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Di Margaret Thaler Singer, con la collaborazione di Janja Lalich Pubblicato nel 1995 da Jossey-Bass Publishers, ISBN 0-7879-0266-7, prefazione di Robert Jay Lifton. Una lettura fondamentale per comprendere il fenomeno settario. © Traduzione a cura di Martini
Capitolo 3 - Il processo di "lavaggio del cervello", coercizione psicologica e riforma del pensiero
Leader di sette e gruppi che usano processi di riforma del pensiero hanno attirato e controllato milioni di persone a detrimento del loro benessere. A volte questa influenza viene chiamata persuasione coercitiva o influenza straordinaria, per distinguerla dalla persuasione quotidiana ad opera di amici, familiari o altri tipi di influenza, compresa quella di media e pubblicità. La chiave per operare con successo la riforma del pensiero è mantenere i soggetti inconsapevoli del fatto che sono manipolati e controllati, e in particolare mantenerli inconsapevoli del fatto che li si sta facendo muovere lungo un cammino di cambiamento che li condurrà a servire interessi per loro svantaggiosi. Il risultato tipico dei processi di riforma del pensiero è che la persona o gruppo che li attua otterrà, per periodi di tempo variabili, controllo praticamente illimitato sui soggetti. Quando osservatori disinformati guardano alla fredda luce del giorno gruppi settari che fanno uso di influenza indebita a questo livello, spesso non riescono ad afferrare in che modo il gruppo abbia operato. Continuano a chiedersi come mai una persona razionale abbia potuto rimanervi coinvolta. La recente attenzione dei media ad azioni di particolari gruppi ha reso in qualche modo consapevole il mondo che esistono condizioni di riforma del pensiero, ma la maggioranza ancora non sa come fronteggiare situazioni di influenza straordinaria. Sono stati usati numerosi termini per descrivere questo processo, compresi "lavaggio del cervello", plagio, riforma del pensiero, persuasione coercitiva, controllo mentale, programmi coordinati di influenza coercitiva e controllo del comportamento, e persuasione a fini di sfruttamento (si veda Tavola 3.1 [1]). Forse il primo e l'ultimo di questi termini racchiudono parte dei punti centrali che descriverò in questo capitolo. Quando chiedo alla gente comune che cos'è secondo loro il "lavaggio del cervello", afferrano correttamente il fatto che ci si riferisce alla manipolazione a fini di sfruttamento operata da una persona su un'altra persona. Descrivono generalmente una situazione in cui una persona o gruppo ha imbrogliato il prossimo per fargli accettare un piano ideato dall'istigatore. Il significato di imbrogliare è largamente compreso nelle conversazioni informali e sulle nostre strade, ed è la ragione per cui generalmente è difficile manipolare i teppistelli di strada. Sanno già che devono cercare lo scopo nascosto che potrebbe essere definito come truffa, frode, inganno, bufala, “sola” e tantissimi altri nomi. Ciò che accade nell'ambiente di riforma del pensiero È precisamente un certo tipo di truffa psicologica. Viene posto in essere un complesso scenario di fattori intrecciati tra loro, e questi fattori, lentamente o velocemente a seconda della situazione del soggetto, determinano profondi cambiamenti nell'impianto mentale e nell'atteggiamento degli individui presi a bersaglio. Con la manipolazione di fattori sia psicologici che sociali è davvero possibile modificare l'atteggiamento delle persone, ed alterare radicalmente il loro modo di pensare e comportarsi. Esempi storici di "lavaggio del cervello" Il mito della mente invulnerabile discusso nel primo capitolo deve essere davvero eliminato se vogliamo evitare che la visione 1984 di Orwell possa divenire realtà. Negli ultimi sessant'anni soltanto, il mondo ha visto numerosi esempi di come in certe circostanze la condotta umana possa essere facilmente manipolata. Durante le purghe staliniste degli anni '30 uomini e donne accusati di crimini contro lo stato furono manovrati in modo da far loro rilasciare false confessioni che accusavano sia se stessi che altri di quei crimini. La stampa mondiale espresse sconcerto e stupore di fronte al fenomeno, ma, salvo poche eccezioni, cadde ben presto il silenzio. Tra la fine degli anni '40 e l'inizio degli anni '50 il mondo assistette all'attuazione di un programma di riforma del pensiero, operato dai rivoluzionari cinesi, che cambiò credenze e comportamento dei cittadini della più grande nazione del mondo. Questo programma, di cui Mao Tse-tung aveva scritto già negli anni '20, cominciò ad essere attuato quando il regime comunista