Cults in Our Midst - Le sette tra noi: Tecniche di persuasione psicologica

Di Margaret Thaler Singer, con la collaborazione di Janja Lalich

Pubblicato nel 1995 da Jossey-Bass Publishers, ISBN 0-7879-0266-7, prefazione di Robert Jay Lifton. Una lettura fondamentale per comprendere il fenomeno settario.

© Traduzione a cura di Martini

 

Capitolo 7 - Tecniche di persuasione psicologica

 
 
 

I leader di setta non hanno a disposizione scuole di persuasione. Diventano maestri nell'arte popolare della manipolazione umana procedendo per tentativi, e osservando che cosa funziona. Per indurre cambiamenti modificano approcci e tecniche, e utilizzano espedienti manipolatori vecchi come il mondo. Non esiste una scuola di persuasione, ma esistono molti modi per imparare a manipolare il prossimo. Potete recarvi in biblioteca e leggere in che modo vengono gestite le truffe, e come gli artisti dell'inganno attuano scompigli e imbrogli per le strade cittadine. Potete leggere quotidiani e stampa popolare, e osservare come agiscono i venditori o come scaltri personaggi manovrano e confondono il prossimo. Se volete studiare fonti più accademiche, esistono buoni libri di psicologia sociale che spiegano nel dettaglio come viene manipolata l'influenza, e come il processo di gruppo influisce sul comportamento. Potete leggere i classici su riforma del pensiero e "lavaggio del cervello" e capire l'uso di “gruppi di lotta”, e la mobilitazione della pressione dei pari. In realtà l'arte popolare della manipolazione e persuasione umana può essere appresa e perfezionata.

Sono infiniti i modi in cui si può imparare a manipolare il prossimo, in particolare se si è privi di coscienza, non si provano sensi di colpa nello sfruttare lavoro e denaro altrui, e si è determinati a ingannare. Come dolorosamente sanno genitori, insegnanti, preti e chi cerca di indurre le persone a modificare il proprio comportamento, però, semplici suggerimenti o accenni al fatto che l'altro dovrebbe fare qualcosa, o il dire o ordinare di farlo potrebbero non suscitare collaborazione. Neanche le minacce possono indurre obbedienza. Quindi, come possono riuscire certi leader di setta a manipolare le persone con tanto successo? Fanno uso di una combinazione di tecniche di persuasione: quelle fisiologiche, sottolineate nel capitolo precedente, e quelle psicologiche che descriverò in questo capitolo. Qui esploreremo l'uso della trance e dell'ipnosi, dell'inganno, della revisione della storia personale, della manipolazione emotiva, e dell'importantissima pressione dei pari. Indipendentemente dalle tecniche usate il cambiamento comportamentale che ne consegue, come abbiamo visto nel capitolo Tre, viene raggiunto con piccoli passi incrementali.

 

Trance e ipnosi

L'ipnosi viene classificata come metodo psicologico piuttosto che fisiologico perché si tratta essenzialmente di una forma di concentrazione altamente focalizzata in cui una persona permette ad un'altra di strutturare l'oggetto della concentrazione, sospendendo al contempo giudizio critico e coscienza periferica. Quando questo metodo viene usato in ambiente settario diviene una forma di manipolazione e coercizione psicologica, perché il leader inculca, su una persona in stato di vulnerabilità, suggestioni che tendono ai propri scopi.

La trance è un fenomeno in cui la nostra coscienza, o consapevolezza, viene modificata. La coscienza sembra frazionarsi mentre il pensiero critico-valutativo attivo si affievolisce, e si scivola da una modalità di elaborazione mentale attiva ad una modalità passivo-ricettiva. Ascoltiamo o guardiamo senza riflessione o valutazione. Sospendiamo l'analisi razionale, il giudizio indipendente, il prendere decisioni coscienti su quanto stiamo ascoltando o assimilando. Perdiamo i confini tra ciò che desidereremmo fosse vero e ciò che è fattuale. Immaginazione e realtà si intrecciano, il nostro sé e il sé altrui sembrano più simili ad un unico sé. Il nostro ingranaggio mentale si sposta sulla modalità ricettiva – lasciando in folle l'elaborazione mentale attiva.

Gli stati di trance possono avvenire durante l'ipnosi, nel completo assorbimento che deriva dal leggere o ascoltare storie, e durante la concentrazione profonda. A volte ci si riferisce ad essi come a stati alterati di coscienza. Mentre ci troviamo in uno stato alterato sperimentiamo per lo più l'assenza del normale orientamento generalizzato alla realtà (GRO) – vale a dire non stiamo attivamente osservando o non siamo consapevoli del nostro ambiente, e del nostro ruolo in esso. Nella normale vita vigile il GRO è il sistema di riferimento che ci serve da background per le esperienze coscienti in atto, per la nostra consapevolezza. Il GRO modella un contesto all'interno del quale interpretiamo ciò che avviene. In certe circostanze questo sistema di riferimento può affievolirsi: ipnosi, meditazione, immaginazione guidata, uso di droghe, fatica fisica e privazione sensoriale. Quando il GRO è indebolito siamo più vulnerabili alle suggestioni delle influenze esterne e a quelle delle fantasie interiori.

Numerose sette usano tecniche che inducono stati di coscienza alterati, rendendo le persone più compiacenti. Non sto dicendo che i membri di setta se ne vanno in giro mesmerizzati, in stato di trance e ipnotizzati per anni e anni. Sto dicendo semplicemente che molte sette e gruppi che utilizzano tecniche di riforma del pensiero impegnano i membri in una discreta quantità di comportamenti che inducono alla trance, come evidenziato da tipo e qualità di conferenze e sermoni e dalle attività richieste, per esempio salmodiare o meditare a lungo, o comportamenti meccanicamente ripetitivi. Gli stati di trance transitoria possono essere prodotti involontari collaterali ai metodi ed esercizi del gruppo o all'uso del linguaggio, oppure essere appositamente indotti, sebbene spesso non vengano identificati come tecniche di induzione alla trance. La procedura più comunemente usata è nota come induzione naturalistica alla trance, utilizzata da molti gruppi.

Una delle migliori spiegazioni su come riuscire a suscitare collaborazione e accondiscendenza umana in certi scenari scaturisce dagli studi condotti sulle induzioni naturalistiche alla trance. Nel mondo professionale della psicologia queste induzioni indirette alla trance furono messe a punto per aggirare la normale resistenza dei pazienti che cercavano aiuto, ma al contempo opponevano resistenza ai cambiamenti quando ricevevano istruzioni dirette o suggerimenti. L'induzione naturalistica alla trance è inoltre il modello usato per alcune delle tecniche settarie tese alla modificazione di atteggiamento e comportamento dei seguaci.

Induzione naturalistica alla trance

L'opera del famoso medico ipnotista Milton Erikson [i] e dei suoi colleghi fornisce una eccellente compilazione di metodi e tecniche che possono venire utilizzati per provocare la collaborazione ed abbassare la resistenza al cambiamento [1]. Tra i processi riscontrati nelle sette si ritrovano molte di queste tecniche. Milton Erickson si interessava ad ipnosi e trance in modo molto speciale. Ricercatore sull'ipnosi e psichiatra esperto, sapeva quanto sia difficile aiutare le persone a cambiare, in particolare quando si devono modificare schemi abituali. Dedicato all'aiuto delle persone, Erikson mise a punto un modo unico per trattare i suoi pazienti, e il suo lavoro offre una delle più chiare spiegazioni su come parole comuni, stile di conversazione e un'attenta conduzione e andatura dell'interazione possono portare la collaborazione del prossimo senza fare uso di pressioni, grandi richieste o ordini.

Prima che il lavoro di Erickson fosse reso noto la maggioranza di chi utilizzava la trance – dagli ipnotizzatori da palcoscenico agli scienziati che studiavano l'ipnosi, fino ai dentisti o altri che la usavano per ridurre dolore o ansia – si affidavano a induzioni formali alla trance, procedure che annunciavano formalmente al paziente «Sto per ipnotizzarla. Per favore, chiuda gli occhi e si rilassi». Erickson ridefinì l'ipnosi vedendola come interscambio tra due soggetti in cui l'ipnotista si assicura la collaborazione dell'altro, tratta in vari modi la sua resistenza alla collaborazione, e promuove il riconoscimento che qualcosa sta avvenendo. Attraverso questo procedimento l'ipnoterapeuta suggerisce indirettamente i cambiamenti comportamentali che il paziente finisce per assumere.

Nelle induzioni naturalistiche alla trance Erickson non annunciava «adesso stiamo usando l'ipnosi» né menzionava il fatto che «questa è ipnosi». Al contrario “marcava il passo e accompagnava” il soggetto con cui stava lavorando in tutti i livelli di trance che potesse raggiungere in quel particolare momento. Chi si recava da lui conoscendo la sua fama di medico ipnotista si ritrovava seduto a parlare, lo ascoltava raccontare storie e chiacchierare in modo disarmante, inconsapevole che ciò che accadeva tra loro stava producendo trance a vari livelli di profondità. Risultato di queste interazioni era il cambiamento dell'atteggiamento dei pazienti verso sé stessi e la vita. Lo sviluppo di Erickson dell'induzione naturalistica alla trance fu un importante contributo al raggio di intervento medico.

