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Ottava parte: Le sentenze 1984 - 1990. Capitolo 3 © 1990 Di Jon Atack © Traduzione in italiano a cura di "Allarme Scientology", 2004
L. Ron Hubbard sembrava del tutto inconsapevole delle pesanti sconfitte che stava ricevendo in tribunale e, mentre il processo Armstrong si avviava a conclusione, cominciarono ad apparire bollettini relativi a un nuovo "Rundown". Il "Rundown dei Falsi Scopi" mostrava comunque qualche consapevolezza che nel mondo Scientology non tutto stava andando al meglio. Oltre al solito elenco di cose che impedivano miglioramenti - ad esempio "overt" (trasgressioni), "scopi malvagi" e collegamenti con Soppressivi, veri o immaginari - ora c'erano anche i "falsi scopi", definiti come "scopi di non sopravvivenza". Nel primo bollettino Hubbard sferrò uno dei suoi soliti colpi violenti contro la psichiatria, completando l'associazione tra gli "implanter" che settantacinque milioni di anni fa crearono OT III e la psichiatria moderna. Disse anche che gli «psych» e i «preti» erano «della stessa razza», liquidando così in un colpo solo tutta la terapia mentale e anche tutte le religioni (con la sola eccezione di Scientology).
Sulla scia della clamorosa sconfitta californiana nel caso Armstrong e della schiacciante sentenza del caso inglese di custodia minorile, la chiesa pubblicò una Direttiva Esecutiva intitolata semplicemente "Squirrels" in cui venivano citati Armstrong, due ex membri dello staff personale di Hubbard che avevano testimoniato nel caso Armstrong, e David Mayo, assieme a due dei suoi soci. La direttiva conteneva le solite iperboli sui nemici dell'umanità e accusava i suddetti individui di fare commercio di pazzia. [1] Qualche giorno dopo, il 24 settembre 1984, la Chiesa di Scientology perse un appello contro l'Internal Revenue Service. In una sentenza di 222 pagine il giudice del tribunale fiscale raccontò in modo molto dettagliato la situazione della chiesa negli anni dal 1970 al 1972, dimostrando il movimento di imponenti somme di denaro uscite dalle casse di Scientology e finite sotto il controllo di Hubbard. Il giudice descrisse inoltre le tattiche di evasione fiscale ordinate da Hubbard, per esempio un guazzabuglio di due milioni di pagine, che gli agenti dell'IRS avrebbero dovuto vagliare a spese del contribuente statunitense, di materiale inerente l'aspetto fiscale. Il 9 ottobre un gruppo di dignitari di Scientology, tra cui David Miscavige, volò in elicottero a Saint Hill per firmare una "Promessa all'Umanità" e costituire la "International Association of Scientologists." La Promessa conteneva la solita retorica scritta goffamente da un relatore inesperto: Le nuove religioni sono nate nel sangue al prezzo di grande sacrificio e sofferenza dei loro seguaci... Scientology è sopravvissuta e si è diffusa perché... è una squadra che si batte per la bontà e la libertà... e viene facilmente riconosciuta dagli uomini di buona volontà; a dispetto delle crudeli bugie generate da chi schiavizza l'umanità e diffuse dai media...Per diventare membri vitalizi dell'Associazione gli scientologist dovevano pagare 2000 dollari. Oltre alla Promessa, la chiesa presentò anche l'ennesima denuncia contro l'avvocato Michael Flynn, stavolta chiedendo un risarcimento danni di 20.600.000 dollari. Secondo tale denuncia Flynn aveva falsificato un assegno da 2 milioni di dollari presentato a una banca di New York nel 1982, intestato a uno dei conti di L. Ron Hubbard. Ovviamente non riuscirono a fornire prove che potessero interessare l'FBI o il Procuratore Generale. Per nulla scoraggiati gli scientologist pubblicarono un numero della loro rivista Freedom, distribuita per le strade in migliaia di copie. Riportarono citazioni della testimonianza giurata rilasciata da due fratelli che avevano perpetrato la frode, e che accusavano Flynn di essere stato la mente dell'intera operazione. Dopo mesi di diffamazioni su questo tono uno dei due fratelli, trattenuto dalla polizia tedesca, firmò un'altra dichiarazione giurata in cui affermava che gli scientologist lo avevano pagato per il primo affidavit rilasciato. Alla fine la chiesa ritirò la sua denuncia infondata. Nel dicembre del 1984 arrivò un'altra bomba. Dopo l'imponente perquisizione della chiesa di Scientology di Toronto del marzo 1983, vennero finalizzate i capi di imputazione contro diciotto tra dirigenti di alto rango e membri di Scientology, e