A piece of blue sky - Uno squarcio di cielo blu: Si fa cinema

Sesta parte: I messaggeri del Commodoro 1977- 1982. Capitolo 1

© 1990 Di Jon Atack

© Traduzione in italiano a cura di "Allarme Scientology", 2004

 

Quando ti allontani da una posizione di potere, salda subito tutti i conti che hai in sospeso, da' pieni poteri a tutti i tuoi amici e allontanatene con le tasche piene di artiglieria, con ricatti potenziali contro qualunque antico rivale, con fondi illimitati nel tuo conto privato e con gli indirizzi di assassini esperti, poi vai a vivere in Bulgravia [sic] e offri bustarelle alla polizia.

- L. Ron Hubbard, HCO Policy Letter, "Le responsabilità dei Leader", 12 febbraio 1967

Sull'Apollo alla fine degli anni '60 Hubbard usava i figli degli scientologist per far circolare i messaggi. Li organizzò un una "Org" specifica con propri Ufficiali di Etica bambini, uno dei quali aveva soltanto otto anni. Alla fine divennero noti come Org dei Messaggeri del Commodoro, o CMO. Quei bambini crebbero intorno a Hubbard, di solito divisi dai genitori.

Diversi ex membri della CMO hanno fatto racconti scioccanti del periodo trascorso con Hubbard. Oltre a portare i messaggi, i ragazzi si occupavano anche dei bisogni personali del Commodoro. Ragazze adolescenti (a destra) in calzoncini corti lo vestivano, gli preparavano la doccia e gli abiti, lo vestivano, cambiavano i nastri di musica nello stereo, gli accendevano le sigarette e prendevano al volo la cenere mentre cadeva. L'Unità Domestica della CMO sciacquava il bucato di Hubbard sette, poi fino a diciassette volte, per togliere anche il più vago odore di detersivo. Un messaggero stava di guardia ventiquattr'ore al giorno per prendersi cura di ogni suo più piccolo desiderio.

La storia della messaggera Tonja Burden è toccante. I genitori erano scientologist entusiasti e nel marzo 1973, quando la figlia aveva soltanto 13 anni, la incoraggiarono a unirsi alla Sea Org. Qualche mese più tardi venne separata dalla famiglia e inviata sull'Apollo. A settembre i genitori lasciarono la Sea Org e Scientology. Tonja restò in custodia della Sea Org. Legalmente era fuori dalla portata dei genitori, su una nave battente bandiera panamense lontana dalle acque territoriali USA. Dissero a Tonja che il padre era stato dichiarato Soppressivo. Nonostante questo la ragazzina voleva tornare a casa e cercò di persuadere i suoi superiori che sarebbe riuscita a convincere i genitori a tornare in Scientology. Racconta che le fu ordinato di Disconnettere, il che «significava nessuna comunicazione ulteriore con i miei genitori. Mi dissero che loro nella vita non avrebbero mai concluso nulla, ma che io potevo farcela».

Venne assegnata alle "Routine di Addestramento" dove avrebbe appreso quali erano i suoi compiti in qualità di Messaggera del Commodoro:

Durante le Routine di Addestramento io e altre due ragazze facemmo pratica su come consegnare i messaggi a LRH. Dovevamo ascoltare un messaggio e ripeterlo nello stesso identico tono, poi impratichirci nei saluti militari.

Parte dell'addestramento consisteva nel "fare il fantasma" e imparare come servire LRH. Stavo sempre dietro un'altra messaggera e la osservavo mentre gli portava il cappello, gli accendeva la sigaretta, gli porgeva il posacenere e gli preparava gli articoli da toeletta. Alla fine anche io svolsi quei compiti.

Ero una sua domestica e dovevo sedere fuori dalla sua stanza. Quando chiamava «Messaggera!» entravo e lo aiutavo ad alzarsi, gli accendevo la sigaretta, facevo scorrere l'acqua della doccia, gli preparavo gli articoli da toeletta e lo aiutavo a vestirsi. Poi correvo nel suo ufficio per controllare che fosse tutto in ordine, sperando che passasse l'ispezione al "guanto bianco" [se passando sulle superfici la mano guantata di bianco fosse rimasta anche la minima traccia di sporco, tutta l'area doveva essere pulita da capo]. Se trovava polvere, se sentiva baccano o se i suoi vestiti odoravano di sapone esplodeva spesso di rabbia, e questo è il motivo per cui usavamo 13 secchi diversi per sciacquargli la roba...

