erano innocue. Ma fu molto di più di questo. La sua avarizia unita all'inganno deliberato sono diventate una truffa palese. Hubbard faceva apertamente affermazioni fraudolente su se stesso e sulla sua presunta ricerca. Fece anche affermazioni fraudolente sul denaro, apparentemente raccolto per portare avanti gli scopi pubblicizzati di Scientology. E queste non erano innocue sbruffonate: erano inganno consapevole studiato per diventare ancora più famoso, influente e ricco. Non si devono dimenticare la povertà e le sofferenze di quei seguaci che provvedevano al suo stile di vita opulento.

Sebbene Hubbard perseguisse con determinazione la sua ambizione, potrebbe anche essere sempre stato convinto di stare facendo del bene. Ciononostante costruì la sua "strada verso la libertà" su fondamenta di bugie. L'evidente coinvolgimento e la grande quantità di tempo dedicati al suo lavoro depongono a favore dell'idea che egli credesse nell'efficacia della sua "Tecnologia". L'opinione di Bolitho secondo cui «il mago deve credere a se stesso, almeno quando declama» sembra centrata. Martin Gardner, noto avversario della parapsicologia in generale e di Ron Hubbard in particolare, fece un'osservazione pertinente: «Per definizione gli eccentrici credono alle loro teorie mentre i ciarlatani non lo fanno, ma ciò non impedisce che una persona sia entrambi, eccentrico e ciarlatano». Le affermazioni fraudolente di Hubbard lo rendono indubbiamente un ciarlatano.

Alla metà degli anni '60 Hubbard iniziò a riferirsi a se stesso come alla "Sorgente" di Scientology. Dopo avere inizialmente riconosciuto il suo debito verso Freud e un gran numero di filosofi, dopo aver concesso numerosi riconoscimenti a scientologist per i loro "importanti contributi", alla fine decise che Scientology era una sua sola creazione: «Disposto com'ero ad accettare suggerimenti e dati, solo una manciata di suggerimenti (meno di venti) hanno dimostrato, alla lunga, di avere valore, e nessuno era importante o essenziale; e quando ho accettato suggerimenti importanti o essenziali e ne ho fatto uso, siamo usciti completamente dal seminato». [2]

Hubbard in realtà non fu la "Sorgente" di Scientology; quasi nulla della sua opera è originale. Hubbard mise assieme versioni modificate di idee esistenti. Il suo genio peculiare fu di ristrutturare tali idee in modo che potessero adattarsi in modo pulito nel suo sistema di credenze, articolandole in una forma digeribile. Per esempio le organizzazioni di Scientology usano tecniche di ricerca derivate dalla Ricerca Motivazionale, sviluppata negli anni '50 dagli psichiatri. Il solo testo a cui Hubbard si riferì a tale proposito fu The Hidden Persuaders di Vance Packard. Hubbard evitò di riconoscere che i metodi di ricerca di Scientology derivano dalle tecniche psichiatriche di stimolo-risposta che Packard stava attaccando.

Hubbard insisteva che soltanto Scientology avrebbe potuto salvare il mondo dall'olocausto. Scientology avrebbe creato «una civiltà priva di pazzia, senza criminali e senza guerra, in cui l'abile può prosperare». La sua personale sopravvivenza, in un ambiente propizio alla "ricerca" era perciò imperativa, almeno fino a quando la sua opera non fosse completa. Nelle sue parole, «l'intero futuro agonizzante di questo pianeta, ogni Uomo, Donna e Bambino... dipende da ciò che tu fai qui e ora, con e in Scientology». [3] Hubbard credeva che la sua fosse una missione messianica. Citando dal suo ottuso poema Hymn of Asia, scritto negli anni '50: «Vedimi morto/ma vivrò per sempre/ ma/ vedrai/ una Terra in fiamme/ così morta che / nessuno vivrà manca una volta di tendere /una mano rosa dal rimorso/ verso di me e/ morirò».

