Di Margaret Thaler Singer, con la collaborazione di Janja Lalich
Pubblicato nel 1995 da Jossey-Bass Publishers, ISBN 0-7879-0266-7, prefazione di Robert Jay Lifton. Una lettura fondamentale per comprendere il fenomeno settario.
Traduzione a cura di Martini
- Iperventilazione
- Movimenti ripetitivi
- Cambiamento del regime dietetico, di riposo e stress
- Manipolazioni del corpo
- Ansia da rilassamento
- Vittime della meditazione
- La meditazione fa bene?
In genere le sette o i gruppi che usano processi di riforma del pensiero non hanno in vendita un prodotto visibile come un computer, un libro o un'automobile. Hanno un prodotto invisibile. Pertanto chi offre trasformazione e illuminazione psicologica, politica o spirituale si è reso conto sia di dover dimostrare di possedere una speciale conoscenza di qualche tipo che verrà trasmessa al seguace che parteciperà al gruppo, sia del bisogno di usare tecniche di persuasione specifiche che convinceranno il seguace a rimanere.
Sappiamo che si può essere indotti ad acquistare praticamente di tutto, dal ponte di Brooklyn agli unguenti che arrestano l'invecchiamento. C'è anche chi è disposto a spendere centinaia di dollari per sedere in una sala e assistere alle arringhe di trainers New Age che promettono “svolte” e “trasformazioni”. Ma, per il venditore, è utile scoprire modi per dimostrare e convincere voi, i compratori, che sta accadendo qualcosa di cui lui è la causa, e che quel qualcosa potrà cambiarvi. Oltre ad acquistare praticamente di tutto, si può essere chiaramente indotti a credere praticamente a tutto. Se il leader della setta non vi può fornire una “prova”, allora vi può manipolare affinché ci crediate. Usando una grande varietà di abili manipolazioni e inganni vi convincerà di avere la soluzione definitiva.
Generalmente i leaders di setta combinano due diversi metodi di persuasione:
- Induzione di reazioni fisiologiche prevedibili, assoggettando i seguaci ad esercizi ed esperienze programmate, per poi interpretare quelle reazioni in modo favorevole ai loro interessi;
- Provocazione di certe reazioni comportamentali ed emotive assoggettando i seguaci a pressioni e manipolazioni psicologiche, per poi sfruttare quelle reazioni per indurre ulteriore dipendenza dalla setta.
Questo capitolo si concentrerà sulle tecniche di persuasione fisiologica, e il prossimo sulle tecniche psicologiche. Tuttavia, sebbene discuta ogni tipo di persuasione in modo separato, nessuna setta o gruppo settario fa uso di una soltanto di esse. Il potere dei processi di riforma del pensiero nei gruppi settari odierni si basa precisamente sull'uso combinato di diverse tecniche sofisticate per reclutare, convertire, controllare e trattenere i membri.
Marketing di massa di esercizi empirici
Anche se gli Stati Uniti sono sempre stati considerati un melting pot di nazionalità diverse, fino alla metà degli anni '60 una grossa parte di chi arrivava in questo paese era di origini non asiatiche e giudeo-cristiane. Né l'ebraismo né il cristianesimo, come conosciuti nel mondo occidentale, fanno uso dei tipi di esperienze empiriche che permeano le religioni orientali, esercizi come la meditazione mantra, ruotare su se stessi ed altri rituali, o procedure che da un punto di vista occidentale sono esotiche. Molti gruppi della prima ondata giunta negli Stati Uniti negli anni '60, tuttavia, si basavano su rituali empirici orientali. Ben presto non solo le sette di tipo orientale, ma molte altri gruppi settari che utilizzano tecniche di riforma del pensiero iniziarono ad incorporare questi o altri esercizi empirici per manipolare e controllare i devoti.
La letteratura dell'estremo oriente insegna che i maestri delle religioni orientali praticano una continua supervisione sui singoli allievi, mostrando particolare attenzione agli effetti deleteri degli esercizi prescritti, calibrandoli su base individuale per scongiurare il danno che lo studente potrebbe subire. Questa supervisione manca nelle applicazioni dei giorni nostri. Molti hanno preso questi antichi esercizi empirici applicandoli in un contesto di gruppo, non necessariamente a beneficio dei seguaci ma per convincerli e controllarli. Non solo questi esercizi sono stati adottati da gruppi settari di tutti i tipi, ma alcune tra le sette e organizzazioni maggiori che fanno uso di processi di riforma del pensiero hanno iniziato un marketing di massa di tecniche empiriche a detrimento dell'acquirente e del consumatore.
I corsi iniziano con procedimenti di un certo fascino, apparentemente innocui e a basso prezzo che vengono fortemente promossi dai membri che agiscono per conto dei leaders. Questi programmi introduttivi sono seguiti dall'offerta di corsi sempre più intensi, lunghi e costosi. Molti gruppi li definiscono corsi intensivi e li propagandano come mezzo per aiutare il neofita a raggiungere più velocemente la perfezione. Merci come scarpe da tennis, cereali per la colazione, radio e computer vengono pubblicizzate partendo dal presupposto che se qualcosa non vi soddisfa potrete renderle chiedendone la sostituzione, e la relazione venditore-acquirente si basa su contratti, garanzie e leggi a protezione del consumatore. Ma nel campo della mente e della manipolazione emotiva non esistono leggi a protezione del consumatore. In realtà chi fa un uso cattivo o abusa di questi esercizi empirici spesso non informa gli acquirenti o i seguaci del fatto che non tutti ne traggono beneficio e non tutti si sentono a proprio agio, e del fatto che questi esercizi tendono a produrre sia effetti mentali che fisiologici. Il danno potenziale è pertanto doppio. Innanzitutto il venditore, prima di iniziare ad applicare ciò che commercia, non ottiene il consenso informato dell'acquirente. In secondo luogo i consumatori non vengono informati che alcuni di questi esercizi possono causare effetti collaterali negativi, reazioni o condizioni fisiche spiacevoli e che, per un certo periodo di tempo, possono peggiorare la vita. Difatti la maggioranza non ha un'idea completa e chiara di ciò che accadrà durante l'affiliazione al gruppo manipolativo.
Negli anni '80 il marketing di massa di esercizi empirici era invadente, e rimane importante negli anni '90; la pubblicità negativa e le strazianti esperienze di alcuni tra coloro che hanno preso parte a qualche programma sembrano non aver scoraggiato i venditori. Nonostante alcuni gruppi siano scomparsi o usciti dal mercato, altri hanno semplicemente cambiato nome o riformulato il loro approccio, e proseguono anche oggigiorno.
Tecniche che producono reazioni fisiologiche prevedibili
Di seguito illustrerò alcuni dei metodi fisiologici più frequenti per produrre svariate sensazioni mentali o fisiche, che vengono poi presentati ai membri come attività del gruppo. Le reazioni a queste attività vengono reinterpretate in modo da soddisfare i leaders o i trainers in modo da convincere sia il neofita che il devoto che i procedimenti fanno bene. Il processo di reinterpretazione positiva, a volte chiamata dimostrazione a mezzo di riformulazione, è una tecnica di persuasione comunemente usata dalle sette.