A bordo dell'Apollo vidi con i miei occhi comminare numerose punizioni per piccoli errori o infrazioni commessi nell'esecuzione delle direttive di Hubbard, molto rigide e bizzarre. In diverse occasioni vidi rinchiudere gente nel "vano delle catene" della nave, su ordine diretto di Hubbard. Era un locale molto piccolo e fetido coperto da grate, in cui si arrotolava la catena dell'ancora. Un ragazzo vi venne rinchiuso per trenta notti, piangeva e pregava di essere liberato. Poteva uscire soltanto per pulire le sentine dove confluivano le fogne e i rifiuti della nave. Credo che il suo "crimine" fosse stato aver preso o suonato uno strumento musicale di qualcun altro senza chiedere il permesso, mi pare fosse un flauto.

Tonja riassunse così il suo periodo giorni nella CMO: «Rimasi in Scientology dall'età di tredici anni fino ai diciotto. A volte la mia paga era di 2,50 dollari a settimana, altre volte si arrivava a circa 17. Non ho ricevuto un'istruzione».

Tonja Burden restò nella Commodore's Messenger Org fino a novembre 1977 quando, all'età di diciotto anni, riuscì a fuggire da Scientology. Nel 1986 raggiunse un accordo extragiudiziale con gli scientologist, i quali le pagarono un risarcimento per ritirare la denuncia per sequestro di persona e abbandonare il caso.

Nell'ottobre del 1975, quando ormai l'Apollo aveva esaurito i porti in cui potersi rifugiare, Hubbard si trasferì a terra con una piccola unità CMO. Anche durante la fuga a Washington, DC del 1976 fu accompagnato da una piccola unità CMO. Nella nuova Flag Land Base, all'epoca sede del controllo della chiesa di Scientology, la CMO divenne i suoi occhi e le sue orecchie. I ragazzi erano noti come CMO CW, cioè Commodore's Messenger Organization, Clearwater.

Da ottobre 1976 a luglio 1977 Hubbard soggiornò nella "sede invernale", cioè la sua Hacienda di La Quinta il cui nome in codice era Rifle. In uno dei pochi "bollettini tecnici" scritti in quel periodo sferrò uno dei suoi attacchi violenti contro la professione medica: «I medici sono spesso negligenti e incompetenti, gli psichiatri sono semplicemente dei criminali. La soluzione non è rimettere assieme i pezzi di quanto hanno distrutto, ma pretendere che i medici diventino competenti, che psichiatria e psichiatri vengano aboliti assieme agli psicologi e agli altri famosi esiti criminali dei nazisti» [1]. Questo era il giudizio sul mondo esterno che Hubbard inculcava nei suoi giovani e ingenui Messaggeri.

La Messaggera del Commodoro Anne Rosenblum entrò a far parte del seguito di Hubbard a La Quinta a fine primavera 1977. Il suo aspetto la sorprese: «I capelli grigio rossastri gli scendevano oltre le spalle, aveva i denti guasti, era davvero grasso e credo che portasse quella folta barba per "nascondersi". Di sicuro non assomigliava alle foto che circolavano e che avevo visto di lui.» [2]

In luglio, dopo le irruzioni del FBI negli uffici del Guardiano di Los Angeles e Washington, Hubbard si ritirò in una reclusione ancora più profonda. Una delle due sue linee di controllo di Scientology passava per il GO di Los Angeles. Fuggì assieme a tre messaggeri; per lui era ovvio che se il GO era stato colto con le mani nel sacco la colpa era sicuramente dei Soppressivi. La comunicazione con il GO diventava perciò pericolosa e CMO diventò il suo solo collegamento con la chiesa. I giovani messaggeri non erano stati corrotti dal mondo esterno ("wog"), erano i figli degli scientologist, spesso indottrinati fin dalla nascita, molti di loro avevano trascorso gli anni formativi assieme al Commodoro. Ora i messaggeri chiave, quasi tutte ragazze, erano giovani di 18-20 anni con una dedizione profonda per il Commodoro. Da quel momento in poi Hubbard avrebbe riposto in loro sempre più fiducia.