Nei suoi scritti Hubbard faceva distinzione tra morale e etica; la prima è basata su usi e opinioni, la seconda su decisioni "pro sopravvivenza" ragionate. Patrocinava il raggiungimento del «maggior bene per il maggior numero di dinamiche» (le otto "dinamiche" o spinte verso la sopravvivenza di sé, della famiglia, del gruppo, dell'umanità, della materia, di altre forme di vita, dello spirito e dell'infinito). Se Scientology doveva salvare il mondo, e se dipendeva da L. Ron Hubbard per il suo completamento, allora il "maggior bene per il maggior numero di dinamiche" avrebbe sempre compreso come aspetto più significativo la protezione e il sostegno continuo di L. Ron Hubbard.

Per Hubbard chiunque gli si opponesse o anche solo lo criticasse era malvagio, quell'opposizione rallentava inevitabilmente il progresso dell'umanità. È sua asserzione pubblicata che l'"anti Scientologist" e la "personalità antisociale" sono la stessa cosa. La sua ossessione per i nemici scaturiva dalla sua evidente paranoia. Un ex direttore della prima Hubbard Dianetic Research Foundation mi ha parlato dell'opprimente sospetto di Hubbard che agenti nemici stessero infiltrando l'organizzazione. Una sua fidanzata dei primi anni '50 ha raccontato che si guardava costantemente alle spalle. La caratteristica si sviluppò fino a convincersi che l'American Medical Association, la World Federation of Mental Health, i banchieri mondiali, i baroni della stampa e i governi occidentali fossero tutti coinvolti in un progetto multimilionario per distruggere Scientology, e distruggere soprattutto L. Ron Hubbard.

Nella sentenza del processo Armstrong in California, il giudice Breckenridge definì Hubbard "schizofrenico". Ma era davvero pazzo? Lasciando perdere le definizioni a volte contraddittorie delle autorità psichiatriche, sembra prudente assumere il punto di vista legale secondo cui un pazzo è qualcuno che non può essere considerato responsabile delle sue azioni. Soffre di illusioni, di allucinazioni e non ha chiaro il senso del giusto e dello sbagliato. Lo psichiatra Frank Gerdobe, che praticò Scientology per molti anni, pensa che Hubbard non fosse schizofrenico, ma piuttosto un «maniaco con tendenze paranoiche» (che non è una classificazione di psicosi ma una tendenza verso la psicosi). Gerdobe tuttavia suggerisce che la miglior descrizione sia la diagnosi popolare di "pazzo". Anche se Hubbard era un maniaco con tendenze paranoiche era comunque sano agli occhi della legge, pertanto responsabile delle sue azioni.

Hubbard prese a prestito l'espressione "personalità antisociale" dalla psichiatria, dove è sinonimo di psicopatico e sociopatico. Il professore di psichiatria Hervey Cleckley, diventato famoso come coautore di The Three Faces of Eve, era un'autorità riconosciuta in materia di psicopatici. Nel suo libro The Mask of Sanity elenca sedici caratteristiche rivelatrici, la maggior parte delle quali si rilevano negli psicopatici.

Cleckley dipinge gli psicopatici come superficialmente affascinanti e di buona intelligenza. Il loro pensiero è logico e ha un fondamento nella realtà, vale a dire che non soffrono di allucinazioni. Non sono nervosi o nevrotici. Sono inattendibili, falsi e ipocriti. Non provano rimorso. Compiono azioni antisociali senza motivazioni reali. Gli psicopatici non apprendono dall'esperienza. Mostrano un egocentrismo "patologico", un'incapacità ad amare e nelle relazioni sono insensibili, indifferenti. Non riescono a comprendere la reazione generata dalle loro azioni antisociali. Gli psicopatici mostrano un comportamento poco invitante, tendono a bere e a fare uso di droghe. Infine non reagiscono ad alcuna forma di terapia. Secondo Cleckley, gli psicopatici hanno una notevole capacità a sfuggire la punizione. Uno psichiatra potrebbe costruire un bel caso clinico a sostegno della diagnosi che Hubbard fosse uno psicopatico, o una personalità antisociale. Almeno nei termini espressi da Cleckley.