Una delle differenze fondamentali tra il lavoro di Milton Erickson e i metodi dei leader settari è che Erickson aveva come obiettivo l'interesse dei pazienti, e non sfruttava ciò che aveva riconosciuto essere un mezzo molto potente per modificare le persone a suo beneficio. Usava le tecniche di influenza per aiutare i suoi pazienti a cambiare per migliorare se stessi, e basava i suoi metodi di cura su decenni di osservazioni attente ed intelligenti dei pazienti. Le osservazioni sull'influenza che Erickson accuratamente annotava ci aiutano a riconoscere ed etichettare le tecniche messe in campo da sette e gruppi a riforma del pensiero. Nel Capitolo Tre ho sottolineato che cosa è la riforma del pensiero, e i tre stadi di scongelamento, cambiamento e ricongelamento del comportamento e dell'attitudine. Il lavoro di Erickson ci permette di capire, momento per momento, il contesto in cui le alterazioni avvengono, e i metodi usati durante il processo di induzione al cambiamento. Ciò che probabilmente avviene in sette, gruppi a riforma del pensiero e in alcuni gruppi New Age è una induzione naturalistica alla trance. Per lo più i leader di questi gruppi probabilmente non considerano quanto stanno facendo come una induzione alla trance. Tuttavia, anche quando non vengono prodotte trance, le attività di esperti reclutatori e leader di setta traggono profitto dagli ingredienti essenziali di “marcare il passo e accompagnare”, sfruttando il transfert positivo (discusso successivamente in questo capitolo) e facendo suggestioni indirette, tutte componenti basilari dei processi di ipnosi e trance

È mia opinione che numerose conferenze e lezioni tenute da leader di setta, così come i canti di alcuni gruppi, soddisfino i criteri di induzione a livelli di trance transitoria. Ad esempio, una delle mie laureande ha fatto un confronto tra i discorsi registrati tenuti da leader carismatici di setta, evangelisti televisivi e leader di chiese convenzionali, cercando qualità di persuasione e induzione alla trance. Le sue conclusioni, basate su parametri di valutatori esperti, hanno mostrato che i discorsi dei leader di setta e dei fondamentalisti evangelici avevano più qualità ipnotiche di quelli dei leader di chiese convenzionali [2].

I membri di setta vengono inoltre addestrati e fatti esercitare per affinare stili di presentazione e insegnamento, al fine di raggiungere gli effetti desiderati su quanti più ascoltatori possibile. Ad esempio ad un anziano di una setta biblica venivano date conferenze dattiloscritte e istruzioni su come doveva ripetere continuamente le frasi, cantilenandole in un modo particolare. Il leader gli aveva insegnato come far durare per più di un'ora una breve conferenza di citazioni bibliche della lunghezza di appena una pagina. Un'indagine informale condotta su ministri e persone avvezze a tenere conferenze pubbliche ha mostrato come una pagina simile non richiedeva più di tre minuti, anche se letta lentamente. L'anziano del gruppo biblico raccontò di essere a conoscenza del fatto che i membri della sua chiesa, mentre lui parlava, «cadevano in trance», e il gruppo lo considerava con molto prestigio perché seguiva bene l'allenamento e riusciva ad imitare il modo in cui il leader teneva i sermoni.

Un processo di induzione alla trance largamente diffuso, descritto nell'opera di Hillel Zeitlin [3], consiste nella rievocazione di esperienze universali condotta più o meno in questi termini: «Chi tra di noi non si è mai trovato in cima ad una collina, con lo sguardo che spazia nella valle sottostante… e ha provato qualche misteriosa emozione scaturire dal cuore?» Rievocare un senso di universalità aiuta l'oratore a sollecitare la collaborazione di chi ascolta.

A volte il metodo induttivo consiste di un discorso pieno di paradossi e discrepanze – vale a dire che non riuscite a seguire il messaggio perché è illogico, ma viene presentato come se fosse logico. Cercare di seguire ciò che viene detto può di fatto staccare l'ascoltatore dalla realtà. Un buon esempio di questa tecnica proviene dai commenti del leader Bhagwan Shree Rajneesh su una cerimonia iniziatica in cui egli dava ad ogni discepolo un nuovo nome e le istruzioni per indossare prima un abbigliamento di colore arancione, poi di colore prugna e una collana con la sua immagine. La lettura delle parole di Rajneesh può darvi l'idea di come le parole possono indurre un leggero stato di trance, o di sogno ad occhi aperti.

Innanzitutto, la foto non è mia. Sembra soltanto mia. Nessuna mia foto può essere possibile. Nel momento in cui uno conosce se stesso, conosce qualcosa che non può essere raffigurato, descritto, inquadrato. Esisto come un vuoto che non può essere illustrato, che non può essere fotografato. Ecco perché posso mettere lì la fotografia … quanto più conoscerete la fotografia - quanto più vi concentrerete su di essa ed entrerete in sintonia con essa - tanto più sentirete che cosa sto dicendo. Quanto più vi concentrerete su di essa, tanto più lì non ci sarà una fotografia [4].
Rajneesh forse era consapevole della comune reazione umana al fare qualcosa in forma ripetitiva: l'azione ripetuta può perdere significato. I bambini, ad esempio, si divertono a ripetere il loro nome finché non perde di significato. Nella citazione precedente Rajneesh sta capitalizzando il modo in cui le parole perdono normalmente di significato con la banale ripetizione. In relazione allo stato di trance, sta anche inculcando la suggestione che «quanto più vi concentrerete su di essa, tanto più lì non ci sarà alcuna fotografia».

Immaginazione guidata

L'induzione indiretta alla trance si ottiene inoltre con la narrazione di storie e di altre esperienze verbali. I leader di setta spesso parlano in modo ripetitivo, ritmico e difficile da seguire, combinando queste caratteristiche con la narrazione di leggende o parabole fortemente visualizzabili. Usano parole per creare immagini mentali, comunemente definite immaginazione guidata.

Durante questi esercizi di immaginazione guidata l'ascoltatore viene spronato a visualizzare la storia raccontata. L'oratore può dire «smettete di riflettere, semplicemente fatevi trascinare dall'immagine». Chi smette di riflettere sulle circostanze e si lascia andare all'immagine si sente improvvisamente assorbito, rilassato e molto concentrato. Le storie di immaginazione guidata conducono diverse persone a sperimentare stati di coscienza alterati.

Leader di setta e trainer utilizzano un numero considerevole di tecniche di immaginazione guidata per distogliere i seguaci dal normale sistema di riferimento. Una tecnica consiste nel raccontare storie lunghe e dettagliate che mantengono e assorbono l'attenzione dell'ascoltatore, abbassando contemporaneamente la coscienza sulla realtà circostante. Il risultato sarà uno stato simile alla trance in cui l'ascoltatore ha più probabilità di prestare attenzione alle suggestioni, e di assorbire il contenuto di quanto gli viene detto, di quanto non facesse se ascoltasse in modo valutativo e razionale. I leader che utilizzano l'immaginazione guidata ed altre tecniche verbali navigano attraverso questi esercizi secondo quanto gli ascoltatori sembrano percepire le parole, e quando immersi e tranquilli diventano.

Per molti l'ingresso in stato di trance è un'esperienza piacevole; rappresenta una tregua ai pensieri dolorosi della vita quotidiana. Ed è per questo, ad esempio, che circa 60 anni fa si usava riunirsi per leggere poesia “da trance” [5]. Questo tipo di poesia era un aspetto del Romanticismo, movimento letterario, filosofico e artistico del diciannovesimo secolo, espressione della reazione al precedente movimento neoclassico incentrato sull'intellettualismo. Tra le influenze della poesia Romantica troviamo il mesmerismo, le allucinazioni da oppio dello scrittore britannico Thomas De Quincey e l'enfasi sull'immaginazione degli autori tedeschi. Quando letti ad alta voce e in circostanze adatte, numerosi poemi di quel periodo hanno un deciso effetto di induzione alla trance. Poemi come “Annabel Lee” di Poe, “Elegia” di Cray, “Bugle Song” di Tennyson e “The Rime of the Ancient Mariner” di Coleridge appartengono a questa categoria. Ai primi del '900 si radunavano gruppi per ascoltare un buon lettore che decantava ad alta voce questo tipo di poesia, al fine di indurre una condizione di attenzione rapita e reazioni emotivamente intense in una parte considerevole del pubblico. Alcuni riferirono che l'esperienza era sufficientemente intensa da poter essere definita “estasi sublime”. Queste letture di gruppo, come le letture solitarie in silenzio di un certo tipo di poesia, producono ciò che viene meglio definito come esperienze estetiche accresciute dalla trance.

Studiosi di questo fenomeno hanno elencato sei qualità della poesia induttiva alla trance: 1) assenza di rudezza; 2) regolarità accentuata di ritmo rassicurante; 3) ritornello e frequente ripetizione; 4) ritmo armonioso di abbellimento per fissare l'attenzione; 5) vaghezza dell'immaginazione e 6) astrusità. Si tratta precisamente delle stesse qualità che possono essere riscontrate nell'analisi dei discorsi di molti leader di setta, in modo particolare quando si rivolgono a gruppi di membri e simpatizzanti [6].

Per indurre stati alterati alcuni leader combinano l'immaginazione delle storie con grida, battimani ritmici e danze. Questi processi, come ricorderete, combinano sia l'iperventilazione che l'induzione alla trance. Così non tutta l'immaginazione guidata è un evento tranquillo, e sicuramente non tutti i leader di setta conoscono i dettagli di come funziona l'induzione alla trance attraverso l'assorbimento, o le complicazioni dell'iperventilazione. Ma da quanto è stato descritto a me e ad altri, credo che i leader controllino, osservino e apprendano da quanto sperimentano e, secondo necessità, rivedano e riformulino l'arte popolare della persuasione.