conquistò il potere in Cina, il 1 ottobre 1949. Il presidente Mao studiava da molto tempo come modificare il sé politico della gente al fine di ottenere un “rimodellamento ideologico”, come lui lo definiva, attraverso l'uso di un programma di coercizione psicologica, sociale e politica. Il risultato fu che milioni di cittadini cinesi vennero indotti a sposare nuove filosofie e adottare una nuova linea di condotta. Il termine "lavaggio del cervello" venne introdotto per la prima volta nel mondo occidentale nel 1951, quando il corrispondete estero americano Edward Hunter pubblicò il suo libro intitolato Brainwashing in Red China ["Lavaggio del cervello" nella Cina Rossa]. Hunter fu il primo a descrivere il fenomeno, basandosi su interviste a cinesi e stranieri che arrivavano a Hong Kong dalla Cina comunista. Il suo interprete gli spiegò che il processo usato dai comunisti per fare in modo che le persone si sbarazzassero delle vestigia del loro precedente sistema di credenze veniva chiamato colloquialmente hse nao, che letteralmente significa “lavare il cervello” o “pulire la mente”. Gli anni '50 portarono inoltre la guerra di Corea. L'intenso indottrinamento attuato dai nord coreani sui prigionieri di guerra delle Nazioni Unite mostrò al mondo il punto in cui riuscivano a conquistare proseliti alla loro causa politica. Il programma coreano si basava sui metodi utilizzati dai cinesi, combinati ad altre tecniche di influenza sociale e psicologica. Successivamente, nello stesso decennio, il cardinale Mindszenty, capo della Chiesa Cattolica Romana d'Ungheria e uomo di tremenda energia personale, forza nelle sue convinzioni e fede in Dio, finì per essere manipolato dai russi che lo tenevano prigioniero al punto che, come avevano fatto le vittime delle purghe staliniste prima di lui, arrivò sia a confessare il falso che ad accusare falsamente i suoi colleghi. Questi estremi di manipolazione sociale e psicologica di pensiero e condotta sono stati, e a volte lo sono ancora, trascurati dagli americani perché quegli avvenimenti accadevano in paesi lontani, e potevano essere liquidati come semplice propaganda ed azioni politiche. Questo tipo di ragionamento è una variante del mito del “non io”: nel nostro paese non potrebbero mai succedere cose del genere. Ma successivamente accaddero in California alcuni eventi che costrinsero molti a vedere che quegli estremi di influenza e manipolazione erano possibili anche negli Stati Uniti. Nel 1969 Charles Manson manipolò un gruppo di giovani appartenenti alla classe media a credere alla sua folle visione di Helter Skelter. Sotto la sua influenza e controllo i suoi seguaci commisero orrendi e molteplici omicidi. Non molto tempo dopo l'Esercito di Liberazione Simbionese (SLA), gruppo rivoluzionario, rapì l'erede della carta stampata Patricia Hearst e abusò di lei sia psicologicamente che in altro modo. Il SLA manipolò e controllò il suo comportamento al punto da partecipare ad una rapina in banca e temere il ritorno alla società, essendo stata convinta dallo SLA che polizia e FBI l'avrebbero uccisa. Questa serie di eventi, dagli anni '30 ai giorni nostri, dimostra che autonomia individuale ed identità personale sono molto più fragili di quanto una un tempo si credeva comunemente. E che certi figuri venali hanno capito e perfezionato tecniche di persuasione che stanno portando distruzione nella nostra società. Se George Orwell fosse vivo sarebbe affascinato dalla varietà di situazioni in cui tecniche di sottomissione della mente e manipolazione del pensiero vengono applicate al giorno d'oggi. È interessante notare come Orwell sia forse stato il primo a sottolineare che il linguaggio, e non la forza fisica, è la chiave per manipolare la mente. Infatti prove crescenti nelle scienze comportamentali rivelano che un Grande Fratello sorridente ha maggior potere di influenzare pensiero individuale e facoltà di prendere decisioni di quanto faccia una persona visibilmente minacciosa. Come dice Orwell del suo eroe plagiato, all'inizio del suo profetico libro: «Amava il Grande Fratello». Diversi anni fa, assieme a un collega, ebbi colloqui con una coppia su richiesta dei loro legali. I due, che un tempo erano stati bravi cittadini e genitori affettuosi, erano accusati di avere picchiato il figlio a morte [2]. Nel periodo in cui erano membri di una setta del West Virginia, la cui leader era una donna, pare che il loro bambino di 23 mesi avesse colpito o spinto il nipotino della leader mentre giocavano. Ai genitori venne ordinato di costringere il bambino a scusarsi; in caso contrario, secondo l'infuriata leader, nessuno