Naturalmente Hubbard aveva la sua versione delle personalità antisociali. Le Persone Soppressive o anti-scientologist parlano per generalizzazioni ("tutti sanno"); riferiscono soprattutto cattive notizie; peggiorano la comunicazione che stanno riferendo; sono circondati da "amici o soci malati o sottomessi"; di solito se la prendono con la fonte o il bersaglio sbagliato; sono incapaci di portare a termine qualcosa; confessano spontaneamente i crimini più allarmanti senza alcun senso di responsabilità; sostengono solo gruppi distruttivi; approvano solo azioni distruttive; detestano l'aiuto dato agli altri e usano l'"aiuto" come pretesto per distruggerli; credono che nessuno possegga realmente qualcosa; non rispondono alla terapia.

Hubbard corrisponde a un certo numero di caratteristiche stilate sia nel suo stesso elenco che in quello di Cleckley. Il punto conclusivo per il riconoscimento di una personalità antisociale è l'incapacità del Soppressivo di vedere se stesso nelle lacune elencate. Non è mai stato suggerito che Hubbard si sia mai considerato una Persona Soppressiva.

Tuttavia, come sottolineato da Robert G. Kegan, un'altra autorità del campo, i tratti dello psicopatico sono veri anche per molti ragazzini di dieci anni (rif.: The Child Behind the Mask: Sociopathy as Developmental Delay). Hubbard era un bambinone ed è facile vedere aspetti sia del suo comportamento che di Scientology come proiezioni della sua pericolosa immaturità. Le ossessioni di Hubbard rientrano nettamente nella categoria psicopatica nota come narcisista.

Il giudice Breckenridge definì Scientology l'"alter-ego" di Hubbard, commento perspicace. Infatti l'intera Scientology può essere vista come una esternazione del temperamento di Hubbard.

Scientology ha più senso quando la si guarda alla luce delle tendenze psicopatiche e paranoiche di Hubbard. I suoi accessi euforici, nella convinzione di avere vinto qualche sua lacuna, e gli attacchi di depressione, solitamente intensi e privati quando le sue deficienze riprendevano il sopravvento, hanno creato un modello che attraversa l'intera Scientology.

Con Dianetics Hubbard aveva promesso un essere libero dal comportamento stimolo-risposta, ma gran parte del suo lavoro fu una risposta prevedibile a qualche minaccia immediata. Il Guardian's Office nacque in risposta all'interrogazione parlamentare del 1966 di Lord Balniel. La "tecnologia" di assistenza fu un tentativo continuativo di curare i disturbi di cui soffriva. Diverse tecniche originarie studiate per curare ciò che Hubbard definiva "terrore allo stomaco" furono sicuramente un tentativo di trovare sollievo alla sua ulcera. Nonostante Dianetics, però, ulcera, miopia e borsite continuarono a tormentarlo fino alla morte. Alla fine degli anni '60 soffrì periodicamente di polmonite, probabilmente peggiorata dall'abuso di droghe e sicuramente peggiorata dal grave vizio del fumo. Promise che OT 3 avrebbe curato quei problemi respiratori; certamente per lui no funzionò. Hubbard soffriva di un lungo elenco di menomazioni.

Indipendentemente da quanta Tech sviluppasse, continuò a soffrire delle stesse difficoltà, sia mentali che fisiche. Dalla sua malattia del 1972 uscirono diverse prescrizioni per la terapia megavitaminica e un bizzarro (quanto potenzialmente pericoloso) bollettino sugli antibiotici. Nel 1978 fu colpito da un secondo attacco cardiaco e NOTs fu sviluppato nel tentativo di assistere la sua convalescenza. È spesso possibile far risalire l'ossessione di Hubbard per un particolare "rundown" di assistenza a qualche sua inabilità o incapacità.