Come forma di immaginazione guidata un leader di una setta biblica ripeteva lunghe e colorite storie sulla sua infanzia. Ex membri hanno in seguito scoperto che i racconti erano per lo più inventati. Il senso principale delle sue storie era sottolineare quanto puro ed innocente fosse da bambino. Spiegava che questi tratti l'avevano condotto alla speciale missione di leader. Gli ex membri hanno ricordato come durante i racconti “sognassero ad occhi aperti”, e come lasciassero gli incontri sentendosi sottomessi e obbedienti. È interessante notare come l'immaginazione guidata del leader trattasse spesso il raggiungimento di una forma mentale simile alla sua da bambino «Riportate la vostra mente a come era una volta, la mente di un bambino, libero e innocente, senza un solo pensiero. Lasciate che sia io a pensare per voi».

Alcune sette psicoterapiche e gruppi a riforma del pensiero usano l'immaginazione guidata per far regredire all'infanzia. Lo scopo è smuovere il ricordo di dolore e solitudine passati e, allo stesso tempo, indurre i membri ad incolpare i genitori per averli lasciati soli e abbandonati. Il breve esempio di tecnica regressiva che segue proviene da un uomo che aveva fatto parte di un gruppo che utilizzava moltissima visualizzazione. Gli veniva detto:

Chiudi gli occhi e torna al tempo della tua infanzia. Vedi te stesso all'età di sei anni. È come un sogno. Ti vedi in un bosco. Sei giovane e solo. Cammini tra gli alberi verso una radura. Vedi un vecchio muro con un portone di legno che si apre con facilità. Entri e ti guardi intorno. Vedi alcuni giocattoli di quando eri molto piccolo. L'animale di pezza che tanto amavi, ma è gettato in un angolo, tutto solo e abbandonato. Vedi i vestiti che indossavi da bambino. Sono impolverati e logori. Vedi la coperta che ti portavi a letto. Vedi il tuo vecchio letto. Inizi a sentirti solo come ti sentivi da bambino, tutto solo, nel tuo letto. Chi avresti voluto avere vicino? E venivano? Perché stai piangendo tutto solo nel tuo letto? Ripensa a tutte le volte in cui ti sei sentito solo, a tutte quelle promesse non mantenute. Papà che si dimenticava di venire a casa a giocare, mamma che non ti accompagnava a letto. Tutte quelle promesse non mantenute. Sono ancora lì, nel tuo profondo, ti tirano e tu stai piangendo tutto solo, e non viene nessuno.
Questa immaginazione guidata ha l'obiettivo psicologico di smuovere le emozioni facendo in modo che tu, membro del gruppo, torni alle memorie dell'infanzia e ne ricatturi la tristezza. Ha inoltre lo scopo di insinuare che devi ancora scoprire ricordi addirittura più dolorosi, suggerendo che sono stati i tuoi genitori a provocare tutte le miserie della tua vita. Ciò permette al leader di mostrarti la via della felicità attraverso l'apprendimento del suo messaggio e modo di vita: vieni e scoprirai la tua nuova famiglia, qui ti sentirai amato, incolpa quegli orribili genitori e non avvicinarli.

L'immaginazione guidata può avere qualsiasi contenuto, e il processo di ascoltare gli altri del gruppo piangere e gemere nel ricordare traumi del passato ha un impatto potente, perché induce partecipazione e sentimenti contagiosi che per la maggioranza saranno inebrianti.

Ordini indiretti

I membri di setta dicono spesso a famiglia e amici: «Nessuno mi dà ordini. Sono io che scelgo di fare ciò che faccio». Portare i membri a pensare in questo modo è una delle manipolazioni in cui i leader di setta sono divenuti abili maestri. Realizzare questo obiettivo è più facile quando il membro è in stato alterato, affaticato o altrimenti ansioso o sotto stress.

Ordini indiretti o impliciti non si incontrano soltanto nelle sette, ma sono abituali in tutta la società. Ad esempio, recentemente il Los Angeles Times ha rinunciato a pubblicare una foto per il Premio Pulitzer dopo che si era sparsa la voce che si trattava di una “fabbricazione”, di una messa in scena [7]. La foto mostrava un vigile del fuoco intento a sciacquarsi la testa in una piscina, mentre alle sue spalle una lussuosa villa era avvolta dalle fiamme. Non c'era più pressione nelle pompe per spegnere il fuoco, nulla con cui irrorare l'incendio. Il giornale rintracciò il pompiere il quale raccontò che il fotografo gli aveva suggerito di andare alla piscina e versarsi acqua sulla testa. Il fotografo si difese dicendo «Nego categoricamente di aver detto o chiesto a qualche pompiere di posare per me davanti alla piscina. Posso essere colpevole di aver detto che sarebbe stata una bella foto, ma per quanto possa ricordare, non gli ho direttamente chiesto di farlo». Il fotografo aveva ottenuto collaborazione allo stesso modo il cui la ottengono i leader di setta: vale a dire, lasciando a intendere che dovrebbe accadere qualcosa. In modo particolare quando la persona è collaborativa, stanca e non sa bene che cosa deve fare. Pensate allo stato di frustrazione ed esaurimento in cui si deve essere trovato il pompiere che affrontava quell'inferno crescente senza avere acqua con cui combatterlo. In un assetto mentale suggestionabile e vulnerabile come quello, il vigile del fuoco aveva preso come un ordine il suggerimento del fotografo.

Si tratta esattamente del modo in cui i leader di setta riescono a mettere in atto i loro desideri. Pochi hanno bisogno di urlare i loro comandi. Ecco alcuni esempi relativi alle sette:

    - Dopo che Chuck Dederich, leader di Synanon, aveva riflettuto ad alta voce, nel suo microfono, su quanto gli avvocati fossero avidi e su quanto avrebbe desiderato vedere in un vaso sotto spirito le loro orecchie, due giovani seguaci, membri degli Imperial Marines del gruppo, misero un serpente a sonagli nella cassetta della posta di un avvocato. Nell'intervista ai media l'addetto alle pubbliche relazioni di Synanon disse che «Nessuno ordina o costringe nessuno a fare qualcosa contro la sua volontà… Dederich può patrocinare un'azione, certo. Ma sta molto attento a non ordinarla» (Questo tristemente noto episodio viene discusso in seguito al Capitolo Nove) [8].

    - Un ex membro mi ha raccontato «Non mi hanno mai detto direttamente di uccidere mio padre, ma sapevo che fosse stato necessario per salvare il gruppo l'avrei fatto, senza altre indicazioni se non che sapevo che lo dovevo fare».

    - Un'altra ex membro mi ha detto «Il nostro leader non mi aveva mai detto di picchiare mio figlio, ma sapevo che se non mi sorrideva quando gli dicevo di stare buono dovevo sculacciarlo finché non avesse sorriso, e non smettevo finché non era coperto di lividi sulle gambe e sul sedere. Sapevo che lo dovevo fare».

    - In un'altra setta il leader, nel corso delle sue conferenze, diceva spesso che chi non obbedisce deve essere punito. Si trattava di un tema ripetitivo sostenuto da molti esempi. Poco dopo una di queste conferenze, nel corso di una seduta di lavoro del gruppo una donna iniziò a scuotere e schiaffeggiare una compagna che non stava lavorando sodo come doveva. Successivamente disse «Erano state le sue parole, e il desiderio che lui mi apprezzasse. Vedevo me stessa fare quello che lui avrebbe voluto. Non c'era bisogno che fosse lì, non c'era bisogno che mi dicesse quando, chi, dove. Volevo fare ciò che lui desiderava fosse fatto, così iniziai a percuotere e schiaffeggiare quella donna. Mi rendevo conto che la stavo picchiando. Era come se in quel momento io e lui fossimo la stessa cosa».

 

Inganni

Non voglio insinuare che i leader di setta preparano a tavolino, in dettaglio, il modo in cui procederanno. Ma nello studio di certe sette ho visto che con l'andare del tempo il leader affina le sue tecniche. Similmente leader di gruppi diversi possono usare la stessa tecnica.

I due esempi che seguono illustrano il modo in cui i leader raggiungono le medesime forme di inganno per creare l'impressione di avere poteri e conoscenze sovrannaturali. Il primo esempio mi è stato raccontato da un sopravvissuto del Tempio del Popolo di Jim Jones, e il secondo da una donna che aveva fatto parte di una setta di channeling.

Jim Jones ordinava a coppie di membri di sesso femminile di andare a casa di chi, in occasione della prima partecipazione ad un evento del Tempio del Popolo, aveva firmato la cartolina di ingresso ma che poi non era tornato con regolarità. Mentre una delle due donne parlava con la persona l'altra chiedeva di usare il bagno, dove prendeva nota dell'abbigliamento o di altre caratteristiche osservate nella casa, in modo particolare faceva annotazioni accurate sui medicinali presenti nel mobiletto del bagno scrivendo il nome di medico, farmacia e farmaco. Poi raggiungeva la compagna proseguendo la conversazione, e invitava la persona a tornare presto al Tempio.