sarebbe andato in paradiso. Il padre batté il ragazzino con una tavola di legno per oltre due ore e mezza; la madre era presente. Il bambino morì per le ferite. In tribunale descrissi come la leader avesse lentamente conquistato il controllo dei membri del suo gruppo, e come le percosse fossero scaturite dai suoi insegnamenti e dal suo controllo. In un altro caso Ron Luff, sottufficiale di carriera della Marina con numerose raccomandazioni per eccellente condotta e comportamento, venne convinto dal leader della setta a seguire i suoi ordini, che consistevano nell'aiutarlo ad uccidere una famiglia dell'Ohio composta di cinque persone, tra cui tre ragazzine, seppellirli in una fossa di calce scavata in una baracca, poi partire per un lungo trekking in luoghi isolati con il leader e la ventina di suoi seguaci. Ron Luff è stato giudicato colpevole di assassinio aggravato e rapimento, e condannato a 170 anni di carcere [3]. Il leader della setta, Jeffrey Lundgren, è stato condannato alla sedia elettrica in Ohio. Entrambi i casi sono in appello durante la stesura del libro. Mi si chiede spesso in che modo i leader di setta possono indurre i seguaci a fare cose come dare la propria moglie ad un leader che abusa dei bambini, abbandonare la scuola medica per seguire un guru di arti marziali, devolvere milioni di dollari a un messia autoproclamato e imparruccato che fa vestire le sue favorite come Jezebel, o praticare l'astinenza sessuale mentre il guru è apertamente promiscuo. Le grosse discrepanze tra la condotta dell'individuo prima dell'appartenenza al gruppo, e il comportamento che tiene una volta entratovi fanno sì che familiari, amici e pubblica opinione si chiedano in che modo vengano indotte tali modificazioni nel comportamento e nell'atteggiamento. Per molti le modalità con cui leaders di setta ed altri scaltri operatori portano persone normali ad eseguire i loro capricci sembrano arcane e misteriose. Ma io non credo davvero ci sia qualcosa di esoterico. Non esistono droghe o pozioni segrete. Si tratta semplicemente di parole e pressione di gruppo in forma organizzata. I manipolatori odierni usano metodi di persuasione utilizzati fin dall'epoca dei cavernicoli, ma i maestri della truffa di oggi hanno scoperto il modo di combinare assieme pacchetti particolarmente efficaci. Il risultato, cioè la riforma del pensiero come forma di influenza e persuasione, cade all'estremità di un continuum che comprende anche l'educazione come la intendiamo di solito, la pubblicità, la propaganda e l'indottrinamento (si veda tavola 3.2). Esiste l'erronea nozione che la riforma del pensiero può avvenire solamente in luoghi confinati e sotto la minaccia di tortura fisica o morte. Ma è importante ricordare che i programmi di "lavaggio del cervello" degli anni '40 e '50 non venivano applicati unicamente a prigionieri civili o militari, ma anche alla popolazione in generale. In tutta la nostra ricerca noi che studiamo questi programmi enfatizziamo molto il fatto che prigionia e palese violenza non sono necessari [4], ma sono al contrario controproducenti quando si vogliono influenzare le persone e indurle a cambiare atteggiamento e comportamento. Se si vuole davvero influenzare il prossimo, i programmi coordinati di vendita dolce sono più a buon mercato, meno ovvi e altamente efficaci. Il vecchio detto «Il miele attira più mosche dell'aceto» rimane valido. Tuttavia è necessario fare un'importante distinzione tra la versione di riforma del pensiero prevalente negli anni '40 e '50 e la versione utilizzata da numerosi gruppi contemporanei, compreso sette, programmi di formazione alla consapevolezza per grandi gruppi, e altri assortiti. Questi tentativi più recenti si basano su tecniche di influenza dei vecchi tempi, e perfezionano programmi di persuasione e cambiamento di stupefacente efficacia. Ciò che di nuovo e importante vediamo in questi programmi è che cambiano l'atteggiamento attaccando aspetti essenziali del senso personale del sé [5], a differenza dei precedenti programmi di "lavaggio del cervello" che confrontavano innanzitutto le credenze politiche personali. I programmi odierni sono disegnati per destabilizzare il senso individuale del sé minando coscienza fondamentale, consapevolezza della realtà, credenze e visione del mondo, controllo emotivo e meccanismi di difesa. Questo attacco alla stabilità centrale della persona, o concetto di sé, e alla capacità di auto valutazione è la tecnica principale che rende funzionali i nuovi programmi. Inoltre questo attacco viene condotto in diverse guise e condizioni, e raramente comprende confino