Iperventilazione è un termine generico per definire gli effetti causati dall'eccesso di respirazione e dal sospiro ripetuto. Questa condizione fisica viene facilmente indotta facendo continuamente urlare o scandire ad alta voce. Ad esempio si può produrre l'effetto facendo in modo che le persone estendano ripetutamente il pugno chiuso verso l'esterno urlando contemporaneamente, con profonde espirazioni, «Viva il nostro leader! Viva il nostro leader! Viva il nostro leader!». L'eccesso di respirazione può essere prodotto anche con intense e profonde espulsioni di aria durante salmodiamenti rituali più tranquilli e privati.
Un ex seguace di Rajneesh mi ha mostrato che cosa si intendeva per meditazione Hoo, esercizio frequente in quel gruppo. In piedi a gambe divaricate, braccia sulla testa, si eseguono rapidi inchini a braccia tese, emettendo l'aria quanto più bruscamente e velocemente possibile mentre si formula il suono “hoo” sull'espirazione, ad ogni inchino. Mi ha detto che questo esercizio veniva fatto finché la maggioranza dei membri non crollava a terra.
Ho chiesto a numerosi medici di darmi una breve spiegazione dell'iperventilazione, o eccesso di respirazione, in modo da poter aiutare gli ex membri a comprenderne l'effetto [1]. Mi hanno spiegato che l'eccesso di respirazione continuato, facendo passare grossi volumi d'aria dentro e fuori i polmoni, produce una caduta del livello di biossido di carbonio nel sistema circolatorio, che a sua volta produce un aumento dell'alcalinità del sangue che viene definita alcalosi respiratoria. Un livello leggero di alcalosi respiratoria produce vertigine e senso di stordimento, una sensazione come di testa leggera; ci si sente “brilli”, e si sperimenta perdita di pensiero e giudizio critico. Un eccesso di respirazione più prolungato o vigoroso produce intorpidimento e formicolio alle dita di mani e piedi e alle labbra, sudorazione, batticuore, tintinnii alle orecchie, tremolio e sensazioni di paura, panico e irrealtà. Eccesso respiratorio ancora più vigoroso e prolungato può causare crampi muscolari compresa la rigidità ad artiglio di mani e piedi, crampi al corpo e forti dolori e tensioni toraciche. Possono svilupparsi aritmie cardiache e tendenze convulsive. L'alcalosi respiratoria può anche causare svenimenti. Le persone spesso cadono al suolo e perdono brevemente conoscenza. Durante il periodo di incoscienza la respirazione si fa scarsa per compensare i precedenti eccessi e per ripristinare il normale equilibrio chimico del sangue. Ci si risveglia deboli, esausti e consapevoli di aver vissuto un'esperienza drammatica e sconvolgente.
Sette, ciarlatani e manipolatori conoscono perfettamente gli esiti prevedibili dell'iperventilazione – capogiri, sensazioni di perdita del controllo, possibile perdita di conoscenza, rumori nelle orecchie e tensioni nelle dita delle mani e dei piedi. Similmente hanno riconosciuto l'impatto dell'immediata ridefinizione dell'esperienza. Riformulando coscientemente gli effetti, pertanto confondendo la reazione viscerale individuale che sia accaduto qualcosa di spiacevole, i leader trasformano un'esperienza che causa spavento in presunta esperienza positiva, ad esempio raccontando ai neofiti di «aver raggiunto la beatitudine … di aver ricevuto lo spirito … sul cammino». In privato i leaders di alcuni gruppi usano termini come far diventare aragoste o tonni le contrazioni a chela delle mani, o il crollare a terra prodotti dalle pratiche di iperventilazione.
Ho osservato diversi gruppi che facevano sedere i membri sul pavimento, con le luci molto basse, e urlavano ripetutamente frasi come «paura, paura, paura» oppure «Satana vattene». Dopo qualche minuto, quando il leader riteneva di aver raggiunto un soddisfacente livello di intontimento, accendeva le luci e ridefiniva la condizione fisica: «Vedete, come vi avevo detto state per essere trasformati». Sebbene molti nella sala sembrassero persone istruite, nessuno diceva di aver riconosciuto gli effetti dell'iperventilazione, effetti di cui quasi tutti abbiamo sentito parlare nelle lezioni di scienze alla scuola superiore o al college. Pressione dei pari e limitazioni sociali facevano in modo che nessuno chiedesse «Siete sicuri che in realtà non si tratti dell'effetto dell'iperventilazione invece che estasi o illuminazione celeste?».
Ex membri mi hanno descritto le sensazioni provate dopo prolungati periodi di slogan salmodiati. Si sentivano distanti e storditi, alcuni provavano esaltazione. Si rendevano conto che era successo qualcosa e gli veniva detto che questa sensazione era correlata al fatto che stavano diventando membri più dedicati, e che stavano provando quanto si supponeva dovessero provare. Avevano ben presto realizzato che non dovevano lamentarsi di queste sensazioni strane, ma che dovevano considerarle come un progresso. All'epoca non avevano collegato lo stato fisico e gli esercizi fisiologici implicati nello scandire slogan.
In alcuni gruppi settari i membri più vecchi fanno dimostrazioni di tecniche di salmodiamento spingendo i neofiti a recitare le frasi assieme a loro. I principianti apprendono ben presto a imitare tono, modello e ritmo degli altri. Recitato ad alta voce per lunghi periodi di tempo, a volte accompagnandolo con oscillazioni del corpo, anche questo esercizio produce la sindrome da iperventilazione che viene successivamente ridefinita come progresso, vicinanza a Dio o nuovo livello di illuminazione.
Una setta psicoterapica che fa uso di svariate tecniche respiratorie, spiega a chi prova sensazioni strane: «Stai iniziando a provare sentimenti. Prima di ora non hai mai provato sentimenti. Fino ad ora sei rimasto chiuso in te stesso, adesso senti questa nascita dei sentimenti». Al termine di ogni lunga sessione di slogan scanditi e di eccesso di respirazione, la leader di una setta politica diceva ai suoi seguaci: «state sperimentando il fuoco della rivoluzione, prima dentro di voi, poi tra noi, poi nel mondo. State crescendo col movimento».
Movimenti oscillatori costanti, battere le mani mentre si scandiscono slogan e quasi ogni movimento ripetitivo contribuisce ad alterare lo stato generale di coscienza. Spesso i movimenti ripetitivi vengono combinati a forme di canto per armonizzare gli effetti di iperventilazione e stordimento. Lo stordimento può essere ottenuto dal semplice girare su se stessi, da dondolii ripetuti, ballo (lo stato di trance si ottiene spesso inginocchiandosi e dondolandosi avanti e indietro o di lato, con musica ripetitiva di tamburi in sottofondo). Ancora una volta gli effetti di questi movimenti vengono reinterpretati dai leader del gruppo come estasi o nuovi livelli di coscienza.
Ho osservato numerose esecuzioni di gruppi settari e notato molti effetti fisiologici e relative reinterpretazioni. Nel Capitolo Quattro ho descritto gli Spinners o Church of the Unlimited Devotion. I membri ruotavano su se stessi (alla maniera dei Sufi) al suono di musica rock. Un altro gruppo che offre sviluppo psicologico ha preso aspetti di danze tradizionali da trance delle tribù del deserto nord africano, li ha applicati alle lezioni che tiene in classe e ha ridefinito le conseguenti sensazioni di vertigine e di testa leggera come «uscire dalla testa e penetrare nel cuore».