Ad ogni evento del Tempio agli esterni era chiesto di iscriversi. Prima che Jones salisse sul pulpito, uno dei suoi seguaci confrontava le cartoline firmate con le informazioni carpite nelle case e negli armadietti dei farmaci, e collocava i risultati ottenuti su di un leggio posto sul pulpito. A quel punto Jones chiudeva gli occhi, si rivolgeva al cielo e proclamava di avere una visione, o di ricevere un messaggio in cui qualcuno che possedeva un vestito blu con bottoni dorati, o che era paziente del dottor Smith e prendeva farmaci contro il diabete era nei pressi. Ciò convinceva il neofita che Jones aveva poteri sovrannaturali e la capacità di acquisire conoscenze con mezzi che andavano oltre quelli a disposizione dei comuni mortali.

Un trucco simile veniva usato dalla leader di una setta di channeling che affermava di essere in contatto con una “entità” antica che le forniva consigli da passare ai suoi seguaci. Chi partecipava alle sedute nel salone della channeler, dove si vendevano anche cristalli, programmi per esercizi e integratori dietetici, scriveva nome, indirizzo e numero di telefono in un “libro degli ospiti” che dava la possibilità di ricevere “premi”. Qualche tempo dopo un'inviata del salone si presentava a casa per consegnare un piccolo dono, solitamente cristalli colorati o olii da massaggio, dicendo che il nome era stato sorteggiato. L'incaricata era sempre una donna gioviale e disarmante. Chiedeva poi di poter usare il bagno, dove annotava velocemente informazioni sui farmaci contenuti nel mobiletto. Nell'andarsene lasciava un volantino con le date delle successive sedute di channeling, invitando la persona a parteciparvi presto.

Quando chi aveva ricevuto la visita firmava nuovamente il libro degli ospiti, l'addetta al controllo confrontava nomi e dati in suo possesso. Poi, nel corso del channeling, l'entità avrebbe chiesto «di una delle pazienti del Dottor Smitherton – la signora che prende lo Xanax». Le consigliava quindi di «rilassarsi, dedicare un po' più di tempo a se stessa, e tornare a visitare il salone, è così rilassante qui». Tutto questo serviva a dare credibilità alla channeler, visto che l'entità sembrava conoscere cose di cui non poteva essere a conoscenza a meno che non avesse davvero avuto poteri magici e capacità che andavano oltre quelle dei comuni mortali.

Altri stratagemmi per convincere i seguaci di essere in possesso di poteri speciali sono semplici trucchi di magia. Sathya Sai Baba, indiano con un grosso seguito che i suoi seguaci descrivono come «incarnazione divina, avatar, dio fatto uomo» [9], viene pubblicizzato per i suoi “miracoli”, che i seguaci interpretano come «simboli convincenti del suo amore». I miracoli di Baba comprendono la materializzazione di oggetti, anelli, ciondoli e, spesso, pietre a forma di pene chiamati lingam, che presenta in modo solenne o scherzoso ai meravigliati devoti. Un'altra delle specialità di Sai Baba è emettere vibhuti, cenere sacra che si dice abbia poteri curativi, dalle dita.

 

Revisione della storia personale

Nelle sette esiste la pratica diffusa di far raccontare ai membri di lungo corso le loro storie, vale a dire mettersi di fronte al gruppo e raccontare la propria vita. I gruppi danno nomi diversi a questo esercizio. Ad esempio, alcuni ex membri mi hanno raccontato la "rappresentazione dei cereali", cioè storie raccontate durante la colazione da cui i nuovi membri apprendono come colorire il proprio passato per renderlo simile a quello narrato dai membri più anziani. Un altro gruppo chiama questa pratica "percorrere la tua sporca storia", vale a dire fare in modo che la propria biografia suoni nel peggior modo possibile.

Questa revisione biografica viene usata sia dalle sette che richiedono di vivere all'interno che da quelle che non lo richiedono, e lo scopo generale dell'esercizio è «fare in modo che i membri vedano che stare con noi è il posto giusto».

Ex membri mi hanno detto di aver appreso velocemente come raccontare la propria vita ascoltando le storie di chi era nell'organizzazione da più tempo. I nuovi membri avevano afferrato immediatamente il concetto di dover raccontare solo eventi tristi, negativi, insani, illustrare unicamente relazioni disastrose, e finire con l'apprezzamento del gruppo. Non dovevano raccontare dei bei tempi, di genitori amorevoli, fratelli e sorelle premurosi, parenti che lavoravano sodo o esperienze positive di vita. Le famiglie dovevano essere ritratte come abusive, alcolizzate, insensibili, egoiste, borghesi o capitaliste o altrimenti disprezzabili. Considerando che tutti siamo propensi ad adattarci all'ambiente in cui ci troviamo, non sorprende che i nuovi arrivati ben presto imparino a rivedere le storie personali modellandole su quelle che hanno ascoltato dai compagni. Ad ogni narrazione coloriranno il racconto con nuove angherie familiari, illustrando il vuoto della vita precedente e di come, prima di entrare nel gruppo, fossero peccatori, egoisti, drogati marci.

Esistono diverse ragioni specifiche per cui la revisione biografica è importante. La filosofia del gruppo si basa spesso sull'idea di essere un'organizzazione di élite, il nuovo ordine, formata dagli esseri più evoluti. Per la dirigenza è pertanto necessario proporre contrasti stridenti tra membri e non membri, in modo da convincere i membri che il mondo esterno è cattivo e quello interno buono. Per i neofiti questi racconti di un passato depravato in un mondo malvagio, fatti da persone comuni e sorridenti, sono convincenti. La revisione della biografia personale fornisce utile propaganda contro genitori, amici e tutti quegli aspetti del mondo che il leader vuole denigrare. Rafforzano inoltre la suggestione ripetuta dal gruppo che il mondo convenzionale deve essere evitato e ridicolizzato; dimostrano che è meglio rimanere nel mondo buono e protettivo del gruppo.

Dimostrare a neofiti e nuovi membri che il gruppo ha davvero provocato un miglioramento nella loro vita aiuta il reclutamento. I membri di lunga data vengono condizionati a tessere storie orrende sul loro passato, e dire quanto grandi sono diventati ora che sono in questo gruppo, e molti ex membri mi hanno raccontato che, durante i primi giorni o settimane di affiliazione, erano rimasti particolarmente colpiti dal passato triste, sordido e brutale degli altri. Solo in seguito, quando poco a poco avevano trovato reali informazioni sui compagni e il gruppo, si erano resi conto che i racconti erano esagerati o completamente inventati, come lo erano quelli che loro stessi avevano finito per costruire. Quanto più ritraevano il loro passato in modo ripugnante, tanto più il leader li approvava. Ex membri di Synanon mi hanno raccontato di aver imparato a «percorrere [le loro] sozze storie» inventandosi racconti di uso di droga e abuso di alcool basati sulle storie che avevano ascoltato. Con l'andare del tempo anch'essi avevano imparato a rivelare un passato di degradazioni drammatiche allo scopo di impressionare i neofiti.

Numerose persone uscite da gruppi biblici mi hanno raccontato che la pratica della "testimonianza" - sia come tentativo di reclutamento che come parte del programma iniziale per il nuovo venuto - consisteva nella costruzione di storie su come i membri avessero abbandonato vite di travaglio e ora conducessero esistenze di gioia, cameratismo e beatitudine, storie che finivano per spingere l'ascoltatore ad entrare in questa famiglia felice.

In alcune sette politiche si doveva ripercorrere ripetutamente il proprio background come parte dell'analisi della loro "storia di classe". La vita di ognuno veniva oralmente ispezionata e insultata. Ai membri veniva detto che il loro pensiero era stato completamente determinato dalla pessima classe in cui erano cresciuti. Anche il pensiero di chi proveniva dal proletariato veniva fatto a pezzi e attaccato, come se riflettesse ancora «formazione ed educazione controllata dalla classe [borghese] che governa». Alcuni gruppi di sinistra rimproverano i membri con le parole del presidente Mao che «ogni tipo di pensiero è caratterizzato dal marchio di classe». In alcuni gruppi di destra i membri devono "purificare" le storie personali non citando parenti, amici o "relazioni" che non abbiano convinzioni di destra o che siano, ad esempio, di colore o stranieri.

Le sette New Age e psicoterapiche sono famose per l'uso della revisione della storia personale affinché membri o "pazienti" sviluppino e accettino una biografia che giustifichi e si adatti agli insegnamenti del gruppo. Una ex membro dei Sullivanians, setta politico/ psicoterapica discussa più avanti in questo capitolo, ha descritto la sua esperienza in questo modo:

La mia terapeuta mi faceva spesso domande sulla mia infanzia e mi incoraggiava a parlare di eventi dolorosi. Diceva che sembrava quasi che i miei genitori non mi volessero, o che almeno erano semplicemente incapaci di amarmi perché i loro genitori non erano stati capaci di amarli. Diceva di ritenere che per la mia terapia fosse preferibile non vedere i miei per un po' - almeno finché non fossi stata in grado di capire meglio la mia storia. Mi incoraggiava a raccontare la mia vita agli amici, ed ascoltare la loro. I miei ricordi dolorosi dell'infanzia venivano sempre convalidati, mentre quelli felici erano disprezzati. Mi convinsi di aver avuto un'infanzia misera ed era come se i miei nuovi amici fossero i soli che potessero capirmi, visto che la vita con le rispettive famiglie era stata miserevole come la mia [10].