E ancora, dal 1950 in poi Hubbard continuò ad insistere di avere la soluzione a tutti i problemi che affliggono l'uomo. Quando il metodo del primo libro non riuscì a rendere "clear" nessuno (nonostante le affermazioni che l'approfondito programma di ricerca aveva trattato 273 persone di cui molte erano state rese Clear), vennero resi pubblici nuovi metodi. Alphia Hart, che dopo aver lasciato Scientology nel 1953 iniziò a pubblicare una sua rivista, chiamò "È tutto!" questo espediente, suggerendo che ogni affermazione poteva essere attentamente datata; "È tutto 1955" poteva essere distinto da "È tutto! 1959" e così via. Ci sono state decine di procedure di Clearing, tutte pubblicizzate e vendute come La Risposta, e tutte sostituite dopo qualche mese. Nibs Hubbard racconta che il padre produceva una nuova tecnica ogni sei mesi. I Bollettini Tecnici di Dianetics e Scientology (disponibili in dodici volumi rilegati, con una mezza dozzina di raccoglitori supplementari) provano la verità della sua affermazione.

Sembra che Hubbard fosse convinto di essersi curato ogni volta. In Scientology esiste una serie di giustificazioni per spiegare ogni fallimento, e le ricadute di Hubbard. Vengono conservate come "liste di correzione" e "rundown". Quando falliscono pure loro all'ora l'individuo viene sottoposto a "maneggiamento di etica" (qualcosa che sicuramente Hubbard non ha mai ricevuto). La soluzione finale quando l'individuo proprio non migliora nonostante abbia ricevuto e pagato tutte queste liste di correzione, rundown e maneggiamenti, è che si tratta di un "no case gain" [senza guadagni di caso], cioè è una "Persona Soppressiva".

Tutte queste reazioni agli stimoli si sono accumulate fino a diventare Scientology. Si tratta degli episodi (o "engram", forse) che costituiscono Scientology stessa: procedure disegnate per risolvere un problema immediato di Hubbard e poi usate su tutti gli scientologist, indipendentemente dalle loro effettive difficoltà. Nulla che sia stato scritto da Hubbard può essere eliminato dalla letteratura senza la sua approvazione, ed egli era troppo impegnato a sfornare nuovo materiale per preoccuparsi di rivedere il vecchio, così queste reazioni radicate venivano raramente sostituite.

Hubbard era un lettore vorace, soprattutto di fantascienza. Nulla lascia pensare che avesse mai studiato in profondità materie serie. Non si sa quanto Freud avesse letto, o Korzybski (Hubbard disse che gli era stato spiegato da Heinlein sebbene Sara, la seconda moglie, abbia detto che Korzybski glielo aveva spiegato lei). Leggeva cose popolari, versioni semplificate. In una conferenza sullo studio si lamentò che l'attuale Enciclopedia Britannica era troppo difficile per lui, era scritta da esperti per esperti, quindi usava una versione precedente la Prima Guerra Mondiale. In ciò che sembrò essere una battuta, disse che per il futuro aveva l'intenzione di usare libri di testo per bambini, il che fa il paio con il suo metodo di ricerca storica, confessato in un articolo degli anni '30 intitolato "Search for Research" [In cerca della ricerca]. Leggeva la voce della Britannica e poi dava una scorsa ai libri facilmente disponibili che venivano citati nella bibliografia di quella voce. I suoi racconti dovevano essere scritti in un paio di giorni perciò la ricerca doveva essere veloce. Anche intere sezioni di Scientology sembrano essere state modellate in questo modo. Le tecniche originali di Dianetics possono essere fatte risalire quasi interamente a tre brevi conferenze di Freud. Anche le affermazioni di Hubbard sul Buddismo mostrano una mancanza di studio. [*] Infatti solo nei primi anni '50, dopo che gli erano stati regalati molti libri mistici e religiosi, iniziò a incorporare ciò che riteneva fossero ideali buddisti. Uno dei suoi aiutanti lesse quei libri e gliene fece un riassunto. [4] Hubbard non manifestò mai conoscenza specialistica di qualche argomento, tranne naturalmente Scientology.