Una setta che offre la formula “vivi in eterno” usa la danza di rotazione per dimostrare la gioia riscoperta che nessuno ha bisogno di morire. Il gruppo commenta la vertigine derivante dalla rotazione come «State venendo nel nostro mondo. Eccoci qui, ruotate, ruotate verso di noi … nel vostro nuovo sé».
Anche cambiamenti dietetici repentini, radicali o prolungati, perdita del sonno prolungata e aumento generale dello stress possono essere accompagnati da reazioni fisiologiche prevedibili.
Disturbi gastrointestinali ed altri effetti collegati alla dieta. Molti gruppi incoraggiano e/o istituiscono il vegetarianesimo come parte della condotta dei membri. In alcuni casi i requisiti dietetici possono essere richiesti solo in stadi successivi dell'affiliazione, o all'interno di un circolo di persone selezionate. Altri gruppi istituiscono diete povere semplicemente per risparmiare e modificare il comportamento.
Il vegetarianesimo può essere salutare quando i soggetti studiano e selezionano adeguate combinazioni alimentari. Al contrario, numerose sette mettono improvvisamente i loro membri su diete vegetariane squilibrate e povere di proteine. Iniziare improvvisamente a mangiare solo ortaggi e frutta senza assicurarsi adeguato apporto proteico e di aminoacidi provoca strane sensazioni al tratto digestivo inferiore. In alcune sette queste sensazioni vengono interpretate come «combattere con Satana» e i leader raccontano ai neofiti che agitazione e dolore intestinale sono prova della loro fondamentale corruzione, e necessitano di apprendere le modalità per combattere Satana adottate dal gruppo.
Alcuni gruppi neo-indù riformulano gli sconvolgimenti digestivi come eliminazione del karma delle vite precedenti. Numerosi ex seguaci che hanno vissuto all'estero in comunità settarie mi hanno raccontato che non solo erano diventati vegetariani, ma erano stati condizionati a provare repulsione all'odore di carne o pesce cucinati. Questo atteggiamento, successivamente radicato, si dimostra un problema per chi lascia il gruppo e si ritrova a vivere in casa, andare al ristorante o partecipare a picnic in cui si cucina e mangia carne.
Chi è impegnato nel business della manipolazione umana sa che, dopo un certo tempo, il corpo si adatta e i disturbi intestinali dovuti ad un improvviso cambiamento di dieta diminuiscono. Quando ciò avviene i leaders ne attribuiscono il significato al fatto che il neofita si sta adeguatamente sottomettendo o sta raggiungendo un maggior livello di consapevolezza. I neofiti ben presto realizzano che lamentarsi ad alta voce equivale ad ammettere la propria “corruzione”, e il senso di colpa che ne deriva li induce a tacere e cercare nella dirigenza il modo per dissipare la colpa. Ex membri che hanno operato in posizioni dirigenziali mi hanno raccontato di aver sperimentato quelle reazioni fisiche in prima persona, e di aver ricevuto quelle reinterpretazioni; una volta raggiunte posizioni dirigenziali e responsabilità di formazione avevano ricevuto l'ordine di cercare nei principianti, addirittura suggerire, la possibile apparizione di questi sintomi prevedibili e dare le medesime spiegazioni ricevute a loro tempo.
Nelle proteine complete ci sono venti aminoacidi: dodici vengono definiti come non essenziali perché il corpo umano può produrli, ma otto sono aminoacidi essenziali e devono essere assunti tramite carne, pollame, prodotti caseari, legumi e noci. Le diete vegetariane squilibrate, perciò, non solo non forniscono le proteine necessarie, ma possono anche causare una deficienza di vitamina B12 – vitamina necessaria alla produzione di globuli rossi.
Il libro di cucina di una setta, in commercio da oltre vent'anni, spiega le ricette approvate dal gruppo. Alcuni piatti per le festività sembrano allettanti. Tuttavia ex membri raccontano che se non piacciono i legumi secchi l'apporto giornaliero di aminoacidi può essere assente.
Molti gruppi hanno anche scoperto il ronzìo da zucchero, caricano cioè il soggetto di grandi quantità di zucchero, una tecnica che contribuisce a vincere le sensazioni negative e rende temporaneamente energici. Una ex membro mi ha detto che, nel suo particolare tempio, era stata incaricata di acquistare settimanalmente un chilo di zucchero per membro, che veniva poi mescolato a svariati frullati, pappine e dessert. Nel corso delle lunghe sessioni di una setta politica i leaders davano spesso 25 o 50 dollari perché qualcuno uscisse ad acquistare grandi quantità di caramelle in modo che i membri riuscissero ad andare avanti.
Variazioni ormonali. Stress, dieta povera e riposo inadeguato possono risultare in variazioni ormonali che fanno scomparire il mestruo e diminuire o cessare del tutto la crescita della barba. I manipolatori danno deliberatamente attribuzioni erronee a queste condizioni, citandole come prova che le donne sono incinta di Dio e gli uomini sono diventati bambini del leader, di avatar o del guru.
Ho intervistato numerosi ragazzi sotto i trent'anni che, dopo aver lasciato i gruppi di appartenenza, erano sbarbati come pre adolescenti, e si chiedevano se la barba avrebbe ricominciato a crescere. Dopo un periodo di riposo, dieta equilibrata e diminuzione dello stress tutti loro sono sembrati tornare normali. Molte donne erano felici e sorprese per la ricomparsa delle mestruazioni dopo l'uscita dal gruppo. Durante l'affiliazione queste persone erano state sottoposte a routine di lavoro estenuanti, dormendo per mesi soltanto 3-5 ore per notte, con giornate occasionali di completo collasso in cui non riuscivano a svegliarsi e per cui venivano redarguiti trattandosi, secondo la dirigenza, di segnali che si trovavano in «condizioni inferiori», che erano pigri o corrotti.
I membri dei gruppi con squadre mobili di raccolta fondi, oppure di sette nomadi come i Garbage Eaters [mangiatori di rifiuti], soffrono di stress e problemi particolari dovuti ai continui spostamenti e al vivere di rifiuti raccattati nei bidoni di ristoranti e supermercati, o perché si cibano unicamente delle diete scarsamente equilibrate dei fast food. Tra chi ha vissuto privazioni particolari troviamo i membri che faticavano nei campi o lavoravano in fabbriche di proprietà e gestite da una setta; membri che, a causa di presunti misfatti, erano stati incarcerati per lunghi periodi in situazioni simili a prigioni da un gruppo che, è stato riferito, ha strutture detentive; membri di una setta politica che venivano guardati a vista e confinati agli arresti domiciliari, fatti sedere nella medesima posizione per giorni interi e interrogati per «crimini contro il partito». Questi e altri ex membri hanno riportato esaurimento estremo causato da lavoro eccessivo, mancanza di sonno, cibo scarso e stress eccessivo anche per gli standards del loro gruppo. Anch'essi hanno sperimentato modificazioni fisiche e malattie.