Un altro tipo di revisione biografica avviene nei gruppi che praticano il ritorno alle vite precedenti. I diversi gruppi utilizzano metodi differenti, ma in un qualche momento si impara che si tornerà indietro nel tempo per «visualizzare e rivivere» le vite precedenti.

Un'antropologa che studiava un gruppo di questo tipo ebbe colloqui con una persona che le raccontò di tre vite precedenti [11]: in una era stata un giovane arabo nato verso il 1874, la cui tribù lo aveva assegnato al taglio delle palpebre di una spia catturata. Un'altra vita si era svolta in Italia verso il 343 DC, aveva fatto parte di una squadra di torturatori che, con un attizzatoio rovente, avevano accecato una giovane bionda per estorcerle informazioni. Disse che le aveva cavato un occhio solo per scoprire che la ragazza era innocente. Infine un'altra vita era stata vissuta verso il 440 AC. In quell'anno era stata dichiarata guerriero del giorno, e doveva uccidere un nemico. Il successo del gruppo nell'instillarle la convinzione di aver fatto quelle cose l'aveva lasciata a dover convivere con la nozione di essere una assassina violenta e sadica.

Ho avuto colloqui con numerosi ex appartenenti a gruppi che utilizzano la pratica di creare e far rivivere vite precedenti. Quasi ogni vita precedente che mi è stata raccontata era piena sia di tensione estrema che di paura, o di notevole violenza. Un uomo che vinse un importante processo contro il suo ex gruppo era stato indotto a pensare di aver vissuto tre caratteri assassini, identificati dal gruppo come Thorgon, Ultraviolence e Ninja Tirannico. Queste identità sintetiche evolvevano da una combinazione di suggestioni dirette, induzione alla trance e filosofia del gruppo.

Altri mi hanno raccontato di essersi trovati in vite precedenti in cui erano individui intrappolati in astronavi vaganti per lo spazio, sulla via di subire disastrose collisioni; assassini di villaggi medioevali che erano poi stati messi al rogo, soldati attaccati e calpestati da cavalli, assassini di bambini. Un racconto di una vita come rispettabile prete dell'antica Spagna iniziò come un successo, ma finì col prete lapidato a morte per una relazione amorosa avuta con la moglie di un nobile.

Alcuni hanno espresso forti preoccupazioni per aver vissuto sia come maschi che come femmine. In seguito, quando affronterò i problemi che i singoli incontrano quando lasciano una setta o un gruppo che utilizza la riforma del pensiero, descriverò l'impatto psicologico che la revisione della storia personale ha sulla maggioranza delle persone (si veda il Capitolo Dodici).

 

Pressione dei pari e modellamento

Il vecchio adagio "quando sei a Roma comportati da romano" sottolinea molto del nostro adattamento a nuovi gruppi sociali. Adattarsi è comodo e divertente. Ci guardiamo intorno, vediamo modelli e ci comportiamo in modo da essere come loro. La maggioranza delle sette addestra i nuovi membri, sia con direttive esplicite che con un modellamento più implicito, ad agire come il gruppo desidera. Per aumentare il potenziale di reclutamento generalmente le sette addestrano i membri a sorridere, apparire contenti, espansivi e prestare attenzione ai nuovi arrivati.

La pressione dei pari è un efficace mezzo per fare adattare il comportamento alle norme del gruppo. Nelle sette funziona indistintamente sui membri vecchi e nuovi, e si spinge ben oltre quanto accade di solito nella società in generale.

In un'atmosfera che afferma o sottintende l'esistenza di un solo modo di essere, ed è questo, è molto importante avere intorno modelli da imitare. Robert Lifton parla del totalitarismo della persona che incontra l'ideologia totalitaria del gruppo [12], un'idea che suggerisce perché l'adattamento filtri fino all'abbigliamento, ai sorrisi, al linguaggio e a tutti quei dettagli del comportamento che possono essere sia approvati che evitati.

Ad esempio numerose donne, in particolare di sette politiche e religiose, mi hanno raccontato che, senza esserne consapevoli o senza che addirittura fosse stato loro suggerito, semplicemente erano passate dall'abbigliamento comune a colori scuri, gonne lunghe, tacchi piatti ed avevano smesso di truccarsi. Chi è stato in sette psicoterapiche mi ha raccontato che se non si fornivano "profonde" rivelazioni sul proprio passato si veniva puniti. Nel precedente paragrafo dedicato alla revisione della storia personale abbiamo visto l'importanza della pressione dei pari e del modellamento teso ad ottenere la conformità dei membri. Altri ex membri mi hanno raccontato di aver visto compagni scrivere lettere a genitori ed amici basate su facsimili forniti dalla dirigenza. Diverse sette definiscono queste lettere campione come lettere di disconnessione.

In queste attività i leader non devono sgridare o riprendere i seguaci, come genitori e insegnanti fanno con figli e allievi. Il bravo leader o manipolatore mentale riesce a sfruttare le tendenze di conformità al gruppo che ognuno di noi possiede e usarle come potente strumento di cambiamento. Nessuno deve illustrarci le regole. La maggioranza di noi si guarda intorno e capisce come dovrebbe comportarsi. E la maggioranza delle sette elimina i "cattivi attori" già al momento del reclutamento: i disobbedienti, gli indisciplinati, i delinquenti, i difficili da gestire e da influenzare vengono rifiutati. Il loro efficace cambiamento richiede troppo tempo, e rovinano l'atmosfera che il leader vuole mantenere, l'ambiente che funziona solo quando ogni cosa è al suo posto.

 

Manipolazione emotiva

Quando i leader non intimidiscono i membri affinché si conformino, ma utilizzano le loro modalità di apprendimento attraverso l'osservazione di ciò che gli altri fanno, i cambiamenti attitudinali e comportamentali sono meno visibili. Come mi è stato detto da un ex membro dopo l'altro «sono cambiato senza rendermene conto». Questo cambiamento inconscio è in parte dovuto al potere contagioso degli stati d'animo del gruppo. Le sette inducono sensi di colpa, vergogna e paura, e usano il controllo su sesso e intimità per mantenere i membri dipendenti dal gruppo. Robert Cialdini [ii], psicologo sociale che studia influenza automatica, conformità irrazionale e il perché "si finisce col dire di sì" senza pensare, ha analizzato in che modo sfruttatori, truffatori, leader di setta, venditori ed altri "professionisti dell'acquiescenza" riescono a indurre il prossimo a schemi di obbedienza cieca [13]. Alcune delle nostre tendenze ad usare schemi fissi di azione il più delle volte ci rendono un buon servizio, ma la propensione al comportamento imitativo può venire usato dai manipolatori per abbindolarci e controllarci.

Secondo Cialdini la maggioranza delle migliaia di diverse tattiche che i professionisti dell'acquiescenza utilizzano ricadono in sei categorie, ognuna delle quali basata su un principio psicologico che indirizza il comportamento umano. Questi sei principi sono:

 
  1. Impegno e coerenza: cerchiamo di giustificare il nostro precedente comportamento;
  2. Reciprocità: se qualcuno ci dà qualcosa, cerchiamo di ripagare la sua gentilezza;
  3. Riprova sociale (imitazione): cerchiamo di scoprire che cosa gli altri considerano giusto;
  4. Autorità: abbiamo un radicato senso del dovere verso chi rappresenta l'autorità;
  5. Simpatia: obbediamo a chi ci piace;
  6. Scarsità: quando arriviamo a desiderare qualcosa, possiamo essere indotti a temere che, se aspettiamo, quel qualcosa andrà esaurito. La possibilità di averlo potrebbe estinguersi. Vogliamo averlo subito - qualsiasi cosa venga offerta, da un semplice oggetto alla coscienza cosmica.

Osservare questo elenco e pensare al nostro comportamento facilita la comprensione di come il manipolatore può condurre il prossimo lungo un cammino definito - a seconda della sua capacità, dello stato dell'essere dell'interlocutore e delle circostanze. Possiamo vedere come avvengono le trasformazioni quando questi sei principi sono abilmente posti in essere da leader o gruppi settari. Ad esempio:

 
  1. Impegno e Coerenza. Se vi siete impegnati con il gruppo e poi vi tirate indietro, potete essere indotti a sentirvi in colpa.
  2.  
  3. Reciprocità. Se accettate le attenzioni e il cibo offerti dal gruppo, sentite che dovete ripagarlo.
  4.  
  5. Riprova sociale. Se nel gruppo vi guardate intorno, vedrete persone che si comportano in un certo modo. Imitate ciò che vedete e supponete che quel tipo di comportamento è adatto, buono e atteso.
  6.  
  7. Autorità. Se tendete a rispettare l'autorità, e il vostro leader afferma conoscenza superiore, potere e una speciale missione nella vita, lo accettate come autorità.
  8.  
  9. Simpatia. Se siete oggetto di love bombing e altre tattiche in cui vi sentirete al centro dell'attenzione, desiderati e amati, e le persone nel gruppo vi sono simpatiche, sentirete di dovere obbedienza a queste persone.
  10.  
  11. Scarsità. Se vi dicono che senza il gruppo perderete l'opportunità di vivere senza stress, di ottenere coscienza e beatitudine cosmiche, o qualsiasi cosa il gruppo offra che sembra fatto su misura ed essenziale per voi, penserete che dovete comprarlo adesso.