Hubbard creò un amalgama curioso. Dianetics è stata mutuata da Freud (con echi di Fodor e Rank), da Korzybski e forse da certe opere psichiatriche del tempo di guerra sulla terapia abreattiva. Le origini di Scientology trovano fondamento nella Magick di Aleister Crowley con una infarinatura di scienza scolastica, esorcismo e fantascienza. La Sea Org deriva direttamente dall'esperienza navale di Hubbard: non solo ha uniformi, gradi e galloni, ma anche Comitati di Idoneità, Commissioni di Inchiesta, Rapporti di Conformità e Encomi [Fitness Boards, Committees of Evidence, Compliance Reports and Commendations]. Tali diversi elementi furono arricchiti con pizzichi di terapia comportamentale, tecniche di "lavaggio del cervello" cinese, riferimenti a Machiavelli (Hubbard disse che Il Principe era uno dei suoi libri preferiti, asserendo addirittura di averlo scritto lui) e forse di qualche conoscenza della psicologia delle masse di Gustave le Bon. Tutto questo materiale, il più disparato, venne sintetizzato attraverso la personalità di L. Ron Hubbard.

Hubbard spese l'intera vita alla ricerca di una esperienza particolare. Fin dall'inizio degli anni '50 aveva insistito che "l'esteriorizzazione" o esperienza fuori dal corpo, era l'elemento cruciale di Scientology. Era convinto di avere avuto tale esperienza nel 1938 sotto l'influenza del protossido d'azoto, esperienza che poi lo portò a scrivere Excalibur. Hubbard desiderava disperatamente ripetere quell'esperienza e, secondo chi lo audì, non ci riuscì mai, nonostante le sue facili promesse che le tecniche di Scientology avrebbero prodotto "esteriorizzazioni" facili e rapide. Hubbard pubblicò numerose tecniche e, naturalmente, fece elaborate affermazioni sulla loro efficacia. Infatti lo scopo di Scientology è creare uno stato esteriorizzato "stabile" in cui l'individuo raggiunge coscientemente l'immortalità.

Dopo aver deciso nel 1952 che quasi tutta la fantascienza è in realtà il racconto di reali esperienze di vite precedenti, la sua preoccupazione di scrittore di fantascienza divenne la cosmologia della sua religione. Era un egomaniaco che generò una filosofia egomaniacale che aveva come elemento centrale la credenza che qualsiasi cosa accada agli altri è colpa loro. Qualsiasi cosa accadeva a L. Ron Hubbard era invece colpa del Grande Complotto. Predicava ai seguaci la responsabilità personale, ma mancò quasi uniformemente di praticare ciò che predicava.

L'aspetto più allarmante di Scientology è la spinta, malamente velata, verso la dominazione del mondo. Ai membri della Sea Org viene detto che quando scoppierà la Terza Guerra Mondiale saranno il solo gruppo sufficientemente organizzato per prendere il controllo. In epoche diverse Hubbard e i suoi seguaci hanno corteggiato governi diversi - negli anni '60 la Rodesia (per cui scrisse una proposta di Costituzione) e la Grecia (con la sedicente University of Philosophy di Corfù); negli anni '70 il Marocco e successivamente il Messico, di cui alcuni rappresentanti dell'opposizione si recarono in Florida per ricevere assistenza. Furono avvicinati Cina e diversi paesi africani con offerte di aiuto sotto forma di politiche educative. A Ron Hubbard sarebbe piaciuto governare il mondo. Credeva, e diceva, che la dittatura benevolente è il miglior sistema politico, e si vedeva come il solo candidato naturale. È possibile che i suoi successori soffrano della stessa presunzione.