Hubbard e i tre messaggeri fuggirono verso Sparks, Nevada, nel mezzo della notte, a bordo di Beauty, la sua station wagon. Si allontanarono dalla fattoria a fari spenti per eludere i potenziali inseguitori. Hubbard soffrì problemi di stomaco per tutto il viaggio. Forse la sua vecchia "ferita", quell'ulcera per cui percepiva ancora la pensione di veterano, gli dava ancora problemi? Quasi immediatamente venne attuato un programma per mimetizzarlo e nasconderlo al mondo. I due messaggeri più anziani erano sposati e usavano nomi falsi. Il matrimonio era bigamo per entrambi, ma raramente le considerazioni di carattere legale impedivano ai suoi più ferventi devoti di servirlo. I bigami presentarono Hubbard come un prozio e la terza messaggera come una cugina, e tutti insieme presero casa.

Hubbard restò in reclusione per almeno sei mesi, mantenendo il controllo della chiesa di Scientology attraverso i messaggeri. Trascorse il tempo abbozzando trentatré film di addestramento e scrisse la sceneggiatura di quindici di essi. Scrisse anche una strana sceneggiatura intitolata Rivolta tra le Stelle. Nonostante il suo avvertimento che OT III era letale per i non iniziati, Rivolta tra le Stelle si incentrava sui presunti eventi di 75 milioni di anni fa, fornendo molti nuovi dettagli. Il malvagio principe Xenu, fautore del massacro di milioni di persone, era stato aiutato nelle sue azioni malvagie da Chi, Ministro della Polizia e da Chu, Presidente Esecutivo della Banca Galattica Interplanetaria. Assieme a Chi e Chu troviamo anche Mish, uno dei pochi "Ufficiali Leali" sopravvissuti alla catastrofe, Lady Min e l'eroico Rawl, che si suppone sia l'impersonificazione di Hubbard.

Arrivati al dicembre 1977 Hubbard non riusciva più a resistere alla tentazione di trasporre su celluloide le sue sceneggiature. Lo spettacolare Rivolta tra le Stelle era troppo ambizioso, avrebbe richiesto il budget e le competenze di Guerre Stellari; si sarebbe però potuto cominciare con film tecnici e promozionali. I film tecnici sarebbero stati la dimostrazione della buona pratica dell'auditing. Hubbard tornò alla sede invernale di La Quinta e vennero acquistate due proprietà a Indio, California. Un ranch di 10 acri, nome in codice Monroe, fu trasformata in caserma per la squadra CMO che produceva i film tecnici. Il ranch di 140 acri dove venivano fatte le riprese si chiamava Silver, a quanto pare un nome in codice popolare. Nella coltivazione di pompelmi di Silver si costruì un grosso fienile che mimetizzava gli studi cinematografici.

Nel mondo Scientology venne lanciata una campagna di reclutamento per professionisti con esperienza in campo musicale o cinematografico. La quindicenne VerDown Hartwell lasciò la scuola per entrare nella Commodore's Messenger Organization, mentre la sorella maggiore era in Scientology già da diversi anni. Quando furono avvicinati dalla "CMO Cine Org" i loro genitori erano abili ballerini e avevano appena terminato il Corso introduttivo di Comunicazione. Furono attirati nel deserto con l'allettante promessa di uno stipendio eccellente, un lavoro eccitante e una località stupenda. Fecero loro addirittura vedere le fotografie del resort dove avrebbero alloggiato - che però era a Clearwater. Finirono invece nel deserto, nello squallore di Monroe con il resto della Cine Org.

Adell e Ernie Hartwell avevano dato a parenti e amici l'indirizzo della loro presunta destinazione. Rimasero sorpresi quando lo scientologist che li accolse a Los Angeles controllò se nella loro automobile ci fossero microspie; poi li guidò per strade laterali per accertarsi di non essere seguiti. Spiegò che quelle precauzioni erano dovute al fatto che l'ubicazione di Hubbard doveva restare top secret.