Purghe, clisteri e sudorazione. In numerosi gruppi settari vengono usati rituali di purificazione simbolica che implicano purghe, lavaggi del colon o sudorazione, ma che in realtà hanno la funzione velata di mantenere i membri debilitati, docili e dipendenti dal gruppo per quanto riguarda benessere e cura. Ex membri hanno raccontato di aver preso parte a programmi di “pulizia del colon” tenuti dal gruppo a cui appartenevano, e che consisteva in un regime di lassativi, disintossicanti, pastiglie di vitamine, acqua e succhi di frutta combinati con clisteri. Medici a cui ho illustrato questo regime hanno commentato che questo tipo di attività può indebolire i membri già malnutriti e debilitati.
Il leader di un gruppo settario ha introdotto una procedura per «pulire e purificare il sistema interno» e produrre «risultati brillanti». Promosso come programma «per chiunque», consiste in una combinazione di corsa e sudorazione per cinque ore al giorno per due settimane, oltre ad un regime quotidiano di olii e vitamine che comprendono da due cucchiai a mezza tazza di olio e dosaggi abbastanza pesanti di alcune vitamine – ad esempio la niacina «aumentata gradatamente fino a 5.000 mg al giorno». Dosi massicce, in particolare di niacina, possono causare reazioni estreme e sgradevoli. Studi recenti hanno mostrato che forti dosaggi di niacina possono causare effetti collaterali come vampate al volto, eritema, prurito, stanchezza e deturpazione della pelle simile alle verruche, oltre che tossicità epatica [2]. Chi si sottopone a questa procedura viene istruito a correre indossando «una tuta di vinile o gommata» e, dopo aver fatto aumentare la circolazione sanguigna con la corsa, a passare qualche ora in sauna. «La sauna deve avere una temperatura compresa tra i 60°C e gli 85°C». Gli addetti alla manutenzione di un club sportivo mi hanno detto invece che la temperatura media per la sauna è tra i 45°C e i 50°C.
Ognuna di queste procedure può produrre reazioni fisiche visibili che vengono poi riformulate e reinterpretate secondo i desideri del leader e la filosofia del gruppo. La riformulazione è intesa a dimostrare che l'effetto visibile non è da imputare ad una reazione fisiologica prevedibile, ma come prova delle affermazioni del leader.
Manipolazioni del corpo eseguite da una o più persone possono produrre effetti fisiologici insoliti. Leader di setta e gruppi a riforma del pensiero impiegano diversi tipi di manipolazione e ne reinterpretano gli effetti in modo da suggestionare il seguace.
Pressioni sui bulbi oculari. Ex membri hanno raccontato che nel gruppo Divine Light il guru passava tra i seguaci, nella semioscurità, ed elargiva la “luce divina” premendo sugli occhi finché la pressione sul nervo ottico non iniziava a provocare lampi di luce. Il fatto veniva riformulato come Luce Divina.
Pressioni sulle orecchie. Nel medesimo gruppo i membri venivano istruiti a tapparsi le orecchie con le dita spingendo finché non sentivano un ronzio, che veniva interpretato come ascoltare l'Armonia Divina.
Manipolazioni dolorose. Alcuni ex membri di una setta a fondamento psicologico hanno descritto numerose pratiche istituite dal leader che si presumeva equilibrassero il sé interiore ed esteriore, ma che erano, in realtà, manipolazioni fisiche dolorose usate per punire i membri e riportarli in linea con i progetti della dirigenza. Queste manipolazioni venivano chiamate bodywork e servivano a provocare dolore e “consapevolezza”. Il motto era «nessun dolore, nessun guadagno». Uno dei membri veniva fatto stendere su un tavolo e l'esecutore dell'esercizio premeva il pollice su zone del corpo sensibili, come diaframma, perineo o palato. Se queste pressioni non provocavano sufficiente dolore allora l'esecutore usava il gomito su parti importanti del corpo. Se poi per provocare dolore aveva bisogno di fare leva, si metteva cavalcioni della persona sdraiata sul tavolo. Un ex membro ha descritto il modo in cui questo tipo di somministrazione del dolore può provocare modificazioni comportamentali:
Quando arrivai nel gruppo avevo capelli e barba lunghi. Ben presto venni mandato al bodywork. L'uomo che lo eseguiva iniziò a premermi sull'anca con il gomito. Io mi arricciai dal dolore mi arricciavo e lui disse che stavo tornando allo stato fetale, che stavo tornando nel grembo materno. Poi mi diede la consapevolezza che avevo paura di uscire dal grembo materno. Il dolore proveniva da mia madre. Mia madre era infelice perché avevo barba e capelli lunghi. La consapevolezza perciò era: non stai rispettando tua madre, e stai reagendo contro di lei. E io, sdraiato su quel tavolo, dissi a mia madre che mi sarei tagliato i capelli, e quando lui cessò la pressione il dolore scomparve.In questa tecnica il dolore viene inflitto da una persona che si pensa riesca a discernere ciò che sta effettivamente causando dolore – in questo caso non il gomito che preme sull'anca, ma il bisogno dell'altro di tagliarsi i capelli per smettere di reagire contro la madre. I seguaci di questo gruppo sono diventati molto attenti ad obbedire ai dettami del leader per evitare queste dolorose sessioni di consapevolezza bodywork.
Da tempo la letteratura professionale ha riconosciuto che non tutti reagiscono bene alle tecniche di rilassamento ad occhi chiusi o alla meditazione mantra, in cui chi medita ripete una formula. Alcuni trovano queste procedure rilassanti e bene accette, ma un considerevole numero di persone sperimenta difficoltà e disagio. Anche la letteratura antica sulla meditazione mantra mette in guardia sul fatto che il maestro deve controllare ed aiutare gli allievi che potrebbero incontrare difficoltà, e chi insegna meditazione mantra o altre tecniche di rilassamento ad occhi chiusi ha appreso dall'esperienza che molti, tra chi medita, provano reazioni spiacevoli. Invece di provare rilassatezza alcuni sentono crescere la tensione, hanno accessi di sudorazione, batticuore oppure provano sensazioni negative di consapevolezza di parti del corpo.
In anni recenti è diventato di moda parlare dello stress della vita e di come ridurlo. Molti gruppi settari diversi hanno offerto la meditazione come panacea per lo stress, ed hanno fatto un gran calderone di tutte le reazioni fisiche tipiche riscontrate in chi chiude gli occhi e cerca di meditare a mente vuota. I gruppi settari chiamano queste sensazioni “stress che se ne va”, rimodellando ogni forma di disagio provata come reazione necessaria e positiva. Questa strategia permette al leader di incoraggiare il proseguo della meditazione, incolpando il singolo di avere molto stress interiore, di non eseguire il procedimento in modo corretto o di farlo troppo raramente.
Solo negli ultimi anni queste reazioni sgradevoli sono state studiate come fenomeno, e i ricercatori le hanno definite ansia da rilassamento (RIA) [3]. I veri maestri di meditazione, psicologi e psichiatri autorizzati che la utilizzano come tecnica terapeutica, maestri di meditazione non settari che la insegnano come tecnica di rilassamento spiegheranno le reazioni sgradevoli provate per vedere se la conoscenza aiuta ad alleviarle, oppure abbandoneranno i procedimenti che provocano queste reazioni sostituendoli con altri meglio tollerati.