forzato o coercizione fisica diretta. Si tratta piuttosto di un processo psicologico di destabilizzazione e dipendenza indotta sottile e potente. Fortunatamente questi programmi non cambiano la persona in modo permanente, né sono efficaci al 100%. Le sette non sono tutte uguali, i programmi di riforma del pensiero non sono tutti uguali e non tutti coloro che vengono esposti a processi specifici di influenza intensa soccombono e seguono il gruppo. Alcune sette cercano di difendersi dicendo «Vedete? Non tutti entrano o rimangono, quindi non utilizziamo tecniche di plagio». Però molti neofiti soccombono, e quanto più i processi di influenza usati sono organizzati, tante più persone cederanno. Pertanto ciò che preoccupa è che certi gruppi e programmi di formazione emersi negli ultimi cinquant'anni rappresentano tentativi di influenza ben organizzati e altamente orchestrati che hanno avuto grande successo nel reclutare e convertire le persone a certe condizioni e per fini precisi. Il mio interesse si è incentrato su come funzionano questi processi, e sulle tecniche sociali e psicologiche che producono queste modificazioni comportamentali e attitudinali. Sono meno interessata al fatto che i contenuti del gruppo si incentrino su religione, psicologia, auto miglioramento, politica, stile di vita o dischi volanti. Mi interessa molto di più l'uso diffuso di tecniche plagiarie da parte di truffatori, imbroglioni, psicopatici ed egomaniaci di ogni tipo. Come funziona la riforma del pensiero Il plagio non viene vissuto come si vivrebbe una febbre alta o un dolore. Si tratta di un adattamento sociale invisibile. Quando ne siete oggetto non sarete consapevoli dell'intento dei processi di influenza che stanno avvenendo e, in particolare, non sarete consapevoli dei cambiamenti che stanno avvenendo in voi. Nelle sue memorie il cardinale Mindszenty ha scritto [6]: «Senza sapere che cosa mi stava accadendo, ero diventato una persona diversa». E quando è stato chiesto a Patty Hearst se era stata plagiata ha risposto [7]: «La parte più strana di tutta la cosa, però, così come quelli del SLA deliziati mi hanno detto in seguito, è che loro stessi erano sorpresi da come fossi divenuta docile e fiduciosa… È anche vero, devo ammetterlo, che successivamente l'idea di scappare semplicemente non mi è venuta. Mi ero convinta che non c'era possibilità di fuga … Credo che avrei potuto semplicemente uscire dall'appartamento e andarmene. Ma non l'ho fatto. Non mi è venuto in mente». Un programma di riforma del pensiero non è un evento istantaneo, ma un processo graduale di rottura e trasformazione. Può essere paragonato all'ingrassare, pochi grammi, qualche etto alla volta. Dopo qualche tempo - senza aver neppure notato il cambiamento iniziale – ci troviamo a confrontare un corpo diverso. La stessa cosa accade nel plagio. Una torsione qui, un pizzicotto là ed eccoci: un nuovo atteggiamento psichico, una nuova prospettiva mentale. Queste manipolazioni sistematiche di influenza sociale e psicologica in condizioni particolari vengono chiamate programmi perché i mezzi con cui si induce il cambiamento sono coordinati. Ed è a causa del fatto che i cambiamenti portano ad apprendimento e adozione di certi atteggiamenti, generalmente accompagnati da certi comportamenti, che applicazione e risultato vengono chiamati riforma del pensiero. Pertanto la riforma del pensiero è il tentativo concertato di cambiare il modo di vedere il mondo di una persona, il che cambierà il suo comportamento. È diversa da altre forme di apprendimento sociale nelle condizioni in cui viene condotta, e nelle tecniche di manipolazione ambientale e interpersonale intese a sopprimere certi comportamenti e provocarne e formarne altri. E non consiste di un solo programma – esistono molte modi e metodi per raggiungerla. Le tattiche di un programma di riforma del pensiero sono organizzate al fine di:
La riforma del pensiero può essere utilmente vista in almeno tre modi (riassunti alla tavola 3.3 [8]). Robert Lifton ha riconosciuto otto temi ricorrenti nella riforma del pensiero, io ho identificato sei condizioni ed Edgar Schein ha definito tre stadi. I temi e gli stadi sottolineati da Lifton e Schein si incentrano sulla sequenza del processo, mentre le circostanze da me sottolineate suggeriscono le condizioni necessarie nell'ambiente circostante per funzionare. Le seguenti condizioni creano l'atmosfera necessaria per porre in essere i processi di riforma del pensiero. Il grado in cui queste condizioni sono presenti aumenta il livello di restrizione imposto dalla setta e l'efficacia globale del programma.