All'arrivo Ernie si allarmò: «rimasi assolutamente frastornato nel vedere gente che se ne andava in giro in calzoncini corti, abiti cenciosi, sporchi e sciatti... Ci misero in una... piccola baracca di tre stanze sul confine della fattoria... entrammo ed era una vera schifezza... il posto era letteralmente infestato da scarafaggi, insetti... c'erano solo alcuni materassi sul pavimento... quando si accendeva la luce gli scarafaggi cominciavano a correre in giro per tutto il locale».

Gli Hartwell furono messi subito al lavoro: si iniziava alle sette del mattino e si finiva alle undici di sera o a mezzanotte. Nonostante le loro proteste non avevano mai tempo libero, nemmeno nei fine settimana. Si sentirono dire che il reclutatore che, mentendo, aveva prospettato meravigliose condizioni di lavoro e un sostanzioso stipendio era stato disciplinato. La vecchia scusa di Scientology: «è stato rimosso».

Adell Hartwell era confusa dalla situazione:

La cosa che proprio non mi piacque... prima ancora di poter vedere il posto ci programmarono sulle bugie da raccontare. Se avessimo incontrato qualcuno dei nostri amici avremmo dovuto mentire e dire che stavamo lì in vacanza. Dovevamo dare nomi falsi. Dovevamo fare 25 miglia per usare un telefono e... di solito c'era qualcuno che ci accompagnava... non c'erano giornali...

Ci addestrarono su come sfuggire ai messi del tribunale, agli agenti del FBI, a qualsiasi funzionario del governo o poliziotto che chiedesse di Hubbard... Ci addestrarono su quattro modi diversi per maneggiarli, anche nel caso... avessimo dovuto usare... forza fisica. E quell'addestramento proseguì per giorni. Uno doveva impersonare l'agente del FBI e l'altro uno di noi... fino a che la sceneggiata non fosse perfetta.

...Era come essere tagliati fuori dal mondo. Stavamo dietro porte chiuse a chiave, con le tende sempre tirate... Dovevamo nascondere qualsiasi cosa avesse attinenza con la parola Scientology", libri o quant'altro avesse potuto rivelare che si trattava della Chiesa di Scientology...

Ogni volta che ci spostavamo da un edificio all'altro dovevamo insaccare la roba. Non di doveva vedere nulla che avesse scritto sopra "Scientology"... Fred Roth venne assegnato al RPF [Rehabilitation Project Force] perché aveva detto la parola "Scientology" sul campo da golf.

Tutta la posta in uscita era censurata e quella in entrata arrivava via Clearwater. Ernie Hartwell era un veterano della Marina e la vita di Adell non era certo stata nella bambagia, ma ciò nonostante rimase sbalordita dal cambiamento di Hubbard:
Un giorno mi trovavo nel capanno, al lavoro nel guardaroba ... non avevo ancora incontrato Hubbard. Sentii urla terribili nel linguaggio più volgare che avessi mai sentito. Lasciai cadere ciò che avevo in mano e rimasi letteralmente a bocca aperta. Dissi: «chi si permette di urlare in quel modo?» e mi risposero che era il Boss; per ragioni di sicurezza non eravamo autorizzati a dire la parola "Hubbard". E io replicai: «Vuoi dire che il capo della chiesa parla in quel modo?» e mi risposero: «Sì. Non crede sia giusto trattenere niente».
Ernie conferma: «Era un urlatore maniaco... ti diceva di fare una cosa, poi tornava dopo due minuti dicendoti di non farla». Molte persone che furono vicine a Hubbard hanno sottolineato i suoi accessi di urla.

Nei cinque mesi di permanenza Adell non vide mai Hubbard cambiare il guardaroba (a destra): «Era un omone con una grossa pancia. Aveva i capelli lunghi e trasandati - grigi con ciocche rossastre, portava sempre calzoni troppo larghi con le bretelle e indossava sempre una bandana e un cappello da cowboy». [3]

In conformità alla fobia di Hubbard per la polvere ogni giorno il set doveva essere lavato da cima a fondo prima del suo arrivo. Si doveva usare uno speciale detersivo inodore e poi risciacquarlo quattro volte con acqua pulita. Dopo di che c'era la "ispezione al guanto bianco" che poteva risultare problematica se le scenografie erano appena state dipinte. Non appena una sentinella avvistava l'arrivo dell'auto di Hubbard la squadra usava qualsiasi cosa a portata di mano per asciugarle. Le scenografie che a Hollywood avrebbero richiesto settimane di preparazione dovevano essere costruite in un solo giorno. Di solito le riprese venivano fatte di notte.