I sintomi di RIA ricadono in tre gruppi diversi [4]. Il primo comprende varie sensazioni di disagio. Chi medita prova sensazioni di leggerezza e galleggiamento, oppure di pesantezza e affondamento. Il corpo sembra cambiare forma o orientamento. Alcuni provano caldo o freddo, altri riferiscono di stanchezza e intontimento, altri ancora sperimentano sensazioni visive, uditive, olfattive, di gusto. Gli scienziati ritengono che alcuni di questi sintomi riflettano il predominio, durante il rilassamento, del sistema nervoso parasimpatico, e derivino dalla dilatazione del sistema circolatorio e dalla sensazione di caldo e pesantezza che ne consegue.
Il secondo gruppo di reazioni contiene attività psicologico-comportamentale che può essere sia motoria, vale a dire che ha origine nei muscoli – ad esempio scatti, tic, spasmi, irrequietezza – oppure avere origine da scariche di attività del sistema nervoso simpatico – ad esempio batticuore o sudorazione alle mani.
Il terzo gruppo comprende immagini mentali inaspettate e inquietanti e stati emotivi che sembrano primitivi (come per esempio possono essere anche i contenuti dei sogni), e che si intromettono nel presunto stato di rilassamento. Tristezza, rabbia, gioia o sensazioni sessuali esplodono nella consapevolezza meditativa causando disagio.
Queste reazioni fisiche prevedibili sono indubbiamente ciò che accade quando chi medita lamenta effetti strani e sconcertanti. Ho avuto colloqui con numerosi ex membri di sette di meditazione che si occupavano della supervisione della meditazione dei principianti. Quando questi lamentavano sensazioni di disagio, i supervisori avevano l'ordine di rassicurarli che si stavano “liberando dallo stress” e che il rimedio consisteva nel meditare più a lungo e più spesso. Molti di questi supervisori soffrivano, essi stessi, delle stesse sensazioni.
Queste cinque maggiori categorie di attività – iperventilazione, movimenti ripetitivi, cambiamenti di dieta, sonno e livelli di stress, manipolazioni fisiche e ansia da rilassamento – sono esperienze note per produrre certi effetti fisiologici e psicologici. Un manipolatore mentale esperto può interpretare a suo beneficio le prevedibili reazioni umane. Può affermare che in realtà sono stati i suoi metodi a produrre quegli effetti, e li può definire (o riformulare) per adattarli alla filosofia che sta promuovendo. Nel processo di riformulazione può incolpare il singolo che osa lamentarsi quando gli stati indotti gli provocano fastidi.
Proseguendo in questo capitolo illustrerò l'uso di alcune di queste tecniche e delle loro riformulazioni in diversi gruppi di meditazione, e descriverò chi, nel meditare, ha sofferto di gravi effetti collaterali.
Non sempre la meditazione fa per voi
Esistono molti tipi di meditazione promossi da svariati individui, gruppi e sette. Su una copia recente di un quotidiano in libera distribuzione in California ho contato le pubblicità di almeno quaranta gruppi e corsi diversi di meditazione, parte dei quali erano gruppi settari riconoscibili.
Come molti gruppi settari, anche le sette di meditazione presentano vari gradi di appartenenza e dedizione di cui i membri vengono a conoscenza solo con il passare del tempo. Chi prova solamente il corso iniziale può avere poca o nessuna conoscenza di ciò che un'affiliazione a lungo termine può comportare. Non sa che verrà avvicinato per l'acquisto di corsi su come levitare e volare, fare auto proiezioni astrali, forse addirittura divenire monaci con voto di celibato. Non viene neppure informato del fatto che numerose persone hanno avuto pessimi risultati applicando comportamenti ed esercizi promossi dal gruppo. Similmente non gli viene detto che il gruppo è un movimento religioso. Ad un ex devoto di un grosso gruppo, all'inizio era stato detto che ciò che veniva insegnata era una semplice e facile tecnica per liberarsi dallo stress, senza alcuna implicazione religiosa [5]. Ma, racconta l'ex membro «Quando finii l'addestramento, nove anni e mezzo dopo, ero stato trasformato in un seguace dell'induismo».
Verso la metà degli anni '70 pare che oltre un milione di persone negli Stati Uniti avesse acquistato uno dei più noti corsi introduttivi offerti da un gruppo [6]. Da allora, circa un altro milione negli USA e 3 o 4 milioni in tutto il mondo pare abbiano fatto il medesimo corso. Si potrebbe scrivere un intero libro sulla moltitudine di corsi che chi medita può essere spinto ad acquistare, compresi seminari oltreoceano e corsi in università e istituti di tutto il paese [7]. Ci si aspetta che chi acquista i corsi avanzati mediti per periodi più lunghi dei neofiti. I giorni saranno scanditi da lunghe ore di meditazione combinate a prolungata iperventilazione, seguite dalla visione di ripetitive e soporifere videocassette, solitamente di conferenze tenute dal guru o dallo swami, mentre chi medita viene isolato dai contatti esterni e da esperienze personali diverse. In alcuni gruppi i corsi possono arrivare a costare 3 o 4.000 dollari l'uno. Alcuni ex membri di un gruppo hanno raccontato di aver lavorato gratis per l'organizzazione, un anno a tempo pieno, per avere in cambio il “corso per volare”.
Chi acquista un corso iniziale solitamente non ha idea di che cosa potrebbe poi comportargli nella vita in termini di costi economici e tempo da dedicare, e neppure alcun sentore dei cambiamenti che potrebbero avvenire nei rapporti con famiglia e amici nel caso continui il programma. Non conosce in anticipo l'impatto che esso avrà sui suoi pensieri ed emozioni – non del tutto almeno.
Molti aderenti a gruppi settari di meditazione vengono spinti a trasferirsi nel gruppo. In uno di essi, abbastanza grande, viene detto che se un numero abbastanza grande di persone si riunisce, la loro meditazione potrà influenzare le condizioni atmosferiche o ridurre la criminalità. In altri viene detto di tenersi alla larga dai non meditatori, perché il loro livello di consapevolezza inferiore potrebbe offuscare la consapevolezza superiore acquisita. Gli esterni vengono considerati esseri inferiori la cui presenza può minacciare la condizione di chi medita, quindi si viene incoraggiati a separarsi dalla famiglia e dagli amici che non meditano.
Verso la metà degli anni '70 iniziarono ad apparire sulle riviste psichiatriche relazioni cliniche sugli esiti negativi risultati da programmi di meditazione mantra. I clinici riferivano che alcune persone che meditavano si ritrovavano in stati alterati auto-indotti in cui si sentivano irreali, o trovavano irreale ciò che li circondava. Alcuni dovettero smettere di lavorare perché incapaci di controllare questi episodi. Altri rapporti clinici indicavano che l'uso indiscriminato della meditazione mantra poteva precipitare problemi psichiatrici più seri che spaziavano dalla depressione e agitazione, fino a decompensazione psicotica [8].