Il trucco consiste nel far procedere il processo di riforma del pensiero un passo alla volta, in modo che la persona non noti cambiamento che sta avvenendo. Spiegherò meglio come ogni gradino funziona.
Immaginate di essere la persona che sta venendo influenzata. Vi trovate in un ambiente in cui siete costretti ad adattarvi ad una serie di cose, ognuna sufficientemente trascurabile da non notare i cambiamenti in voi, e non rendervi conto degli obiettivi del programma se non quando il processo è in fase avanzata (o addirittura mai). Venite mantenuti nell'inconsapevolezza dell'orchestrazione di forze psicologiche e sociali intese a modificare il vostro modo di pensare e il vostro comportamento. I leader della setta fanno sembrare che tutto stia procedendo nella normalità, che tutto è come deve essere. Questa atmosfera viene imposta dalla pressione dei pari e dal modello del loro comportamento, così vi adattate all'ambiente senza nemmeno rendervene conto. Per esempio, un ragazzo venne invitato a partecipare ad una conferenza. All'arrivo notò molte paia di scarpe allineate alla parete, e le persone indossavano solamente le calze. Una donna fece un cenno con la testa alle sue scarpe, così anche lui le tolse e le allineò alle altre. Tutti parlavano a voce bassa, e anche lui l'abbassò. La serata procedette con alcune cerimonie rituali, meditazione e una conferenza di un leader che indossava una tunica. Tutto procedeva lentamente ed era condotto da quest'uomo, gli altri sedevano tranquilli guardando e ascoltando. Anche il ragazzo sedeva docilmente, nonostante avesse voluto porre domande. Si conformava a quanto il gruppo stava facendo. In questo caso, però, alla fine della serata quando gli chiesero di tornare per un'altra conferenza rispose «Grazie, ma no, grazie» al che due uomini lo accompagnarono velocemente alla porta posteriore in modo che gli altri non potessero ascoltare il suo malcontento. Mantenere la gente ignara è il processo chiave della doppia agenda della setta: il leader lentamente vi porta attraverso una serie di eventi che in superficie appaiono in una forma mentre, ad un livello diverso, il vero obiettivo è portare voi, recluta o membro, ad obbedire e rinunciare alla vostra autonomia, alle affiliazioni del passato e al vostro sistema di credenze. L'esistenza di una doppia agenda rende questo processo un consenso non informato. Gli otto temi ricorrenti di Lifton Paralleli alle sei condizioni della Singer sono gli otto temi psicologici che lo psichiatra Robert Lifton ha identificato come centrali agli ambienti totalitari [10], che comprendono i programmi dei comunisti cinesi e coreani degli anni '50 e le sette odierne. Le sette ricorrono a questi temi per promuovere cambiamenti comportamentali e attitudinali.
Ora vediamo i tre stadi che si attraversano via via che l'atteggiamento viene modificato dall'ambiente del gruppo e dai processi di riforma del pensiero. Lo psicologo Edgar Schein li etichettò come gli stadi di “scongelamento, cambiamento, ricongelamento” [12].