Nel leggere i seguenti esempi di manipolazione emotiva tenete a mente questi sei principi di conformità:

Diplomatasi in una scuola di una piccola città, prima dell'inizio delle lezioni universitarie "Beth" voleva avere un po' di tempo per conoscere la zona e il campus, e forse fare qualche amicizia; così si trasferì in anticipo negli alloggi di una grande università statale.

Un mattino, mentre Beth stava partendo per un giro esplorativo, una ragazza che sedeva nell'ingresso del dormitorio l'avvicinò allegramente e iniziò a parlare con lei. Poco dopo la invitò a seguirla in una fattoria di campagna che diceva essere gestita da un gruppo di studio sulla fame nel mondo.

Dopo qualche giorno Beth iniziò ad essere stanca della fattoria. Si sentiva bombardata da molte idee contrarie alle sue, idee che la facevano sentire in torto e insicura. Ma provava simpatia per la ragazza che l'aveva portata lì e si sentiva circondata da persone gentili e felici che continuavano ad abbracciarla, a farle complimenti e le chiedevano di restare. Ad un certo punto iniziò a piangere per i conflitti che provava tra il voler restare alla fattoria, dove tutto sembrava così sicuro e affettuoso, e tornare alla grande università.

Il leader del gruppo teneva lezioni vaghe ma enfatiche sull'ecologia della mente, la restaurazione della vera armonia contro l'artificialità, e su come essere attivisti. Beth non sapeva perché, ma iniziò a sentirsi inadeguata. Le astrazioni di cui il leader parlava non erano idee con cui avesse familiarità, ma gli altri membri, quasi tutte donne, annuivano accoratamente ai discorsi del leader, che adoravano.

Prima di andare al college Beth si era preoccupata per il fatto di provenire da una piccola città agricola di un altro stato. Ora la vaga filosofia delle lezioni la faceva sentire colpevole del fatto che i suoi genitori potessero permettersi di mandarla in una grande e costosa università, mentre sul pianeta esisteva tanta fame. Alla fine, durante una lezione su come «le istituzioni educative, addirittura le vostre famiglie, buttano via il cibo mentre bambini di tutto il mondo muoiono di fame», Beth scoppiò in un pianto incontrollato.

A questo suo scoppio emotivo che, raccontò, in seguito era stata addestrata a cercare nei nuovi arrivati, le altre ragazze l'abbracciarono dicendo che i suoi sentimenti indicavano quanto fosse profondamente sensibile. Le dissero che poteva diventare leader delle donne, che doveva rimanere con loro e rimandare l'inizio del college. Beth si sentì sollevata e smise di pensare di andarsene. Il gruppo faceva sembrare i genitori freddi e indolenti, e tutti i nuovi arrivati smettevano ben presto di telefonare, scrivere e accettare visite della famiglia o dei vecchi amici, perché non erano «del movimento».

Dopo due anni Beth scappò dalla fattoria e chiamò i genitori. Aveva passato il suo tempo raccogliendo fondi e reclutando con l'inganno altri giovani che lavoravano per sostenere il messia autoproclamato che affermava di essere stato designato "Guardiano". Beth scoprì gli abusi sessuali che il leader perpetrava su alcune delle donne del gruppo solo qualche mese prima di riuscire a progettare la fuga. In tutto il tempo trascorso nel gruppo non aveva mai fatto domande su dove finiva il denaro che lei e gli altri raccoglievano in nome degli "studi ecologici".

Vivere e usare il cervello richiede vigilanza, coraggio e infinita forza interiore. Dobbiamo tenere in considerazione la lezione del passato: menti libere e uomini liberi hanno costruito mondi migliori collaborando tra loro - cosa che non avviene sotto il dominio di sfruttatori autoproclamati che non si curano del nostro benessere o di quello dell'umanità come affermano, ma sono unicamente interessati a sicurezza e agio personale.
 

Sette psicoterapiche

Le sette psicoterapiche forniscono un buon esempio di come i leader utilizzano le tecniche di persuasione psicologica, in modo particolare la manipolazione emotiva e la pressione dei pari. Queste sette tendono a nascere quando singoli individui o gruppi psicoterapici si lasciano andare alla corruzione, o quando opportunisti improvvisati semplicemente imbrogliano e predano gli sprovveduti.

Con due colleghi ho studiato ventidue sette psicoterapiche [14]. Abbiamo intervistato quante più persone possibili di ogni gruppo, letto documenti e ascoltato nastri del leader e delle sedute del gruppo. Il collega Maurice Temerlin ha intervistato 38 ex "pazienti", e io ne ho intervistati 82.

I leader di questi gruppi spaziavano da membri di facoltà universitarie ad un criminale in libertà provvisoria con appena la licenza media. I gruppi, dislocati in sei stati, avevano grandezza variabile dai 15 agli oltre 300 membri. Il più grande aveva 300 membri interni e 400 periferici. I vari gruppi avevano un'età tra i 5 e i 25 anni, e sono ancora tutti attivi eccetto due. Quindici gruppi erano diretti da professionisti (psichiatri, psicologi, assistenti sociali); i restanti sette erano sotto la direzione di non professionisti (da ex impiegati a ex galeotti) [iii]. Questi "terapisti" erano tutti caucasici eccetto uno. I pazienti erano prevalentemente caucasici di classe media o alta, con diplomi universitari.

Alcune di queste sette psicoterapiche erano nate quando i professionisti avevano deviato da relazioni basate su etica professionale, segretezza e sul principio della parcella professionale ed avevano formato gruppi psicologicamente incestuosi. Questi professionisti abusavano delle loro tecniche psicoterapiche e manipolavano a proprio vantaggio la relazione professionale. Violavano inoltre il codice deontologico che vieta relazioni a fini di sfruttamento; i pazienti diventavano amici, amanti, parenti, dipendenti, colleghi e studenti. Contemporaneamente, i pazienti diventavano tra loro come fratelli, legati dall'ammirazione e dal sostegno al terapeuta comune.

Una delle più importanti derive in questo settore ruota attorno al fenomeno terapeutico conosciuto come transfert. Il transfert è un aspetto importante della psicoterapia orientata all'interiorità. Normalmente cliente e terapista esaminano assieme le precedenti esperienze che il cliente trasferisce sul terapista e su altre persone dotate di autorità. Spesso si tratta di aspettative positive, un "bravo padre" ad esempio, ma alcuni clienti trasferiscono atteggiamenti negativi. Sia gli atteggiamenti negativi che quelli positivi scaturiscono dalle aspettative del cliente, e non si basano su condotta e atteggiamento del terapista. In queste situazioni settarie però il leader/terapista promuoveva l'idolatria di se stesso piuttosto che studiare e capire i transfert dei pazienti. Invece che incoraggiarne l'autonomia personale, i pazienti venivano indotti a relazioni di sottomissione, obbedienza e dipendenza. Le scorrettezze della violazione del ruolo si combinavano all'uso di tecniche di influenza indiretta, ingannevole e coercitiva che inducevano il paziente ad obbedire ai desideri del terapeuta.

In queste sette terapeutiche sono stati notati anche altri comportamenti settari. In un caso, ad esempio, due professionisti di salute mentale mettevano la loro clinica a disposizione degli studenti di psicologia e assistenza per fare il necessario tirocinio. Inducevano i tirocinanti a trasferirsi, a richiedere soldi alla famiglia, a portare nel gruppo fratelli e sorelle per seguire la terapia e reclutare altre persone nelle rispettive scuole. Questi professionisti inducevano i seguaci a credere che solo quella terapia avrebbe salvato se stessi e il mondo. Il gruppo è cresciuto e si è trasferito in una zona rurale dove gestisce un programma residenziale di cura. I seguaci finanziano la proprietà, le cure per i pazienti residenti e cercano di reclutare altri tirocinanti e pazienti. Stanno inoltre compilando e cercando di pubblicare le farneticazioni dei loro leader.

Altri importanti esempi di come funzionano le sette terapeutiche:

I Sullivanians

Nati nel 1957 dal distacco dal William Alanson White Institute, fondato da Harry Stack Sullivan, rispettato psichiatra influente negli anni '50, di un gruppo di psicologi dissidenti. Ciò che era iniziato come un nuovo centro di terapia si trasformò prima in un collettivo di psicoterapia, poi in una setta che controllava praticamente tutti gli aspetti della vita di circa duecento cosiddetti pazienti. La filosofia fondamentale del gruppo sosteneva che il nucleo familiare era la sede di tutto il male, e che i bambini nati o cresciuti nel gruppo non dovevano avere relazioni speciali con i propri genitori, e potevano parlare con loro solo da adulti.

In molti tra coloro che se ne sono andati hanno detto che i leader dettavano legge su tutti gli aspetti della vita dei membri, dalle pratiche sessuali, alla scelta professionale, hobbies, crescita dei figli. I membri dovevano sottoporsi a due sedute settimanali con un terapista Sullivaniano; anche se sposati vivevano in appartamenti condivisi con oltre dieci compagni dello stesso sesso e venivano incoraggiati a dormire con un membro di sesso opposto ogni notte. Sono state intentate numerose cause tra membri attuali ed ex, soprattutto per questioni di custodia dei bambini. Alla morte del fondatore e leader Saul Newton il gruppo si è più o meno dissolto.

Center for Feeling Therapy

Il Center for Feeling Therapy aveva sede a Hollywood, California, ed è durato circa 10 anni. Aveva 350 pazienti che vivevano vicini e condividevano le case. Centinaia di altri erano esterni non residenti, e altri ancora si tenevano in contatto coi "terapisti" per corrispondenza.