Nel corso degli anni è stata fatta molta ricerca sulle pratiche meditative. In una serie di studi Leon Oris, psicologo allo Stanford Research Institute, sottolineò che, nonostante i presunti benefici per tutti pubblicizzati da una organizzazione di meditazione, la sua ricerca dimostrava il contrario. Nonostante si possa pensare che effetti avversi vengano riscontrati più da chi rinuncia che da chi medita da lungo tempo, secondo Otis è vero il contrario [9]. Infatti numero e severità delle lagnanze sono decisamente correlate alla durata della meditazione. Parimenti non supportata dalla ricerca è la nozione che le iniziali sensazioni di disagio siano transitorie. Chi meditava aveva riferito di effetti avversi continuati: erano divenuti «ansiosi, confusi, frustrati, depressi e/o introvertiti (o più introvertiti) da quando avevano iniziato [a meditare]». Queste conclusioni sono coerenti con quelle di numerosi altri studi [10].
Un altro ricercatore, il professore canadese di psicologia Michael Persinger, ritiene che su alcuni individui le tecniche di meditazione causino sintomi come parziale epilessia composita tipo anomalie visive, sentire voci, provare vibrazioni, sperimentare comportamenti automatici [11]. Un altro aspetto, esplorato dai ricercatori Michael Murphy e Steven Donovan, è che i praticanti avanzati divengono molto più suggestionabili, vale a dire che lo stato fisico e mentale è facilmente influenzabile dal processo di suggestione [12]. Non è stato determinato se divengano più suggestionabili a causa delle pratiche meditative o se fossero fortemente suggestionabili in partenza, stato che potrebbe essere rafforzato dalla continuazione della pratica. In tutti i casi questa suggestionabilità li espone al rischio di perdere l'autonomia personale.
Quando i meditatori iniziarono a riferire di aver provato spersonalizzazione e derealizzazione (sentirsi rimossi dal corpo, o come se si stesse guardando se stessi) si credeva che questi stati alterati fossero collegati a momenti di effettiva meditazione. Alla fine, però, gli psichiatri riconobbero che questi stati di meditazione involontaria, tanto per usare un termine più appropriato, si intromettevano nello stato di coscienza vigile quando i soggetti non stavano deliberatamente meditando. Sfortunatamente – e con grave disagio dei meditatori – «uno stato di spersonalizzazione può divenire una modalità apparentemente permanente di funzionamento [con] apparente perdita a lungo termine della capacità di provare emozioni forti, sia negative che positive» [13].
Negli Stati Uniti diverse persone hanno intentato causa per danni subiti come conseguenza della partecipazione a programmi di meditazione. Le organizzazioni che offrivano i programmi hanno accettato accordi extragiudiziali.
Il breve esame del lavoro di diversi ricercatori che segue supporta le mie osservazioni, basate su colloqui o terapia con oltre 70 persone che avevano meditato in vari gruppi, per periodi variabili da quattro a diciassette anni [14].
Queste persone cercavano aiuto per importanti sintomi psicologici emersi durante la pratica meditativa. Desideravano spiegazioni per ciò che era loro accaduto, e pensavano di aver bisogno di cure per tornare ad una vita normale. Le difficoltà cognitive – vale a dire problemi di ragionamento e attenzione – erano enormi, e stavano inoltre sperimentando problemi emotivi importanti. Pensavano che fossero da collegarsi alle pratiche di meditazione mantra, all'iperventilazione, e all'essere stati incoraggiati a continuare a meditare anche dopo aver riferito ai leader del gruppo le esperienze negative. Alcuni hanno intentato cause legali sostenendo di aver riportato danni negli anni passati in gruppi di meditazione [15].
Prevalentemente caucasici di classe media, questi ex membri di setta erano tutti ultra trentenni nel momento in cui li visitai. Alcuni di essi erano entrati nel gruppo di meditazione negli anni della scuola superiore, o subito dopo. Una persona vi era entrata a quattordici anni, per uscirne a trentuno. Nessuno presentava una storia di disordine mentale importante precedente all'affiliazione al gruppo di meditazione. Alcuni avevano avuto problemi familiari e sociali tipici di quell'età in quel determinato periodo, ed alcuni avevano avuto forme depressive minori dovute a delusioni e così via, ma nulla di ragguardevole. Nessuno aveva storie familiari di disordini mentali. Qualche famiglia presentava casi di alcolismo o persone che avevano subito importanti perdite personali con conseguente depressione.
Qualche esempio illustrerà il grado di invalidità di questi ex membri, che in alcuni casi persistono per anni dopo aver lasciato il gruppo settario.
Blackouts, mancanza di filtri sensoriali e attacchi di ansia. “John”, 36 anni, aveva meditato a fasi alterne per nove anni; nel corso degli ultimi due venne incoraggiato a fare corsi intensivi.
Ex uomo d'affari, un anno dopo aver lasciato il gruppo di meditazione vive ora di pubblica assistenza, dopo essere stato diagnosticato mentalmente disabile e inabile al lavoro. Soffre di svenimenti, blackouts, gravi e frequenti attacchi d'ansia ed esaurimento. John pensa di non avere più barriere protettive dei sensi. «Non c'è modo di tenere le cose fuori dal mio interno» racconta. «Qualsiasi cosa mi penetra attraverso i sensi. Mi hanno insegnato a temere che il mio corpo sia pieno di cose strane, bizzarre e paurose su cui non ho il controllo». Nonostante sia in terapia non riesce a funzionare se nel suo ambiente c'è qualche tipo di stress. Si tiene alla larga dalle persone, fa passeggiate solitarie nel bosco e riposa molto.
Nebbia e sogni ad occhi aperti. “Lisa” aveva fatto parte di un gruppo di meditazione per tredici anni. Per nove di essi aveva sofferto di esperienze dissociative eccezionali in cui “sognava ad occhi aperti”. Nelle stanze vedeva una nebbia color arancione fino all'altezza della cintola. Nonostante questo stato, con gli intralci e i turbamenti che ne conseguono, era in grado di svolgere compiti semplici e necessari alla vita quotidiana. Tuttavia il suo livello di funzionamento era scarso, perché era preoccupata per la nebbia e perché si sentiva isolata e scialba.
Stati alterati e difficoltà di memoria. “Rick” era entrato in un gruppo di meditazione nel 1975, all'età di 17 anni, ed aveva meditato per undici. Aveva sperimentato i primi sintomi di disagio durante il primo corso avanzato, quando alla meditazione mantra si erano aggiunti iperventilazione ed esercizi yoga. Ha descritto stati euforici; periodi di dissociazione, spersonalizzazione, confusione e irritabilità; difficoltà di memoria. Quando infine ha lasciato il gruppo ha avuto difficoltà di lettura, memoria, concentrazione e focalizzazione; tremori involontari; frequenti periodi dissociativi.
Perdita di confini. “Bruno”, architetto quarantenne, si era recato al primo evento di meditazione profonda, tenuto in un hotel di un'altra città, dopo aver seguito i corsi iniziali di meditazione breve. L'evento consisteva di un intenso programma di molte ore di meditazione, iperventilazione e nessun momento per stare soli. Aveva perso la cognizione del tempo, si sentiva strano, non se stesso. Alla fine abbandonò il corso dopo una sconvolgente esperienza nella camera d'albergo: «Improvvisamente divenni una cosa sola con il condizionatore. Semplicemente mi dissolsi ed era come se quando il condizionatore partiva mi risucchiasse fuori dal corpo. Non c'era più nessun me sul letto – ero un “tutt'uno” con il rumore del motore. Fu una sensazione di terrore inenarrabile. Mi ero dissolto e disciolto nel suono di un motore!». Quando Bruno raccontò ai trainers i problemi che aveva avuto, gli risposero che «stava succedendo qualcosa di buono» e gli ordinarono di meditare di più. Dopo essere tornato a casa il senso di ansia persistette, aveva problemi di insonnia e per alcune settimane si sentì molto stanco. L'assunzione temporanea di sedativi prescrittagli dal medico aiutarono il suo recupero.