La creazione di una nuova identità Parte dell'intensa influenza e processo di cambiamento di molte sette risulta nell'assunzione di una nuova identità, che può o meno essere ovvia ad una persona esterna. Quando i gruppi fanno riferimento a questa nuova identità parlano di membri trasformati, rinati, illuminati, chiariti o autorizzati. Il comportamento approvato dal gruppo viene affermato e reinterpretato come dimostrazione della comparsa della “persona nuova”. Ci si aspetta che i membri mostrino questa nuova identità sociale. Tuttavia la grande maggioranza di chi lascia questo tipo di gruppi abbandona i precetti del gruppo, i comportamenti e atteggiamenti settari e riparte da dove si era interrotto con l'ingresso nel gruppo. Chi è stato assoggettato a riforma del pensiero in Estremo Oriente, per esempio, ha gradualmente abbandonato atteggiamenti e comportamenti adottati ed è tornato al sé precedente non appena si è trovato lontano dall'ambiente. I molti anni di ricerca su prigionieri di guerra, ostaggi, mogli maltrattate, ex membri di setta ed altri destinatari di influenza intensa mostrano che i cambiamenti avvenuti sotto questa influenza non sono stabili né permanenti [13]. Le convinzioni che la persona può adottare sul mondo, su una particolare filosofia o su se stessa sono reversibili nel momento in cui è lontana dall'ambiente che ha indotto quelle credenze. Potremmo chiederci – e sicuramente l'hanno fatto molti ex membri – come una persona, in certe condizioni, possa assumere una condotta biasimevole, poi in altre condizioni faccia dietrofront e riprenda le normali attività. Il fenomeno è stato variamente descritto come sdoppiamento o come formazione di una pseudopersonalità (o pseudoidentità), identità sovrapposta, sé nella setta, o personalità settaria [14]. Ciò che importa di queste etichette è che richiamano l'attenzione su un importante fenomeno psicologico e sociale che necessita ulteriore e accurato studio – vale a dire che le persone normali, con i loro atteggiamenti e idee, possono essere rapidamente trasformate in una identità sociale, ma che in seguito possono riappropriarsi del loro vecchio sé e andare avanti. Con questo non sto dicendo che chi è in una setta o gruppo che utilizza processi di riforma del pensiero sta fingendo o recitando. Chiunque abbia incontrato un vecchio amico trasformato in uno zelante reclutatore per un programma di trasformazione New Age, per esempio, sa che è all'opera qualcosa di più profondo della finzione, e che il vecchio amico difende il suo nuovo sé e nuovo gruppo, parla a senso unico, declama fermamente dogmi specifici. Questa non è recitazione, è qualcosa di molto più istintivo ed è vissuto come reale. Lo sdoppiamento, o formazione di una pseudopersonalità, è diventato un argomento chiave. È il fattore che, alla fine, permette ai membri di lasciare il gruppo e permette a noi di comprendere perché l'assistenza di uscita funziona come mezzo per risvegliare la persona che è stata esposta a processi di riforma del pensiero. Il punto centrale è questo: l'identità sociale acquisita nel sistema di riforma del pensiero sbiadisce, più o meno come l'abbronzatura estiva quando finiscono le vacanze. Il processo ovviamente è molto più complesso dell'analogia, ma voglio enfatizzare che pensiero e comportamento settario sono di adattamento e non stabili. È l'ambiente settario che produce e mantiene l'identità settaria. Alcuni rimangono per sempre nel gruppo, ma la grande maggioranza ad un certo punto se ne va, o di sua scelta o perché fatta uscire da famiglia e amici. La comprensione del fenomeno di riforma del pensiero è vitale per apprendere di più sul ruolo che sostegno e pressione di un gruppo sociale esercitano su tutti noi. È importante non solo per le famiglie che hanno parenti in gruppi settari, ma anche per gli ex membri che si chiedono se esistono teorie psicologiche e sociali per spiegare quanto loro accaduto, e per chiunque voglia imparare qualcosa su come tutti noi funzioniamo. Esperimenti inammissibili [15] Le sette stanno portando avanti esperimenti inammissibili. Che cos'è un esperimento inammissibile? I professionisti impegnati in ricerca medica e psicologica legittima e controllata devono attenersi a certi standards stabiliti alla fine della Seconda Guerra Mondiale con l'istituzione del codice etico di Norimberga, che afferma che in qualsiasi scenario in cui si tenga qualsiasi tipo di esperimento umano, l'esperimento non può essere fatto senza il consenso informato di chi vi prenderà parte. Per ottenere il consenso gli sperimentatori devono spiegare tutto quello che avverrà o potrebbe accadere come conseguenza dell'ingresso nel programma, e