Pare che i massimi benefici toccassero ai residenti, e i pazienti erano indotti a considerare se stessi come potenziali leader di un movimento terapeutico che avrebbe dominato il ventunesimo secolo. Due degli psicologi si pubblicizzavano come "Il Butch Cassidy e il Sundance Kid della psicologia". I leaders sostenevano che, seguendo i loro dettami, i pazienti potevano raggiungere lo stadio successivo dell'evoluzione umana.

Ho intervistato 37 membri di questo gruppo, studiato 92 dichiarazioni giurate e innumerevoli documenti legali, ascoltato i nastri delle cosiddette sessioni di terapia e sono stata testimone per lo Stato della California alle udienze per la revoca della licenza. Anche altri testimoni hanno descritto il gruppo come una setta. Tutti i dodici terapisti associati al centro - un medico; cinque psicologi; cinque assistenti matrimoniali, della famiglia e dell'infanzia; e un tecnico psichiatrico - hanno perso la licenza o l'hanno resa. Le udienze davanti al giudice amministrativo, durate 94 giorni, hanno rappresentato «il caso di negligenza professionale in ambito psicologico più lungo, costoso e complesso della storia della California» [15]. I terapisti furono trovati colpevoli di negligenza grossolana, incompetenza, abuso dei pazienti, sostegno e favoreggiamento di pratiche psicologiche non autorizzate, pubblicità ingannevole, frode e truffa.

Ex pazienti hanno raccontato di essere state sedotte dai terapisti, essere state assegnate a compiti sessuali, essere state ridicolizzate e umiliate e poi essersi viste addebitare le parcelle per il trattamento. Un'ex paziente ha raccontato di aver assistito ad un episodio in cui ad una donna era stato ordinato di togliersi la camicetta e muoversi a quattro zampe sul pavimento, muggendo come una mucca. Un'altra ha detto di essere stata picchiata durante la terapia. Ad un paziente maschio che voleva fare ritorno al college e abbandonare il lavoro nel garage gestito dai terapisti venne fatto portare il pannolino, dormire in una culla e nutrito con omogeneizzati per otto settimane, perché il suo terapista diceva che il ragazzo voleva vivere come un neonato.

Sebbene l'importo del risarcimento non sia stato reso pubblico, secondo il Los Angeles Times le cause civili furono liquidate con oltre 6 milioni di dollari [16]. Testimoni hanno descritto il gruppo come una setta che plagiava i membri e costringeva le donne ad abortire, o dare i bambini in adozione perché, dicevano, erano «troppo pazze» per prendersi cura dei figli. I contatti con le famiglie venivano interrotti, salvo che per richiedere denaro per ulteriore terapia. I terapisti avevano relazioni sessuali con i pazienti, li costringevano a stare nudi davanti al gruppo, li picchiavano e li facevano picchiare da altri pazienti.

I terapisti, che raccoglievano "multe" e "donazioni" nell'ordine delle migliaia di dollari, pare abbiano usato il denaro per l'acquisto di un ranch in Arizona. Il gruppo iniziò a sfaldarsi quando tutti i terapisti andarono al ranch lasciando i pazienti a Los Angeles - liberi di parlarsi apertamente. Lo scambio di informazioni, senza paura di essere ascoltati, fu il punto di svolta per molti, che iniziarono a vedere che cosa stava accadendo.

Nella sua sentenza il giudice amministrativo scrisse che «i terapisti erano a caccia di giovani o sprovveduti in posizione unica per essere ingannati», e che non si poteva ritenere che alcuno dei testimoni ascoltati alle udienze poteva «aver acconsentito o conosciuto in anticipo il vortice gotico in cui stava per essere risucchiato». Il giudice scrisse inoltre che il centro affermava di offrire cure «da tutti gli otto o dieci più importanti esperti del mondo» in uno scenario che permetteva di «sollecitare i pazienti a dare denaro, prestazioni sessuali o lavoro gratis» costringendoli a «devozione ossessiva» [17].

Dr. Tim

Questo gruppo settario opera fin dal 1971, anche se il Dr. "Tim" è morto da parecchi anni. Il Dott. Tim fondò il gruppo quando aveva quarant'anni, era divorziato ed era psicologo clinico residente negli Stati Uniti orientali. Faceva trasferire i pazienti presso la sua abitazione, addebitando sia una parcella mensile per la terapia che vitto e alloggio. Assieme ai suoi seguaci si trasferì oltreoceano quando gli vennero intentate cause legali che lo accusavano di avere avuto rapporti sessuali con minorenni. Il gruppo visse in una comunità all'estero per circa sette anni fino a quando, ancora una volta, accuse simili minacciarono il leader; il gruppo si spostò allora sulla costa occidentale degli Stati Uniti.

Il gruppo era composto da una media di circa quaranta persone, compreso qualche bambino. C'era un discreto ricambio, anche se il Dott. Tim metteva in guardia sul fatto che lasciarlo avrebbe comportato vivere una vita di sofferenza mentale. Lasciarlo era comunque abbastanza difficile perché il Dott. Tim inviava gli uomini più corpulenti del gruppo a recuperare chiunque se ne fosse andato e fosse stato in seguito localizzato. Chi cercava di scappare apertamente veniva fisicamente rinchiuso.

Il Dott. Tim diceva ai suoi pazienti di «essere più illuminato di Gesù e di aver creato la terapia definitiva, una combinazione di Freud, Zen, Yoga Kundalini e LSD». Quest'ultimo, sosteneva, serviva a «calpestare l'ego». Il Dott. Tim non tollerava né critiche né lamentele, che sosteneva indicassero «l'essere nella testa» piuttosto che «nel sentimento». Qualsiasi cosa non fosse sentimento veniva considerata indicativa di disordine mentale. Il Dott. Tim "diagnosticava" sintomi di grave malattia mentale ad ogni nuovo membro, sostenendo che soltanto lui poteva curarlo.

Tutte le telefonate ai familiari venivano registrate di nascosto, e Tim le usava in sessioni di gruppo per dimostrare quanto i genitori fossero dannosi. Quando il gruppo si trasferì oltreoceano indusse i suoi pazienti a rinunciare alla carriera: i membri lavorarono come camerieri e cuochi nei ristoranti, e Tim diceva di stargli sempre vicino in modo da potersi occupare della grande casa e dei terreni che aveva acquistato. Insegnava a pensare a lui e al gruppo come a una "famiglia". Rompeva o impediva matrimoni, e faceva allevare i bambini dal gruppo e non dai genitori. È stato riferito che una ragazzina di nove anni venne tenuta nella sua stanza per quasi tre anni, i membri del gruppo dimenticavano spesso di portarle da mangiare perché pieni di droga.

Tim promuoveva i contatti omosessuali, e faceva fare esercizi "yoga" a gruppetti di quattro o cinque membri maschili. Gli esercizi consistevano nel farli sdraiare sul pavimento e tenere il dito medio di una mano in bocca, e l'altro nell'ano del compagno. Nel corso della supervisione di questo esercizio, il Dott. Tim redarguiva gli uomini che si sentivano sconcertati dalla pratica.

Dopo la sua morte una piccola parte del gruppo ha continuato ad incontrarsi, e ancora oggi decantano che meraviglioso terapista fosse il Dott. Tim.

Sette terapeutiche dilettantesche

"Stanley" e "David", entrambi in libertà condizionale, avevano sviluppato la loro setta psicologica in stati della Costa Orientale privi di regolamentazione sulle pratiche psicologiche. Tornati in libertà avevano attinto alle esperienze di terapia di gruppo fatte in carcere per sviluppare gruppi restrittivi e settari. Un gruppo si basa su tecniche di urlo primitivo, l'altro su terapia di attacco e scontro.

Uno dei due, Stanley, opera in un appartamento di un indaffarato quartiere cittadino. Recluta in caffè, librerie e trattorie dei dintorni, invitando uomini e donne single a prendere un caffè con lui e parlare della sua "terapia". A volte affigge volantini in cui offre lezioni gratis su sesso, psicologia e solitudine. Combina le sue abilità di truffatore a un particolare gergo. e trasmette forte attenzione e seduzione. Nelle sessioni private, che inizialmente fa pagare cifre modeste, si procura biografie dettagliate. Ma con l'andare del tempo richiede parcelle sempre maggiori, da pagare in contanti. Combinando ciò che ha saputo sulla persona con la terapia di gruppo appresa in carcere, Stanley spoglia i neofiti delle difese personali e li rende dipendenti, convincendoli di essere fortemente disturbati.

Nel corso degli ultimi dieci anni circa 15 persone hanno passato tutto il tempo libero con Stanley. Lo vedono diverse volte alla settimana per terapia individuale, prendono parte agli incontri di gruppo e si rivolgono a lui per le decisioni più importanti; per lui hanno abbandonato la famiglia. Il gruppo ha un discreto turnover, ma alcuni sono con lui fin dalla fondazione.

David aveva appreso la terapia di attacco e scontro simile a quella di Synanon durante un programma disintossicante fatto in carcere. Usando tecniche di grande scontro e metodi di controllo tranquilli, scorrevoli e aggressivi, per oltre dieci anni David ha controllato la vita di un gruppo che aveva in media 60 membri. Seguendo i suoi ordini, i "pazienti" limitavano l'amicizia verso gli altri componenti del gruppo, troncavano i rapporti con la famiglia di origine, passavano gran parte del loro tempo libero con David, e strutturavano la loro vita secondo i suoi dettami. Dirigeva maratone di confronto, dava assistenza individuale, controllava la vita medica, finanziaria e sociale dei suoi clienti, e li induceva a passare le vacanze con lui in una casa di periferia acquistata con i loro soldi, ma intestata a lui.