Chi aveva la febbre veniva messo in "quarantena" in una stanza di 3 metri e mezzo per 3 e mezzo. Adell Hartwell racconta che a un certo punto vi erano ammassati tredici adolescenti febbricitanti che però continuavano a fumare (visto che il cancro deriva da engram, body thetan o cose del genere e gli scientologist ne sono presumibilmente immuni).

Come assistente al trucco Adell Hartwell aiutò Hubbard a soddisfare una delle sue ossessioni. Si preparavano litri e litri di sangue finto:

Voleva che i suoi film grondassero sangue... stavamo girando una scena e d'improvviso urlava: «Stop! Fatela più truculenta, voglio più sangue». E allora correvamo sul set con questo sciroppo Karo e coloranti alimentari e li versavamo sugli attori. Si riprendeva a girare e lui diceva di nuovo «non è abbastanza truce». E versavamo altro sangue.

... Una volta stavamo girando una scena di un'esplosione in un ufficio del FBI... versammo talmente tanto sangue addosso agli attori... per Hubbard non era mai abbastanza. C'erano braccia che volavano, mani, arti staccati - voglio dire, un vero casino se mi permette la parola. C'era talmente tanto sangue e gli attori avevano gli abiti talmente impregnati che prima di toglierseli dovevano mettersi sotto la doccia. Ma era quello che Hubbard voleva.

Quel film sul FBI venne mostrato agli scientologist americani nel periodo precedente il processo a Mary Sue Hubbard e agli altri staff del Guardian's Office. In un'occasione Hubbard ordinò così tanto sangue che gli abiti dei due attori si indurirono al punto da dover essere tagliati via.

Il Commodoro esplodeva in scenate tremende. Adell racconta: «Un giorno lo vidi togliersi il cappello e calpestarlo, piangeva come un bambino. L'ho visto schiaffeggiare in piena faccia una ragazza... una delle ragazze lo seguiva sempre con una sedia. Se lui faceva cenno di sedersi lei doveva posizionare la sedia esattamente sotto di lui. La ragazza sbagliò la mira di pochi centimetri e venne mandata sul RPF».

La squadra veniva tenuta sotto stress intenso e costante. Anche il cuoco di Hubbard lavorava dalle sei di mattina alle dieci di sera solo per preparare tre pasti che fossero di soddisfazione del Commodoro. Hubbard si lamentava spesso che il suo equipaggio spendeva troppo. Una volta a causa di questi presunti sprechi dovettero usare le pagine degli elenchi del telefono al posto della carta igienica. Le condizioni di vita erano spaventose anche per chi era in "buone condizioni", ma per chi si trovava sul RPF erano semplicemente impossibili. Gli RPF tenevano le loro poche cose in un cartone e dormivano su materassi gettati per terra all'aperto, durante il giorno, nelle poche ore che venivano loro concesse.

La figlia adolescente di Adell venne assegnata al RPF e la donna rimase traumatizzata dal non poterle nemmeno rivolgerle la parola: «La vedevo trascinare il materasso da un'ombra di albero all'altra. Le chiesi "perché lo fai?" Era malata e non poteva stare con gli altri, così andava a caccia di un'ombra... c'erano 45 gradi.»

Ernie Hartell continua: «Non eravamo programmati a Scientology, non eravamo plagiati. Non stavamo seguendo una grande luce guida o la magnificenza di L. Ron Hubbard... tutti gli altri... accettavano quelle condizioni... a loro non importavano gli scarafaggi e i serpenti... il cibo terribile, le condizioni di vita terribili, la sporcizia».

Gli Hartwell decisero che ne avevano avuto abbastanza ma si sentirono dire che prima di andarsene dovevano comparire davanti al "Consiglio". Restarono in attesa per due settimane durante le quali Adell subì molte pressioni; il giorno previsto per la partenza disse al marito che sarebbe rimasta. Erano sposati da quasi quindici anni. Adell era malata ed entrambi pensavano che l'auditing l'avrebbe aiutata. Ernie decise di tornare a Las Vegas e cercarsi un lavoro in modo da poter pagare le cure mediche di cui Adell avrebbe avuto bisogno per coadiuvare l'auditing. VerDown era decisa a restare vicina a Hubbard.