la persona deve essere completamente in grado di capire quelle conseguenze. Nel mondo civilizzato moderno le persone su cui si effettuano esperimenti devono dare il loro consenso – sia che si tratti di esperimenti medici che psicologici. Se qualsiasi scienziato o ricercatore che accetta denaro federale o statale dovesse svolgere il tipo di esperimenti sociali di controllo comportamentale attuati da molte sette o gruppi odierni che utilizzano processi di riforma del pensiero, si troverebbe sicuramente in grossi guai. Pertanto quando mi chiedono perché non esistono studi pubblicati più numerosi sulla riforma del pensiero la risposta è che si tratterebbe di un esperimento inammissibile. Molti ex membri mi hanno detto «Se avessi saputo in anticipo le cose che alla fine, un passo alla volta, mi avrebbero indotto a fare, non ci sarei mai entrato». Naturalmente la ragione per cui non si viene informati è che, per far funzionare la riforma del pensiero, il gruppo settario necessita di un'agenda nascosta. Se questi gruppi spiegassero che cosa stanno facendo non avrebbero più un ambiente di riforma del pensiero. Immaginate un reclutatore che vi avvicina in strada e vi dice «Se vieni a cena o alla lezione che si terrà a casa mia, finirai per essere indotto ad acquistare corsi sempre più costosi, e meditare e iperventilare otto ore al giorno per trenta giorni al mese, su costosissimi corsi, e alla fine lavorerai per l'organizzazione per poterteli pagare. Lascerai famiglia e amici e dedicherai il tuo tempo quasi esclusivamente a noi». Quanti membri troverebbe? Quante probabilità di ottenere il consenso riceverebbe chi vi dicesse «Se entri nel mio gruppo di studio biblico lascerai la famiglia per lontane destinazioni, spesso userai il tuo corpo per invitare gli uomini nel gruppo, tutti i soldi che raccoglierai mendicando saranno inviati al capo della setta qui negli Stati Uniti, che vive nel lusso. E.. a proposito, ti plageremo perché tu faccia tutto quanto vogliamo per il suo beneficio»? Come potrebbe un reclutatore spiegare e ottenere consenso se dicesse «Ti faccio fare questo test della personalità, che noi interpretiamo sempre come dimostrazione che la tua è un disastro. Sarai indotto ad acquistare corsi costosissimi per esplorare le tue vite precedenti, poi ad esplorare quelle di innumerevoli omini che tu non puoi vedere, ma che noi sosteniamo ricoprono il tuo corpo»? Quanto successo pensate che questi espedienti avrebbero? Molti gruppi settari moderni espongono i loro membri a sfruttamento psicologico, stress e pressioni sociali molto intense per produrre i cambiamenti attitudinali desiderati. Al momento dell'ingresso, e a volte anche per un certo periodo di tempo, i membri non hanno del tutto l'idea di ciò che alla fine saranno indotti a fare. Non tutti, ma molti di questi gruppi ingannano durante la fase di reclutamento. E tutti, indistintamente, ingannano sui fini ultimi. Se chi utilizza processi di riforma del pensiero dicesse la verità sulle sue tecniche, dovrebbe informare con le modalità che vi ho appena illustrato. Ma è proprio perché i gruppi settari non si allineano all'etica e alle leggi che governano la partecipazione umana agli esperimenti che essi continuano ad esercitare il mestiere che fanno. Una leader di setta ha addirittura affermato, al suo circolo più ristretto, che il gruppo era il suo «esperimento umano»! In tutte le società esistono persone che hanno la capacità di leggere gli altri per sapere qual è il modo migliore per usare il proprio fascino, influenza personale e tecniche di persuasione. Modificano abilmente i loro approcci – alcuni dei quali possono essere studiati in anticipo, mentre altri sembrano evolversi come leader provando vari modelli di persuasione. Certi gruppi hanno addirittura consultato psicologi sociali che li hanno aiutati a mettere in fila e perfezionare i loro programmi per renderli più efficaci. Ma per la maggior parte, i capi di sette e gruppi che utilizzano processi di riforma del pensiero si basano su metodi di influenza tradizionali, usando poi le loro osservazioni per perfezionare il reclutamento e trattenere i membri una volta che sono entrati. La cosa importante è che questi programmi sono coordinati, organizzati e, in moltissimi casi, implicano quadri dirigenziali di secondo livello che svolgono i ruoli assegnati per reclutare e modellare il comportamento approvato, convincere le persone a restare, e perpetuare il comportamento richiesto dai leaders. Ci rendiamo conto di quanto l'identità sociale umana sia fragile quando vediamo la gente catturata dalle sette odierne e dai gruppi a riforma del pensiero, e quando vediamo leader di setta e altri manipolatori formulare i propri programmi di plagio incentrati praticamente su ogni tema. Ciò che rende i programmi settari così efficaci nel produrre cambiamenti attitudinali e comportamentali è che le tecniche persuasive sono state portate ad un nuovo livello di sofisticazione, e con i loro nuovi metodi per attaccare il sé, le sette e altri gruppi che usano processi di riforma del pensiero spingono le persone sull'orlo della pazzia. In alcuni casi le spingono oltre il baratro. Non esistono controlli su questi ladri di mente e anima dei nostri figli, amici, parenti e cari. Attualmente le sette sono senza freni e senza coscienza. 