"Ray", che come Stanley e David non aveva credenziali professionali, circa 8 anni fa ha fondato un gruppo psicoterapico settario, e da allora mantiene unite circa 30 persone. Gran parte dei suoi seguaci sono psicologi e tirocinanti laureati in psicologia. Ray li attrae con annunci pubblicitari per seminari di potenziamento. La pubblicità sostiene che vi insegnerà come «fondere, trasformare e sposare le vostre esperienze». Sostiene di essere «totalmente libero, e se avete sufficiente desidero di libertà, l'universo è semplicemente lì, ai vostri piedi».

Ray vende seminari di base della durata di tre settimane che solitamente si tengono in eleganti centri di vacanza. Recluta selettivamente alcuni dei partecipanti, e li induce a trasferirsi a casa sua, alla periferia di una grande città dove, sostiene, verranno «trasformati, rilassati, impareranno come lasciarsi andare, fidarsi, come abbandonare le posizioni precedenti ». Possiede un "fondo fiduciario" a cui i seguaci sono pesantemente invitati a contribuire «solo in contanti, niente assegni o carte di credito».

Quando i neofiti si trasferiscono viene loro detto che «siete dei perdenti, dovete abbandonare la vita nelle sue mani perché lui è il Maestro Guida». Parecchi allievi provengono da altri stati e hanno spesso problemi nel veder riconosciute le loro licenze professionali nella nuova zona, così devono accettare impieghi umili per continuare a lavorare con Ray. Le persone con cui ho avuto colloqui mi hanno detto che sotto il fuoco di fila delle critiche psicologiche di Ray erano diventati depressi, demoralizzati, cronicamente ansiosi ed avevano perso l'autostima. Hanno raccontato che si rivolgevano a lui per avere suggerimenti su come comportarsi.

Una dottoressa di circa trent'anni aveva rinunciato alla carriera amministrativa in una clinica rispettabile per restare diversi anni nel gruppo. Ha commentato «Quando gli stavo vicino, in qualche modo perdevo il mio senso del sé, la mia conoscenza, tutte le mie capacità diagnostiche. Non sono riuscita a capire che un brillante psicopatico aveva preso il controllo totale su di me». Il gruppo continua a prosperare, ed ora Ray possiede due grandi strutture per ospitare i seguaci.

Questi esempi dimostrano chiaramente che i gruppi settari fanno uso di tecniche psicologiche. Inoltre, nonostante mi sia concentrata nello specifico su sette psicoterapeutiche, esse non sono le sole che utilizzano queste tecniche, che al contrario vengono usate in tutti i tipi di setta. Ancora una volta metto l'accento sul fatto che, nonostante il contesto del gruppo possa variare, le modalità fondamentali con cui si procurano i membri, le tecniche per scongelarli, cambiarli e ricongelarli affinché facciano ciò che il leader desidera, e i risultati ottenuti sono simili.

Come ho illustrato, alcune delle tecniche psicologiche più potenti e comuni usate dai leader di setta sono l'induzione alla trance, l'immaginazione guidata e la suggestione indiretta. Questi metodi utilizzano linguaggio, comportamento e ambientazione per abbassare il pensiero critico, riflessivo e valutativo. I leader di setta utilizzano inoltre evidenti inganni per disorientare i seguaci e creare un'aura di capacità sovrannaturali. Fanno poi ricorso al potere di revisione della storia personale, manipolazione emotiva, e pressione dei pari per produrre cambiamenti comportamentali ed attitudinali.

Nelle sette queste tecniche sono così comunemente usate che noi tutti dobbiamo cercarle quando sentiamo parlare di un gruppo e ci chiediamo se sia settario, ingannevole, manipolativo. Avere familiarità con le tecniche delle sette può essere poi utile quando parlate con un amico o un parente coinvolto in qualcosa di nuovo, e vi sembra eccessivamente affascinato, stregato o infatuato da un gruppo o una persona.

Inoltre, come abbiamo visto, non esiste un modo breve e semplice per spiegare come funziona la riforma del pensiero, o come "ci riescano" i leader di setta. Esistono innumerevoli modi in cui linguaggio, fascino personale e determinazione possono essere usati, combinati a numerosi trucchi e manovre psicologiche coercitive per acquisire un certo grado di controllo su praticamente chiunque in qualsiasi momento. E se qualcuno subisce il fascino o la dominazione di un leader di setta, questo libro potrà aiutare a rendersi conto di quanto lavoro e conoscenza saranno necessari per assistere quella persona a capire, e a liberarsi da quanto è accaduto.

 
 
Note dell'autrice:

1. J. Miller, "The Utilization of Hypnotic Techniques in Religious Conversion", Cultic Study Journal, 1986, 3(2), 243-250.

2. M.A. Kim, "Communication and the Psychology of Charisma", Unpublished doctoral dissertation, Department of Psychology, University of California, Berkeley, 1984.

3. H. Zeitlin, "Cult Induction: Hypnotic Communication Patterns in Contemporary Cults", in J. Zeig (ed.), Eriksonian Psychoterapy (New York: Brunner/Mazel, 1985).

4. Citazione da B.S. Rajneesh, I am the Gate (New York: HarperCollins, 1975, pagg. 45-46), di Zeitlin, "Cult Induction: Hypnotic Communication Patterns in Contemporary Cults".

5. E.D. Snyder, Hypnotic Poetry: A Study of Trance-Inducing Techniques in Certain Poems and in Its Literary Significance (Philadelphia: University of Pennsylvania, 1930).

6. E.D. Snyder e R.E. Shor, "Trance-Inductive Poetry: A Brief Communication", International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 1983,31(1), 1-7.

7. "L.A. Times Says Fire Photo Was Staged", San Francisco Chronicle, 2 febbraio 1994.

8. W. Olin, Escape from Utopia: My Ten Years in Synanon (Santa Cruz, Calif.: Unity Press, 1980), pag. 274; D. Gerstel, Paradise Incorporated: Synanon (Novato, Calif.: Presidio Press, 1982), pag.268; D. Mitchell, C. Mitchell e R. Ofshe, The Light on Synanon: How a Country Newspaper Exposed a Corporate Cult (New York: Seaview Books, 1982), pag. 201.

9. Hawley, Reawakening the Spirit in Work (San Francisco: Berrett-Koehler, 1993), pagg. 84-85, 94, 187-202.

10. M.L. Tobias e J Lalich, Captive Hearts Captive Minds: Freedom and Recovery from Cults and Abusive Relationships (Alameda, Calif.: Hunter House, 1994), pagg. 25-26.

11. H. Whitehead, Renunciation and Reformulation: A Study of Conversion in an American Sect (Ithaca, N.Y.: Cornell University Press, 1987), pag. 90.

12. Lifton, Thought Reform and the Psychology of Totalism.

13. R.B. Cialdini, Influence: The New Psichology of Modern Persuasion (New York, Quill, 1984).

14. M.T. Singer, M.K. Temerlin e M.D. Langone, "Psychoterapy Cults", Cultic Study Journal, 1990, 7(2), pagg. 101-125

15. L. Timnick, "Psychologists in 'Feeling Therapy' Lose Licences", Los Angeles Times, 30 settembre 1987, pagg. 1,4.

16. C.L. Mithers, Therapy Gone Mad: The True Story of Hundreds of Patients and a Generation Betrayed (Reading, Mass.: Addison-Wesley, 1994), pag. 377.

17. I casi legali rilevanti sono: State of California, Department of Consumer Affairs, Board of Behavioral Science Examiners, No. M-84, L-31542 contro Cirincione, Franklin, Gold, Gross, Swanson (1985); State of California, Department of Comsumer Affairs, Psychology Examining Commitee Division of Allied Health Professionals, Board of Medical Quality Assurance, No. L-30665, D-3103-3107 contro Corriere, Gold, Hart, Hopper and Karle (1985); State of California, Department of Consumer Affairs, No. D-3108, L-30664 contro Woldenberg (1985); State of California, Department of Consumer Affairs, Board of Vocational Nurse and Psychiatric Technocian Examiners, No. T-300, L-31451, contro K.S. Corriere (1985); State of California, Department of Consumer Affairs, Board of Medical Quality Assurance, Division of Allied Health Professionals, Psychology Examining Commitee, No. A-392, L-33445 contro Binder (1985); Superior Court of the State of California for the County of Los Angeles, Jean Rains et al contro Center Foundation, etc., et al, Caso No. C 372 843, raggruppato con C 373 272, C 389 178, C 388 681, C 379 789, C 388 882, C 384 972, C 388512, C 388 362, C 388 683, C 388 334 (1981, 1983).

 

Note di Martini

i. Per approfondimenti si veda: Erickson, l'uomo e la sua opera.

ii. Per approfondimenti si veda:Le armi della persuasione, Robert B. Cialdini, Saggi Giunti, Lit. 22.000.

iii. Per approfondimenti si veda: Psicoterapie "folli": conoscerle e difendersi, Margaret T. Singer e Janja Lalich, Edizioni Erikson, Lit. 34.000.

 
 
 
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