contro la stessa Chiesa di Scientology. Tra le accuse anche quella di associazione a delinquere a fine di tentato omicidio, caduta però qualche mese dopo. L'ultimo giorno di gennaio del 1985 gli scientologist presentarono una denuncia contro gli Advanced Ability Center di Santa Barbara, Aberdeen e East Grinstead, oltre che a diversi dei loro direttori tra cui David Mayo, Robin Scott, Morag Bellmaine e Ron Lawley. Venne incluso anche Jon Zegel, i cui nastri sulla presa di potere di CMO erano diventati ormai molto famosi. La denuncia era per «esercizio organizzato di attività criminose; falsa descrizione di origine; concorrenza sleale secondo la legge comune; concorrenza sleale statutaria; ricettazione e occultamento di proprietà rubate; violazione di fiducia; violazione di contratto; appropriazione indebita di segreti commerciali; danni ingiuntivi». Gli avvocati di Scientology invocarono la Racketeering Influence and Corrupt Organizations Act [RICO], promulgata per ridurre le attività del crimine organizzato. Il 13 marzo 1985 (settantaquattresimo compleanno del Commodoro) un giudice di Washington DC firmò un ordine di comparizione per Hubbard in merito a un caso di vecchia data che vedeva opposta la Founding Church of Scientology of Washington, DCA al Federal Bureau of Investigation. Il giudice riteneva che Hubbard fosse un "agente direttivo" della chiesa, a dispetto di tutte le dichiarazioni secondo cui si era dimesso dal management negli anni '60. Hubbard non si presentò e il caso fu archiviato. Fu archiviata anche una causa contro Michael Flynn, in quando Hubbard disobbedì a mandato di comparizione della corte. Sempre a marzo tornò in tribunale a Portland, Oregon il caso di Julie Christofferson-Tichbourne contro Hubbard, la Church of Scientology of California e la Missione Scientology di Davis. La denuncia era stata originariamente presentata nel 1977, scaturita da una richiesta di risarcimento di circa 3000 dollari. Julie Christofferson era entrata in Scientology nel 1975, all'età di diciassette anni. Aveva fatto corsi di Scientology al posto di un corso universitario di ingegneria, spendendovi i soldi destinati al college. Disse che le erano state fatte presentazioni fraudolente sul valore delle qualifiche Scientology e sui benefici dell'assistenza e dell'addestramento Scientology. La denuncia originale conteneva accuse per condotta indegna, inflizione di grave disagio emotivo e truffa. [2] Il caso arrivata in tribunale per la terza volta. Nel 1979 alla Christofferson-Tichbourne era stato riconosciuto un risarcimento di 2,1 milioni di dollari. Nel 1982 la corte d'appello aveva ribaltato la sentenza rigettando le accuse di condotta indegna, ma aveva rifiutato le prove di diversi testimoni scientologist. Negli anni '80, dopo la sentenza di appello, Scientology aveva vissuto una grossa spaccatura. A migliaia avevano lasciato la chiesa o erano stati espulsi. Tra di essi c'erano molti testimoni di valore e il caso Armstrong aveva dimostrato che un numero sempre crescente di persone era disposto a dire la sua. Bill Franks, che nel 1981 aveva ricoperto l'incarico di Direttore Esecutivo Internazionale e aveva controllato la purga del Guardian's Office, salì sul banco dei testimoni e quando l'avvocato della chiesa gli domandò se riteneva che Scientology creasse "robot ripetitivi", rispose «non agli inizi». Alla richiesta di un'opinione sui tempi correnti, replicò «assolutamente sì». Franks parlò della manipolazione dei seguaci e dei costi ridicolmente alti di Scientology; disse che abbandonare Scientology era stata una delle cose più dure che avesse mai fatto. Confermò che la maggioranza degli staff di Scientology erano persone rispettabili ma, aggiunse, «Scientology gioca sulla rispettabilità. È il suo amo». Vennero messi in evidenza i dettagli delle operazioni del Guardian's Office: la "Operation Christo" era rivolta a Julie Christofferson-Tichbourne, alla sua famiglia e addirittura a un ministro luterano. Nel tentativo di screditare la testimonianza di Armstrong la chiesa produsse delle videocassette registrate di nascosto. A uno dei suoi ex amici era stato ordinato di incontrarlo e di dirgli che aveva lasciato la chiesa. Il falso amico aveva poi incoraggiato Armstrong a parlare di potenziali metodi per prendere il controllo della chiesa e riformarla. La conversazione era stata registrata. Il giudice Donald Londer rifiutò di ammettere le cassette