1. Questa tavola è apparsa originariamente in M.T. Singer e M.E. Addis “Cults, Coercion, and Contumely”, in A. Kales, C.M. Pierce, e M. Greenblatt (eds), The Mosaic of Contemporary Psychiatry in Perspective (New York: Springer-Verlag, 1992), pag. 133, ed è ripubblicata con autorizzazione. Le fonti delle citazioni della tavola, in ordine di apparizione, sono: T.E.H. Chen, Thought Reform of the Chinese Intellectuals (New York: Oxford University Press, 1960); E. Hunter, Brainwashing in Red China (New York: Vanguard, 1951); R.J. Lifton, Thought Reform and the Psychology of Totalism: A Study of Brainwashing in Red China (New York: W.W. Norton, 1961); I.E. Farber, H.F. Harlow e L.J. West, “Brainwashing, Conditioning and DDD: Debility, Dependency, and Dread”, Sociometry, 1956, 20, pagg. 271-295; E.H. Schein, con I. Scheiner e C.H. Barker, Coercive Persuasion: A socio-psychological Analysis of the “Brainwashing” of American Civilian Prisoners by the Chinese Communists (New York: W.W. Norton, 1961); Anonymous, 1980; M.T. Singer, “The Systematic Manipulation of Psychological and Social Influence”, relazione presentata all'incontro annuale del Cult Awarness Network, Washington, D.C., 23 ottobre 1982; R. Ofshe e M.T. Singer, “Attacks on Peripheral Versus Central Elements of Self and the Impact of Thought-Reforming Techniques”, Cultic Study Journal, 1986, 3(1), pagg. 3-24; Singer e Addis, “Cults, Coercion and Contumely”.
2. State of West Virginia v. Stuart Green (omicidio involontario), Civil Action No. 92-M-1; State of West Virginia v. Leslie Green (omicidio involontario), Civil Action No. 92-M-5; State of West Virginia v. Dorothy McClellan (complotto), Civil Action No. 83-F-11 (omicidio involontario), Civil Action No. 83 (complotto) Civil Action No. 83-F-60.
3. P. Earley, Prophet of Death (New York: Morrow, 1991), pagg. 431, 435.
4. Lifton, Thought Reform and the Psychology of Totalism; Schein, Scheiner e Barker, Coercive Persuasion.
5. Ofshe e Singer, “Attacks on Peripheral Versus Central Elements of Self and the Impact of Thought-Reforming Techniques”.
6. J. Mindszenty, Memoires (New York: Macmillan, 1974) pag. 114.
7. P.C. Hearst, con A. Moscow, Every Secret Thing (New York: Doubleday, 1982), pagg. 95, 98, 240.
8. Le fonti per questa tavola sono: Lifton, Thought Reform and the Psychology of
Totalism, pagg. 419-437; Schein, Scheiner e Barker, Coercive Persuasion, pagg. 117-139; Ofshe e Singer, “Thought Reform and Brainwashing”, documento offerto come prova di testimonianza, Queens High Court, London, per conto di London Daily Mail, 1980; M.T. Singer, “Group Psychodynamics”, in R. Berkow (ed.) The Merck Manual od Diagnosis and Therapy(15a ed.) (Rahway, N.J.: Merck Sharp & Dohme Research Laboratories, 1987), pag. 1470; M.T. Singer e R. Ofshe, “Thought Reform Programs and the Production of Psychiatric Casualities”, Psychiatric Annals, 1990 (20)4, pagg. 189-190.
9. Barker, The Making of a Moonie, pag. 22; D.G. Bromley e A.D. Shupe, Jr., Strange Gods: The Great American Cult Scare (Boston: Beacon Press, 1981), pagg. 171-172; R. Enroth, Youth Brainwashing and the Extremist Cults (Grand Rapids, Mich.: Zondervan, 1977), pag. 115; Larson, Larson's New Book of Cults, pagg. 163, 259, 441; Mather e Nichols, Dictionary of Cults, Sects, Religions and Occult, pag. 55.
10. Lifton, Thought Reform and the Psychology of Totalism, pagg. 419-425.
11. R. Wallis, The Road to Total Freedom (New York: Columbia University Press, 1976), pag. 106.
12. Schein, Scheiner e Barker, Coercive Persuasion.
13. Lifton, Thought Reform and the Psychology of Totalism; R. Ofshe, “Coercive Persuasion and the Attitude Change”, in E.E. Borgatta e M.L. Borgatta (eds.), Encyclopedia of Sociology, Vol.1 (New York: Macmillan, 1992).
14. R.J. Lifton, The Future of Immortality and Other Essays for a Nuclear Age (New York: Basic Books, 1987), pagg. 195-208; L.J. West, relazione presentata al convegno della American Family Foundation, Arlington, Va., maggio 1992.
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