Alla metà degli anni '70 mentre si trovava a Washington, DC, Hubbard inaugurò un progetto segreto per scoprire tutto il possibile sui "Soldati della Luce" e i "Soldati delle Tenebre". La nozione che le persone nascano buone o cattive e siano impegnate in una guerra spirituale cosmica può essere ritrovata nello Zoroastrismo e nei Rotoli del Mar Morto degli Esseni, da cui si spostarono verso alcune sette cristiane gnostiche. Nei primi anni '50 Hubbard aveva parlato di chi, nel "gioco" della vita, è "giocatore", "pedina" o "pedina spezzata". Questo concetto è fondamentale per Scientology. In seguito parlò di "Grandi Esseri" che esistono in ragione di uno a diciotto rispetto agli "Esseri Degradati". Indipendentemente da questa stima, disse che i Soppressivi costituiscono il due e mezzo percento della popolazione mondiale e le Fonti Potenziali di Guai (PTS), che gravitano nella loro sfera di influenza, costituiscono un ulteriore 17,5 percento. Classificò alcune persone semplicemente come "robot", incapaci di alcuna decisione. In breve, esiste un piccolo numero di "giocatori", alcuni Soldati della Luce, alcuni Soldati delle Tenebre. Essi sono impegnati in una battaglia eterna e per raggiungere i propri fini usano "pedine" e "pedine spezzate".

In materiali confidenziali Hubbard liquidò gli insegnamenti cristiani come "implant". Gli psichiatri e i ministri cristiani sono Soldati delle Tenebre, soppressivi che ritornano una vita dopo l'altra [5] per tormentare gli esseri degradati, i robot e i PTS, e distruggere l'operato dei Soldati della Luce. Naturalmente, secondo gli standard di Hubbard i Soldati della Luce erano quelli a favore della Chiesa di Scientology. Hubbard è l'Imperatore, la "Sorgente". Hubbard credeva nel Superuomo di Nietzsche, l'OT o Grande Essere e nel diritto del "buono" e del "giusto" di maltrattare il "malvagio".

Gran parte delle migliaia di seguaci di Hubbard lo considerano più brillante di Einstein, più illuminato del Buddha e almeno capace quanto Gesù di compiere miracoli. Forse dietro le azioni di Hubbard c'era qualcosa di più sinistro. Alcuni taoisti credono che gli esseri umani possano raggiungere l'immortalità divenendo il centro dell'adorazione; alcuni degli Imperatori romani avevano una credenza simile. Nelle chiese di Scientology di tutto il mondo sembra essere in atto la deificazione di Hubbard. Forse pensava di raccogliere tutti i Body-Thetan di cui i suoi devoti si liberavano e usarli per scopi magici (nelle sue "Affermazioni" segrete Hubbard sosteneva che gli esseri elementali erano completamente in suo potere). Data la sua immaginazione fertile, e spesso infantile, e con la consapevolezza della sua doppiezza, è difficile decidere che cosa Hubbard credesse veramente.

Hubbard era un affabulatore e un mesmerizzatore, un tessitore sia di leggende che di incantesimi. Una figura carismatica che esigeva la devozione di chi gli stava intorno, nonostante le sue crudeltà ed eccentricità. Alcuni tra coloro i quali hanno lavorato con lui dicono che era "compassionevole". Sull'Apollo è stato visto lavorare lunghissime ore sulle cartelle dei Preclear. Trascorse migliaia di ore dando lezioni e scrivendo su Scientology.

Fu anche la sua mente direttiva e organizzativa, e ordinò una serie di crimini su scala internazionale, ma sfuggì completamente al castigo. A meno che la sua credenza nel karma (accuratamente riconfenzionata in Scientology) non si dimostri vera.


Note dell'autore:

Fonti: Bolitho; lettera di Hubbard alla prima moglie, 1938.

1. Philadelphia Doctorate Course 16,trascrizione, pag. 145.

2. Organization Executive Course vol. 0, pag.35.

3. ibid.

4. Intervista a un testimone.

5. HCOB, "Pain and Sex," 26 agosto 82.


Note di Martini:

*. Si veda La relazione di Scientology con le tradizioni religiose orientali.

 
 
 
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