Esplosioni emotive inadeguate e sconnesse. “Tom”, 26 anni, si era iscritto ad un corso in cui provò la sua prima meditazione profonda. Durante il corso sviluppò sintomi RIA che continuarono anche dopo. Il sintomo peggiore era provare improvvise ondate di rabbia intensa scollegata a quanto gli accadeva intorno. In altre occasioni provava esplosioni di desiderio sessuale inadeguato ed aggressivo, per esempio in autobus, taxi, ascensore o sulle scale mobili. Diceva che il movimento lo faceva impazzire. Descrisse i minuti di monotonia e movimento immediatamente precedenti le esplosioni emotive come una sensazione di sogno ad occhi aperti. Per diversi mesi temette di stare impazzendo, e stava sviluppando fobie: aveva paura a recarsi da solo in luoghi pubblici, perché non sapeva quando questi episodi si sarebbero presentati.
Spasmi muscolari. “Josh” aveva passato oltre dodici anni in un gruppo di meditazione con il desiderio di diventare maestro. Il suo sintomo più importante – spasmi alla testa e al collo molto evidenti, che non riusciva a controllare – si svilupparono durante e dopo il corso per imparare a volare del gruppo. Il problema era così grave che l'organizzazione non gli permetteva di apparire in pubblico. Dopo aver lasciato il gruppo cercò di iniziare una carriera che non lo portasse a contatto con la gente, e in cui potesse dire ai suoi colleghi che cosa aveva causato quegli spasmi. Attualmente il suo medico gli ha prescritto un farmaco anticonvulsivo che Josh riferisce essere molto utile.
Appiattimento emotivo di lunga durata. “June” aveva meditato e frequentato corsi per nove anni. Non aveva lamentele personali, ma suo marito, i figli adulti, genitori, fratelli e sorelle sostenevano che era diventata «depressa, distante, aveva perso entusiasmo, era disattenta e svogliata». June era emotivamente piatta – aveva poche variazioni nell'espressione facciale, il tono di voce era basso e monocorde, quando parlava i movimenti delle mani e del corpo erano minimi, indipendentemente dall'argomento trattato. Mi riferì che i soli problemi che aveva notato nella meditazione erano che «perdeva un sacco di tempo», gli occhi «andavano fuori fuoco» e spesso, quando era sola, si sentiva «fermata». Quando le chiesi di approfondire questo punto, ricordò numerosi episodi in cui aveva perso coscienza del passare del tempo, aveva la mente vuota senza idea di che cosa dovesse fare. Si sentiva liberata da quello stato quando qualcuno della famiglia tornava a casa. Secondo i racconti della famiglia, prima di iniziare a meditare June era una donna calorosa e compassionevole, sensibile e che si faceva coinvolgere dall'ambiente, addirittura incline a scatti di collera. Nulla nella sua storia o reazioni indicava una personalità schizoide. Oggi June appare impersonale nelle situazioni sociali, e sembra aver cessato di provare e mostrare forti emozioni, sia positive che negative, come risultato della sua prolungata meditazione.
Convulsioni. “Calvin”, ora quarantenne, aveva iniziato corsi di meditazione a quindici anni e ben presto desiderò diventare un maestro per l'organizzazione che offriva i corsi. Durante il primo anno di college fece il primo corso di meditazione prolungata, che consisteva di esercizi yoga seguiti prima da una lenta iperventilazione e poi da un periodo di meditazione sempre più lungo. Fece anche un corso che comprendeva iperventilare più velocemente possibile, alternando la chiusura di una narice, da fare dopo l'esercizio yoga e prima di meditare. Ebbe la prima parziale convulsione composita (una specie di convulsione epilettica) nel programma di respirazione veloce. Lasciò il programma, si fece visitare dal medico e ancora oggi, dopo venticinque anni, prende farmaci anticonvulsivi. Durante le convulsioni (brevi periodi in cui perdeva il contatto con quanto lo circonda) aveva spasmi ed emetteva forti suoni; in seguito si sentiva confuso. Gli amici hanno riferito che durante la convulsione Calvin non sembrava sentirli, barcollava e vacillava in preda agli spasmi, grugnendo forte.
Allucinazioni visive. “Caryn” aveva meditato per diciassette anni. «Nei momenti di meditazione intensa vedevo piccole creature con le ali» ha riferito. «Erano come i miei animaletti domestici. Mi raccontavano delle cose. Iniziai a non riuscire più a distinguere tra una persona e un deva [uno spirito della natura indù]». I leader del gruppo la lodavano e, indipendentemente da quanto disagio questi eventi le provocassero, le dicevano di meditare ancora e più a lungo. Caryn ha detto che aveva imparato a nascondere paura e confusione perché era terrorizzata all'idea di essere cacciata dal gruppo. Ci era entrata a quattordici anni e ne era totalmente dipendente. Essendo stata incoraggiata ad interrompere tutti i contatti con la famiglia molto tempo prima, pensava di non aver nessun posto dove andare.
Non sto sostenendo che chiunque si dedichi alla meditazione abbia problemi. Ho parlato con molte persone che la trovavano rilassante ed erano entusiaste dei loro momenti di tranquillità personale. Queste persone, però, non erano membri di setta, né appartenevano a gruppi chiusi di medidatori in cui, indipendentemente dalle reazioni spiacevoli, si sentivano socialmente obbligati a continuare la pratica, o veniva insegnato a meditare di più e iperventilare.
Il problema sorge quando, come vediamo accadere oggi, numerosi gruppi settari sostengono che il loro programma o procedimento è «buono per l'umanità» e può perciò essere applicato a tutti.
In questo milieu i partecipanti che lamentano effetti negativi derivanti da certi procedimenti vengono sviati e zittiti. Il gruppo crea diversivi dicendo che dovrebbero fare di più, che non hanno meditato in modo corretto e che le lamentele sono segno di “immaturità”. Ma a quel punto chi presenta sintomi di disagio è generalmente già dipendente dall'organizzazione, così semplicemente domina il disagio per timore di essere escluso.
In breve, tra gli altri misfatti i gruppi settari ignorano l'importanza delle differenze individuali. La storia è piena di episodi in cui persone o gruppi hanno cercato di applicare una panacea a tutti i mali dell'umanità. Nella nostra era vediamo gruppi settari applicare il loro tipo di meditazione a chiunque, un approccio “catena di montaggio” alla meditazione.