tra le prove, dicendo «credo siano devastanti. Devastanti per la chiesa». Espresse i suoi dubbi sulla legalità delle modalità di registrazione, aggiungendo che il metodo utilizzato «sembra più che altro un tentativo di incastrare il testimone». Qualche giorno dopo comunque Londer autorizzò la giuria a guardare tutti i 108 minuti di videoregistrazione in modo che il loro contesto fosse chiaro, piuttosto che basare i contro interrogatori solo su degli estratti. Respinse l'obiezione di Garry McMurry, legale della Tichbourne, secondo cui i nastri erano stati registrati in violazione delle leggi civili e penali sia dell'Oregon che della California (dove infatti erano stati registrati). Nelle conversazioni su nastro Armstrong aveva ammesso di essere in grado di "creare documenti" relativi alle azioni dell'attuale management e di collocarli negli archivi della chiesa. Ma non c'erano prove che avesse mai portato a termine tale progetto. La chiesa sottopose poi alla giuria altre tre ore di registrazioni. In un bizzarro gioco del destino, il giorno dopo la visione dell'ultimo nastro l'Internal Revenue Service fu autorizzato ad usare quelle videocassette in un suo caso contro Scientology. La testimonianza di Martin Samuels fu devastante. In quanto capo della Missione in causa era stato uno dei testimoni chiave del primo processo. Dopo il Convegno dei Gestori di Missione del 1982 a San Francisco la sua vita era stata distrutta. All'epoca del nuovo processo anch'egli aveva fatto causa a Hubbard, sempre a Portland, per 72 milioni di dollari. Prima di testimoniare gli venne negata l'immunità per aver fornito falsa testimonianza nel processo Christofferson del 1979. Una volta alla sbarra disse che la testimonianza da lui rilasciata, secondo cui la sua Missione di Portland non era collegata all'organizzazione nazionale di Scientology, era falsa. Disse poi che prima del processo originale i testimoni di Scientology erano stati allenati a mentire in quello che lui definì "il college dei testimoni". Durante il primo processo la chiesa aveva attentamente costruito un castello di menzogne, esattamente come aveva proposto di fare nel processo contro il Guardian's Office prima che Meisner si costituisse al FBI. I testimoni della difesa parlarono dei grandi benefici che Scientology aveva portato alla loro vita. La chiesa sosteneva che fossero stati violati i loro diritti in base al Primo Emendamento, e che era stata messa sotto processo la religione. Il 18 maggio 1985, dopo due giorni di camera di consiglio, la giuria fissò un risarcimento danni pari a 39 milioni di dollari: 20 milioni a carico di Hubbard, 17,5 a carico della Church of Scientology of California e 1,5 a carico della Missione della Chiesa di Scientology di Davis. Durante il processo gli scientologist avevano organizzato un grosso battage pubblicitario su giornali e stazioni radiotelevisive locali, proseguito con la "Crociata per la Libertà Religiosa". Due giurati dissero alla stampa che quella pubblicità non aveva influenzato la loro decisione, aggiungendo di non essersi fatti influenzare nemmeno dalle telefonate minacciose ricevute durante il processo da persone che si definivano scientologist. Una portavoce della chiesa disse alla stampa: «Si tratta di uno strano complotto per distruggere la chiesa. Essi [i giurati] hanno deciso che la religione, come praticata in Scientology, non debba essere protetta dalla Costituzione. Tutto il caso ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio il coinvolgimento del governo in un complotto contro la chiesa». [3] I legali di Scientology chiesero immediatamente l'annullamento del processo. Nel giro di pochi giorni arrivarono a Portland pullman carichi di scientologist per protestare contro la sentenza. Fu organizzata una marcia a lume di candela e le star di Scientology, tra cui John Travolta, tennero discorsi. La stima di un portavoce della chiesa secondo cui sarebbe arrivato mezzo milione di manifestanti si dimostrò fortemente esagerata. Chick Corea parlò ad appena un paio di migliaia di scientologist radunatisi a Portland. Per settimane i manifestanti marciarono davanti il Tribunale, si definivano "Crociati della Libertà Religiosa" e issavano cartelli con scritto "Salvate la Libertà di Religione" e "Ristabilite la Costituzione". Ascoltarono i discorsi veementi dei rappresentanti di Scientology, sottolineandoli con cori che intonavano "We shall