Racconta Ernie: «Sembra facciano davvero di tutto per distruggere le famiglie e la serenità. Per me... fu la cosa più dura della mia vita, lasciarle in quelle condizioni e lasciarle con un uomo che era completamente pazzo».

Tornato a Las Vegas Ernie trovò un lavoro. Circa sei settimane dopo aver lasciato la CMO Cine Org ricevette la visita di un "cappellano" di Scientology che lo accusò di aver rivelato l'ubicazione di Hubbard. Gli disse che poiché aveva fatto una cosa del genere Adell voleva il divorzio e gli mostrò la loro licenza matrimoniale. Ernie restò senza parole. Poi il "cappellano" gli chiese se Adell e VerDown potevano usare il suo indirizzo per la richiesta del passaporto perché stavano per lasciare gli Stati Uniti. Adell invece si era sentita raccontare che poiché Ernie aveva rivelato il luogo del nascondiglio di Hubbard tutta la squadra doveva trasferirsi all'estero. Le avevano detto che per ottenere il passaporto era necessaria la licenza matrimoniale. Adell non sapeva nulla del divorzio.

Gli scientologist avevano promesso a Adell Hartwell che avrebbe ricevuto auditing speciale e cure mediche adeguate alla sua malattia. Ma non le diedero nulla e le sue condizioni continuarono a peggiorare. Un giorno lavorò senza mangiare nulla. C'erano 40 gradi all'ombra:

Alle cinque e mezza stavo malissimo e dissi che dovevo andarmene... barcollavo e caddi nel fossato; ero come ubriaca... arrivarono e mi svegliarono, dicendo che erano le sette. Dovevo andare giù perché Hubbard stava arrivando sul set. Non andai e mi fecero rapporto.

... Un'altra volta mi lamentai e dissi che dovevo tornare a casa perché non mi stavano curando. Ero magra, perdevo sangue e avevo molto dolore; mi portarono dentro e mi misero all'E-meter... la sera successiva ci fecero strofinare il fienile, iniziammo alle sei del pomeriggio e strofinammo fino alle quattro del mattino... chi aveva la febbre veniva immediatamente esonerato. Ma se eri malato e non avevi la febbre allora ti prendevano in giro e ti coprivano di ridicolo.

Dopo circa tre mesi di separazione Adell Hartwell lasciò la squadra cinematografica e si ricongiunse al marito. Poco dopo ebbero lo shock di ricevere un "Conto Freeloader" per l'auditing e l'addestramento che Adell aveva ricevuto durante i cinque mesi di permanenza nel deserto. Il conto ammontava a 5.500 dollari. Quando Ernie se ne lamentò con il Guardian's Office di Las Vegas gli dissero che si erano dimenticati il conto di sua competenza di 5.000 dollari, per cui il totale dovuto assommava a 10.500 dollari.

Qualche giorno dopo gli chiesero di firmare un documento in cui si impegnava a pagare 30.000 dollari nel caso avesse detto qualcosa di negativo su Scientology. Infuriato, Ernie sottolineò che lui aveva rispettato la sua parte dell'accordo mentre gli scientologist non lo avevano fatto. Chiese che gli venisse rilasciato un impegno scritto a lasciarlo in pace. Dopo una mezza dozzina di incontri inutili gli scientologist alzarono la posta. Ernie doveva firmare una dichiarazione in cui diceva di essere sempre stato un alcolizzato, di aver abusato delle figlie, di essere stato un cattivo genitore, di avere ucciso suo padre e di dovere 60.000 dollari a Scientology. Minacce e molestie continuarono per parecchi mesi. Nemmeno i raid del FBI avevano messo fine agli eccessi del Guardian's Office.