Per secoli le pratiche di meditazione sono state insegnate nell'ambito di specifiche cosmologie di conoscenza e credenza. Contrariamente a queste tradizioni antiche in cui i maestri osservavano e guidavano gli allievi per evitare esiti dannosi, oggi la meditazione è venduta con il marketing di massa. E gli esempi che vi ho portato mostrano che esistono pericoli individuali all'applicazione di massa di un processo noto per avere una certa portata di destabilizzazione emotiva ed effetti mentali. Tuttavia, come solitamente avviene nelle sette, il leader pensa unicamente e se stesso e ai suoi successi (come dev'essere eccitante poter dire che milioni di persone praticano le “mie” tecniche meditative!) ed ignora gli effetti nocivi su seguaci specifici.
Spesso, durante le conferenze che tengo, mi si chiede se la meditazione breve può essere benefica. E la mia risposta è: se, senza consegnare la propria vita ad una setta, vi sedete e fate uno dei due tipi di metodi tradizionali di meditazione sì, può essere molto utile. Nel corso dei secoli il primo metodo, la meditazione mantra a mente vuota fondata sulla tradizione indiana, è stata utile a molte persone. Il secondo metodo, la meditazione riflessiva, deriva dalla tradizione Giudeo-Cristiana. In questo caso si siede e si riflette come modo per concentrarsi, e anche questo metodo ha portato momenti di grande pace a migliaia di persone.
La meditazione, in sé, non è buona o cattiva. Ma quando un individuo venale vuole vendervi corsi e convincervi di dedicargli la vita, allora dovete stare attenti. Se finite per rendervi schiavi di un'organizzazione mangiasoldi in cerca di potere, che non presta attenzione alle reali difficoltà che potreste provare come conseguenza di certe pratiche, si tratta di un cattivo uso di pratiche potenti.
Hebert Benson, autore del famoso libro The Relaxation Response, dice che la meditazione non deve essere costosa – e non avete bisogno di acquistare un mantra [16]. Potete scegliere qualsiasi parola. Ad esempio, alcuni meditatori ripetono semplicemente la parola “uno” e, così facendo, trovano pace e tranquillità. Invece che svendere la vostra vita, svuotate semplicemente la mente deviando i pensieri su una idea o attività semplice per un momento o due, quando ne avete voglia. Se durante qualsiasi esperienza di meditazione o rilassamento provate qualche tipo di disagio fisico o mentale, vi raccomando di smettere e consultare un professionista.
Note:
1. Ben Kliger, M.D. comunicazione personale 6 febbraio 1994; Edward Lottick, M.D., conversazione telefonica 7 febbraio 1994; Harold Scales, M.D., lettera all'autrice, ottobre 1995.
2. J.E. Bishop, "Niacin, Used for Cholesterol Called Toxic", Wall Street Journal, 2 marzo 1994, pag. B4; J.M. McKenney, J.D. Proctor, S. Harris e V.M. Chinchill, "A Comparison of the Efficacy and Toxic Effects of Sustained vs Immediate-Release Niacin in Hypercholesterolemic Patients", Journal of the American Medical Association, 1994, 271(9), 672-677.
3. F.J. Heide e T.D. Borkovec, "Relaxation-Induced Anxiety: Mechanisms and Theoretical Implications", Behavioural Research Therapy, 1984, 22, 1-12.
4. Heide e Borkovec, "Relaxation-Induced Anxiety: Mechanisms and Theoretical Implications".
5. S. Gervasi, "Grounding the Guru", City Paper (Wash., D.C.), 13 luglio 1990, pagg. 14,16.
6. Larson, Larson's New Book of Cults, pagg. 423-424; R. Thomson, "Meditation Urged for Student Ills", Sarasota Herald Tribune, 19 febbraio 1993; E. Garcia, "TM Leaders Chant Mantra to Schools: Try Meditation", San José Mercury News, 1 marzo 1993, pagg. 1B, 2B; L. Goodstein, "Karmic Convergence, the Sequel", Washington Post, 9 giugno 1993, pagg. B1, B5; L. Goodstein, "Meditators See Signs of Success", Washington Post, 30 luglio 1993, pagg. B1-B6; S. Saperstein, "Transcendental Meditation on Trial", Washington Post, 12 dicembre 1986; D. Thompson, "The Maharishi's Search for Heaven on Hearth Oays Off", Daily Telegraph (Londra) 7 aprile 1993; S.S. Sadleir, The Spiritual Seeker's Guide (Costa Mesa, Calif.: Allwon, 1992), pag. 216.
7. L. Kadaba, "Good Vibrations", Philadelphia Inquirer Magazine, 11 gennaio 1993, pagg. E1-E4; S. Gervasi, "Wasted Away in Maharishiville", City Paper, (Wash., D.C.), 22 dicembre 1989, pag. 10.
8. A.P. French, A.C. Schmid e E. Ingalls, "Transcendental Meditation, Altered Reality Testing, and Behavioural Change: A Case Report", Journal of Nervous and Mental Disease, 1975, 161, 55-58; R.B. Kennedy, "Self-Induced Depersonalization Syndrome", American Journal of Psychiatry, 1976, 133, 1326-1328; A.A. Lazarus, "Psychiatric Problems Precipitated by Transcendental Meditation", Psychological Reports, 1976, 39, 601-602.
9. L.S. Otis, "Adverse Effects of Transcendental Meditation", in D. Shapiro e R. Walsh (eds), Meditation: Classic and Contemporaneous Perspectives (New York: Alden, 1984); N. Mead, "Why Meditation May Not Reduce Stress", Natural Health, Noc./Dec. 1993, pagg. 80-85, 122.
10. D.S. Holmes, "Meditation and Somatic Arousal Reduction", American Psychologist, 1984, 39, 1-10.
11. M.A. Persinger, "Transcendental Mditation and General Meditation Are Associated with Enhanced Complex Partial Epileptic-like Signs: Evidence of 'Cognitive Kindling'?" Perceptual and Motor Skills, 1993, 76, 80-82; M.A. Persinger, "Enhanced Incidence of 'The Sensed Presence' in People Who Have Learned to Meditate: Support for The Right Hemispheric Intrusion Hypothesis", Perceptual and Motor Skills, 1992, 75, 1308-1310; M.A. Persinger, N.J. Carrey e L.A. Suess, TM and Cult Mania (North Quincy, Mass.: Christophe, 1980); M.A. Persinger e K. Makarec, "Temporal Lobe Epileptic Signs and Correlative Behaviours Displayed by Normal Populations", Journal of General Psychology, 1987, 114(2), 179-195.
12. M. Murphy e S. Donovan, The Physical and Psychological Effects of Meditation (Big Sur, Calif.: Esalen Institute, 1989).
13. R.J. Castillo, "Depersonalization and Meditation", Psychiatry, 1990, 53, 158-168.
14. Singer e Ofshe, "Thought Reform Programs and the Production of Psychiatric Casualties".
15. John Doe I-VI and Jane Doe vs. Maharishi Mahesh Yogi; World Plan Executive Council-United States; Maharishi International University, U.S. District Court for the District of Columbia, 95-2848, 2849, 2850, 2851, 2852, 2853, 2854 (consolidated); Jane Green vs Maharishi Mahesh Yogi et al U.S. District Court for the District of Columbia, 87-0015-OG. Patrick Ryan v World Plan Executive Council-United States et al. U.S. District Court for the District of Columbia, 87-0016-OG.
16. H. Benson, The Relaxation Response (New York: Morrow, 1975).