overcome" [vinceremo]. La retorica dei portavoce della chiesa era stridente, per esempio: «È una specie di rogo alle streghe, è come inchiodare qualcuno alla croce - un palese tentativo di sterminare un gruppo religioso». Si disse che i deprogrammatori avevano trasformato Julie Christofferson-Tichbourne in un "robot ripetitivo". Gli scientologist si attennero a ciò che sembrò essere una pressione senza senso. Ciononostante, la decisione del giudice Donald Londer, arrivata due mesi dopo quella della giuria, colse tutti di sorpresa. Dichiarò infatti la nullità del procedimento in quanto non era stato possibile dimostrare l'affermazione del legale della Christofferson-Tichbourne secondo cui Scientology non era una religione. Di conseguenza la giuria era stata indotta a credere di poter punire Scientology per credenze puramente religiose. Criticò anche l'avvocato per aver caratterizzato Scientology come un gruppo terroristico, e Hubbard come un sociopatico. [4] La chiesa era trionfante. Nell'ottobre 1985 la International Association of Scientologists (IAS) celebrò il suo primo anniversario con un raduno a Copenhagen in cui venne annunciato che la chiesa contava su uno staff internazionale di oltre 8.500 persone, molte delle quali membri dell'Associazione che, in totale, contava oltre 12.000 affiliati. Nonostante la chiesa si vantasse di avere sette milioni di fedeli, prima dello scisma poteva contare forse su circa 50.000 seguaci. Poiché la tessera IAS è la sola forma di affiliazione ufficiale alla Chiesa di Scientology, le cifre sono rivelatrici: probabilmente nello scisma aveva perso metà degli appartenenti. [5] A novembre gli scientologist intentarono una nuova causa contro David Mayo. A Los Angeles intanto l'ex membro Larry Wollersheim aveva fatto causa alla chiesa e il giudice aveva deciso che i materiali di OT III fossero ammessi tra le prove. Negli Stati Uniti i documenti ammessi come prova di solito diventano disponibili al pubblico e la mattina del 4 novembre circa 1500 scientologist affollarono i tre piani del Tribunale nel tentativo di bloccare il pubblico accesso alle loro "scritture religiose" confidenziali. Il Los Angeles Times però riuscì ad aggirare il blocco, ottenne i materiali e pubblicò un breve resoconto di OT III, entusiasticamente ripreso dai quotidiani di tutti gli Stati Uniti. La chiesa fece causa a Wollersheim e a Mayo presso la Corte Distrettuale nazionale per impedire l'ulteriore distribuzione dei materiali "confidenziali". Il 23 novembre 1985, tra lo stupore di molti, la chiesa ottenne un'ingiunzione temporanea che impediva agli imputati l'uso o la distribuzione di qualsiasi livello OT superiore a OT III, in qualsiasi forma. Per Larry Wollersheim significava poco, in quanto sosteneva che quei materiali servissero a plagiare le persone; ma l'Advanced Ability Center di Mayo faceva affidamento sulla sua versione di quei livelli, da cui dipendeva buona parte degli introiti. L'AAC di Santa Barbara si vedeva quindi impedita la pratica di ciò che la chiesa insisteva nel dire che fosse la "religione Scientology". È ironico pensare che Mayo era stato un pioniere dello sviluppo di quelle stesse scritture particolarmente vietate, e lo aveva fatto nel tentativo di salvare la vita di Hubbard. La cancellazione dell'ingiunzione richieste quasi un anno, trascorso il quale il gruppo di Mayo era ormai fuori mercato. Secondo le parole di Hubbard, «lo scopo di una causa non è tanto vincerla, quanto molestare e scoraggiare». Quando alla fine l'ingiunzione venne respinta i giudici della corte d'appello sentenziarono che «l'opinione della chiesa secondo cui i materiali in disputa sono "scritture religiose" non si concilia con lo statuto di riferimento della California in merito al "valore economico" come elemento di segreto commerciale tutelabile». [6] In altre parole, la chiesa non poteva avere ragione su due fronti: le scritture religiose non sono segreti industriali o commerciali. In seguito tuttavia un giudice ha stabilito che anche questo argomento può essere deferito al giudizio di una corte. Fonte per il caso Christofferson-Tichbourne - Oregonian 12, 21 e 22 marzo, 5, 11, 13, 17, 20, 23 aprile e 18 e 20 maggio 1985.
1. Office of Special Affairs Executive Directive 19, 20 settembre 1984.
2. Oregon Journal, 3 maggio 1982.
3. Los Angeles Times, 19 maggio 1985.
4. Clearwater Sun, 17 luglio 1985.
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