Alla fine, esausto e impaurito, Ernie fece esattamente ciò che il GO cercava di impedirgli di fare. Per proteggere se stesso e la moglie andò alla polizia e raccontò tutto. In qualche modo il GO riuscì a persuadere un giornale a pubblicare un articolo in cui si diceva che Hartwell aveva cercato di estorcere denaro a Scientology. Ne parlò anche la televisione. Ernie era un uomo solo contro un'organizzazione potente. Eddie Waiters, che all'epoca lavorava per il GO di Las Vegas, ha successivamente confermato le denunce degli Hartwell. Un altro staff ha testimoniato che Hubbard ordinò personalmente che le cartelle con le confessioni intime di Ernie Hartwell venissero "scremate" alla ricerca di qualsiasi cosa riprovevole. [4]

In realtà esistono molti testimoni della "scrematura" sistematica delle cartelle di confessione che nel corso di molti anni venne fatta in tutta Scientology per trovare materiale con cui ricattare e indurre i "disobbedienti" a conformarsi agli obiettivi del gruppo. Nel 1969 Mary Sue Hubbard scrisse un ordine al GO affinché venisse usata questa tattica di raccolta informazioni. All'epoca della "Cine Org" per i filmati tecnici quasi tutti i folder della squadra vennero scremati alla ricerca di informazioni utili.

Gran parte dell'energia spesa per i film andò comunque sprecata, come ha raccontato Adell: «La cosa divertente di quei film è che non sono mai stati mostrati a nessuno. Hubbard incolpava sempre qualcun altro di aver rovinato tutto, e ordinava che il film venisse accantonato». [5]

Nel 1986 la Chiesa di Scientology e Adell Hartwell firmarono un accordo extragiudiziale: la donna avrebbe ritirato le sue denuncie e ricevuto un risarcimento di 150.000 dollari.

Mentre con i filmati tecnici inseguiva le sue velleità cinematografiche e la smania di sangue, Hubbard revisionò ancora una volta Dianetics, che divenne Dianetics della Nuova Era o "NED". Aveva anche iniziato a tuonare contro l'LSD ed escogitò il "Programma per Sudare". Hubbard era infatti convinto che l'LSD «resta appiccicato nell'organismo», ipotesi discutibile poiché l'LSD è sia instabile che idrosolubile. Il programma avrebbe dovuto «lavare via» le tracce della droga. Chi aveva assunto LSD doveva prendere megadosi di vitamine e un cucchiaino di sale al giorno. La dieta era limitata a frutta, succo di frutta e «proteine liquide predigerite». La vittima doveva poi indossare una tuta gommata e correre almeno un'ora al giorno. [6] Alcuni disgraziati trascorsero diversi mesi sul programma fino a quando non fu sostituito dal "Rundown di Purificazione". Non c'è dubbio che tale bizzarro programma abbia gravemente danneggiato la salute di alcuni.

Hubbard non si sottopose mai personalmente al Programma per Sudare ma fece molto auditing di Dianetics della Nuova Era, che però non risolse i suoi accessi di ira. Il progetto dei film tecnici si arenò poco dopo la partenza di Adell Hartwell. Hubbard era davvero in pessima forma.


Note dell'autore:

Fonti aggiuntive: dichiarazione giurata di Tonja Burden, 1982; testimonianza degli Hartwell alle Udienze di Clearwater, maggio 1982; interviste a quattro ex executive della CMO e a un ex executive della Sea Org.

1. Technical Bulletins of Dianetics & Scientology vol. 11, pag. 259.

2. dichiarazione giurata di Anne Rosenblum, pag. 22.

3. St. Petersburg Times, "Scientology", pag. 20.

4. Vol. 3 della trascrizione delle Udienze di Clearwater, 1982, pag. 260; Waiters nel vol. 25 della trascrizione di Church of Scientology of California vs. Gerald Armstrong, Corte Superiore per la Contea di Los Angeles, caso N. C 420153, pagg. 4394-7; Douglas in Armstrong vol. 25, pag.4437; Nancy Dincalci in Armstrong vol. 20, pagg. 3530f; Janie Peterson in Udienze di Clearwater, vol. 4 pag. 81; Guardian Order 121669, 16 dicembre 1969, di Mary Sue Hubbard.

5. St. Petersburg Times, "Scientology," pag. 20.

6. Technical Bulletins of Dianetics & Scientology vol. 11, pag. 234.

 
 
 
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